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Dio se le conosco [...] in bicicletta quando ero staffetta partigiana, e [...] insegnante. Quelle sono le mura [...] Castello. Laggiù si prende per Bassano, [...] Bor-go Treviso. Venga, voglio [...] una cosa. Vede quel palazzo neo-classico? Vede [...] loggia co-perta, in alto, dietro il colonnato? Ecco, [...] la palestra di gin-nastica della mia scuola [...] ero stata incaricata dalla maestra di insegnare [...]. Lei rifiutava quella discipli-na [...] celebrazioni del regime, così pregna di retorica [...]. E aveva delegato me. La si-gnora Teresina Guidolin. È morta vecchissima un [...] di tempo fa. Abitava là, in quella [...] si-nistra, vede? Là [...] anche la bot-tega del [...] arti-giano colto che portava sempre un fiocco [...]. Per quel suo fiocco, [...] suo antifa-scismo, veniva preso e picchiato periodicamente. Si chiamava Paci-fico. Se è vero che [...] un poco ai luoghi in cui vivo-no, Tina Anselmi [...] di si-curo al suo paese. Di Castelfranco si capisce [...] cuore turrito e austero, la ve-na verde [...] Musone [...] lo cinge come una collana, la geometria [...] la penombra dei portici veneziani, il timbro [...] sulla torre [...]. Così pure di questa [...] tutto è abbastan-za chiaro: il suo sorriso [...] rughe oneste, lo sguardo aper-to, il linguaggio [...] sue idee ferme e severe. Da mini-stro conobbe i labirinti [...] politi-ca, e da presidente della [...] esplorò i camminamenti segreti e [...] del potere. Ma la gente ricorda la [...] faccia pulita (non aveva da [...] molte, la [...] e la voce arrochita della [...]. Il sole del meriggio Passeggiamo [...] sole feroce del meriggio lungo le viuzze [...] mura del Castello, di quel Castello che [...] Treviso volle erigere a difesa dei suoi [...] rendendo [...] da ogni gravez-za quelli [...] ad abitare in esso [...]. La gente la ricono-sce, [...] chiama per nome: amici [...] simpatizzanti, ex colleghi di [...]. Ed ora, Onorevo-le? «E [...] girare [...] incontrando giovani soprattutto: nelle [...] culturali, nelle sedi del Partito popolare. Par-lo della Costituzione e [...] della democrazia, della sovranità popolare, delle forme [...]. Centinaia di dibat-titi, da Bolzano [...] Giarre, da Firenze alla Calabria. Ah, non si va [...]. Dal [...] da quando sono uscita [...] Parlamento, [...] ricomin-ciato dal punto che mi sembrava più [...] sensibile: i gio-vani. Cerco di dimostrare loro [...] che pure è necessario, non è irrinunciabile; [...] paese non si cambia una nuova politica [...] non [...] il coin-volgimento di tutti. E i giovani che [...] attenti, disponi-bili, anche se guardinghi: mettono subito [...] che dici con ciò che fai. Come e dove si [...] non si deve disertare. Certo, noi ci affacciammo [...] un momento tremendo. A me sedicenne, e [...] della scuola magistrale delle [...] di Bassano, la vita [...] sotto forma di atroce [...] di partigiani impiccati agli alberi della piazza. Che imparassimo, noi ragazzi. Ne rimanemmo sconvolti. Il preside della scuola, [...] che quello era [...] che un as-sassinio. Nella mia mente [...] le bastonate al fratello [...] roghi dei libri appartenenti ad un vecchio [...] coraggio di un operaio comunista chiamato [...] e anche le per-secuzioni [...] padre, un [...] che conservava con orgoglio [...] sociali-sta firmata da Matteotti. E [...] anche le immagini dei carri [...] che passavano di [...] carichi di prigionieri diretti verso [...] e la Germania. Ma quella scena di Bassano [...]. Così en-trai fra i [...] una brigata autonoma com-posta [...] azioni-sti, e comandata da un ragazzo di [...]. A Bassano in bicicletta Fu [...] cominciò a cono-scere queste strade? «Già le [...] Bassano ci andavo in bicicletta. Ma da quel momento, [...] per altri, cominciò una doppia vita: di [...] dalle suore e di notte coi partigiani [...] i binari, a piazzare bombe, costringendo i [...] uomini per la sorveglianza. Poi, do-po [...] settembre, molti ragazzi che [...] an-che loro e si rifugiarono con altri [...] Monte Grappa. Ci fu un assedio [...]. I morti furono centinaia». [...] in Duomo La nostra [...] in Duomo, davanti alla Madonna col bambino [...] i santi France-sco e Liberale. È forse il capolavoro [...] Giorgione, [...] nacque [...] sei se-coli fa. Poi visitiamo quel luogo [...] armonia che è il Teatro Accademico. Quindi la casa del Giorgione [...] fregio affrescato, raffigurante i simboli delle arti [...] i medaglioni, le massime latine. Commenta la mia guida: «Possia-mo [...] di Castelfranco. Ab-biamo di tutto [...] un teatro di [...] una scuola di musica prestigiosa, [...] che possiamo considerare artisti. Peccato però che, [...] come altrove, ci siamo [...] che nel passato erano unificanti: la solidarietà, [...] familiare, la solle-citudine verso chi è meno [...]. È terribile lo spettacolo [...] corporativismo che sta dando la Lega. È impressionante la [...] povertà culturale, [...] di prospettiva politica che manifesta. Li abbiamo anche [...] in Comune, e dunque [...] vicino: cinque anni senza programma. Fuori le mura Fuori della [...] muraria, nella grande piazza pure essa a Giorgio-ne intitolata, [...] viavai delle automo-bili fa tornare alla mente della si-gnora Anselmi una scena di oltre [...] fa: «Ecco, proprio [...] fermarono una macchina, con dentro [...] capo delle [...]. Lo riconobbero, era di [...] deciso [...] dei ra-gazzi del Grappa. Lo presero, lo ti-rarono giù [...] macchina, stavano per [...]. Fu salva-to da due partigiani [...] con le pi-stole in pugno urlarono: [...] avrà un processo, non [...] sommaria. Noi non siamo, non [...] loro! E quella villetta laggiù, [...] la sede del comando parti-giano». Volgiamo le spalle al Castello, [...] di Treviso, alla torre quadrangolare ove ruggisce [...] («Ma la coda che una volta era [...] -è scesa tra le zampe: sberleffo a Napoleone [...] mantenne le promesse, e ci avviamo verso [...] la via che oggi è intito-lata a San Pio X: «Io andavo a scuola in bicicletta; lui [...] Pa-pa Sarto, da Riese veniva ogni gior-no a [...] Castelfranco, con gli zoccoli in mano per non [...]. Ora è un comprensorio [...] al centro una pista rombante. Di quel periodo ho [...]. [...] dei vicini affet-tuosi, coi [...] grande confidenza e gli scherzi erano quo-tidiani. Scherzi durati a lungo. Le voglio raccontare un [...]. Questo vicino era orgoglioso [...] ma disperato per i furti continui ad [...] ragazzi. Nel [...] io fui eletta deputata [...] volta, e lui, forse per la prima [...] a far venire nel suo orto un [...]. Me lo fece vedere [...] pure che, per ogni sicurezza, di notte [...] la guardia ai figli. Ma il giorno dopo [...] sparito. E il vecchio contadino [...] disperato: [...] non sa-rai mica stata [...] Dimmelo. Ti per-dono, ma dimmelo: [...]. Ed io a [...] ti pare pos-sibile? Pensi davvero [...] una don-na di [...] parlamentare per giunta, possa girare [...] notte a rubare [...]. Qualche tempo dopo dovetti [...] per porre termine alla [...] angoscia». La fresca penombra Approda, [...] pas-seggiata, alla fresca penombra di un villino [...] Carpani, nel cui giardino bambini seminudi [...] e corrono incontro a [...]. Nello studio fotografie che la [...] con Kennedy e con [...] «Era il tempo della [...] e il pa-pa, non ignaro [...] difficoltà e perico-li, [...] volle mettermi una mano sul-la [...]. Mi mostra un astuccio con [...] una targhetta argentata: [...] tuoi racconti abbiamo capito [...] della [...]. Firmato una scuola elementare. Così io penso che [...] che un partito cattolico venga oggi giudi-cato [...] tradimento. È grave, la cosa [...] potesse accadere. E ne abbiamo conferma [...] restituire dignità e credibilità a un gruppo [...] valori cristiani. Ma pen-so pure che [...] momento decisivo per [...]. Di più: per la [...]. Da ciò che si [...] mesi, da come lo si fa-rà, dipende [...] monda-re la politica dalla vergogna di cui [...] di salvare [...] stessa della politica come [...] solidale, intelligen-za della vita. Essere stata sempre [...] nel mio partito, [...] pagato cara quella mia libertà, [...] cosa di cui non mi pento. Ma vorrei che tutti, tutti, [...] il [...] che corriamo». Una staffetta tra le [...] A passeggio con Tina Anselmi per le strade [...] Castelfranco Veneto, lungo un itinerario di luoghi, di pensieri, [...]. /// [...] /// [...] fa, da staffetta partigia-na, iniziò [...] suo impegno politico, dopo [...] spettacolo di quegli uomini impiccati [...] alberi. È ciò che da semplice [...] ripeto oggi ai ragazzi: non disertare, riscoprire [...] riscattare la politica». /// [...] /// Un punto va subito [...] non era un camorrista. Né i magistrati napoletani [...]. [...] (princi-pale) era infatti soltanto quella [...] legato [...] il proprio successo politico (e [...] anche il proprio interesse economico) alle fortune di clan [...] si inseri-vano [...] legale con i metodi sopraffattori [...] violenti tipi-ci delle associazioni criminali. Non si può dimenticare [...] protagonisti della vi-cenda vicini a [...] (Buglio-ne, Trombetta) sono stati [...] armati e che lo stesso [...] in Senato parlando di [...] descrisse inseriti in una vera e propria [...]. Agli stessi [...] aveva pacifica-mente dato protezione [...] un interessamento legittimo per [...] base che non pote-va prescindere dal concreto [...] in cui operava, [...] sociale in cui era [...]. Il nodo giu-diziario della [...] in questo, non nella pretesa ec-cessività di [...] che appariva pienamente giustifi-cata dalla gravità [...] e da un pericolo [...] i fatti hanno dimostrato reale. Il problema giudiziario sta [...] di una imputazione, dove è oggetti-vamente difficile [...] che separa la cattiva politica dal malaffare, [...] riprovevoli o impru-denti dal delitto. Chiedere quindi alla magistratura di [...] in un terreno così delicato con pru-denza, senso di [...] mi sembra dovuto, evitando le [...] e gli estremismi pro-pri di [...] giustizia sommaria. Non possiamo però dimenticare [...] anni ancora pericolosa-mente vicini ben quattro regioni [...] sottratte al controllo dello Stato per [...] del dominio mafioso e [...] avvenuto perché ampi settori del ceto dirigente, [...] hanno stret-to con i vertici e con [...] rapporti armistiziali e di am-bigua connivenza. A tutto questo il [...] un prezzo al-tissimo di sangue, di lutti, [...] e sociale. Per questo è necessario [...] rispetto delle garanzie individuali, su determinati legami [...] incidere con giusto rigore, an-che se è [...] molti che hanno agito nella «zona grigia», [...] come una personale ingiustizia. Abbassare la guardia sarebbe [...] appena cominciano a rac-cogliersi i frutti di [...] di impegno. Altro dalla po-lemica improduttiva [...] facili è il dovere che in-combe sulle [...]. È un tema che Violante [...] da tempo e che la tragica vicenda [...] può servire a rilanciare: [...] di equidistanza dalla criminalità organizzata, ac-comunarsi nei [...] compor-tamenti concreti nel rifiuto di ogni possibile [...] potere mafioso nel rifiuto di ogni offerta [...] di appoggio. Ad una politica che [...] al crimine organizzato un valore comune e [...] facile e con maggiore autorevolezza chiedere alla [...] nella [...] azione risanatri-ce con serenità [...]. /// [...] /// Ad una politica che [...] al crimine organizzato un valore comune e [...] facile e con maggiore autorevolezza chiedere alla [...] nella [...] azione risanatri-ce con serenità [...]. (0) (0) ![]()
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