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Devo dire anzi che di [...] i giudizi [...] in [...] il suo era stato fra [...] che più [...] lusingata, assieme alla prefazione che [...] vecchio George [...] il danese scopritore di Ibsen [...] di Nietzsche, [...] voluto scrivere per [...] tedesca di [...]. Però commetterei una reticenza [...] aggiungessi che più ancora degli attestati inattesi [...] e di quanti altri [...] toccata, indicibilmente le parole [...] operaio: il proto che [...] riveduto le bozze del mio libro, aveva [...] esse, e poi chiesto umilmente in ricordo [...] volume. Era stata per me, [...] pubblicazione, una specie di folgorante e insieme [...] cammino che quel libro, nato dal mio [...] e dalla mia più intima speranza, avrebbe [...] cuori e coscienze negli [...] della società. Io [...] scritto, quel libro, anzitutto [...] per mio figlio, ed ecco mi veniva [...] suo destino autonomo nello spazio e nel [...] di pace e in anni di guerra; [...] riconoscevo operaia anch'io al pari del tipo,grafo [...] nei caratteri di piombo, io avevo trasceso [...] nel mio lavoro come lui con lacrime [...] trascesa la [...] fatica. Sono quasi [...]. La prima edizione di Una [...] della Sten di Torino. La più recente ristampa è [...] scorso, [...] Economica, e reca una acuta [...] generosa prefazione, appositamente scritta per essa, di Emilio Cocchi. Ritorniamo alla primavera del [...]. Fra i tanti altri [...] meno fugaci, voglio almeno annoverare Charles [...] che doveva [...] una delle prime grandi [...] e Apollinaire, e Daniel [...] e Colette e Aurei [...] Benjamin Cremieux e la sorella di Rimbaud e Albert [...] e Camille e Marguerite [...]. Ero ad Ischia quando, [...] fu dichiarata tra Francia e Germania. Ed ero ad Assisi [...] quando venne la mobilitazione anche per i [...]. Valle d'Assisi, ch'io avevo [...] del mondo». Una di quelle sere [...] lungo il giorno. Comprendo, accetto, non piango. Quasi imparo ad avere [...] un uomo. Ma, al primo "brivido di [...] in [...] diurno sostegno [...] mi sospiri lontano : « Sera, sera dolce, e mia ! Non son più che [...] e vene ». Rimasi là [...] estate, sola. Poi, Firenze, dove [...] francese mi diede un [...] di giornali e di traduzioni, che qualche [...] a continuare a Milano, in un ufficio [...] Bontempelli. Lavoro pesante e ingrato, [...] fonda. Lontano, giovani combattevano, morivano, [...]. [...] Serra, Boccioni, Campana. La notizia di Caporetto [...] un al-berguccio deserto sul lago di Como. Quella [...] un anno dopo a Roma. Avevo terminato, in una [...] Capri, nel settembre 1918, Il Passaggio che Treves [...] primi del 1919 e non ebbe alcun [...] Da Verona, [...] Mariani). Fu per me una delusione [...] perché ritenevo [...] e ritengo tuttora [...] messo . Lo ristampò [...] seguente Bemporad, e un [...] Mondadori. Ora è anch'esso esaurito, [...] non lo conoscono, mi rincresce per me [...]. Nel [...] ero andata a [...] a Napoli : vedevo là [...] la Serao, Bracco, Di Giacomo, tutti con me molto [...]. Assistetti al San Carlo [...] della Duse, che conoscevo da qualche anno [...] mai sentita nei suoi tempi di. Mi man-dava biglietti a [...] albergo sulla collina al mio sulla riviera. Un mattino mi scrisse [...] Ascoltate cercate in voi la vostra voce di [...] aiuterà. E siate buona con [...] voi sempre ». Scrivevo allora [...] il mio primo tentativo [...]. Dolente e insieme incantato [...] più trasognato e insieme il più umano [...] come umano e nello stesso tempo trasognato [...] napoletano, aiutato un poco a sopportare la [...] di miseria secolare dalla bellezza del suo [...] suo mare. La bellezza, per lui, è [...] realtà costantemente presente alla [...] anima oltre che ai suoi [...] quando vuole invocare una [...] Madonna 0 un suo Santo [...] trova epiteto più efficace di «bella» 0 «bello». Napoli mi insegnò a [...] . Goethe affermava : « [...] più vicino alla verità profonda [...] un lazzarone napoletano che non un re di Svezia [...]. Perciò sul viso [...] a Napoli, c'è tanta [...] impetuosa e grave, fantastica e spontanea, festévole [...]. Ma un giorno partii [...] col cuore in lutto. E Matilde Serao, che [...] si sentiva stranamente timida, (lei sempre tanto [...] coraggio e mi sussurrò: «Sibilla, sentite: procurate [...] più: voi soffrite troppo, quando amate ». [...] tradotto in francese, venne rappresentato [...] Teatro [...] a Parigi, [...] seguente. Qualche mese innanzi [...] pubblicata lassù la traduzione anche [...] Passaggio, e io mi trovavo a Parigi [...] 1922. I giornali avevano avuto [...] le firme più autorevoli, su quel libro [...] patria [...] parlato degnamente soltanto due [...] Clemente Rebora e Piero Gobetti. E qualcuno, alla notizia di [...] mio memorabile successo [...] Alpi scrisse [...] memorabile calembour: [...] innanzi diremo: Nemo [...] in patria. Anche il poemetto drammatico [...] Francia, al pubblico e ai critici. Avevo acquistato [...] amici a Parigi: Jean Richard Bloch, che aveva battezzato il mio lavoro [...] féerie [...] de De Musset », Anna De [...] che mi chiamava [...] du [...] Henry de Regnier, Charles [...]. Ma altri erano scomparsi, [...]. Di ritorno in Italia [...] nuovo che [...] mi si facesse un [...]. Invece a Torino, il [...] di Tatiana Pavlova, che [...] invece di armonìa, e di Renato Cialente [...] cadde pietosamente. Dopo lo spettacolo salì [...] Carignano Annie Vivanti, si. Anche lei una volta [...] ed anche lei era stata brava. Mi si disse poi [...] due altre « colleghe » [...] riso malignamente. Varietà dei tipi letterari. Io [...] il compenso più caro, [...] strette di mano di Giacomino Debenedetti e [...] Piero Gobetti, conosciuti sere innanzi. Erano quasi ancora due [...] Gobetti con quel sorriso così vivace e dolce [...] dimenticato di quanti lo incontrarono. Poche settimane dopo, Gobetti [...] Lavoro di Genova un saggio, ora raccolto in [...] sue Opere, su quanto io avevo sin [...] acutezza e insieme delicatezza estreme venivano rilevati [...] mio carattere come nessuno ancora aveva saputo [...]. [...] forse alla base della [...] comprensione il fatto della nostra [...] origine piemontese. Ed era singolare ch'egli parlasse, [...] persistente fanciullezza in me, che [...] potuto [...] madre : invero, un ugual [...] di candore, [...] ci aveva avvicinati, aveva accesa [...] noi una forte simpatia umana, di là dalla vicendevole [...] per l'opera. E Gobetti, in quei [...] seguirono e furono gli ultimi della [...] vita di prodigioso fervore [...] non trascurò nessuna occasione di provarmi spontaneamente [...]. /// [...] /// E Gobetti, in quei [...] seguirono e furono gli ultimi della [...] vita di prodigioso fervore [...] non trascurò nessuna occasione di provarmi spontaneamente [...]. (0) (0) ![]()
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