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[...] è in verità [...] Serpente, e se si pensa [...] mito di Adamo ed Eva, potreste sospettare [...] corrut-tore e devastatore. In realtà [...] o Serpente, animale che [...] o animale tentatore, [...] è il nostro salvatore, [...] è la Grazia che restituisce la ragione [...] è [...] mundi. Sarà lui, alla fine [...] tregua (anche contro il tempo: gli sono [...] ore), salito [...] gradino del calvario, a [...] morte, a premere il bottone giusto per [...] agli uomini [...] a un presiden-te degli Stati Uniti, [...] pazzo nazista che vuole annientare tutti i [...] a un guerrigliero, che fa il verso [...] Che Guevara, non meno pericoloso, narcisista e assassino. Anche Susanna Tamaro come [...] si fa carico dei [...] con meno muscoli ma un [...] di tempo in più [...] non senza un paio di incidenti [...] e un [...] di sesso, come si [...] al cielo. La differenza è che [...] an-ticomunista, come ai tempi della Madonna pellegrina. [...] con un occhio solo [...] glo-balizzazione del mondo e del male e [...] toglie la luce, quella artificiale, per rimettere [...] posto, tutti di nuovo ai na-stri di [...] fa orro-re, tutti ci hanno traditi. [...] ha ri-spetto della libertà [...] degli uomini e non si lascia fregare [...]. La storia di Anima Mundi [...] cimitero. Il figlio Walter ac-compagna il [...] dimo-ra, faceva freddo, [...] vento, gli unici uccelli capaci [...] era-no i corvi. Gli amici del vecchio [...]. Il vecchio era comunista, in [...] incidente sul lavoro aveva perso una gamba, però quella [...] funzionava benissimo, passava le sue giornate [...] picchiava i pugni sul tavolo. Non lo si dice [...] mai nulla dei luoghi, degli ambienti, dei [...] dei corpi), ma lo immaginia-mo forte di [...] una cami-cia a scacchi aperta sul petto, [...]. La madre, in-namorata di [...] cattolica e sottomessa, ricama e presto morirà [...]. Walter cresce male, il padre [...] gli parla mai. Reagisce e si ribella [...] sentieri del Carso. Presto avverte [...] «Sentivo di avere una forza [...]. Sapevo di essere grande. Non ero più Atlante, [...] dalle spalle sgombre. Scava den-tro i propri [...] e disperazione, scopre Baudelaire, a scuola trova [...] ca-mion vede rinchiusi gli agnelli av-viati al [...] (ricor-date il Silenzio degli Innocenti, The [...] the [...] arrivano i primi fermenti [...] «Ai [...] piace stare al caldo sotto la luce [...] piace il tepore delle utopie, delle promesse [...]. Non tutti possono andare [...] hanno la forza di contemplare [...] reale, il lungo tunnel [...] nascita alla morte -siamo costretti a percorrere [...]. Walter decide che è [...] finita: «So-no partito con quelli delle giostre». Seguirà un incidente in moto, [...] una sbornia, e il ricovero in una casa di [...] «il centro era una specie di vil-letta costruita [...] psichiatrico». Saremo a Gori-zia? A Trieste? [...] visto Basaglia? In verità lo [...] e lo cattura Andrea, che è una specie di [...] razzi-sta, che ha imparato il peggio di Nietzsche, che [...] la società in-diana divisa in caste invalicabili, così nessuno [...] sbatte per andare da una parte o [...] che chie-de : «Hai mai [...] un negro dirigere [...]. Figlio di profughi istriani [...] «Sono il cancro che corrode questa società. Con le loro sciocchezze [...]. Perchè non [...] bisogna [...] sotto il tacco della scarpa, [...] vermi, lasciare solo una poltiglia al suolo». E Wal-ter? «Era un [...] be-veva acqua chiara». I due solidariz-zano, gli [...]. /// [...] /// Avendo Walter scoperto la [...] («avevo capito che non ero portato a [...] tutti gli altri»), passerà da casa rinverdendo [...] madre che lo vorrebbe ingegnere e intanto [...] lavorare in una trattoria, andrà a Roma [...] le ali come [...] di Baudelaire. La città lo libera [...] dalle impurità: «Cammina-vo e camminavo e, camminando, [...]. Come ai ba-gni turchi. Farà lo sguattero, scriverà [...] il successo, transita inutil-mente davanti al cavallo [...] Rai, «un povero cavallo ago-nizzante», non avendo tessere [...] accontentarsi di fare lo schiavetto di sceneggiatori [...] sesso. Nel frattempo gli anni [...] set-tanta siamo entrati nei [...] ot-tanta, «marciume e putridume», [...] sistemati, e persino il gatto di Neno, [...] ricco e affermato, che una volta si [...] Mao [...] onore del grande marciatore adesso si chiama Mao [...]. Walter avrà la [...] brava storia di sesso [...] Orsa, che rappresenterà il punto più basso della [...] in-feri, «negli abissi più profondi per portare [...] superficie», e che lo abbandonerà senza un [...]. La madre è morta. /// [...] /// Gli tocca pure un [...] motorino e finisce in coma: «Che sfiga [...] del suo compleanno». Dopo il Fuoco (il [...] giovanili), dopo la Terra (la terra delle [...] frustra-zioni), finalmente [...] il Vento, ri-torno a [...] ormai vuota, perchè il padre affetto da [...] finito in un ospizio. Rovi-stando nei cassetti Walter trova [...] lettera di Andrea e un invito: «Il po-sto non [...] male, aria buona e vicino [...] anche un laghetto dove andare [...] pescare. Walter si rassegnerà [...] con il padre. Il vecchio comunista, partigiano, [...] che era già quasi anatomia». La pelle sottile e [...] ossa. Bia-scica parole incomprensibili. Solo alla fine, negli [...] chiamerà Walter, chiedendo «scu-sa». Il figliolo commosso si [...] di Andrea. Troverà il luogo, oltre confine, [...] casa, una specie di piccolo convento, in mez-zo ai [...] nella neve. Suor Irene -è rimasta [...] indicherà una croce e il luogo dove [...] An-drea. /// [...] /// Il diario ri-velerà a Walter [...]. Era stato un mercenario [...] Ciad [...] in altri paesi in guerra, così era [...] Jugoslavia. Il pa-dre era un italiano [...] vittima di Tito. Per soprav-vivere lo avevano [...] un amico. Dal quel momento era [...]. Andrea si senti-va un [...] famiglia. Per questo [...] fatta finita, la-sciandosi penzolare da [...] trave, dopo [...] chiesto per iscritto «scu-sa, scusa». Morirà anche suor Irene, [...] anni in India aveva curato i moribondi, [...]. Nelle ultime righe del [...] di Walter, suor Irene dice che [...] è attenzione. Conclu-sione: «Mi aveva dato [...] leggere. Era la preghiera sempli-ce [...] San Francesco. Quando ho detto: [...] si è perdonati. Morendo si risuscita a [...] cielo ha ripreso a cadere la neve». Fine, dopo [...] pagine (per ventiseimila lire). Tante pagi-ne di disperazione e [...] di con-solazione: [...] salvezza [...] bene. Secondo Susanna il male di Andrea è il male dei nostri giorni. [...] ci riscatta e [...] è Grazia, percezione della parte [...] che in noi e [...] del mon-do è «la vita [...] spirito» (citiamo ancora da Famiglia Cristiana). Il misticismo è una bella [...] per i tempi difficili. Può persino sal-vare un [...] let-to rapidamente per «dovere di cro-naca» e [...] più adeguatamente, un romanzo autobiografico (malgrado [...] della terza persona), un [...] (che tra integrali-smi, spiritualismi, [...] potrebbe andare molto di [...] tempi), che ripropone [...] mentre la guarda atterrito, [...] catechismo, pronto a immolare la sostanza nar-rativa [...] la fede. Per questo -forse così [...] -perchè valgano nella loro generici-tà esemplare, per [...] fragile realismo, i personaggi sono fragili, inconsistenti, [...] del ridicolo (il padre co-munista o la [...] luoghi sono indeterminati, la cadu-ta sulla Terra [...] Roma, [...] la gente dello spettacolo e della tv, [...] bozzettismo imbarazzante. Resta-no le parole di una [...] controlla-ta, misurata (ad eccezione di qual-che colpo [...] per eccesso [...] ascetica), abile, una lingua media [...] amabile fruizione, e resta-no, infine, le parole dello spirito. Nel Vento il romanzo [...] senza limiti alla presunzione. Grazie [...] di suor Irene, alle [...] Andrea, alla natura panteista che tutti accoglie [...] le sordide pagine della letteratura e diventa Famiglia Cristiana. /// [...] /// Beato chi [...] trovato con tanta sicurezza. Ed è curioso perché [...] un Papa speciale, eletto a furor di [...] il Conclave. Un Papa, per così [...]. È il mercato che [...] voce. Farebbe meglio, se-condo me, a [...] di più le sue idee, a non [...] tradurre in [...] o anticomuni-smo, come se fosse [...] di Don Camillo. Se non [...] più il comu-nismo da noi [...] più nem-meno la [...]. E dunque? Da dove [...] foga? Chi la minaccia? O è una [...] Anche la fac-cenda del «buonismo» che pure [...] «Famiglia [...] ha voluto spiegare in forma di lettera [...] amica è strana. Detto questo però mi pare [...] strano di-chiarare, come hanno fatto diver-si giornalisti su giornali [...] conosciuta lì, mi ha vol-tato [...] testa, là invece giocava a flipper, ma guarda un [...] brava a vendersi! Dietro quelle ri-ghe si [...] cosa: beata lei che ha venduto così [...] con i miei giornali e i miei [...] a mante-nere [...]. Vita segreta vorrà dire [...] o no? Bene, Cotroneo non ha voluto [...] tenersi sulle generali? Ma perché la Tamaro [...] negarsi ai venti editori che [...] rifiutata, per-ché non avrebbe [...] era lei la più grande scrittrice vi-vente [...] culturale che aveva cominciato ad imparare il [...] Perché non dire inve-ce che sono stati i [...] tam tam dei lettori, a fare della Tama-ro [...] è? Quel tam tam che per altri [...] stato? Fu la stessa cosa per La Storia [...] Elsa Morante, nonostante [...] pagina di pubblicità sul «Corriere [...] Sera». I miracoli si ripetono [...]. /// [...] /// È il letto-re diffuso, [...] ha deciso il destino della scrittrice: non [...] ora si va ricredendo come ho scritto [...] Romanzi [...] culto. E se qualcuno ama i [...] di una scrittrice, in quel libro ne servivo uno [...] credo possa inte-ressare chi scrive che una parte del [...] romanzo è intitolato a Suor Irene. Già perché quella Ire-ne, [...] nome di quel per-sonaggio che già era [...] dove ti porta il [...] rive-lata una fonte di ispirazione pe-renne. [...] ricordato nel mio libretto mi [...] costata [...] con lei. Le ho scritto una lettera [...] cui non ha risposto. Segno che avevo colpito, [...] sia quella del Bene che del Ma-le, [...] autobiografia, sulle sofferenze patite o fatte par-tire [...] una parola sul-la vita. Invece mi tocca sorbire [...] sulla Tamaro, co-me fosse una questione di [...] invidiosi, come se dietro Anima Mundi non [...] scrittrice ma una iena, uno squa-lo, per [...] anti-storica, quando invece e mi di-spiace per [...] arriva-no tardi a quella fonte, [...] già scritto nel 1995. La Tamaro è una [...] racconti mi ha commosso e fatto pensare [...] pure in maniera più sciolta, si è [...] nel suo li-bro di successo. [...] cosa che posso dire [...] Anima Mundi è che non mi piace il titolo, [...] Moravia, i titoli vanno tenuti bassi. Se si alza il titolo [...] la materia che deve [...] potrebbe non [...] a [...]. Ma siccome Susanna Ta-maro [...] tecnica dei manuali per sopravvivere, per vi-vere [...] fede nella vita, chi sa che non [...] Ma la smetta di parlare come nemmeno [...] Papa [...] più. Donatello [...] Susanna di Storia, anzi [...] e nei dolori della vita, dagli in-feri [...] Walter, figlio di comunista e madre maestrina [...] un feroce anticomunista. È lui il personaggio [...] atteso libro di Susanna Ta-maro, «Anima Mundi» [...] parabola intrisa di misticismo [...]. Dove il male dei nostri [...] si riscatta con [...] e con la percezione della [...] divina che è in noi. /// [...] /// Susanna Tamaro è nata [...] Trieste [...] 12 dicembre del 1957, ha esordito con [...] «La testa fra le nuvole» (Marsilio). Il suo secondo libro [...] «Per voce sola» (Marsilio e poi Baldini [...] Castoldi), che aveva ottenuto [...]. Ha conosciuto il successo [...] dove ti porta il [...] (Baldini [...] Castoldi). È autrice anche di [...]. Presso la casa editrice Omicron [...] apparso un libro intervista, «Il respiro quieto», [...] settimana ancora da Baldini [...] Castoldi. I suoi libri sono [...] lingue. /// [...] /// I suoi libri sono [...] lingue. (0) (0) ![]()
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