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Le lettere di cui parla Gramsci [...] siamo nel marzo del 1924,. Gramsci, da Vienna, dove dirige [...] centro di coordinamento [...] antifascista, cerca, a [...] p -sta e con tutti [...] altri [...] possibili, di riannodare i fili [...] contatti e delle collaborazioni con i [...] o i simpatizzanti di tutte [...] regioni. Ma due risposte in particolare [...] colpiscono, tanto che sente il bisogno di [...] a lungo in una lettera [...] a Togliatti e [...] altri membri del gruppo dirigente [...] partito. [...] e Zini non sono [...] passati dalla parte dei fascisti. [...] giunge alla conclusione che « [...] Partito comunista. Zini [...] fa sapere Gramsci [...] « scrive di essere [...] non avere fiducia più in nulla e [...] di essersi completamente dedicato, oltre alle sue [...] sistemare il suo pensiero in un libro, [...] contenuti nella lettera, sarà il puro riflesso [...] di passività politica ». Gramsci risponde ad entrambi. Privatamente, con una lettera, [...] Zini: [...] a [...] riproducendo larghi stralci della [...] numero della nuova serie [...] Nuovo quindicinale. La lettera a Zini [...] iniezione » di ottimismo: forse in Italia, [...] spirituale del fascismo » oscura il fatto [...] nuovo esiste nel mondo (il riferimento è [...] Russia) e lavora [...]. Perchè il nostro Paese [...] questo : processo di rinnovamento generale? ». Gli intellettuali della vecchia [...]. Più energica è la [...]. Gramsci inizia osservando che. [...] scrive che « la [...] assente dalla vita politica » e che [...] sarà la possibilità di [...] politica finché i problemi [...] presentano ad ogni operaio dovranno essere risolti [...] come è oggi: c'è da salvare il [...]. Gramsci replica seccamente: « Ma [...] continuare ad esistere, come potrebbe svilupparsi il Partito [...] cioè potrebbe [...] in grado, dopo la [...] di dominare e guidare gli avvenimenti, se [...] di assoluta passività prospettato [...] S. La storia, non vi [...] poi dato ragione a Gramsci. Certo non nelle settimane [...] e negli anni immediatamente successivi. Ma come sarebbe stato [...] successe dopo, compreso quello che succede oggi, [...] problemi, contraddizioni di portata tale che è [...] a tratti insolubili e inducano allo sgomento [...] maniera così avanzata non sono stati mai [...] altro Paese capitalistico sviluppato del mondo; come [...] verificare tutto questo, senza [...]. Abbiamo visto che sul [...] Gramsci non aveva alcuna incertezza; egli però [...] sente il bisogno di [...] sia soggettive che oggettive, [...] sorto in questi settori [...] dedica alla questione [...] oltre alle risposte « [...]. [...] che lo tormenta è il [...] « Perchè tra gli intellettuali che nel [...] erano con noi attivamente. Gramsci tenta di abbozzare una [...]. La risposta [...] fondata più su intuizioni che [...] piena di formule dubitative e limitative [...] solleva una serie di problemi, [...] che indicare soluzioni. Perchè il pessimismo e la [...] c Mi pare [...] scrive Gramsci a Togliatti, Scocci-marro. /// [...] /// Terracini [...] che ciò dipenda, almeno [...] fatto che il nostro partito non ha [...] che si fondi sulle prospettive delle soluzioni [...] situazione può avere. Noi siamo per il [...] contadino, ma cosa significa ciò concretamente in Italia [...] Nessuno saprebbe [...]. Le grandi masse, di [...] intellettuali diventano gli e-sponenti, non hanno un [...] sanno come si potrà uscire dalle angustie [...]. /// [...] /// Zini addirittura non crede [...] questo. Come rispondere a questo [...] Nella [...] vi è accanto agli interrogativi una indicazione [...] Noi dobbiamo prospettare tutte le probabili soluzioni [...] situazione può avere, e per ognuna di [...] dobbiamo fissare delle direttive. Noi dobbiamo fare questo lavoro [...] esame politico, dobbiamo [...] per noi e dobbiamo [...] per le masse del nostro. Io penso che nella [...] il Paese avrà il sopravvento quel partito [...] capito questo processo necessario di transizione e [...] grandi masse [...] della serietà ». C'è qualche analogia tra [...] allora [...] e quelli di oggi? Qualcuna [...]. Ma bisogna tenere presenti [...] soprattutto [...] le differenze. Nel [...] la sconfitta del movimento operato [...] era già consumata. Oggi la maggior parte [...] delle possibilità nuove derivano invece proprio dal [...] classe operaia e il movimento democratico non [...] così forti. Eppure resta enorme il [...] per eliminare le sfasature e le stesse [...] dal [...] degli elementi positivi. E non si tratta [...] le contraddizioni, ma di impastarvi le mani [...]. [...] con il compagno Achille Occhetto [...] crisi degli atenei. La riforma [...] non si può fare solo [...] Parlamento. Ha bisogno di un sostegno, [...] di . Anche» degli studenti? «Certo. Sono convinto che la maggior [...] delle masse studentesche italiane vogliono una Università diversa, profondamente [...] non la [...] distruzione ». Sono le prime battute [...] con il compagno Achille Occhetto. Da non molte settimane Occhetto [...] la responsabilità della Consulta nazionale della scuola. Un « punto caldo [...] più decisivi per misurare, nel vivo dei [...] ai problemi de»l Paese di quel « [...] rinnovamento della società italiana, alla cui elaborazione Occhetto [...] nei mesi scorsi. Gli studenti, dunque. [...] di ciò che sono e [...]. Oltre la distorsione -inevitabile [...] coglie quando li si osservi attraverso " [...] deformante delle cronache di violenza degli ultimi [...]. Prendiamo ad esempio il [...] effettuato dalla « [...] » per conto della [...] Panorama. [...] svolta in dieci atenei [...] Nord. /// [...] /// Tali da meritare un interesse [...] una riflessione [...] pubblica e tra le forze [...] che invece non hanno avuto. Oltre? la metà degli [...] regolarmente i corsi universitari. Né ritiene di ricevere una [...] adeguata rispetto al lavoro che dovrebbe svolgere una volta [...] la laurea. Ciò soprattutto a causa [...] scarsità di attrezzature, degli appesantimenti burocratici, dei [...]. Eppure, in larghissima misura [...] circa) gli studenti sono soddisfatti [...] di studi adottato, anche [...] di trovare un lavoro omogeneo allo studio. E studiano, checché se [...] fino ad un mese per preparare un [...] mesi e più per uno difficile. Considerano buona, o anche [...] dei docenti. Ma troppo scarso il [...] il tempo che dedicano [...]. Il senso delle [...] tuttavia un nuovo modello [...] Università [...] hanno in testa. /// [...] /// Né pensano [...] degli esami, bensì ad una [...] fondata sul merito. Piuttosto, una netta maggioranza, [...] cento, è favorevole ad integrare la didattica [...] lavoro. Vogliono cioè una Università [...] staccata dalla vita, ma prepari attivamente [...] nella società. E [...] di maggiore spicco non [...] richiamo alla cosiddetta " severità degli studi": [...] profonda del rapporto dello studio con la [...]. Aggiunge Occhetto: «Una tale analisi [...] una nostra radicata convinzione. E cioè che il problema [...] non si può risolvere in modo esclusivo [...] degli atenei. Va affrontato prima. Allora quello [...] diventa un problema più [...] della più alta formazione culturale e scientifica. [...] il solo modo questo [...] disputa improponibile sul " numero chiuso", e [...] tempo di programmare [...] anarchia nelle iscrizioni. Ma questo non vuol dire, [...] sostengono parecchi nostri critici, rendere [...] subalterna al meccanismo capitalistico? [...] Indubbiamente [...] risponde Occhetto [...] tocchiamo una questione di fondo. [...] diventa cioè uno spaccato [...] società. E allora ci pone [...] di come ripensiamo nel suo insieme questa [...]. Dei criteri oggettivi non [...] resta [...] della politica seguita finora [...] non appaiono superabili se non con la [...] classe, o con il numero chiuso. Cioè, in ogni caso, [...]. Una visione programmata degli [...] volta è possibile solo se la vediamo [...] della divisione del lavoro. Occorre andare a forme [...] lavoro manuale e intellettuale, ad una maggiore [...] mentale) nel passaggio da un ruolo [...] insomma ad una diversa [...] personalità individuale ». Bisogna programmare Se è [...] proponiamo parlando di programmazione. Noi dobbiamo lottare su [...]. Da un lato, contro [...] impostazione moralistica di chi [...] davanti alla crisi e agli [...] della scuola di ! [...] impostazione da battere è [...]. Insomma, a giudizio del [...] Occhetto, [...] recuperare il terreno perduto, collocando la battaglia UNA MOSTRA DI AROLDO [...] ALLA GALLERIA NAZIONALE DI RO MA Il pittore liberty della borghesia milanese Arnoldo [...] « Signore in giardino [...]. In alto: [...] Donna con fiori » [...] disegni, acquarelli e tempere in [...] rassegna che ripropone l'opera di un artista dagli interessi [...] ma contraddittori -Il rapporto con il movimento futurista ROMA [...] in atto, da qualche anno, [...] sistematica riproposta [...] del pittore Aroldo [...]. Rientra in questa riproposta [...] circa settanta disegni, acquarelli e tempere allestita [...] Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma fino [...] per [...] del dono di alcune [...] fatto alla Galleria dalla sorella del pittore, [...] Elva [...] Poggi che, già nel [...] Cento la costituzione di un museo tutto [...]. Bisogna poi ricordare che [...]. Recentemente nella mostra « Il Liberty [...] Bologna e nell'Emilia Romagna» organizzata dalla Galleria [...] Moderna [...] Bologna. [...] ha avuto un posto di [...]. S'è accennato che fu [...] interessi ma profondamente contraddittorio: il fatto saliente [...] fu la rapida adesione al Manifesto dei [...] (Milano 11 febbraio 1910) e [...] più rapido ritiro assieme [...] Romolo Romani [...] le adesioni finali furono [...] Boccioni. Carrà, [...] Severini e Balla. Il problema della adesione [...] improvviso suscita oggi molte controversie di difficile [...] II [...] distacco dal futurismo fu probabilmente ideologico e [...] c'è un elemento fondamentale per giudicare quanto [...] fosse una entusiastica infatuazione subito [...] con le partecipazioni alle [...] Politeama Chiarella di Torino [...] marzo, al Teatro Mercadante [...] Napoli [...] 20 aprile, alla Fenice di Venezia il [...] e Romani si ritirano [...] aprile il Manifesto Tecnico Futurista). Difatti, le sue opere [...] non partecipano minimamente di quel tipico carattere [...] del futurismo: e dopo il ritiro della [...] sviluppano i motivi tipici di un fluente [...] fondato su un occhio tanto acuto da [...] e pettegolo [...] la vita quotidiana della [...] oppure patetico e critico, acre e propagandistico, [...] vicende quotidiane della povera vita popolare. [...] poi, anche [...] politico e satirico che non [...] nulla a che fare col [...] nel 1911 [...] sono le serie Gli Unni [...] ; gli altri e I Comandamenti [...] di Dio, serie ideologiche e [...] intervento alla vigilia della Grande Guerra [...] ma si ricollega a giornali [...] di [...] e [...] e [...] francese, [...] Ma. Che questo fosse il [...] una controprova ed è la orrenda serie [...] e contro il voto [...] serie del 1911-12 mal disegnata, volgare nel [...]. Per [...] questo antifemminismo [...] è stato collegato al [...] a parte il fatto che il primo [...] corretto in successivi manifesti tra il 1912 [...] della donna futurista e [...] Manifesto [...] Lussuria di Valentino di [...]. Immaginazione senza fili di Marinetti [...] Manifesto politico futurista del [...] di [...] è di specie borghese [...] da un punto di vista figurativo, come [...] disegno menzognero il disegno sociale di [...] e di Toulouse La [...]. Nel catalogo della mostra [...] Roma. Giovanna De Feo fa [...] sul caso [...] « [...] Ciò che del futurismo [...] rifiuta è piuttosto [...] la formulazione della formula, [...] della sintesi. Con una componente abbastanza espliciti [...] bohèmienne. Borghesia urbana molto milanese, [...] richiesta di progresso senza avventure, che rifiuta [...] della città che sale di Boccioni, alla [...] Milano sgargiante, sezionata in tanti angoli noti. Nella resa pittorica di [...] è straordinario e anche [...] lo slancio del vivere borghese fin sulla [...] e [...] della motte: e [...] il suo [...] berty va oltre il [...] ed erotico per divenire un espressionismo, cosi [...] Italia, che tocca il panico, che [...] la morte. Questo sfavillante liberty che [...]. Dario [...] in un fronde sociale [...] alto. Riteniamo che tali indicazioni [...] largamente condivise. Nello stesso tempo, diciamo [...] deve iniziare già nella scuola secondaria, e [...]. Da un lato per [...] legale del titolo di studio. [...] per giungere ad una migliore [...] della professionalità, degli sbocchi occupazionali. La programmazione universitaria non può [...] disgiunta da una programmazione economico [...] complessiva ». Ecco una espressione chiave. Cosa intendiamo dire con [...] universitaria? [...] attuare un meccanismo di [...] che aiuti a chiarire ai giovani le [...] in rapporto alle esigenze della società. Se togliessimo ad esempio [...] fanno del titolo di studio una sorta [...] occupare posizioni di privilegio, si andrebbe già [...] più consapevole degli indirizzi da adottare. Per riferirmi ad una [...] clamorosa, avremmo meno studenti di medicina se [...] a questa facoltà non pensasse più solo [...] guadagno, ad una posizione sociale di prestigio [...]. Occhetto aggiunge: «Questo tipo [...] deve essere garantito appunto anche dalla possibilità [...] lavoro manuale a quello intellettuale. /// [...] /// Forse però, osserviamo, anche [...] si dicono [...] del lavoro pratico accoppiato [...] di non essere molto popolare. Il compagno Occhetto pensa [...] punto bisogna essere chiari: « Tale discorso [...] se non lo si colloca [...] di un discorso più [...] diversa divisione del lavoro, di una concezione [...] che non consideri più discriminante e subalterno [...]. Da questo punto di [...] riproduce, come fa adesso, i vecchi meccanismi. Ancora Occhetto è [...] che il discorso sulla programmazione [...] può [...] agli accessi. [...] anche necessaria una programmazione [...]. Non tutti debbono fare [...]. Si tratta di stabilire [...] a livello nazionale e regionale, che consenta [...] studi su un settore piuttosto che su [...]. E si tratta di [...] decentramento delle sedi che risponda a criteri [...] della proliferazione municipalistica o [...]. Ad essa non contrapponiamo [...] Atenei esistenti, ma il principio che una [...] numero ottima» le (intorno ai ventimila [...] ti) si debba andare [...]. Il sondaggio degli studenti [...] altri problemi. [...] dei docenti. [...] del « tempo pieno [...] dei docenti, ma della « istituzione » [...] posto ripetutamente nel corso dei nostri contatti [...] universitarie. A questo punto, il [...] Occhetto [...] una presa di posizione politica molto precisa [...]. E prosegue: «Certo, le [...] sono molte, e complesse. Ma proprio per questo, [...] riforma non può farsi solo nel Parlamento. Esige un rapporto preciso [...] Parlamento e il sistema della democrazia di base. Non a caso noi [...] fase di sperimentazione della riforma ». E gli altri gruppi [...] collocano? « Molto preoccupante [...] dice Occhetto [...] è la posizione del [...] Malfatti [...] della [...]. [...] una posizione che nasce dal [...] di uno sforzo culturale e [...] di un ripensamento del rapporto [...] in definitiva della società nel [...] insieme. La risposta perciò è [...] ulteriore svalutazione della scuola di massa, da [...] ritagliare in essa un ristretto settore elitario [...]. Soluzioni valide A questo [...] la questione di un forte movimento a [...] visione veramente [...] e rinnovatrice [...]. Che ne pensa Occhetto? [...] Penso [...] per dare espressione politica agli orientamenti positivi [...] studenti, non bisogna tanto discutere se stare [...] il movimento, ma della qualità del movimento [...]. Non riusciremo a creare [...] ad [...] interna, ma cogliendo le [...] di un futuro migliore, di una società [...] fra i giovani. Certo, senza atteggiamenti di tipo [...] pensando ad una riforma da conquistare in blocco, mentre [...] lottare sui problemi specifici ». La società capitalistica non [...] da un lato di impossessarsi del consumismo. Dobbiamo rivalutare tutti gli [...] della società contenuti nella nostra proposta politica. Solo in una società rinnovata [...] esserci posto per una Università nuova ». /// [...] /// Solo in una società rinnovata [...] esserci posto per una Università nuova ». (0) (0) ![]()
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