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Roma -Inchiesta Processo alla [...] Barricate, [...] atti di [...] cosa è cambiato nella [...] capace di aiutare, offrire, accogliere senza ricevere [...] Rispondono volontari, religiosi, amministratori, sindacalisti, operatori, giuristi In [...] solidarietà Roma, [...] Non c'è un numero [...] e dei volontari a Roma, I dati [...] di circa 400 gruppi, molti piccolissimi e [...] di quartiere, con migliaia di volontari che [...] velocemente. La loro attività copre [...] dimenticati o trascurati dalle istituzioni: handicappati ed [...] barboni, immigrati e [...]. Poi la sanità e [...] «giungla» burocratica dentro la quale il cittadino [...] indifeso -si ritrova perso. E un fenomeno comunque [...]. [...] confermata anche da Giustino Trincia, [...] Movimento federativo democratico. Il loro comun denominatore [...] che si organizzano e si muovono per [...] non sono più disposti ad attendere». Ma c'è anche un [...]. Lo sottolinea Anna [...] sociale che lavora per [...] che presta aiuto a circa 200 famiglie [...] «I [...] Giovanni, 17 anni un volontario« Aiutare gli [...] è politica» Ma chi te lo fa [...] Questa [...] una domanda che mi fanno sempre gli [...] voglio mettere a posto la mia coscienza, [...] assistenzialismo. Sarebbe come gettare un [...] in questo modo di fare politica». Cosi Giovanni Clemente, uno [...] anni, racconta la [...] scelta di volontario con [...]. Da due anni e [...] di barboni, prima alla mensa di Colle Oppio [...] anno, una sera a settimana, va a [...] e caffellatte caldo. Come hai cominciato? «La [...] dopo [...] discusso molte volte di [...] un sacerdote, don Battista, che mi ha [...] che stava maturando in me: [...] di aiutare gli altri. E lo faccio perché [...] società sia responsabile [...] che abbiamo intorno, e [...] collettività sono anche problemi [...] tuoi amici cosa ne [...] Intendo [...] che non svolgono un volontariato [...] al tuo? «C'è una [...] di fronte ai problemi della miseria. Ma, almeno nella mia fascia [...] non intolleranza. Gli adulti, invece, mi [...] a capire. Certo, c'è anche chi [...] giro, e mi dice: ma chi cavolo [...] fare?». Ma [...] cambia, poi? Penai davvero [...] condizioni che determinano queste forme di emarginazione? «Forse [...]. Ma la mia responsabilità [...] di creare una prospettiva per cambiare domani, [...] morire senza [...] sia cambiato, ma bisogna [...] cambiare questa società e possibile». Il contatto diretto con [...] di povertà non ti crea un disagio? [...] ora non più, Ma [...] conoscere cosa [...] dietro quei poveri. Sapere la verità, quella [...] E [...] è possibile sólo quando si è giovani. Diventati adulti, il cervello [...] pieno per accogliere nuove idee, vedi, io [...] più che un problema dei poveri sia [...] città, della società. Ho imparato come questa [...] intere categorie di persone ed anche quanto [...] per farne una società giusta. Questo è importante, E [...] piano, attraverso le [...] sensazioni. Senza metodo, ma sono [...] che ci fregano». [...] abiti con la tua famiglia [...] Parioli. [...] hai provato davanti alla rivolta [...] razzista -contro la [...] alloggio per I malati di [...] a Villa Glori? [...] forma di intolleranza è causata [...] diversità. Sono paure che si [...] livelli: zingari, barboni, malati di Aids. Ma lo zingaro e [...] ti coinvolgono nella loro diversità, il malato [...]. Solo cosi si può [...] la diversità come uno spettro incombente sulla [...] pericolo e non come la possibilità di [...]. Ma il problema della [...] quello di come noi riusciamo a comunicare [...] nostri problemi». Bisogna unirsi, date più [...] forme di volontariato sociale». La maggior pane dei [...] nella capitale sono legati al mondo cattolico, [...] Vicariato e delle parrocchie. E a sinistra? «E [...] abbiamo capito tardi -dice Nicola Zinga-retti, segretario [...] romana -. C'è un ritardo della [...] forme [...]. Dobbiamo dare risposte concrete a [...] bisogni. Per quanto ci [...] il nostro terreno ai [...] esclusivamente su questo». Perché il volontariato è [...]. Ma la città come [...] La [...] è Quanta solidarietà c'è a Roma? La [...] capace di tolleranza o ha invece imboccato [...] che può [...] verso nuove e terribili [...] «diversi»? Dalle barricate contro i nomadi alla [...] i malati di Aids, [...] ha segnato profon-damente la [...]. Cosa è cambiato in [...] Perché succede tutto questo? C'è ancora spazio [...] e la tolleranza? E chi la pratica? Rispondono [...] amministratori, sindacalisti. La città è dominata [...] suo rancore colpisce i più deboli. STEFANO DI [...] persa tra [...] generale che minaccia sempre [...] diventare ostilità aperta. Opinione quasi generale. Le accuse alla città, [...] bisogni dei suoi cittadini più poveri, sono [...]. Il pregiudizio è il [...]. Dice Vanni Piccolo, del [...] omosessuale «Mario Mieli»: «Più che mancanza di [...] grande indisponibilità a superare i limite determinati [...]. [...] a volte totale. Racconta [...] Tina Lagostena Bassi: «Ci [...] donne aggredite in pieno centro, in pieno [...] ha mosso un dito per [...]. C'è il desiderio di [...] soprattutto quello di non vedere e non [...]. Tra i più deboli, [...] gli anziani. Eppure proprio da loro [...] solidarietà, come alcuni che si sono organizzati [...] loro coetanei malati, «Più la metropoli si [...] la lotta per la sopravvivenza -sostiene Maria Giordano [...]. E Roma non ha [...] per la sopravvivenza, dal traffico ai servizi, [...] solidarietà». Una città difficile anche per [...] bambini, accusa Gianfranco Tosi, magistrato, presidente [...] per lo sviluppo [...] evolutiva. Sono due anni che [...] un finanziamento [...] per la costruzione di una [...] ludoteca, ma finora nessuna risposta». Intolleranza legata ad ignoranza [...] anche a precisi interessi. Roma non è mai [...] una città buona. [...] una vera solidarietà umana non [...] mai esistita. Prima era più accogliente, [...] inerzia e indifferenza, non per solidarietà. La solidarietà non fa parte [...] natura». Natalia Ginzburg parla lentamente, [...]. Ma le accuse che [...] dove abita stabilmente dal [...]. Città senza anima e [...] comincia a respirare il fumo tossico del [...]. Città senza pietà, «eppure [...] vivere del [...] senza pietà». Ma è sempre [...] così? La scrittrice rimane un [...] in silenzio, accende una sigaretta. Ci furono gesti bellissimi, [...]. Eppure la città, occupata [...] spaventata e sofferente. Mancavano il mangiare e l'acqua, [...] la paura. Tutti avevamo paura. Ma la solidarietà era [...]. Posso [...] anch'io che sono [...] perseguitata. Se dovevo lasciare la [...] a qualcuno potevo [...] e sarebbe stata difesa». Una solidarietà mai più ripetuta, [...] la Ginzburg. Sostituita prima [...] ora dal rancore intollerante. Un giorno tocca agli [...] agli immigrati di colore, un altro ancora [...] Aids. Perché? «In questa città [...] i vizi della vita italiana. [...] si ammassano e si accumulano [...] enorme facilità. Ora si affaccia il [...]. No, non è una città [...]. Era indifferente ed ora [...] rabbiosa. Quel senso che dava [...] è finito, non c'è più. [...] si vive male e faticosamente. E questo ha soffocato [...] la [...] «La tolleranza a Roma [...]. La [...] è ora ostile e [...] solo indifferente ed inerte». Natalia Ginzburg è dura [...]. Parla del suo egoismo, [...] verso i poveri. Non le fa paura [...] «Certo, perchè a Roma come in tanti altri [...] si è infranto qualcosa, stanno saltando i [...] nostra esistenza». Sono pessimista, anche se [...] non [...]. Ognuno di noi, individualmente, [...] propria battaglia. Servirà? Non lo so. Ma cos'altro possiamo fare?». Ma a Roma ci [...] di associazioni di volontariato, gente che lavora [...] gli altri. Però la città tace, [...] non la vedo attenta al prossimo. E ogni giorno di [...] a leggere distrattamente sul giornale le cose [...]. E quando nessuno si [...]. Già, cosa succederà quando [...] abbastanza proteste in grado di [...] Natalia Ginzburg è indignata [...] ridicola ordinanza uscita dal Campidoglio, quella che [...] e profughi di lavare i vetri delle [...] vendere accendini ai semafori: «E orribile, veramente [...]. Questo è razzismo, non [...] fondamentali della nostra esistenza». La città è peggiorata, [...] a respirare i fumi velenosi del razzismo. È un tempo di [...]. Ma una volta la città [...] solidale, nel periodo atroce e pauroso [...] nazista. Perché vogliono togliere il [...] fa questi piccoli lavori?». Poi, con voce triste: «Anche [...] stati stranieri, immigrati, diversi. Siamo stati poveri e [...] ancora. Siamo stati cacciati e [...]. Ci siamo ammalati e [...]. Abbiamo paura del nostro [...]. Gli occhi della scrittrice [...] città peggiorare di anno in anno. È un bilancio amaro, [...]. Hanno dentro più paura, [...] quindi più intolleranza». Ma la paura giustifica [...]. Non giustifica niente. Ma c'è qualcosa di [...] negazione di chi non ti assomiglia, il [...] falsa di noi stessi come persone buone, [...] la vita di chi è venuto nel [...] lontano. Perché [...] scende in piazza e [...] Natalia Ginzburg sorride. Un sorriso amaro. Forse una volta anche la [...] scendeva per le strade. Ora però si nasconde, [...] ci ha condotto a questo punto la [...] della pietà. Nel paesaggio [...] città la pietà non c'è [...]. Cancellata [...] dominante che dice che è [...]. Il futuro è buio. È un tempo di [...]. Quelle grandi sono state [...]. Per Natalia Ginzburg bisogna [...] più elementari, quelle alla base della convivenza [...]. Ora non siamo più una [...] Roma non è più una collettività. Alla parola collettività ne [...]. Le peggiori, che ora [...] esistenza». Tra le mille indignazioni [...] sta a cuore alla scrittrice: «E intollerabile [...] cui condanniamo gli anziani in città. Nessuno li vuole più, [...] la forza da case dove hanno passato [...]. Le radici della loro esistenza [...] con la violenza. Quanti chiedono la carità [...]. Difendere vecchi, bambini, malati, [...] il primo dovere di uno Stato civile. Noi non lo facciamo. Ma cosi, dove finisce [...]. /// [...] /// La realtà è difficile, [...] essere ancora peggiori. Proprio ciò che non è [...] fatto, accusa [...]. Dice il consigliere del Pei Augusto Battaglia: [...] città è disorientata, il [...] perché [...] non riceve alcun segnale [...] una politica organica capace di ancorare questo [...]. Infine, [...] riflessione di Giorgio Fregosi, [...] sociali della Provincia, comunista: «La disponi, [...] e la partecipazione di [...] state duramente colpite. VI è una moderna [...] trionfare e che va contrastata ogni giorno. La lotta è aperta. I progetti, gli ideali, [...] fini non sono vecchia paccottiglia o un [...] ragioni fondamentali di una città che sia [...] luogo di democrazia». [...] il volontariato A. Alcolisti anonimi Via Napoli [...]. /// [...] /// Egidio Piazza S. /// [...] /// Quella con Mario e Nicola. Mario è stato per [...] ora si è [...]. Nicola invece lo è [...]. Mario ha quasi tre [...] Nicola [...] più dì uno. Vivono [...] da tempo, affidati alla Provincia. Abbiamo diviso una esperienza [...] volontariato a distanza di 20 anni [...] nuova e bella: i [...] in vacanza con i loro amici, sono [...] casa normale, in mezzo agli altri, lo [...] loro belle e lunghe ore giocando, parlando, [...] affetto. Sono stati loro per [...] delle cose, a cominciare dalla disponibilità. Abbiamo scambiato baci e [...] Ho imparato così a [...] loro mi hanno fatto crescere. Leggo che non vogliono [...] scuola e al nido così come non [...] omosessuali, ì nomadi, i [...]. La parola solidarietà, così [...] comune a tante persone tra loro così [...] fuori tempo, sia a casa che fuori, [...] lavoro, tra la gente, nelle scuole. Insomma «si salvi chi [...]. Grazie anche alla stupidità [...] di chi, avendo in mano il potere [...] banche, giornali. Essere solidali significa stare [...] problemi, con chi rischia di perdete, con [...]. A nessuno oggi, più che [...] passato, piace dare, né si ama stare con i [...]. Con due righe sul [...] mi pare) qualche giorno fa sì comunicava [...] ludoteca che ancora resìsteva a [...]. La giunta capitolina che [...] agisce con determinatezza quando deve finire dì [...] fatte dalla sinistra negli anni in cui [...] Roma. E poco importa se [...] mezzo i bambini (e non solo i [...] ex assessore). E dunque se [...] chi governa non fa [...] a scuola, non fa iniziare il tempo [...] ai più deboli ed esposti lì dritto [...] e [...] gli altri che dovrebbero [...] Proviamo [...] riparlare il linguaggio della vita, [...] dell impegno. /// [...] /// E dunque se [...] chi governa non fa [...] a scuola, non fa iniziare il tempo [...] ai più deboli ed esposti lì dritto [...] e [...] gli altri che dovrebbero [...] Proviamo [...] riparlare il linguaggio della vita, [...] dell impegno. (0) (0) ![]()
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