[...] per quanto molto importante, non [...] far dimenticare [...] antinomia persino più importante, come [...] Bobbio ha a suo tempo insegnato a tutti noi: [...] tra libertà [...] o se si vuole liberalismo [...] e autoritarismo. È infatti vero che Hitler [...] Stalin dopo il noto patto [...] di [...] e di spartizione della Polonia [...] Paesi Baltici finirono per scontrarsi lasciando sul [...] irriducibili, decine di milioni di morti (a [...] sovietici e dei comunisti nella lotta contro [...]. Ma non è certo [...] Hitler [...] abbia commesso, invadendo [...] il più grande errore [...] vita, né che Stalin si apprestasse ad [...] dopo che le truppe tedesche si fossero [...] con [...] (come il dittatore tedesco, [...] altri la «logica» propria, pensava). Inoltre il Patto [...] fu contrabbandato, [...] Comunista tutta (Partito Comunista [...] compreso), non già come una [...] tattica di uno Stato pur proletario in estrema difficoltà, [...] per salvarsi doveva mettersi strumentalmente [...] anche col diavolo perché [...] democratico in caso diverso lo [...] abbandonato a quel signore [...] ma come [...] con il nemico di classe [...] cattivo» (essendo quello [...] liberale e democratico, come si [...] visto con la pace di Versailles e con quella [...] più pericoloso e infame). Oggi poi in Russia [...] certo alla convergenza tra [...] comunisti, tra [...] ed i golpisti nostalgici [...]. Spesso manifestano nelle strade, [...] parlamento, di comune accordo. Tanti momenti di apparentemente [...] in [...] o i massimalisti o [...] hanno fatto il gioco dei fascismi combattendo [...] riformisti come il principale nemico da battere, [...] di una vocazione originaria [...] essere contro la democrazia realmente esistente (borghese, [...] e contro la coeva [...] socialista democratica e riformista, [...] di saltare per aria con il nemico [...]. Va detto che tale [...] spesso condivisa anche dalla sinistra che abbiamo [...] cosi si suicidava ciclicamente, in odio al [...] borghese, fosse questo di destra o di [...]. E una storia, pretesa [...] di sinistra», purtroppo senza fine, naturalmente sempre [...] reali e talora criminali del liberalismo anche [...] riformismo, ma non per questo meno grave [...]. Si parte con [...] Georges Sorel, che sin [...] certo conoscendo egli pure [...] polli riformisti, pur non ancora tanto onnivori [...] -dei «politicanti» come di «persone accorte i [...] aguzzano [...] in modo del tutto [...] i quali la caccia ai buoni posti [...] teppisti» (Riflessioni sulla violenza, in Scritti politici, [...] R. [...] Torino, UTET, 1963, p. ///
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[...] Torino, UTET, 1963, p.