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Giu-sta puntualizzazione di Ernesto Galli Della Log-gia («Corriere» di vener-dì) su ciò che consente [...] di inchiodare Clinton: la [...] Usa di scandagliare tutta la vita sessuale [...]. /// [...] /// Voluta dallo stesso Clinton [...] ingraziarsi le femmi-niste. Ma il [...] del [...] non sta soltanto [...] come crede Della Loggia. Sta in una cultura [...] immensi poteri in un uomo [...] del quale è perciò [...] il [...]. E in una cultura [...] politici, per esercitare [...] di [...]. Controlli incoraggiati da una Su-prema Corte [...] ha già sentenziato: «giusto frugare nella vita [...] pur-ché lo si faccia [...]. /// [...] /// Risultato: autodafé di una nazio-ne. /// [...] /// Bello il pezzo di Paolo Mieli [...] «Stampa» di domenica, su Gentile e il [...]. Tesi: [...] non è riducibile a [...] perché nel-la [...] essenza andava oltre il regime, [...] era [...] da esso. Mieli utilizza [...] di Gennaro Sasso, e [...] libro imminente sul tema. Ma un dubbio è [...]. /// [...] /// Non fu proprio Croce a [...] in Gentile il nesso tra [...] puro (negatore dei [...] e totalitarismo politico? /// [...] /// Libro guarnito dei seguenti giudizi: «Pasolini? La [...] tragedia è un mo-nito a [...] tollerare [...] mora-le»; «Pavese? Dovevano [...] a capire che il sesso [...] è tutto». /// [...] /// [...] a Ca-valleri piacerà pure Flaiano, [...] riferisce Ajello. Ma la [...] vera Musa è Carolina Inver-nizio. /// [...] /// La nevrosi di Battista. Ma che va cercando Battista [...] «Stampa» di venerdì? Prima deplora la reticenza della [...] sui legami tra Silone e apparati di [...]. Poi denuncia [...] a Silone de [...] che aveva riferito di presunti [...] tra lo scrittore e la Cia [...] oltretutto «illazioni». Non [...] materia? [...]. /// [...] /// NARRATIVA E SOCIETÀ Abbiamo [...] divergenti di due scrittori di scuole e [...] Mario Rigoni Stern e Aldo Nove SEGUE DALLA PRIMA CHE SCHIAFFO LA FURIA. E questa attitu-dine è [...] dato a chiunque, nel «mondo delle lette-re» [...] civile e anzi talvolta [...]. È dunque una singolarità, [...] Consolo: ad un massimo di tensione stilistica, [...] che potrebbe sfociare in un par-nassianesimo fatto [...] corrisponde in-vece un massimo di denuncia so-ciale [...] della probabile inutilità del proprio sa-crificio. Mai, come in questo [...] questa si dissacrante, di Consolo, e il [...] ispirazione, si erano tanto [...] dei «classici». La [...] furia stilistica (ma anche psichica), [...] il quadro «nero» della società italiana (da Palermo a Milano), sono degni [...] Giovenale: e [...] di amore e di odio [...] tor-menta Gioacchino Martinez, il protagonista, insieme alla [...] dolcissima e sventurata amata Lucia, [...] disdicono a [...] et amo» catulliano che giunge [...] contro Le-sbia, splendida e corrotta, [...] anche contro amici che tradisco-no e potenti viziosi che [...] i popoli [...] distrug-gendo i «superbi» (cioè i [...] della propria libertà). Nei [...] (nelle parti più distesamente [...] nella lettera al figlio Mauro, terrorista, quasi [...] Consolo si rivela [...] narratore che è. Ma il suo bisogno [...] massimo la narrazione, di trac-ciare soltanto scheletrici [...] o fulminei linea-menti di ciò che accade, [...] forse eccessiva. Con-solo sopravvaluta il suo [...] O [...] una sorta di sprezzan-te orgoglio sottintende: «Mi [...] Tutto ciò è davvero in-consueto, e a [...] in una situazione culturale e letteraria paludosa [...] cui la melensa lezione quotidiana dei media [...] dei media, ma di chi li diri-ge [...] diventando sempre più simile a una marmel-lata [...] talora mercena-rie informazioni di superficie. Perciò mi chiedevo: «Lo [...] Palermo» diventerà un [...] Non ne ha i [...] sostanza tranquillante. A meno che non diventi [...] sorta di «status [...] culturale, co-me avvenne molti anni [...] per [...] leggerezza [...] di Kundera, quando praticamente su [...] dei le-ziosi tavolinetti della [...] tea [...] di Piazza di Spagna, era [...] vedere una copia di quel libro [...] intonsa. LUCA CANALI [...] accanto, un disegno di Mauro [...] Sotto: a sinistra, Mario Rigoni Stern; [...] destra, Daniele Del Giudice IL CASO [...] La nostra letteratura lancia [...] rapporto con la società Il fantasma (indiscreto) [...] GIULIANO CAPECE LATRO È una parola pesante. Scava sol-chi, innesca polemiche, [...]. In-cendia gli animi, anche [...]. Si trascina echi di [...] cominciare dai leggendari compagni di strada, amati [...]. /// [...] /// Vola at-traverso gli anni, [...] sasso [...] della letteratura italiana, isto-riata [...] sangue e truculenze. E il campo, finora [...]. Qualcosa, effettivamente, seppur confusamente, [...] il giovane Aldo Nove [...] uno dei suoi testi [...]. E questo, voglio dire [...] negli ultimi anni si è avuto. Quella degli anni [...] è stata una letteratura del [...] stata [...]. [...] prendendo il termine tra virgolette, [...] di pari passo con il realismo, an-che [...] da leggersi con le virgo-lette. In questo senso si può [...] che [...] una ripresa [...] del rapporto con la realtà, [...] quotidiano e con la società, non solo con [...] con [...]. Ma non mi sembra [...] ri-torno ad un [...] letteratura militan-te, perché sono [...] le categorie di rapporto con il poli-tico». [...] varia con il variare delle [...]. [...] ha attraversato Ma-rio Rigoni Stern, [...] dei grandi vecchi della nar-rativa italiana [...] dela [...] di Giacomo»), che non [...] validità [...]. Io di-co che la [...]. [...] i suoi autori, i suoi [...]. Det-to questo, confesso che [...] non mi [...] letteratura di questi giovani. Mi sembrano puri esercizi [...] che non scavano». Lui preferisce tenersi in [...]. /// [...] /// Ma prediligo autori consolidati. I classici gre-ci e [...]. Degli italiani, rileggo [...]. Tra i contemporanei ho [...] Del Giudice, [...]. Per il resto, mi sembra [...]. Meditativo, Nove rilancia dubbi e [...] di tutta una generazione. Un tempo [...] la si-nistra e [...] gli intellettuali, il loro [...] sinistra, che poi era quel monolite rap-presentato [...] Pci. E tutto sem-brava ruotare, tra [...] anni [...] e [...] tra il [...] e il [...] il Pci». Oggi, invece, [...] una delle parole magiche di [...] anni. [...] un immagina-rio nuovo anche [...] non riesco a mettere in relazio-ne [...]. Impegno nei confronti di cosa? Di quali [...]. Tra i giovani, ma [...] per me i giovani hanno ormai [...]. Trovo anche degli scrittori [...] degli storici che guardano la storia con [...]. Ma a quel livello [...]. Del resto, ogni epoca [...] frutti». I frutti di [...] una [...] le idee. Avevamo tanta esperienza dietro [...] fascismo che aveva ottuso le menti, e [...] lasciato spaziare nelle al-tre letterature. Così abbiamo ri-scoperto la [...] la lettera-tura americana, quella sudame-ricana. /// [...] /// E inevi-tabili coloriture politiche. Esse-re impegnato voleva dire, senza [...]. Il solo ricordo, oggi, scatena [...]. Era naturale che fosse [...] che avevamo visto e vissuto. La letteratura si riduce-va a [...] politica? Ma certo che bisognava farla, dopo venti [...]. Impegno, una condizione da [...] è sempre rimasta esclusa, quasi un inevitabile [...]. Per Nove non può [...] «La cultura di destra è innanzitutto una [...]. E la cultura mitica è [...] cultura di evasione. Quindi non di impegno, [...] fuga. Quando poi un impe-gno [...] durante il periodo fascista, basta [...] quante tonnella-te di carta [...] o deliri del genere. Qual era il rapporto [...] la realtà? [...] sempre e co-munque un [...] predo-minava, che schiac-ciava il reale, ed escludeva [...]. Il 2000 che bussa [...] sembra spargere me-lassa sugli uomini e le [...]. Nove riprende il filo [...] Arianna: «Sì, la tendenza sem-bra quella di placare il [...] verso [...]. Per que-sto, alla fine, [...] mol-to [...] cannibale, proprio perché si [...] di divorare, e quindi far propri stili, [...] divergenti, in contrasto tra loro, e comunque [...]. In questo senso, sì, [...] ri-presa di attenzione molto forte nei confronti [...] dei rea-li, [...] negli ultimi an-ni, rispetto [...] anni Ottanta, rimasta del tutto stabile. /// [...] /// Dif-ficile che avvenga qualcosa [...]. Se per caso affiora, [...]. È una specie di pro-cesso [...] quello che sui media, e dai media, si fa [...] la letteratura, con le caratteristi-che dei media, quindi con [...] spettacolarizzazione e un totale [...]. Il pessimismo, additato con [...]. [...] versante, i riflessi di [...] della volontà, che oggi poco alligna. Lo ricorda con orgoglio, [...] no-stalgia, Rigoni Stern: «Vorrei che oggi ci [...] politico vivace come in quegli anni del [...]. Purtroppo, mi sembra che [...] un tale conformismo, un tale addormentamento delle [...] hanno la volontà di indignarsi. Ma sono questi nostri [...] me paiono così banali. Dove trion-fano i media, [...] e ai rotocalchi, dove la gente non [...] male, e si giunge a un appiattimento, [...] slancio, di vi-vacità. Purtroppo, mi sembra di [...] dire che attualmente [...] più vivacità negli anziani che [...]. /// [...] /// Purtroppo, mi sembra di [...] dire che attualmente [...] più vivacità negli anziani che [...]. (0) (0) ![]()
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