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Negli States cento città [...] Può capitare a chiunque, passeg-giando per New York, Washington [...] Filadelfia. [...] scatta [...] palazzo di giustizia, in uno [...]. Polizia e vigili del [...] sirene spiegate. In breve [...] è circondato, [...] impedito a tutti, i sistemi [...] emergenza pronti [...]. Ma nessuno, né tra [...] tra i vigili del fuoco, accenna a [...] tengono a debita [...] luogo [...]. Finalmente dal servizio [...] si stacca un [...] antigas e colorate tute da [...] e penetra [...] per porta-re i primi soccorsi [...] decine di perso-ne distese lì sul pavimento, vittime di [...] sostanza chimica sconosciu-ta. Fuori un gruppo di infermieri [...] allestito [...] di decontamina-zione. A questo punto le [...] e stringono la mano ai «soccorritori». /// [...] /// Tut-to è durato pochi [...]. Nel 1997 la scena [...] ripetuta più e più volte [...]. Ed è diventata quasi [...]. Il rito per esorcizzare [...] degli americani. La fobia [...] and [...] la paura di un attacco [...]. È una paura ormai radicata [...] America. Infatti la medesima scena [...] prossimi mesi, in al-tre 100 città degli Stati Uniti, [...] gruppi speciali [...] agenti federali, poliziotti locali, [...] volontari e boy scout (le «vittime») e [...]. La paura è [...]. [...] è stato dato, [...] intelligence del mondo. E le eserci-tazioni in [...] sono progettate, coordinate e finanziate (con 40 [...] dal [...] del [...]. Gli attacchi terroristici nel [...] diminuiti [...]. An-che se è aumentata [...] azioni mortali. Molto rara-mente in queste azioni [...] state [...] uniche vittime del [...] chi-mico sono i 12 giapponesi [...] nel 1995 [...] con [...] alla metropolitana di Tokyo. E mai sono state utilizzate [...] biologi-che. Ma, allora, perché le [...] Usa [...] così tanto la minaccia [...] da rischiare di alimentare [...] massa e da mobilitare contro di essa [...] macchina militare del mon-do? Le risposte, articolate, [...] le potete trovare [...] sul numero di [...] di The [...]. Ma, in sintesi, gli [...] da quelli della Cia, ritengono perico-loso e [...] per tre ragioni. La prima è che [...] e biologiche sarebbero diven-tate facili da acquisire [...]. E facili da gestire: [...] una cantina, strumenti sempli-ci e [...] rudimentale cultura chi-mica e/o biologica. La seconda ragione è [...] di terroristi starebbero cer-cando di entrare in [...] chimiche e biologiche. La terza ragione consiste [...] molti di questi gruppi potrebbero davvero [...] le armi chimiche e [...] vengano in possesso. Do-po la fine della [...] dei correlati terrorismi ideologici, starebbe infatti emergendo [...] di terroristi, più disponibile che in passato [...] e [...] di armi di distruzione [...]. I terroristi di fine secolo [...] sempre meno [...] o un obiettivo politico concreto [...] realizzare (come [...] in Irlanda o le nostre Brigate Rosse), e sempre più [...] confusa e misticheg-giante. Il nuovo ceppo di [...] in tre diversi tipi: le sette religiose, [...] che ha compiuto [...] chimico a Tokyo; i [...] come alcu-ni movimenti neonazisti [...] le organizzazioni fondamentaliste, come gli algeri-ni della Gia [...]. Ma hanno precisi caratteri [...]. Ritengono di avere un [...] parte di Dio. Hanno un nemico vasto [...] coloro che non sono membri del gruppo. Si muovono nel vuoto [...]. Le loro azioni sono [...] imprevedibili. Non hanno remora per [...] massa. [...] di queste tre ragioni avrebbe [...] scattare [...]. Ma si tratta di [...] Difficile [...]. Certo è che a [...] scetticismo difronte alla minaccia [...] è proprio il massimo [...] antiterroristi-ca degli Usa, la [...] Security [...]. Per due motivi. I gas [...] e gli organismi [...] per quanto accessibili, restano meno [...] da reperire, conservare e utilizzare delle armi convenzionali. Inoltre il loro uso susciterebbe [...] reazione fortissi-ma. Che nessun terrorista, per [...] auspica-re. E allora le nuove [...] città Usa, oltre e forse più che [...] una imminente minaccia, servono a soddisfare il [...] Grande Nemico di cui gli americani sembrano avere [...]. E a dimenticare [...] faci-lità con cui, sul [...] illegale, è possibile acquistare ar-mi convenzionali per [...] sanguinose e spettacolari. Come quelle effet-tuate dai [...] Trade [...] di Manhat-tan e dai [...] del governo di Oklahoma City. Con bombe considerate «normali». Pietro Greco Cia, agenti [...] mobilitati per imponenti esercitazioni Stanziati milioni di [...] solo fantasmi Usa terrore biologico Maschere antigas, [...] impenetrabili: questi gli «attrezzi» degli agenti [...]. Molti paesi posseggono arsenali chimici: [...] base di cianuro, cloro e fosgene, gas mo-starda, [...]. Molti paesi pos-seggono arsenali [...] batteri, virus, funghi. Sono armi micidiali. Capaci anche in basse [...] mi-gliaia di persone. Gli Stati Uniti sostengo-no [...] sono in possesso anche di paesi poco [...] o la Li-bia, disponibili a [...] a gruppi terrori-stici. Tuttavia, come ha indicato nel [...] un rapporto [...] degli Usa, sia il terrorismo [...] che chimico sono piuttosto rari. Non mancano però episodi [...] inquietanti. Nel 1984 i membri [...] infettarono 750 persone irrorando [...] alcuni ristoranti in Oregon coi batteri della [...]. Nel 1987 si scoprì [...] religiosa, il gruppo della Supremazia Cristiana, aveva [...] di cianuro con cui volevano in-quinare alcuni [...]. Nel 1991 il gruppo [...] era riuscito a estrarre [...] ca-storo un agente biologico molto pericolo-so. Il 5 maggio del [...] neona-zista [...] Larry Harris, era riuscito [...] posta dalla [...] Culture [...] di [...] del Maryland, tre fiale [...] il batterio che causa [...]. Larry Harris dimostrò a [...] facile anche per uno sprovveduto ac-quisire armi [...] massa. Fu questa circostanza, forse, [...] della Cia e del Pentagono. Anche perché sei settimane [...] Tokyo la [...] attaccò la metropolitana con [...]. Le persone contaminate fu-rono [...]. I morti 12. Ma avrebbero potu-to essere [...] se, nella setta, qual-cuno avesse avuto le [...] ottenere il massimo effetto con la mi-nima [...]. Forzava i dati per [...] le obiezioni senza neanche [...]. Di più: usò foto [...] del suo «Le origini della specie». Lo racconta Philip [...] che ha curato una riedizio-ne [...] de [...] delle emozioni negli uomini e [...] animali». Il lavoro che costituisce [...] pensiero evo-luzionistico era già uscito, nel 1959. Le polemiche fioccavano furiose [...]. Tredici anni dopo Darwin pubbli-cò [...] delle emozioni [...] e negli animali». Vole-va rispondere [...] obiezione sulle espressioni del [...] di-mostrare che non è vero che solo [...] esprimono mimi-camente le loro emozioni: gioia, rabbia, [...] di-sgusto. [...] un problema però. Se era facile riprodurre [...] i dise-gni naturalisti sulle «facce» ani-mali, documentare [...] era quasi impossibile. La fotografia era ai [...] i ritratti si ottenevano mettendo la gente [...] due minuti, ot-tenendo facce serie e pensose [...] forzatamente sorriden-ti. Ma Darwin sapeva di [...]. Per [...] si rivolse a Oscar [...] conosciuto co-me il «maestro [...]. Per accontentare Darwin, [...] ricorse a tutti i [...] disegni truccati da foto, espressioni simu-late, ritocco [...]. Uti-lizzando spesso la moglie [...] come soggetti, il fotografo riuscì a fornire [...] gamma di espressioni or-dinate. Un fisiologo francese fornì [...] di volti stimolati con impulsi elettrici per [...] deformazioni. Si vedevano i fili [...] elettrodi? Darwin faceva ritoccare le foto per [...]. Nel libro ad esempio [...] di una donna «lunatica», tro-vata [...] di uno psichia-tra che usava i pazienti del suo [...] come soggetti di spe-rimentazione. Dunque la premes-sa del [...] naturali delle emozioni uma-ne, era tradita dal [...]. E il bello è [...] nessuna im-portanza. /// [...] /// E il bello è [...] nessuna im-portanza. (0) (0) ![]()
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