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DA MEZZADRA A [...] In Toscana le ragazze [...] più alla grigia e faticosa vita [...] Giovani, gaie, eleganti, le [...] Empoli non [...] intendono vivere da formiche [...] non le spaventa, ma [...] neanche vogliono [...] ritmo snervante della « catena » QUINDICI [...] Empoli appariva. Erano le ciminiere delle [...] bicchieri (allora si facevano tutti a mano), [...]. La vita della campagna [...] dalla [...] di quelle ciminiere perchè [...] dei mezzadri provenivano molti operai delle fabbriche [...] di fiaschi. AI mattino [...] alla periferia file di [...] e venivano dalle fabbriche per il susseguirsi [...] anche file di carretti trainati da donne [...] con sopra una grande cesta di salci [...] legno, che serviva [...] a trasportare dalla casa [...] viceversa il carico dei fiaschi da impagliare [...] la sala, [...] di palude con lunghe [...]. Con le « fiascaio » [...] le prime [...] », le sartine che cominciavano [...] a confezionare il [...]. Ma il [...] fra gli operai, era [...] di lusso, raro. Oggi le ciminiere sono [...]. Se ne sono andate [...] e con i carretti delle fiascaie. Si chiamano confezioniste e fanno [...] tutto, [...] fatto di abbigliamento. Una parte ; delle [...] brica solo per ritirare [...] » di vestiario tagliati per la [...] ra, che porterà a [...] pronti per [...] stiratura meccanica: sono quelle [...] e nelle case di campagna ! Le altre se le [...] al mattino presto, che le restituiscono al [...] minuti a mezzogiorno, e alla casa soltanto [...]. E queste sono , [...] alle operaie di tutta Italia e di [...]. Eppure, spesso anche [...] vive sotto il tetto [...] o contadini. [...] è veramente cambiato, e [...] Empoli [...] incide profondamente nella vita di ognuno. Quindici o venti anni [...] sotto i finestroni ciechi delle vetrerie dentro [...] svolgevano scene di magia. Attorno alle bocche dei [...] vetro fonde a 1800 gradi, giravano senza [...] con un grumo di pasta incandescente in [...] canna di ferro: e di lì usciva, [...] sbozzature, il fiasco o il calice. [...] fabbriche, come [...] che di forni ne [...] e vi giravano attorno 2500 operai. ORA I BICCHIERI, le [...] i fiaschi si fanno a macchina e [...] alla Del Vivo, [...] vetreria rimasta in città, [...] fragore infernale della macchina che preleva da [...] gli uomini che vi lavorano sono rari [...] magazzinaggio. Gli addetti alle operazioni [...] che concernono il disegno e il taglio [...] o di un [...] si muovono come medici [...]. Nei reparti le donne [...] ordine perfetto lungo la « catena del [...] catena [...] esiste anche quando non [...] che convoglia e regola i tempi di [...] ciascuna fa una parte determinata del « [...] vestiario. Indossano tutte una vestaglietta da [...] ma. Le figlie dei mezzadri [...] padri, hanno Un gruppo di confezioniste di [...] pasta incandescente e la [...]. Le altre vetrerie producono [...] artistico ed hanno un [...]. Hanno un [...] mutato [...] tetro e fumoso dei [...] una volta e stanno in periferia: ma [...] con le scintillanti fabbriche di confezioni! [...] del reparto, spesso, sta il [...] automatico di [...] e non il rozzo abbeveratoio [...] vetrai. Ci si entra in punta [...] piedi in [...] una strada diversa. Nella famiglia contadina toscana [...] imparato presto a mandare le ragazze a [...] dei ragazzi, ma (ino a qualche anno [...] imparassero a leggere e scrivere. Per il resto il [...] ragazza era quello, assai duro, di tutta [...] quello di lavorare di braccia, facendo un [...]. Le ragazze lavoravano nei [...] stalla e spesso a vent'anni avevano già [...]. Qualche volta si vedevano [...] lavori più faticosi e ingrati, a vangare [...] le famiglie si vergognassero un po' di [...] non è mai stata un elemento passivo [...] del [...] toscano (il [...] è un piccolissimo coltivatore, [...] a volte mezzadro). Nella profonda miseria delle [...] anni di cattivo raccolto diveniva fame (anche [...] si rifiutava spesso di prestare un po' [...] al nuovo raccolto, o si portava via [...] i [...] precedenti), le donne delle [...] pagi [...] e fiascaie fin dai [...] secolo. [...] e fiascaie sono, per [...] a scioperare in Toscana, fin dal 1903. E alla viglia della [...] sono un migliaio di donne delle campagne [...] del Montalbano, che scendono ad Empoli al [...] Abbasso la guerra ». [...] da questo « ceppo » [...] vengono le gaie ragazze di oggi. La maggior parte non [...] otto anni di scuola obbligatoria. Hanno imparato il mestiere [...] in casa di qualche amica [...] o direttamente « a [...]. Qualche volta, durante la [...] ed anche oggi, il loro salario non [...] farsi il corredo ma a sostenere tutta [...]. Lo [...] con spontaneità, senza rimpianti, da [...] operaie e donne mature anche quando hanno solo 17 [...] e, [...] passare scherzose per la strada, [...] la loro età. Ma non è così, [...] confezioni arrivano le nuove macchine, anche [...] è arrivato un momento [...]. Come gli operai delle [...] oggi le ragazze delle confezioni non vogliono [...] vita [...] dei conti in banca [...]. La fabbrica lucida e [...] alletta e nemmeno le spaventa. [...] del forno del vetraio, [...] della « catena » [...] da togliere il respiro, che distrugge i [...] monotonia. Bisogna che a regolare [...] quella catena non sia la mano del [...] ore di lavoro, quando entrano le macchine, [...]. Bisogna che il salario [...] ragazze non intendono essere le formiche laboriose [...] bilanci della famiglia sfruttata dal concedente a [...] modo. Vogliono vivere in modo più [...] la loro vita e, quando ce n'è stato bisogno, [...] f [...]. /// [...] /// Le confezioni sono oggi una [...]. Quelle di Empoli, poi, [...] anche [...]. Un buon soprabito em-polese, [...] Roma, [...] lo fanno pagare 40 mila lire e [...]. Molta gente vive di [...] padrone va in crociera, il rappresentante e [...] fanno auto e appartamenti lussuosi. Io ho visto solo raramente [...] confezionista che possegga una sia pur piccola auto. Il lavoro della confezionista [...] di altri, perchè le donne che cercano [...] tante, ma queste [...] hanno una forza e [...] di prima per contribuire a un profondo [...]. Non passava giorno che [...] si lamentasse di lui: o offendeva qualcuno [...] picchiava qualche altro. La madre, che aveva pietà [...] lo sorvegliava come un fanciullino; dovunque [...] ad andare, per una mezz'oretta [...] madre lo ammoniva: figliolo, comportati così e cosi. Ecco che una volta [...] a [...] vide che battevano i [...] possiate battere tre giorni [...] semi! [...] corse dalla madre a [...] -Mammina, [...]. [...] lo hanno battuto! Per questo mi hanno [...]. [...] resti [...] dire: spero che ne abbiate [...] da non riuscire a [...] a [...] a [...]. Ecco [...] incontro un funerale. Ricordando [...] della sera prima, [...] comincio « vociare: --Spero [...] tanti da non riuscire a portali. [...] torna dalla madre e [...] battuto. Ecco [...] accanto un corteo nuziale. [...] tossicchiò, e non appena il [...] fu alla [...] altezza. [...] va a casa, grida: [...] Oh, mamma mia cara! La madre gli disse: --Figliolo [...] dovuto metterti a suonare e ballare. Ai margini del paese, [...] ladino si era incendiato un pagliaio. [...] corse là a gambe [...] ai pa [...] cominciò a ballare e [...] suo zufolo. Anche questa volta lo [...]. Di nuovo [...] arriva dalla madre tutto [...] le racconta perchè [...] battuto. La madre gli disse: --Figlio-lo. Due giorni dopo, quando [...] dolore delle legnate, [...] se ne andò a [...] paese. Vide un contadino che [...]. [...] afferrò un secchio pieno [...] corse a [...] sul fuoco. Di nuovo lo bastonarono [...]. Ancora una volta, [...] dalla madre, le raccontò come [...]. Ma stavolta la madre [...] più in giro per [...] da allora [...] non esce più dal [...]. Egli deve abbassare il [...] testa per evitare [...] su di essa del [...] giocatore si appoggia con le mani sulla [...] e spicca un salto al di sopra [...]. Ricadendo a terra a [...] di distanza assume a [...] volta la posizione di [...]. Il terzo gio-catore salta [...] del due primi e diventa a [...] volta cavallina. Il quarto lo segue [...] fino alla prima cavallina che salteri gli [...]. Il gioco può trasformarsi In [...] I partecipanti si dispongono su più file. In questo caso vince [...] rapida. /// [...] /// [...] ?"tri si lancia a turno [...] biglia verso una buca e si rilancia dal punto In cui è [...]. La biglia In buca [...]. Vince chi arriva primo [...]. SI può tirare contro [...]. /// [...] /// Ad [...]. G II altri giocatori devono [...] di strappare la [...] coda [...] al fuggitivo. Chi ci riesce prende II [...]. /// [...] /// Chi ci riesce prende II [...]. (0) (0) ![]()
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