Dio ha accettato la [...] Satana, la perversa richiesta di [...] alla prova: troppo facile [...] tutto va bene. Giobbe perde [...] ogni avere, patisce sofferenze [...] abbandonato dagli amici. Ma non si rassegna. La grandezza del personaggio sta [...] nel rifiuto [...] nel caparbio [...] sui motivi della sofferenza, nella [...] sfida a Dio, dal quale esige una spiegazione [...] che gli viene inflitto. La [...] forza si esprime in [...] di innocenza operata nella solitudine più totale: [...] temono la temerarietà del comportamento, lo giudicano [...] si limita ad incolpare se stesso per [...] sta accadendo, ma sposta la questione del [...] territorio più profondo, ai confini con il [...] della presenza del dolore, con Dio. Ma per questo stesso [...] incessante interrogazione si rivela una superba prova [...] superamento della debolezza umana tale da fronteggiare [...] divina: Dio non può [...] è costretto ad interloquire, [...] conti con la [...] richiesta, quindi a rivelare [...] stesso, il proprio diabolico [...]. Lui, potenza creativa, è [...] potenza distruttiva, bontà e malvagità [...]. Giobbe patisce per la [...] Satana in Dio, dunque per qualcosa che lo [...] del male. Quando Dio finisce in [...] doppio, questo archetipo si fa reale, diventa [...] fisico o psichico; non a caso [...] con Satana avviene al [...] da un giro di ispezione sulla terra. Non diversamente che per Giobbe, [...] nella vicenda analitica si impara a fronteggiare [...] non come risultato della propria colpa, ma [...] su di esso in un vuoto originario [...]. La [...] nota come, in certe [...] confine con il suicidio o la follia [...] indistinguibile, eppure «la soglia tiene. Perché tiene la domanda». La domanda sul senso della [...] finisce per avere più importanza della vita stessa, è [...] forza capace di reggere [...] di risposta. Sopportare questo vuoto è immettersi [...] la lunga attesa [...] appunto. Giobbe, del resto, indica [...] della soluzione»: in questo [...] luogo [...] riesce nel dialogo con Dio, [...] appunto sul filo del paradosso: «. Il mio orecchio aveva [...] suoni di te / Ma adesso ti [...] il mio occhio / E per questo [...] E mi consolo . La presenza del male, [...] che porta ad odiare se stessi, è [...] consolazione: «E mori Iob / vecchio / [...] (42, 17). [...] di Giobbe, inutile [...] è, da un punto di [...] teologico, un testo scandaloso perché impietoso. [...] prende in rassegna il [...] studiosi che, a titolo diverso, se ne [...]. ///
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[...] prende in rassegna il [...] studiosi che, a titolo diverso, se ne [...].