[...] esistenzialistica che Adorno non tradirà [...] consiste nel rifiuto della conciliazione idealistica della ragione, intesa [...] Hegel come identità assoluta, e nel ribadimento delle legittime [...] di una soggettività che, nella [...] unicità, si pone consapevolmente come [...] non identico. Tuttavia, secondo Adorno, [...] finisce per capovolgere [...] hegeliana [...] di un Io particolare: una [...] x, un punto, una decisione assoluta. Nella « interiorità priva [...] che caratterizza il pensiero di [...] la soggettività viene a [...] legame col mondo, [...] astrattamente a questo, come [...] una peccaminosa e indecifrabile alterità. Difendendo [...] dalle pretese esaustive del [...] Adorno [...] ritrova schierato contro Hegel. Ma nel respingere gli esiti [...] della interiorità [...] egli sembra [...] fede al pensiero dialettico. La mancata sintesi idealistica, [...] al « salto nella [...] mantenuta da Adorno sul piano [...] temporale e proiettata nel [...]. Gli impulsi artistici [...] espressionistica e quelli politici del [...] rivoluzionario cospirano cosi alla definizione [...] messianico. Negli anni Venti, il [...] Adorno [...] educato nello spirito escatologico di Ernst Bloch, Johannes R. Becher, Walter Benjamin. Si tratta di un [...] e politico, non alieno ai gusti raffinati [...]. Un misto di ostilità [...] di [...] culturale, per cui, mentre [...] di radicale opposizione, non si abbandonano diffidenze [...] le organizzazioni e i partiti di massa. Diventa cosi spontaneo per Adorno [...] nome di [...] a quello di Nietzsche [...] Karl Kraus: la salvezza del mondo riposa nella [...] solitaria, nella radicalità del suo impulso espressivo [...]. Senonché la tradizione individualistica [...] solitaria » non può non entrare in [...] dialettico, cioè con la consapevolezza del costituirsi [...] della società attraverso le forme del lavoro. A questa tensione dobbiamo [...] di un libro come Minima [...]. Torino, Einaudi, 1979). In esso, [...] noto, [...] moralistica si spinge fino al [...] di denunciare [...] socievolezza e le piccole gioie [...] vita quotidiana, il cui gradimento potrebbe rappresentare, [...] del mondo, una forma di [...] colpevole [...] generale. [...] risuona ancora [...] soggettività [...] « tutta tesa a non [...] con [...] e a diffidare di tutto, [...] tutto può nascondere, sotto [...] innocenza, [...] del mondo» [...] op. [...] tra [...] individualistica di [...] e la prospettiva dialettica di Hegel diventa in Minima [...] una [...]. Karola Bloch, Memorie dalla [...] Casale Monferrato, Marietti, 1982. ///
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Karola Bloch, Memorie dalla [...] Casale Monferrato, Marietti, 1982.