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Reazione comprensibile, natu-ralmente, ma [...] esaurire [...] il proprio contenuto, mentre [...] la tremenda op-portunità di [...] davvero su quello che [...]. In altri casi analoghi [...] avve-nuto. [...] ha alimentato uno spirito [...] di giustizia esemplare, come per bruciare in [...] ogni coinvolgimento, ogni re-sponsabilità che non ricondu-cesse [...] colpevoli. Ma questa emotività ha [...] radicare la ripulsa di tali azioni su [...] soli-do e consapevole, e ha finito spesso [...] breve, se-guendo al «pentimento» dei ra-gazzi ormai [...] in un atteggiamento «perdoni-sta», altrettanto superficiale, al-trettanto [...] il caso con la redenzione dei col-pevoli [...] altro, a co-minciare [...] medesi-mo di educazione e [...] nel-la loro vicenda). È per questo che [...] nel valutare que-sti fatti, anche di fronte [...] rivelato dei colpevoli. Non abbiamo lo stesso [...] e dei familiari di Ma-ria Letizia, e [...] vittima, di lasciarci ispirare dai sentimen-ti nella [...] diretta e radicale. Non ce [...] la comunità nel suo [...] generale, questo diritto. Al contrario, ha, abbiamo [...] ragionare il più freddamente possibile. A co-minciare dalle spiegazioni [...] cerchiamo a questi delitti. Ma per [...] veramen-te, queste spiegazioni, dobbia-mo [...] di «ven-detta» o, fra un poco, la [...] di «pentimento» da benedire per azzerare e [...]. Fra tutte, la spiegazione [...] in particolare quella che non attribuisce a [...] movente. [...] per molti, in quanto delitti, [...] ciò, ancor più efferati, gratui-ti appunto. O [...] per talune difese (non [...] degli avvocati), in quanto prova di labilità [...] da certi mostri del no-stro tempo come [...] il consumismo o la crisi di valori [...] che perciò diminui-rebbero le responsabilità dei col-pevoli. Invece una spiegazione va [...] movente, poi-ché tale movente esiste. Consiste nel piacere stesso, [...] insieme, di tendere un ag-guato, eccitante anche [...] rischioso, di attaccare qualcuno inerme nel buio, [...] rumore che segue al lancio, di scoprire, [...] chi è stato colpito, di sentirsi onnipotenti, [...] nella vita altrui. E nel piacere di [...] tutto si è ri-solto con un grande [...] -che hanno avuto so-lo [...] danneggiata, e un brivi-do [...] e il cuore in gola -o nel [...] e innominabile, ma pre-sente, che dà la [...] la vita e la morte al-trui, non [...] scelto a caso tra chi passa (e [...] eccitante, contiene la sorpresa). Se, al di là [...] arriviamo ad analizza-re questo e a capire [...] prodotto ci condannere-mo a [...] la replica, a non [...] di disedu-cazione che vi stanno alla radi-ce. Anche per questo [...] bisogno di una giustizia severa [...] razio-nale, anche di fronte al crimine più atroce. Professore, perché [...] tanto silen-zio sul Sud? Agiscono [...] fattori. Senso di colpa per [...] alcuni progetti: [...] industriale attraverso i poli [...] altre ipotesi [...]. Poi ci sono ragioni [...] si pensa al Mezzogiorno come a [...] re-siduale. I problemi alti e [...] mondializzazio-ne, Europa, governo possibile dello sviluppo, disoccupazione [...]. Lei dice [...]. Vuol dire che non è [...] il Mezzogiorno come un pezzo [...] e [...] ignorando che, invece, è un [...] storicamente già in-trecciato. I problemi della realtà [...] comuni a Italia ed Europa sembrano essere [...] Sud. Per esempio: [...] il [...] di disoccupati? Dipendono dalla [...] produt-tiva meridionale, ma anche dalla qualità tipica [...] dove la tecnologia riduce il lavoro. Il Sud separato è [...] recente. Prima [...] il Mez-zogiorno grande questione nazio-nale. Perché questo regresso? Il [...] io credo, è che manca un progetto [...] paese, non solo per [...] Sud. Non abbiamo una politica in-dustriale [...] almeno da 15 an-ni. [...] un deficit assoluto di [...] prospettica del-le classi dirigenti nazionali. Questo si riflette pesantemente [...] meridionale. Quindi, una crisi di strategie [...] complessiva. Dove siamo andati [...]. Ma una volta [...] un brulicare di proposte e [...]. Perché non è più [...] Negli [...] Sessanta e Settanta la stampa teneva alta [...] temi dello sviluppo. Non accade più. I giornali rispecchiano il [...] politico. Professore, non sarà colpa dei [...]. I giornali ri-flettono quel [...]. Anche se [...] poi da dire che fanno [...] loro parte. La produzione scientifica sembra [...] notizia, non se ne accorge nessuno, anche [...] e la ricerca continuano. Stampa e tv hanno [...] meriti, storici e stabili, di garanzia di [...] lo dò per scontato), grandi demeriti: premiano [...] o sensazionali. Un solo esempio. Se le cifre della [...] ci sarebbe da capire perché nel Sud [...] rivolta sociale. Chi va a fare [...] giornali-stica, come quelle di una [...] per far capire attraverso quali meccani-smi sociali la gente [...] an-ziché darsi al banditismo? Il Sud è ancora una [...] come si diceva una [...] peso? È assolutamente una risorsa. Lì si sta accumulando [...] e umano enorme: è inuti-lizzato ma è [...] potenzialità. Si studia di più, tal-volta [...] perché non [...] che fare. Non avviene altrove dove [...] percezione di reddito dopo la [...] media. [...] una natalità che tiene le [...] del paese. Un territorio non intasato [...] vergini dal punto di vista produttivo mentre [...] territoriale. Una una agricoltura molto avanzata. Molto avanzata, professore? E le [...] interne e disgregate? [...] meridionale contribuisce al-la produzione globale [...] europea con il set-te per [...]. Il doppio [...] Grecia. Quasi quanto tutta [...] e [...] Inghilterra. Questo può consentire livelli [...] Certo. Naturalmente lo sviluppo va [...] cose: attività agroalimentari, produttive e di tra-sformazione [...] turismo e attrazione culturale. Ci sono in abbondanza [...] mare, sole, clima. Non è la vecchia [...] bellezze. Il mondo sta cambiando. Gli anziani si spostano [...]. È un fenomeno che [...]. [...] la sensazione che il [...] abbia sostituito quello sul Mezzogiorno. Mafia e Sud so-no [...]. La mafia ha avuto [...] iden-tificazione nefasto e devastante per il Sud. Due sono stati i [...] snervato [...] pubblica italiana sul Sud: [...] del [...] in Campania e Irpinia. Il massimo di pregiudizio [...] il Sud [...] avuto nel 1980, ai [...] per il terre-moto. Dopo illegalità, ruberie, cor-ruzioni [...] e disincanto. La mafia ha finito [...] realtà meridio-nale, della quale nel frattempo non [...] segni di trasforma-zione anche profonda. Ora che la mafia [...] perché è in crisi e perché anche [...] si abitua, il Mezzogiorno sembra interamente sparito [...]. Bobbio qualche anno fa [...] la questione meridionale coincideva con la questione [...]. Il problema di fondo [...] del riequilibrio o è quello delle questioni [...] Sud, della [...] stratificazione, dei suoi gruppi [...] Bobbio [...] una cosa giusta. La quintessenza di quella [...] definire questione meri-dionale è quella dei gruppi [...] Sud. Per essere più stringato: una [...] di ceto politico. Pensi ai casi clamorosi [...] di masse enormi di da-naro europeo per [...] Regioni. Ma le cose non [...] resto [...]. Usciamo da una fase politica [...] senza alternanza, da una rea-le impunità del ceto politico. Tutto questo ha influito [...] paese ma nel Mezzogiorno -dove la poli-tica [...] come im-prese, aziende, banche e [...] una società meno pluralista [...] stati molto più devastanti. Quando nel Sud si [...] si corrompe tutto. Lei sostiene: al Sud [...] determinato tutto. Quando le isti-tuzioni si [...] degrado è stato terribile. Per cambiare ser-virebbero istituzioni [...] Sud non ci sono: come se ne esce? Vede, [...] meridionali sono assolutamente insensibili a propo-ste di [...] pagano in termini elettorali. Hanno [...] di una produttività elettorale immediata: [...] distribuire quat-trini che non creare un porto o [...] operazioni lunghe e faticose. Talvolta anche alcuni uo-mini [...] conta-minati da questa mentalità. Nel re-sto del Paese una [...] intessuta di attività produttive spinge sulle forze politiche e [...] a [...] della produzione. Al Sud la politica [...]. Quando sono arrivati, come [...] si sono visti i buoni frutti. Il caso [...] rende esplicito questo processo. Insomma, la riforma della [...] tema decisivo per la vicenda meridionale? Certo. La riforma degli assetti [...] è vitale per il Sud. Come sono stati vitali [...] ultimi quindici anni lo sarebbe-ro nel bene. Nel Sud [...] di-retta del sindaco ha [...] tra schieramenti contrapposti e ha favorito la [...] la tradizione dei ricatti e dei condi-zionamenti [...]. Aveva-mo una situazione politica [...] al resto del paese: gruppi, sottogruppi, corren-ti, [...]. [...] era soggetta a mille ricatti. Oggi invece ogni amministrazione [...] rendere conto alle opposizioni, co-strette anche loro [...] cittadini. [...] è un caso em-blematico [...] è per-sonalmente bravo ma perché di-mostra le [...]. Ma di [...] ce ne sono tanti [...] Sud, [...] in piccoli pae-si, dove uno magari non [...]. Che speranza ha il Mezzogiorno [...] in Europa alla pari? E la Le-ga? [...] fallita la soluzione della questione meridionale si [...] egoistiche? La Lega è nata [...] del sistema politico nazionale. Il Nord non si [...] che reggeva il paese [...]. [...] meridionale appariva come una zona [...] divo-rava risorse create altrove. Questo significa [...]. Ora tutte quelle ragioni [...]. Il quadro [...] e del Sud si è [...] modificato. Anche [...] del diva-rio va assunta con [...] non co-me la [...] che [...] del Sud. Abruzzo, Puglia, altre parti [...] Sud [...] crescono. /// [...] /// Vada in giro per il Mez-zogiorno, perfino nella mia derelit-ta Catanzaro, lei non ha [...] di [...] in un paese arretrato. Diciamo che [...] si ha appena ci si [...] coi servizi. Sì, ma servizi non [...] paese industriale, non quelli di Rio o [...]. Non funzionano ri-spetto agli [...] delle realtà più avanzate. Il problema vero è [...]. La forte disoccupazione per [...] base produttiva e gli effetti dello sviluppo [...]. [...] serve un atteggiamento [...] che non è sufficiente. Una volta gli intellettuali [...] incessante di denuncia, di opposizione allo stato [...]. Io colgo le manifestazioni [...] molto serio: culturale e politico. La gente ora dice [...] Sud: dipende da noi, non dob-biamo aspettare nulla [...]. È una specie di rivolu-zione, [...] profonda. Una rottura di antichi [...]. Ap-punto: la questione dei [...]. Ma la cappa di [...] il Sud, qual è? Il Mezzogiorno è [...]. Se non ci fosse [...] teologismo neoli-berista imperante, e quindi [...] peri-colo di [...] male interpretato, di-rei che la [...] sono stati gli osta-coli della politica al mercato. In che senso? Diciamo [...] era intelligen-te e sveglio si buttava in [...] con [...] o [...] produttiva. Nella [...] storia del Mezzogiorno ripercorre gli [...] due secoli. Qual è stato il [...] è sembrato più vicino il decollo? Direi [...] Settanta. Ma sono contrario a [...] sportivi e [...]. Mi interessa il Pil, [...] libri in meno si leggono nel Sud, [...] università in meno si con-suma. Mi creda, questo è [...]. Il Polo come al [...] allo sfascio, avanzando magari il pretesto di [...] sognando in qualche mo-do un ribaltone [...]. Come se ora, a [...] più o meno finti, le necessarie priva-tizzazioni [...] più successo. Rifondazione Co-munista, dal canto [...] rifu-giata [...] snobbando tutti gli [...] un suo impegno più at-tivo, compresi quelli [...]. [...] però, a pensarci bene, [...] che lega le due parti che ieri [...] incoscienza alla vittoria, senza pensare alle conseguenze [...]. [...] un filo attorcigliato in [...] con motivazioni diver-se (il pensiero di Fini [...] quello di [...] del capitali-smo di Stato, [...] suo se-guito di boiardi e valvassori, visto [...] come la ver-sione di sinistra e democratica [...] per altri co-me una culla per sogni [...]. Tutto questo, però si [...]. Era nota la posizione [...] Polo, [...] nota quella di Rifondazione Co-munista. Il problema vero è [...] ha mostrato -e non è la prima [...] limiti di te-nuta. Le parole di [...] tre ministri in più in [...] met-tono i brividi. Questo del passag-gio della [...] al Tesoro era un [...] la vita del governo, per i suoi [...]. Molti -e non tanto [...] come è noto sono co-stretti spesso a [...] in-credibili -hanno disertato questa battaglia decisiva. [...] compito del-la maggioranza, è [...] riflettere su questa scon-fitta per trovare rapidamente [...]. Non è più possibile [...] sbaraglio. [...] ci guarda e ci attende [...] varco e il 1997 non sarà meno facile del [...]. /// [...] /// La rilettu-ra ci porta ad [...] conclusione: è un articolo [...] con ogni probabilità quel che [...] aggro-viglia e lo devia è la [...] debolezza linguistica. È la lingua che ha [...] di quel testo. [...] voleva dire una cosa; alla [...] ne dice [...]. Sicché è possibile e perfino [...] una correzione, senza che questo significhi una contraddi-zione. Sarebbe anzi una prova di [...]. /// [...] /// A questo titolo, [...] tradi-zionale della Chiesa ha [...] diritto e il dovere della legittima autorità [...] pene proporzionate alla gravità del delitto, senza [...] di estrema gravità, la pe-na di morte». Dice che bisogna di-fendere [...] a qualun-que costo. /// [...] /// Che [...] legittima ha il [...] di provvedere a questo, [...] vita. /// [...] /// Perché [...] deve essere messo in condizione [...] non nuocere. /// [...] /// A questo punto [...] scivo-la, e viene trascinato, [...] «diritto di uccidere» chi sta per nuocere [...] condannare a morte», che è [...] cosa, perché la condanna [...] uno che è già stato preso e [...] in pri-gione e che non può più [...]. [...] aveva affer-mato un concetto nuovo, [...] lo ha male esemplificato. Voleva dire: [...] della Chiesa rico-nosce fondato [...] il dovere della legittima autorità di ricorrere [...] alla gravità del delitto da impedire, senza [...] di uccidere». In questo modo il [...] «Non uccidere» non sa-rebbe tradito o rinnegato, [...] uccidere nessuno, e se ci sono dei [...] per uccidere [...] con ogni mezzo. Riscrivere in questo senso [...] significherebbe ristabili-re il suo giusto [...]. Non sareb-be una correzione etica, [...] sol-tanto linguistica. La Chiesa po-trebbe [...] in silenzio, alla prima ristampa [...] testo. /// [...] /// La Chiesa po-trebbe [...] in silenzio, alla prima ristampa [...] testo. (0) (0) ![]()
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