Non ci sarà da [...] 1948 potrà scrivere La rivolta degli iloti, [...] eccitano gli « iloti », e cioè [...] cultura, i « centristi », gli intellettuali [...] fra le classi e i partiti (posizione, [...] crociana), a intervenire come ceto sociale e, [...] a rivoltarsi, a ribellarsi (posizione, [...] del tutto estranea ai [...] intellettuali conferisce solo il potere culturale della [...] ripudia, invece, ogni interventismo di ceto). Ancora una volta: idealismo più [...]. A [...] bene, lo stesso saggio [...] Verga muove da queste premesse. Per un verso la [...] Malavoglia sarebbe « polemica », implicherebbe una rottura [...] contro il mondo giovanile [...] e contro la società [...] per un altro, Verga « restaura il [...] là dove il naturalismo e il positivismo [...] bruto: Verga è guardato con simpatia come [...] si tratta di un sovversivo arruolato (un [...] a [...] sotto le bandiere della [...] anima » e della [...] (magari « cristiana »), vale a dire [...]. Lo sforzo ulteriore di Russo [...] proprio metodo critico in direzione di uno [...] » o « assoluto », il suo [...] De Sanctis (segnato da quel bellissimo libro che [...] Francesco De Sanctis e la cultura napoletana, uscito nel [...] della [...] politicità trascendentale » [...] la polemica con Croce [...] Divina Commedia e poi sui Promessi sposi [...] decisivo del 1949) si comprendono solo [...] di quel tramonto del [...]. Questo tema Russo felicemente [...] della propria riflessione negli anni della prima [...] ad esso dette una risposta, allora, cui [...] nella sostanza, pur [...] di una personalità in [...] ebollizione. Come in ogni personaggio [...] la fedeltà a tale problematica costituisce, insieme, [...] limite storico e la grandezza individuale di Luigi Russo. [...] limite storico, perché [...] di per sé non consentiva [...] articolare e di approfondire tutto lo spessore sociale che [...] implicito [...] del tramonto del letterato, [...] la crisi in una dimensione [...] culturale e umanistica: il pur percepito declino [...] tradizionale non impediva una [...] fisionomia intellettuale di stampo ancora [...]. La [...] grandezza, perché la intuizione [...] acuta e seppe cogliere /un dato reale: [...] della moderna massificazione, del ceto intellettuale come [...] a parte », capace solo di « [...] e perché la nozione di « totalità [...] in senso idealistico, dette respiro e vigore [...] vis saggistica e alla scrittura metaforica di Luigi Russo, [...] uno dei critici di maggior rilievo fra [...] Venti [...] anni Cinquanta. Abbiamo tratto le ultime [...] con Croce del 1949. Quando Russo, anche in [...] la propria fede in un « nuovo [...] subito aggiunge: « [...] nuovo patisce che ci [...] non [...] quel che importa è [...] uomini, e non quella di letterati. Ma per il Croce, [...] letterato, è ancora tutto, ed esso è [...] del suo blasone e [...] politico e sociale », non dice sostanzialmente [...] rispetto al giovanile II tramonto del letterato, [...] ormai tutte le conseguenze: il sovversivismo intellettuale [...] con [...] ma non con il [...]. Era quanto avevano capito, [...] esiti diversi e persino opposti, da un [...] o Jahier, [...] Antonio Gramsci. La generosità di Russo, [...] barbarie », il suo moralismo si situano [...] di queste esperienze storiche, anche se il [...] rivisse nei termini originali determinati non solo [...] individuale ma soprattutto dalla « nuova fede [...] religiosamente credette. Romano Luperini, « La [...] Mezzogiorno », Bari, 14 agosto. ///
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Romano Luperini, « La [...] Mezzogiorno », Bari, 14 agosto.