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E la se-ra [...] domenica di settembre [...] prossi-mo (poco più di un [...] misurata sui tem-pi lunghissimi delle [...] elettorali tedesche) potrebbe ritrovarsi davvero cancelliere della Germania. Non è impossibile, dopo [...] successo in Gran Bretagna e in Francia [...] che van-no dicendo, da mesi e me-si, [...]. Pure il can-celliere attuale, [...] le certezze, lo sente, lo teme, lo [...] Gerhard [...] ha in mano le [...] il posto. È brillante, telegeni-co, simpatico, [...]. Passa per una persona [...] in molti campi lo è), per un [...] uo-mo di governo che ha pol-so. Un [...] come dico-no in Germania, [...] fa e non si perde in chiacchiere, [...] si diceva da noi un tempo, ma [...] sgradevoli che quella pa-rola ci ha lasciato [...]. Nella corsa alla candidatura [...] la [...] per il momento non [...] a occhio e croce, ha da temere [...] fuori da [...] ai prossimi mesi e [...] -martel-lano i [...] largamente in testa sulla [...] e la [...] con i loro disastrati [...] si vo-tasse domenica prossima i [...] vincerebbero alla grande e [...] Ver-di avrebbero una comoda maggioranza assoluta sen-za [...] di an-dare a [...] la benevo-lenza della Pds, [...] la Germania [...] ha ereditato dalla fu [...]. /// [...] /// Si sta parlando del [...] Se lo chiedeste a lui, in privato, vi [...]. Perché lui alla massima [...] potenza del conti-nente ci spera, ci tiene, [...] anni. E ora ritiene di [...] mèta. Senza false modestie e [...] nulla per [...]. Quando, nel [...] il candidato di una [...] che sembrava [...] fare di tutto per [...] (infatti poi le perse) era Rudolf [...] incolore e gaffeur come [...] poteva, [...] fece il massimo per [...] vita, convinto (e forse non aveva proprio [...] che lui, come sfidante di Kohl, sarebbe [...]. Le risse di quei mesi [...] brutte cicatrici sulla pelle della [...] e molti, moltissi-mi, quella feroce [...] non [...] mai perdonata. Così accanto alla lista [...] andò cre-scendo quella dei difettacci imperdonabili: [...] Arrogante, presuntuoso, ar-rivista, infido [...]. Uno da cui guardarsi, [...] del potere sacrificherebbe qualsiasi [...] pronto a piegarsi ad ogni minimo venticello [...] pubblica. Una cosa, insomma, è [...] Gerhard [...] è uno di quegli [...] fatti apposta per di-videre i giudizi. Si piace molto, e [...] non ama piacere a tutti. Nel partito, per esempio, [...] amato del suo (teorico) rivale Oskar [...]. Quando, al con-gresso di [...] nel novembre del [...] i due in-sieme fecero [...] il cuore della [...] per Oskar che assumeva [...] Gerhard venne conside-rato, al solito, come un [...] carro per farsi portare dove vole-va lui [...]. Ma se il [...] socialdemocrati-co» [...] lo adora, e talvolta dà segno di non [...] il [...] della [...] Bassa Sassonia, il Land dove [...] fa da padrone come [...] da sette anni, gli vuol [...] al punto di [...] regalato una clamorosa maggioranza assoluta [...] elezioni regionali del [...] un risultato che potrebbe ripetersi [...] primavera [...] prossimo consa-crando definitivamente la [...] candidatura alla cancel-leria. E pure su quel [...] altri elettori te-deschi, [...] e no, non sono [...] nei sondaggi [...] vin-ce sempre, regolarmente, tutti [...] con amici e nemici. [...] di-cono sempre i sondaggi, [...] anche molti de-mocristiani, pronti a [...] il suo pas-sato di [...] diresse gli [...] gio-vanile della [...] schierata netta-mente a sini-stra) [...] elettori [...] verde, disposti a dimenticare [...] cui, proprio lui che aveva evocato per [...] di [...] prima cacciò gli ecologisti [...] poi si schierò sugli [...] (come capo del governo regionale della Bassa Sasso-nia [...] consiglio di amministrazione della [...] e infine si (quasi) [...] possibile cancelliere di una molto ipotetica grosse [...] con la [...]. LA [...] ATTITUDINE a dividere gli animi, [...] il futuro (probabile) [...] la mette in luce anche [...] la politica non [...] o [...] poco. Da mesi e mesi [...] «popolare» ricama sulle be-ghe di Gerhard, [...] giova-ne povero [...] da sé con tutte [...] difficile, e della bella e aristocratica [...] la moglie che ha [...] in bianco per una giovane, altrettan-to bella [...] aristocratica, giornalista di «Focus». Una story che in [...] avreb-be distrutto la carriera poli-tica di chiunque [...] ar-rivata al culmine una venti-na di giorni [...] la donna tradita e [...] in tv e ha riempito il fedifrago [...] op-portunista, crudele, spilor-cio, disamorato verso le fi-glie [...] questo tono. Pensate che la cosa [...] I soliti sondaggi dicono di no: chi [...] ha ora qual-che motivo in più per [...] ma per i suoi ammiratori non è [...]. Anzi, [...] chi dice di approvare la [...] schiettezza sentimentale. /// [...] /// Un luna park lungo [...] di discoteche, pub, discobar. Di negozi scintillanti. Di abbiglia-menti eclatanti. Di grande ric-chezza e [...]. Una città sdraiata sulla [...] del mare è un [...]. E chi ci sguazza den-tro [...] bambi-no. O non sa nuotare. Forse assomiglia a [...]. Forse a Las Vegas. O a nessuna delle [...]. Di certo, la metropoli balneare [...] ha più [...] precisa. O [...] persa, come dice [...] patròn del Grand Ho-tel, [...]. Pullula di giovani, di [...] ma [...] faccia della medaglia è [...] si guar-da, ma non si vede, delle [...]. Droga, prostituzione, vio-lenza, miseria. La capitale del divertimento [...] famiglie, questo no. Anzi: certi riti si [...] consumare solo lì, sui lungomare della costa [...] Cattolica [...] il lido di Volano (a partire da [...] sulle colline, nei viali dei negozi. In fondo bastano [...] o due per arrivare. La passeggiata mano nella [...] dalla miglior [...] quella che fa la [...] ti propo-ne anche la spalmata di [...] e strani agglomerati che [...] moda. Il [...] non tramonta mai, ma sembra [...] residuale. Il re-sto è beach volley, [...] ba-sket, calcetto da spiaggia, beach tennis, [...] moto [...]. Ma il mare è [...] continuamente corrotto [...]. Rumore e ancora rumore. Fi-no allo stordimento. È cambia-ta, la Riviera. Forse assomiglia a [...] o a [...] per restare [...] continente. O forse a nessuna [...]. Ma non è né Sodoma, [...] Gomorra, tuona il cardinale Ersilio Tonini che di Rimini [...] e pa-store. Il cardinale fa un [...] efficace. Una città che si [...] con la calata dei vacanzieri e di [...] affari, puliti o sporchi che siano, è [...] il cardinale -che vi-va queste contraddizioni. Sei stupri in 4 [...] Sei [...] in quattro giorni. E un tentato abuso [...] minorenne. È questa la prima notizia [...] stravolge [...] serenità del [...] in questa estate [...] tradita da tedeschi e francesi. La seconda è un [...] sem-bra aleggiare attorno ai prota-gonisti in negativo [...] sono immigrati extraco-munitari. Sei stupri in quattro giorni [...] di far perdere la testa. Gli equilibri sono [...]. I commercianti si la-mentano [...] le [...] così le chiamano, di [...] spiagge. Sì, proprio i cosiddetti [...]. Quante volte hanno [...] i guadagni, non sempre [...] fiscale, dei negozianti che vendono più o [...] merce? Non ieri, non [...] ma una buona manciata [...] mise-ro in scena le ronde [...]. Secondo il coordinatore di An, Maurizio [...] di extracomunitari, la violenza [...] sono frutto della po-litica permissiva e suicida [...]. Poi si rivolge al [...] Chicchi [...] gli dice : «Lei, ha avuto [...] geniale. Illumi-nare la spiaggia di [...] come esporre cartelli su cui scri-vere vietato [...]. Anche in spiaggia ora [...] «Dobbiamo difenderci co-me possiamo, organizzeremo delle ronde [...] nostri figli». O, sempre dedicato ai [...] hanno tentato di violentare una quin-dicenne a Torre Pedrera, [...] passo da Rimini: «Quei due era-no giorni [...] al campeggio, nella spiaggia li-bera. Poco prima che aggredis-sero [...] in faccia ai turisti. Il problema so-no le [...] si nasconde la feccia». Non è più aria, [...] im-migrati di colore. Ma anche su questo [...] Tonini è ca-tegorico: «Si parla sempre di prostitute [...] dito viene sempre e solo puntato contro [...]. E i clienti, dove [...] Bisogna [...] sulla violenza in quan-to tale e su [...] favorisce. Bisogna andare [...] del degrado morale delle [...] che i mass media compiono di certe [...]. In questo senso gli extracomunitari [...]. Secondo lo [...] Paolo [...] «Rimini espone una sessualità evidente [...] non può non far nascere in qualcu-no [...] che sia anche [...]. [...] sta [...] di Rimini: vedere e non [...] ma non tutti san-no stare al gioco». E prosegue: «La Riviera [...] fosse una vetrina che per qualcuno vale [...] essere infranta e but-ta il sasso. Questo è quello che [...] più né meno. [...] qualcuno che non può [...] ma non siamo in un club privato [...] Santa Moni-ca. Chi non viene accettato [...] arrabbia. E non è un [...] e di donne, è un problema generale [...] tocca alle donne, domani coinvolge que-stioni più [...]. Dobbiamo pensare di studiare [...] diventare un [...] multietni-co. Non è [...] ma è un obbligo, [...] stanno da noi». Modello in crisi? Questione [...] cri-si? Secondo lo scrittore Benny Faeti bisogna [...]. Il cambio che è [...] tanto per in-tenderci, ha [...] più desiderabili. A questo punto occorre [...] e selettivi. Forse, puntando a riempire [...] creando cioè alter native turistiche». Già, che senso ha [...] spiaggia pigiati come sardi-ne, con una gamba [...] Rossi e un centimetro dal viso, sudare, soffrire [...] Sei stupri in 4 [...] modello di turismo che mostra la corda. /// [...] /// Già, che senso ha [...] spiaggia pigiati come sardi-ne, con una gamba [...] Rossi e un centimetro dal viso, sudare, soffrire [...] Sei stupri in 4 [...] modello di turismo che mostra la corda. (0) (0) ![]()
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