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Sta per uscire negli Stati Uniti, [...] non è la risposta femminile [...] famosa rivista di «John John» Kennedy. È una rivista per [...] Walt Disney, e lanciata in questi giorni [...] con un blitz pubblicitario da 5 milioni [...] 9 miliardi di lire, ma non spaventatevi: [...] Disney sono noccioline, rispetto ai lanci pubblicitari dei [...]. La direttrice si chiama Jane [...] e, per quanto incredibile [...] nome della rivista deriva da lei, un [...] «Repubblica» si fosse chiamata «Eugenio». In realtà, Jane [...] è la nota conduttrice [...] televisivo, e alla Disney sperano che la [...] la nuova regina del pettegolezzo soft, una [...] per le ventenni su [...] come sesso [...]. [...] da dire, però, che [...] Jane [...] ha registrato -pare -qualche [...] ambienti editoriali viene considerata una che ha [...] ha fatto molto rumore ma ha «prodotto [...]. La signora ha 34 anni [...] ha già diretto una rivista per adolescenti intitolata [...] che [...] scorso è andata in crisi. Ha scritto un libro [...] che, riportano le agenzie, non ha venduto [...]. [...] hanno avuto critiche a [...] poco deprimenti. Insomma, stando agli esperti [...] Disney a questo giro rischia grosso. Ma loro sembrano tranquilli. Alla [...] la divisione editoriale della Disney [...] occupa del ramo riviste e che si [...] lancio della nuova testata, puntano proprio sulla [...] questo personaggio controverso ma, a [...] loro, estremamente popolare. Il lancio della rivista [...] 5 milioni di dollari iniziali, una cifra [...] il mantenimento della campagna pubblicitaria. Si punta a 400. [...] di lungo termine è una [...] di 800. Se andrà male, si potrà [...] lanciare una rivista per maschi intitolata «Tarzan» e una [...] scimmie intitolata «Cita». Dal canto nostro, in Italia, [...] a comprare [...] rivista della Disney con [...] scemo ma dal contenuto mitico: si chiama «Topolino», [...] ricordate? Io Disney tu Jane Nasce nuova [...] Usa Dopo quasi [...] torna (con grande accoglienza) [...] contro [...] culturale Democrazia fra «midcult [...] Le profezie del vecchio [...] Le analisi del fondatore [...] cultura di massa suscitano ancora oggi una [...]. Per [...] la «bestia nera» è [...] estetica e politica. E anticipa di molti anni [...] di una frammentazione di subculture. /// [...] /// Un complotto di Bianca Montale, [...] compagnia e il sostegno di Dante Isella, [...] «Corriere [...] sera» e della Mondadori. Tutti contro di lei, Annalisa Cima, [...] dei diari postumi di Eugenio Montale. Naturalmente è la [...] tesi, di Annalisa Cima medesima, [...] una lettera indirizzata a Bianca Montale e anticipata oggi [...]. Accuse dure, ennesima puntata [...] (o meno) degli ormai famosi testi inediti [...] Montale: [...] querelle destinata a non esaurirsi tanto presto. Nella missiva, la Cima alza [...] tiro contro la nipote di Montale: citando una [...] lettera del 1986, sostiene che [...] da allora la [...] antagonista «conosceva benissimo i contenuti [...] 13 [...] di cui due riguardavano il [...] e altre due la curatela [...] omnia di Montale». Ora, Bianca vorrebbe come [...] Giorgio Zampa, che a dire della Cima fu già [...] in versi pubblicata dai Meridiani Mondadori: secondo Annalisa Cima, [...] poeta «diffidava» invece di Zampa e avrebbe [...] Gianfranco Contini e Rosanna Bettarini, poi «scalzati» [...] la [...] morte. Riassumendo, io ho [...] morale di essere la [...] lei ha quello di rispettare la volontà [...] che oltretutto ha già accettato firmando il [...] e la Mondadori nel 1988. A lei il lucro [...] come già scrissi alla Mondadori, a me [...]. E conclude: «Se mentre [...] perché la coscienza retta ride delle bugie. Suo zio, che era giustamente [...] prevedendo che lei sarebbe diventata mia nemica [...] lasciata in una botte di [...]. Le consiglio nel prossimo [...] non la calunnia». La sensazione è che [...]. La polemica continuerà, e purtroppo Montale non è [...] a [...] chi ha ragione. Inediti di Montale, Cima [...] È molto significativa [...] con cui è stato [...] recente, saggio come [...] e Midcult di Dwight [...]. Anzitutto è segno della [...] ri-flessione su una serie di temi -cul-tura [...] comunicazioni di massa, omologazione dei linguag-gi e [...] degli intel-lettuali -che pure sono continua-mente proclamati [...] su questi nodi appare infatti co-sì pregnante [...] te-sto scritto quasi [...] fa, in [...] clima mediatico e cul-turale, [...] che il dibat-tito attuale è scontato, ripetitivo, [...]. Che è proprio ciò [...] frequentemente, capita di pensare davanti alle ana-lisi [...] scienze della co-municazione, tanto sofisticate da apparire [...] oppure agli estemporanei ed inutili pareri delle [...] ge-nerici e tuttofare. Il primo merito di questo [...] sta invece nel taglio [...] di [...] infor-mato ma non ossessionato [...] «cultura di massa», polemico fino [...] ma non apocalit-tico. E lo stile [...] è, come sempre, il [...] un approc-cio mentale, di un costume cultu-rale. [...] sfiora lo snobi-smo elitario [...] precipita («È proprio perché credo nelle po-tenzialità [...] critico il [...] è pessimista ma non [...] problema che pongono la cattiva qualità del [...] e la perfida truffa [...] Midcult. Forse è il caso [...] questi due termini: il [...] è la cultura di [...] Cultura», ripetu-ta e serializzata, [...] processo di standardizzazione che -nei paesi capitalisti [...] allora socialisti -«trasforma [...] di massa»; è, sostiene [...] una cultura «scadente in [...] com-pletamente soggetta allo spettatore, che «non chiede [...] e nulla dun-que dà. Il Midcult ap-pare invece [...] più sottile e ambiguo: esprime una componente [...] in gra-do perfino di «farsi passare per [...] esempio, sfrutta e popola-rizza le scoperte [...] si presenta come trasgressivo, [...] esclusiva» e apparentemente non [...] al passo coi tempi, e così via: [...] tutti che [...] fa è il suo [...] Hemingway, [...] particolare Il vec-chio e il mare. Da questo punto di [...] accennava, [...] con cui questo libriccino [...] è paradossalmente il sintomo di una distrazione: [...] ha la-mentato che un testo del genere [...] noi, quando è disponibile -insieme ad altri [...] per esempio quelli su Joyce, [...] o il Vietnam, pubblicati [...] Italia [...] raccolta [...] -da quasi [...]. Il problema è il [...] queste tesi, ma tutta una corrente di [...] grup-po della Partisan [...] e di [...] con figure come Paul Goo-dman [...] Irving Howe, in America; Nicola Chiaromonte da noi) [...] tra le grandi tradizio-ni ideologiche del do-poguerra. Certo che al nostro [...] come siamo a un [...] che ha esau-rito ogni [...] vagamen-te democratica, e in-vischiati in un Mi-dcult [...] le chiare parole di [...] appaiono un autentico toccasa-na [...] ri-schio consolatorio e [...] visto [...] con cui so-no state [...] quei ro-tocalchi ormai divenuti semplici megafoni del [...] più persua-sivo e avvelenato, [...]. Ma una ragione [...] è un entu-siasmo visibilmente postumo, [...] non costa nulla e resta senza con-seguenza. Come ha spiegato una [...] anarchico ri-formista di Paul Goodman, le grandi [...] volentieri le critiche più radicali e [...] quello che non accet-tano [...] Goodman [...] in un saggio, raccolto dalle edizioni Eléuthera [...] Individuo [...] comunità, un aneddoto esemplare -è il pro-getto [...] programma. Con questo possiamo misurarci. Sappiamo che la tv [...] ma è inevitabile che lo sia. E ora lei vuole [...] essere diversa! Ovviamente Goodman non ricevette mai [...] incarico dalla [...]. Ma è meglio non [...] reazioni. Così come non sot-tolineerei [...] dove [...] rivela strane approssi-mazioni e [...] nel caso [...] reciproca autonomia tra Alta Cultura [...] Arte Popolare («prodotto autoctono forgiato dal [...] per [...] esigenze») che solo la so-cietà di massa [...] è serio e non senza con-seguenze. E non appare davvero [...] nera di [...] è infatti la contaminazione, [...] un tempo america-no e ormai universale, del [...] «tutto si fuse completa-mente». E [...] siamo al cuore del [...] rapporto tra democrazia e cultura, e alla [...] ruota, che Vit-torio [...] nella vivace intro-duzione, [...] così: «Perché scontiamo sul [...] le conquiste della democrazia?». Per riprendere il filo [...] bisognerebbe provare in-tanto a misurare la distanza [...] di [...] e il nostro presente. In estrema sintesi, la [...] (e quindi il [...] di [...] tendeva [...] sia sul piano del [...] contenuti che su quello della circolazione e [...]. Solo nelle ultime pagine, [...] anticipatrici, si affaccia [...] che non esista «un unico Grande Pubblico, ma invece una serie di pubblici più piccoli, [...] specializzati». Questa decisiva frammentazione è [...] contrassegna il nostro presente, come è evidente [...] anche i dati statistici più grezzi: per [...] delle trasmis-sione tv o i risultati elettorali. [...] di [...] (e anche, se vogliamo, [...] o al Midcult) adatta [...] dove dieci o quindici milioni di italiani [...] lo stesso sce-neggiato e lo stesso Tg, [...] soli partiti politici assommavano il [...]. E ce [...] una interamente da ricostruire di [...] a una situazione [...] in cui si discute [...] di programmi popolari che raggiungono [...] stento i 3 mi-lioni di telespettatori (per di più Auditel, ossia del tutto virtuali); e per arrivare al [...] delle preferen-ze elettorali di partiti [...] partitini bi-sognerebbe [...] almeno 6 o 7. Questa frantumazione di gusti [...] il dato qualifi-cante del nostro scenario attuale. Per i postmoderni più [...] segnale di pluralismo culturale; più prudentemente, potremmo [...] esso si mescolano approdi e tensioni diverse, [...] libertarie e [...]. E comunque ciò non [...] non esista più una società di massa, [...] oggi si configura piutto-sto [...] che racco-glie, uniforma e non omologa del [...] molto di-verse. [...] il problema, esattamente come [...] ridiventa insieme estetico e [...]. Nel senso che anche [...] i danni che questa situazio-ne provoca -il [...] là dei pericoli di intolleranza ed esclusione [...] deficit di innovazione -sembrano profi-larsi due vie [...] non riguardano [...] e la cultura come [...] resto della discussione pubblica. La pri-ma consiste nel [...] qualità di quelle culture e quei pubblici [...] frantu-mazione del [...] genera. Con [...] nella società con-temporanea tutte le [...] so-no minoritarie. Un limite gravissi-mo del [...] comunica-zione attuali è che alcune mino-ranze, appena [...] grandi e potenti, sono blandite e [...] altre, meno ricche e [...] ma clamorosa-mente marginalizzate. È il caso del [...] di comunica-zione diversi da quello ritenuto dominante: [...] pubbli-co della radio (delle radio), inferio-re numericamente [...] ma non certo nelle proporzio-ni che potrebbe [...] e dalla cura di-versa [...] due media sono se-guiti. [...] non si tratta di esaltare [...] spazi e linguaggi alterna-tivi secondo [...] illusione [...] ma di forzare la conformazione [...] della so-cietà di massa contemporanea. La seconda via [...] è quella efficacemente indicata [...] «Bisognerà diventare più sobri, [...] concreti in politica e più radicali, intransigenti, [...] riguarda [...] i linguaggi, la sfera [...] cultura»: soluzione alta e perciò difficile del [...] rapporto fra cultura e democrazia. [...] mentale e le brillanti [...] -oltre al nucleo che [...] spa-ziano in ambiti diversi -hanno questo merito [...] noi di pórci, con maggiore chiarez-za e [...] non solo per chi opera nei vari [...] ma per tutti i cittadi-ni di una [...] il ter-reno della comunicazione è ormai vistosamente [...]. Marino Sinibaldi «Double Monna Lisa» [...] Andy [...] e Midcult di Dwight [...] e/o editore [...] lire 8. Tariffe di abbonamento Italia [...] Semestrale 7 numeri L. Via Bettola 18 -20092 Cinisello Balsamo (MI) -oppure presso le Federazioni del Pds. Tariffe pubblicitarie A [...]. /// [...] /// Direzione Generale: Milano 20124 -Via Giosuè Carducci, 29 -Tel. /// [...] /// Statale dei Giovi, 137 [...] S. La morte improvvisa di Vittorio Russo, [...] di lette-ratura italiana [...] di Na-poli Federico II [...] in-farto il 20 agosto mentre si trovava [...] amata casa di cam-pagna nei pressi di Maratea, [...] per tanti fili a quella di un [...] studioso di letteratura italia-na, che con Vittorio [...] Napoli un lungo sodalizio non so-lo universitario, [...] intellettuale, politico: Giancarlo Mazzacurati, morto do-po lunga [...] agosto del 1995. Per me, fin dai [...] con gli studi letterari, Mazzacurati e Russo [...] assistenti di [...] di vecchio stampo come Salvatore Battaglia, [...] potuto riconosce-re in loro studiosi, critici, storici [...] di un ristretto spazio accademico, che non [...] il proprio campicello, ma nella loro attività [...] loro essere di uomini, sapevano stringere in [...] per la politica con [...] severo [...]. Anche quando, negli studi [...] Mazzacurati e Russo hanno preso strade diverse, è [...] loro legame, sorto [...] coltivato nella vita quotidia-na [...] Napoli tanto amata, che ancora negli anni [...] sembrava of-frire a giovani [...] di vita luminosa e felice, non ancora [...] dei tanti scempi che pure già erano [...] suo corpo lacerato. Se Mazzacurati era napoletano [...] poi negli ultimi anni aveva lasciato Napoli [...] Pisa, Vittorio Russo (nato nel 1934) lo [...] fondo e dei na-poletani aveva la passionalità, [...] le [...] che sapeva con-vogliare gagliardamente [...] e nella [...] vivace partecipa-zione alla vita [...]. E può sem-brare paradossale che [...] co-me lui, così attento al presente, co-sì preso [...] così impe-gnato a [...] al di fuori di ogni [...] si occupasse in pri-mo luogo di letteratura medioeva-le [...] come Dante [...] conformismo [...] vorrebbe espungere dalle scuole perché [...] «vecchio» e lonta-no); ma Vittorio Russo, dantista di notevole [...] suo rapporto con Dante, [...] e civile, rico-nosceva nel grande [...] proprio la vitalità di [...] totale, di [...] piena nel mon-do, di una [...] e moder-nissima tensione etica e politica (tra i suoi [...] danteschi, ricordo Sussidi di esegesi dantesca, Liguo-ri 1966, e Il romanzo teologico, Li-guori 1984: notevoli tra [...] la [...] attenzione ai rapporti della «Commedia» [...] la forma «ro-manzo», [...] di una sociologia delle forme [...] di un marxismo antidogma-tico). [...] parte un nesso in-scindibile fra [...] suoi studi dante-schi e la [...] attività di polemista e di [...] delle forme della cul-tura collettiva (ricordo il libro [...] scrittoio, Liguori 1987), accompagnata dalla [...] varia vi-cenda di militante nella sinistra napoletana. /// [...] /// [...] parte un nesso in-scindibile fra [...] suoi studi dante-schi e la [...] attività di polemista e di [...] delle forme della cul-tura collettiva (ricordo il libro [...] scrittoio, Liguori 1987), accompagnata dalla [...] varia vi-cenda di militante nella sinistra napoletana. (0) (0) ![]()
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