|
KosmosDOC: © 2006-2026 IdMiS; contenuti: © gestito da ciascun Ente.
I cookies di kosmosdoc non hanno funzione per terzi, ma soltanto tecnica e di sicurezza (Google Analytics, soltanto come complemento tecnico, è stato utilizzato come assimilato anonimo, ai sensi dei provvedimenti del Garante della Privacy). Abstract, sinossi, scomposizione nelle eterogenee dimensioni catalografiche, sono prevalentemente anonimi redatti o diretti dal curatore quando si è ritenuta condivisibile quale interpretazione univoca; altrimenti, esempio sul medesimo Elio Varriale, e.v., s. sinossi; i titoli con sviluppo significativo in sottocampi testuali terminano in asis, asis-, acsis, rsis, ssis Guida rapida: i link composti di + non necessitano il ricaricamento della pagina: ove colorati consentono l'esplorazione in sottofinestra Guida rapida: il sottoinsieme selezionato del corpus autorizzato può essere esplorato tramite i link +MAP (mappa di frequenza della trascrizione e della descrizione), e +KWPN(brani delle trascrizioni relative) Guida rapida: i link +BD forniscono i brani dell'intera indistinguibile documentazione di Biblioteca Digitale relativi al nome proprio scelto Per il canale video tutorial cliccare: https://www.youtube.com/channel/UClzGpMauhOImKxIwslRpinA/feed |
Videoguida per la navigazione in KosmosDOC.org
Il brano seguente è un frammento di trascrizione automatica (OCR) della pagina richiesta. Questo sistema di indicizzazione della Biblioteca digitale non liberamente visualizzabile mostra parzialmente ciascuna Entità Multimediale suddividendola in piccoli segmenti separati da «[...]» (medesimo periodo o primo periodo successivo) e da « /// [...] /// » (periodo successivo non adiacente). Per riscontrare nella pagina i termini ricercati suggeriamo l'uso di ctrl+F o analoghi, ove il proprio browser lo consenta.
|
Un primo bilancio della discussione [...] fatto lo stesso [...] ieri a [...]. Davanti ad una pla-tea, [...] unitari e [...] della sinistra del partito, [...] tema -a giudicare dalla discussione di ieri [...]. A cominciare dalla relazione [...] passan-do per [...] di Cantaro -che ha [...] di blocco al partito im-posto dalla filosofia [...] mandato» -per finire con le parole di Gior-gio Mele: [...]. Questo il clima in [...] la parola [...]. Per conte-stare innanzitutto una visione [...] dello stato del partito. È sbagliato, insomma, di-re [...] tre mesi dagli Stati Generali di Firenze [...] «già fallito». Di più: «È sba-gliato [...]. Fatta questa «premessa», però, [...] segretario a dire che i [...] finora hanno incontrato «delle [...]. Una su tutte: «La [...] parte della no-stra gente». Perché è avvenuto? «Nessuno [...] ra-gioni razionali che sono state alla base [...] forza di sinistra. Nessuno in-fatti [...] fatto perché quelle ra-gioni sono [...]. Ma dalla ragione alla [...] partito ce ne passa: «È inutile gi-rarci [...] -Il nuovo par-tito non ha suscitato alcun entu-siasmo, [...]. Anche in questo caso, [...] si spiega me-glio: [...] di Firenze è stata recepi-ta [...] di [...]. Non siamo riusciti a [...] e le emozioni». E non è così [...] un partito. Tanto più un partito [...]. Ci vuole un «qualcosa» [...] da definire. Il leader di Botte-ghe Oscure [...] con queste parole: [...] mancato il mo-do di [...] partito, che è una co-munità di uomini [...] un sentimento comune. Noi, da questo punto [...] la diaspora dei sentimenti. Non [...] un sentimento comune». Cam-bierà? Dipenderà da come tutti [...] democratici di sinistra sapranno «costruire [...] colletti-va, sapranno essere soggetti di [...] culturale». Di-penderà da quanta «passione», tutti, [...] quo-tidiano». /// [...] /// [...] ne ha ancora? Lui [...] cre-de alla politica, crede alla sinistra come [...] le ingiustizie, cambiare, lottare, creare opportunità». Ma subito dopo aggiunge: «Forse [...] come una generazione di transizione. Io ho fatto in [...] il fazzoletto rosso sotto le foto di Stalin [...] sono vice-presidente [...] socialista. È inevitabile che viva [...] certo disincanto». E allora, forse -la [...] sollecitazione al dibattito -è arri-vato «il momento [...] ai gruppi dirigenti delle nuove generazioni. E si arriva così [...] «vertice» del partito. Sotto accusa la democrazia [...] risponde che è un [...] le proprie responsabili-tà. Una sollecitazione del dibatti-to, [...]. Qualcuno ave-va chiesto che [...] ispira la democrazia di mandato fosse estesa [...] gruppo diri-gente. E [...] dice che sì, è giusto [...] ad una forma di elezione da parte del congresso [...] che del segretario anche del gruppo dirigente più ristretto. Non [...] una sorta di staff del [...] con incarichi operati-vi che chi dirige deve [...] scegliere. E in questo passaggio, il [...] del partito co-glie [...] per smentire chi lo accu-sa [...] circonda-to di «fedelissimi»: «Ho sempre preferito il [...] e il rischio». Ma il «co-mitato politico» [...] cosa, è [...] strut-tura e questa può [...] direttamente dai de-legati al congresso. Come, [...] non [...] spiegato, ma se ne riparlerà. E ancora: le componenti. Scherzando [...] dice di non avere [...] spie-gare a questa assemblea come si fa [...] un partito». Qualcosa in generale sulle [...] dice. Questa: «Tutti noi dobbiamo [...] in [...]. Non sono contrario al [...] contrario al-le posizioni che si cristallizzano in [...] di di-ventare sindacati di autotutela del ceto [...]. Le ali, insom-ma, servono per [...] se si atro-fizzano si diventa una gallina». Vorrebbe insomma che le [...] si scompones-sero e si ricomponessero sui sin-goli [...]. In più [...] anche un «omag-gio» a [...] «Io sono profonda-mente convinto che un grande partito [...] bisogno di una sini-stra interna vivace. È un elemento di [...]. E ieri, sul tema [...] intervenuto anche Minniti. Per dire [...] conten-to del dibattito «im-provvisamente ria-perto [...] soggetto politico, dopo una sottovalutazione im-barazzante». La [...] idea dei [...] è questa: «Una grande forza [...] governo che deve anche avere radicamento nella società. Ma questo non vuol [...] vecchia formula del [...] di lotta e di [...]. Non si può dire sul [...] «Non [...] non ho visto. La sottostima e il [...] lunghi e imbarazzanti» Il leader [...] contesta il «catastrofismo» sul [...]. Il progetto [...] nuova formazione -dice -non [...] Il segretario organizzativo dei democratici di sinistra Marco Minniti Il [...] di [...] «Il partito? Si sta [...] «È [...] un punto di transito in direzione delle [...] Le [...] «Dopo la vittoria elettorale [...] del 21 aprile di [...] sono arrivati i primi [...]. [...] la fine della Bicamerale, [...] scena di Cossiga e della [...] ipotesi di nuovo centro, [...] viene dalle amministrative, un voto sicuramente non [...] centrosinistra. E tutto ciò deve essere [...] come «un sintomo che la partita su chi deve [...] della transizione non [...] ancora chiusa. È ancora tutta aperta». Da questa lunga premessa [...] del direttore Aldo Garzia -prende le mosse [...]. Si chiamerà «Aprile» e [...] offrire alla sinistra una riflessione su questi [...] che accade, sulle prospettive che si aprono. Il nome -«Aprile» -naturalmente [...] più di una «lettura». È la data della [...] centro sinistra contro le destre ma è [...] film di Nanni Moretti. Quei centodieci minuti a [...] racconto biografico e la «lettura» degli ultimi [...] storia politica. Un film, comunque, che tutti [...] soprattutto per una frase. Quella che lo stesso Moretti, [...] in tv [...] duello elettorale fra [...] e Berlusconi, dice al segretario [...] Botteghe Oscure: «E dilla, dilla una frase di sinistra». E questa interpretazione del [...] «testata» viene in qualche modo accreditata anche [...] del settimanale fatta ieri a [...] dei comunisti unitari. Una testata insomma -che [...] rivista [...]. Sta per arrivare «Aprile» nuova [...] della sinistra [...] ROMA. Famiano [...] de-putato, dei Comunisti Unitari. Per capire: quel «pezzo» [...] Rifonda-zione [...] abbandonò [...] del governo Dini. Ora è nei [...] in qualche modo è [...] fondatori. Dunque, [...] si può già [...] «Sarebbe sciocco e anche un [...] ingeneroso. /// [...] /// E però? Sta parlando delle [...] «Anche. Il voto non è [...] da Berlusconi. Ed è assurdo pensare [...] del nove del partito sarebbero sta-te le [...] Parma, a Lucca e nelle province siciliane. Comun-que, quelle amministrative, un [...] state di certo. E uni-to al fallimento [...] Bicamerale [...] farci riflettere». [...] «Un [...] su tutta la nostra strate-gia, [...] era basata su tre assi: rifor-me istituzionali, maggioranza, creazione [...] nuovo partito. Il pri-mo punto sappiamo [...] andato a finire». E il [...] della sinistra che rap-presenta [...] da dire su [...] «Sono, come dire?, agli [...] dubbi sulla scelta di dare la priorità [...] costi-tuzionali. Così come sono agli [...] dubbi sul fatto di andare a quel [...] posi-zioni nella maggioranza. Non mi pare elegante ora, [...] dire: ave-vamo ragione. Anche perché alla prova [...] Bicamerale alme-no un risultato [...] raggiunto: la sterilizzazione della [...] e [...] co-stituente. In più, ha tenuto [...] maggioranza da tante tensio-ni». /// [...] /// E siamo arrivati a [...]. Io penso che per questi [...] anni lo sforzo per en-trare [...] ha un [...] rap-presentato [...] del governo Prodi. /// [...] /// Non si può più [...] si è fatto finora». Cioè, non si può [...] «No, dico che non si può andare [...] mediazioni quotidia-ne. Oggi la Nato, domani [...] la bioetica, dopo-domani ancora il ponte di Messi-na. No, non ha senso. E allora, conclusa una fase [...] pro-prio come se si fosse [...] del voto. Ridiscutiamo tutto: del programma [...] nel conto [...] di revisione della struttura [...]. [...] «Sintetizzare così la mia richie-sta [...] davvero un [...] banale. Dico: discutiamo con Rifondazio-ne [...] program-ma e se poi diventasse necessario modifichiamo [...] governativa». /// [...] /// E sul [...] «Attenzione, non sono proble-mi separati. Perché già così, con un [...] di centro-sinistra, con una in-certa politica riformi-sta è difficile [...] vive-re un partito della si-nistra. Con una crisi e un [...] della mag-gioranza sarebbe im-possibile». La maggioranza per ora [...] e il partito me-no. [...] «Di più: ho la [...] partito si stia dissolvendo». [...] «Non [...] dubbio che tutta la sinistra [...] abbia il problema di co-me far vivere un moderno [...] di massa. Però è anche vero che [...] in Italia il fenomeno [...] accen-tuato. Come mai? Soprattutto per-ché [...] sinistra non può trasformarsi un un comitato [...]. [...] «Diciamo che da luogo [...] il partito è diventato un [...]. Dove si transita, in [...]. Ce [...] man-dato? «Prima, a sinistra, i [...] in-vecchiavano in un posto, [...] da quel che accadeva loro [...]. Ora [...] passati [...] opposto: il mandato di un [...] è legato [...] al risultato elettorale. Così si ucci-de la [...] la par-tecipazione. Negli altri partiti del [...] è così». Fra «partito [...] e «partito [...] «Partito [...] Si può di-scutere del bipartitismo, [...] per molte ragioni non è [...] del giorno. Oggi [...] bisogno da una parte di [...] strategica [...] e [...] della [...]. Anzi, dico di più: [...] un partito di massa della sinistra». Il governo non può esaurirsi [...] mediazioni quotidiane una volta?) [...] concreta della situazione concreta», e [...] prende di petto le sue debolezze e incertezze. Si discute di governo, [...]. A proposito del parti-to, [...] con i dati elettorali [...] detto: «Carrieri-smo». Penso colga un punto [...] trova tuttavia più nella catena degli effetti, [...] delle cause. Se in un partito [...] vuol dire che si sono indeboliti quelli [...]. E dunque [...] bisogno del-la ricostruzione di [...] valori e di un orizzonte strategi-co. Il progetto degli Stati [...] Firenze non decolla. Il «cantie-re» annunciato è [...]. Dopo [...] dalla svolta del Pci uscirono Pds e Rifondazio-ne comunista. Due sinistre (chissà perché [...] chi nelle no-stre file ha [...] per un [...] persino la legittimità [...] figlia di una con-statazione di [...] non di una teoria). La crisi del Psi, [...] ne ha sparpagliato i diri-genti, e, soprattutto, [...] buona parte dei quali sono approdati al [...]. [...] della unifica-zione di tutta [...] riformista e di governo, collegata [...] so-cialista e al Partito [...] è più che giusto. La Quercia e la Rosa, [...]. Nel frattempo però di [...] spuntata [...] quella del-lo Sdi di Boselli, [...] fa par-lare, dopo le ultime ammini-strative, di [...]. Evidentemente il progetto è [...] Democratici di sinistra sono certo la prima [...] ma la forza propulsiva della Cosa 2 [...]. Ha scritto ieri Giorgio Ruffolo [...] Repubblica: «Quel disegno nasceva [...] della sinistra italiana in Europa, [...] un partito, il Pds, che costituisce, con il [...] circa, il corrispon-dente di partiti [...] che gravita-no attorno al [...]. /// [...] /// Ma quella «anomalia» ha [...]. Se si pensa che [...] balzo, si prende un [...]. /// [...] /// Ci si espo-ne al [...] frain-tendimenti: quello [...] della sinistra. La si-nistra italiana invece [...] non sarà -in un orizzonte [...] visibile -autosuf-ficiente. Se un tale [...] è bene [...] al più presto, perché è [...] di guai. [...] non si governa da sinistra, [...] go-verna dal centrosi-nistra. [...] il risolu-tivo argomento de-mocratico dei [...]. Ma [...] anche quel-lo, più sottile [...] massa critica di idee, valori, ideali, profili [...] conver-genza è indispensa-bile per rappresen-tare e guidare [...]. La nostra parola [...] non può essere «la sinistra [...] la [...] il centro con il cen-tro». Così alla fine la [...] a cui pensa [...]. E governerà il centro [...] Cossiga. /// [...] /// Il gioco quotidiano dello [...] finisce per di-ventare stucchevole. Penso che bisogna lavorare [...] piani, sulla struttura della sinistra e su [...]. La si-nistra può crescere, [...] rapporto con la storia e la società [...]. Il centro-sinistra è una coalizione. Che, per vivere bene, ci [...] di questi mesi, ha biso-gno [...] una crescente conver-genza politica, ideale e pro-grammatica. Se dunque in questo [...] non viene stroncato precoce-mente e regge il [...] chi può esclu-dere che [...] possa evolvere verso un [...] Bicamerale. Il blocco delle riforme [...]. La re-sponsabilità con tutta [...] Berlusconi. Natural-mente un prezzo salato [...] noi, che abbia-mo puntato forte sul successo [...]. [...] con la presidenza della Bicamerale, [...] è assunto, oltre che una responsabilità grande, un rischio. Il suo è stato [...] coraggio po-litico. Anche di alto valore [...]. La sinistra italiana ha [...] riconoscere i carat-teri autentici della crisi del [...] istituziona-le, spesso si è arroc-cata su posizioni [...]. Quanta fatica, nei primi [...] decennio, per partecipare al movimento re-ferendario che [...] pri-me spallate e i primi impulsi alle [...]. Che ha provocato però [...] collaterale indesiderato. Per esempio un eccesso [...] figura del segretario del partito. Un leader politico è [...] una parte, sempre, anche quando ha statura [...]. Quotidianamente cura la [...] parte, e traccia i [...] amici e gli avversari. [...] se lo è sentito [...] questi lunghi mesi di lavoro. Ma [...] il suo ruolo istitu-zionale. Nel frat-tempo si è [...] della partecipazio-ne e della democra-zia interna, e [...] dei gruppi dirigen-ti. Della «Democrazia di mandato» [...] nei no-stri ultimi due congressi. [...] un aspetto inoppugnabile: la [...] è un processo irreversibile, agganciato alle due [...] società [...] e della velocità delle [...]. Non [...] niente da fare: [...] coi leader è più diretta, [...] il loro mandato è più ampio e più li-bero. Non credo però che [...] spazi vuoti tra investiture e verifiche. Che possano troppo crescere, [...] magari [...] del leader, poteri non [...]. Che si possa rinunciare [...] base, cioè ad un partito organizzato di [...]. Che si possa rinunciare [...] formazione di un gruppo dirigente, dei grup-pi [...]. Con [...] al governo, e a [...] lo-cali, si sono moltiplicati i tito-lari di [...] mol-te delle quali di primissimo piano. Ma se viene a [...] solidarietà, della responsabilità e del pro-getto comune, [...] democratico interno, si finisce per brillare freddi [...] astri nello spazio vuoto. A quel punto [...] un po-tere, non più un [...]. /// [...] /// A quel punto [...] un po-tere, non più un [...]. (0) (0) ![]()
Nota sulla tutela della privacy. e Nota sulla tutela del copyright.
|
Nonostante i continui tagli che il settore culturale è costretto a subire - biblioteche storico/letterarie ed Archivi storici in particolare -, nell'epoca del Web 2.0 non termovalorizziamoci!La funzione di servizio pubblico sia essa offerta da un Ente pubblico o privato ha un costo; affinché il progetto possa mantenersi e continuare ad essere sviluppato sarebbe necessario un sostanzioso finanziamento pubblico, ma in sua assenza? Sareste disposti ad "adottare" una pagina e renderla fruibile a tutti in una rigorosa logica senza scopo di lucro? |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||