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Lo accusavamo di contrapporre troppo [...] Adorno ad [...] (sul «Corriere» del 9), e [...] sorvolare sui legami che collegano i due filosofi. Ora Berardinelli ci scrive [...] «Fraintendimento [...] secondo lei contrapporre Adorno a [...]. Mi pare però che si [...] sfuggire per faziosità [...]. Adorno ha pubblicato un libro [...] («Il gergo [...]. E qualunque lettore al [...] qualche analogia (sì, tutti avevano studiato Hegel, Nietzsche, [...]. Ma [...] e la Arendt, in [...] lei li definirebbe [...] Sono invece tra i [...] di [...]. E così conclude il [...] «Caro [...] secondo il suo ragionamento [...] neppure [...] Gramsci a Croce, dal [...] Gramsci [...] del crocianesimo. Il bello di Adorno [...] non ignorando i termini [...] ma puntando il dito sulla manipolazione di [...] entrambi». Fin [...] di cui abbiamo sintetizzato ampiamente [...] argomentazioni. Alle quali «Tocco e [...] suo estensore replicano quanto segue. Innanzitutto, ciò che colpiva [...] di Alfonso Berardinelli sul «Corriere», [...] una certa grossolanità di giudizio su [...] definito «uno dei pensatori più [...] e filistei del 900». E [...] sì che Berardinelli si [...] mano da faziosità moralista: possibile che «Essere [...] da Lukàcs, o «Che [...] la metafisica? Si è mai forse [...] Gramsci su Croce, o [...] su [...]. Infatti distruggendo puramente ciò che [...] rovesciare, manderebbero per forza a gambe [...] anche i loro «rovesciamenti»! In fondo, caro Berardinelli, la [...] della nostra polemica è tutta [...] non si può ignorare una [...] «aria di famiglia» tra i [...] e la critica [...] della tecnica. [...] teoretica che certe tirate [...] dei primi contro [...] non valgono affatto a diradare. /// [...] /// Bruno [...] Adorno [...] Berardinelli ci scrive Esce in Italiano [...] dello storico francese: [...] per riflettere sui paradossi della [...] moderna La democrazia che cela il dispotismo, ovvero la [...] profezia di Tocqueville Era un aristocratico deluso e disincantato, [...] della «Democrazia in America». Ma ciò non gli impedì [...] scorgere, con largo anticipo sulle diagnosi novecentesche, [...] democratico, nel suo nesso ambivalente [...]. Parla il curatore [...] «Ma fu un politico infelice» [...] è di quel-li che definiscono [...] un [...] classe. [...] lo citava di passaggio in [...] lettera che da New York scriveva a una [...] cugina in Francia. Sono poche righe, per alludere [...] a quella nobil-donna «uscita dalla [...] che, sentendosi annunciare alla porta [...] un salotto, credeva che si [...] per lasciare passare se stessa». /// [...] /// [...] era evidente-mente quella della Restaurazione, [...] quello del [...] per i parvenus, per [...] creati dal regime napoleonico, la classe sociale [...] raccontino circolava era quella [...] di lunga durata sopravvissuta [...]. Di questa classe Alexis [...] figli più intelligenti e [...] gli serviva banalmente per [...] linguistica con la [...] parente lon-tana. Lei in Europa, lui [...] quel viaggio negli Stati Uniti da cui [...] La democrazia in America. Lei nel continente delle [...] iniziate con il ciclo rivoluzionario [...] e presto seguite da [...] nuove rivoluzioni, lui alle prese con un [...] la guerra, non ci [...] letteratura, né eloquenza, né belle arti, pochi [...] di ciò che risveglia [...] in Europa». [...] romantiche Il Tocqueville aggiungeva al [...] un giudizio rivelatore delle sue nostalgie romantiche: «Si gode [...] la più [...] si possa im-maginare. La vita politica trascorre [...] occorra aggiu-stare una strada o costruire un [...]. Altro che rivoluzioni, svolte [...] di regime, slanci [...]. Questa Vita attraverso le [...] Nicola [...] e Michela [...] hanno curato per Il Mulino [...] libro prezioso e da non perdere. Gli scritti di Toc-queville [...] quattro parti, ciascuna delle quali è pre-ceduta [...] e chiaris-sima introduzione che fornisce gli elementi [...] delle lettere, degli umori [...] e delle angosce politiche [...] conti-nuamente sulle spine. I curatori si sono [...] illustrare le proprie, indi-scutibili, competenze bibliografi-che, come [...] spesso nella saggistica, ma di for-nire al [...] di accesso [...] un immenso giacimento di [...] inter-pretazione -apprendiamo [...] -è costata la perdita [...] uno studioso francese, André [...] dal quale sono state [...]. Che cosa pensava davvero Ale-xis [...] Tocqueville della democra-zia? E che cosa provava per [...] Un [...] bel libro dedicato [...] ed uscito [...] è quello di Giuseppe [...] (Tocqueville, Laterza, [...]. Anche [...] una introduzione ci mette [...] confronto che nella mente di quel geniale [...] continuamente tra la vita piatta di una [...] bagliori di gloria del mondo aristocratico al [...]. Come mai quel france-se, pur [...] conto che una società democratica come quella americana rappresentava [...] un progresso politico rispetto alle tradizioni europee, insisteva nel [...] con la [...] Quello era il regi-me -come [...] in un celebre passo de La democrazia in America [...] delle [...] ma delle [...] non dei [...] ma piuttosto dei [...] era il sistema politico più [...] non a una società [...] ma a una società [...] quello che cercava di dare [...] una nazione non [...] ma soltanto il [...]. Se nelle aristocrazie si [...] scriveva per raggiungere la [...] nelle democrazie lo si [...] acquistare [...] e [...]. Ma il Tocqueville non [...] dei maggiori teorici della democrazia liberale? E [...] questo oscillare tra la perorazione delle qualità [...] americana e i soprassalti di un sentire [...]. La contrapposizione tra de-mocrazia e [...] -suggeri-sce [...] -non viene presen-tata come una [...] non è più per Tocqueville [...] storica, ma ha [...] ovvero serve a capire meglio [...] va il mondo. E il merito del [...] e [...] è quello di portarci [...] contrasto [...] tra aristo-crazia e democrazia [...] in modo non pedante come esso attraversava [...] di un aristocratico infelice, di un uomo [...] dalla mancanza di quel successo pieno e [...] ebbe come scrittore della politica. Un totale disincanto Il [...] nei con-fronti della democrazia gli permet-teva di [...] mecca-nismi che la fondano, la cultura e [...] la rendono possibile. Il contrasto e la [...] tutto più [...] egli vede precocemente e [...] altro gli innu-merevoli difetti del sistema politico [...]. È lui il primo [...] peri-colo di un nuovo genere di dispoti-smo [...] maggioran-ze) che può nascere dalle folle e [...] strada, cento anni prima di Ortega [...] alla critica della so-cietà [...] di massa; ma la [...] e diventa constatazione di [...] cui il mondo non avrebbe più potuto [...] come la tappa di una marcia verso [...] sociali (che ha con la democrazia una [...]. Pensando alla [...] democratico in Francia, concludeva [...] «Non posso credere che Dio [...] da parecchi secoli due o trecento milioni di uomini [...] delle condizioni per [...] ar-rivare al dispotismo di Tiberio [...] di Claudio. Perchè ci trascini verso la [...] lo ignoro; ma, imbar-cato su una nave che non [...] co-struito, cerco almeno di [...]. Ancora più apertamente Tocque-ville [...] animo: «Ho per le istituzioni democratiche [...] intellettuale, ma sono aristocratico [...] disprezzo e temo la folla. Amo con passione la [...] il ri-spetto dei diritti, ma non la [...]. Ecco il fondo [...]. E forse proprio perchè [...] contrasto tra pensare e sentire, e oscillando [...] lui Ray-mond Aron -«tra la reticenza del [...] esitante della ra-gione» [...] performance che è consistita [...] tanto anticipo i di-lemmi, le biforcazioni e [...] moderne demo-crazie. Ecco tre punti chiave della [...] visione che [...] torna-no con una illuminante insisten-za. Il primo: la scoperta [...] John Stuart Mill («sei [...] che mi ha capito [...] straordinaria di una distinzione, quella tra [...] e [...] con tutte le conse-guenze [...] funzional-mente elitario della democrazia rappresentativa (fino alla [...] «Il problema per gli amici della de-mocrazia [...] di far go-vernare il [...] ma di [...] più capaci di governare e di [...] su costoro un potere [...] il [...] possa dirigere [...] del-la loro condotta e [...] atti uno per uno né i mezzi [...]. Questo è il problema». Il secondo: il confronto [...] modelli di evoluzio-ne [...] (problemi di [...] state, diremmo oggi), per [...] fronte alla scelta se dividersi un patrimonio [...] modestamente o [...] ai dadi a beneficio [...] due francesi -secondo Toc-queville -sceglierebbero la prima [...] inglesi la se-conda, e uno di loro [...] «Prendi [...] tu, [...] però la possibilità di [...] al tuo posto». E tuttavia nei tempi lunghi [...] di queste lettere ritene-va che [...] politica avrebbe ine-vitabilmente spinto verso [...] sociale. Il terzo: la evidenza [...] democrazia per funzionare ha avuto bisogno che [...] preparasse il terreno predispo-nendo le abitudini e [...] dei costumi al rispetto delle leggi («Più [...] mi accorgo che i popoli non possono [...] di una religione positiva»). A chi pensava che [...] ne sarebbe invece potuto fare a meno, Alexis [...] si aspetterà [...] quel giorno. Una prosperità crescente senza religione? [...] più proba-bile [...] di una nuova reli-gione». Egli traeva da questi [...] progetto di una riconci-liazione tra lo spirito [...] spirito di religione. E alle demo-crazie del [...] nostre, lasciava la domanda mai del tut-to [...] motore mo-rale, se mai ce ne vuole [...] avrebbe fatte vivere e prospera-re. Giancarlo Bosetti [...] 2. Ha voluto e curato questa Vita attraverso le lette-re, dopo [...] dedicato [...] della Democrazia in America diversi [...] saggi. [...] ha descritto il liberali-smo [...] come un esem-pio tra i [...] chiari di quella passio-ne morale e di quella religione [...] libertà che accesero [...] nei primi decenni [...]. Eppure sembra dalle lettere [...] afflitto, un [...]. [...] «Come politico non [...] avu-to il successo che [...] ricono-sciuto subito come scrittore di poli-tica, ma [...] neanche dire [...]. Dopotutto è entrato nella Costi-tuente [...] 1848 ed ha avuto a [...] una posizione di grande presti-gio. Il fatto è che [...] intrattabile. Aspirava a una coeren-za [...] che non sem-pre si combina bene con [...]. Parlava della Francia quasi [...] frustrato. Frustrato forse no, è [...]. Toc-queville ebbe delle responsabilità, [...] fu nominato mini-stro degli esteri. [...] viveva con enorme angoscia il [...] di non [...] dare al suo paese un [...] stabile. Sapeva che la politi-ca a [...] è [...] sporco [...] ma ne soffriva [...] di un intellettuale che non [...] mai le sue idee. Qualche volta fu [...] maggio-re realismo, come quando tenne [...] discorso possibilista e un [...] ambi-guo sulla questione della [...]. Qualche compromesso quindi [...] Sì, certo. Sapeva che qualche vol-ta [...] a patti con le pro-prie idee e [...] dei mali, ma soffriva le pene [...]. Un politico molto anomalo [...]. Molto speciale era anche [...] di stare a contatto con la gente, [...] eventi da vici-no, nello studiare le cose [...] Francia come nel viaggio america-no. Durante la rivoluzione del [...] aveva puntualmente previsto, si aggirava tra gli [...]. Questa conoscenza diretta gli [...] il salto di cul-tura che differenziava quei [...]. [...] Tocqueville con quelle di Marx: [...] che certi eventi si manifestano prima come [...] si ripeto-no come farse, o sul giudizio [...]. Vita attraverso le lettere di Nicola [...] Michela [...] Il Mulino [...]. Un lavorìo che inizia [...] e che attraversa il secolo. Filosofo tedesco, che studiò [...] e [...] Hans Jonas può essere [...] del dibattito contemporaneo sulla bioetica. Come moltissimi intel-lettuali ebrei fu [...] nel 1933 [...] prima in Inghilterra, poi in Palestina, [...] Stati Uniti. [...] filosofica di Jonas si [...] due diverse direzioni: [...] storico e tipo-logico della [...] ultimi anni, un ripensamento radicale dei grandi [...] libertà e [...] nel mondo contemporaneo, nella [...]. Un ripensa-mento che trova piena [...] nella proposta di [...] adat-ta [...] della tecnica, così come essa [...] formulata nella [...] opera fondamentale [...] («Il principio respon-sabilità», 1979). Prendendo avvio da una [...] e della vita, come «natura biologica», Jonas [...] della natura contro le [...] tecnologico. [...] viene in que-sto modo a [...] suo oggetto non sono più soltanto i rapporti interumani, [...] biosfera. Si modifica il concetto [...] che non riguarda più semplicemente il soggetto [...] nel suo complesso. Il volume ora pubblicato [...] da Einaudi, [...] «Tec-nica, medicina ed etica», [...] del suo lun-go itinerario [...]. Jonas non è stato soltanto [...] studioso di storia delle religioni e del pensiero gnostico, [...] il filo-sofo della natura, e neppure sol-tanto [...] che ha cercato di fondare [...] per la civiltà tecnologica, bensì [...] indagatore di tutta una se-rie di scottanti questioni bioeti-che. Egli affronta [...] che [...] co-siddetta bioetica medica, pro-blemi connessi alla sperimenta-zione [...] e alla manipolazione genetica, alla nuova definizione [...] della morte (in relazione alla delicata questione [...] or-gani) e alle tecniche di fertilizzazione in [...] artificiale, al pro-lungamento artifi-ciale della vita e [...] morire, [...]. I contributi di Jo-nas [...] presentando il ca-rattere [...] ap-plicata, si collocano in [...] e ontologico, che prende avvio dalla critica [...] iniziata da [...]. Tuttavia, se con [...] la tecnica era diventata [...] metafisica, con Jonas essa diviene un problema [...]. La tecnica è [...] di un potere [...] dunque una forma del suo [...] e ogni agire è sottoposto a un esame morale. E da [...] Jonas giun-ge a sostenere [...] tecnica stessa che bisogna ricavare i rimedi [...] malattie, poiché «la tecnica è [...] della libertà propria di [...]. Il progresso tecno-logico non [...] e al pun-to in cui siamo non [...] indietro, anche se [...] comporta sempre [...]. La morale dovrebbe allora [...] con gli alti rischi che [...] tecnologi-ca porta inevitabilmente con [...]. In ciò sta [...] del-la tecnica: un potente sedativo [...] calmare i deliri della tecnica. [...] critica di Jonas si concentra [...] sulla medicina e sui mutamenti ad es-sa causati dagli [...] sviluppi tecnologici. Ma con i suoi [...] oggi si può prefiggere scopi che mancano [...] beneficenza e perseguire anche quelli tradi-zionali con [...] sorgere dubbi etici». Da tecnica al servizio [...] di ridursi a scienza pericolosa per [...]. E la responsabilità del [...] diritti e i suoi doveri diven-gono sempre [...] fronte a situazioni complesse ed estre-me. [...] dei diritti Jonas ci ri-chiama [...] ai nostri doveri: doveri verso il malato terminale nel [...] doveri di rispettare la digni-tà [...] nei casi della speri-mentazione del trapianto di or-gani e [...] fecondazione artifi-ciale, doveri di rispettare [...] nel caso [...] genetica. [...] della tecnica, Jonas insiste [...] sotto-porre la tecnica a un vincolo eti-co, [...] soprat-tutto di alcune implicazioni in campo biomedico. E tale invito si [...] forte richiamo alla ragione uma-na, «la stessa [...] dimostrata così stupefacente nel consegui-mento del nostro [...] deve ora prendere in mano la [...] guida e la [...] limitazione. Dubitare di essa sarebbe [...] tradimento ver-so noi stessi». Eddy Carli Tecnica, medici-na [...] Hans Jonas Einaudi Editore [...]. /// [...] /// Eddy Carli Tecnica, medici-na [...] Hans Jonas Einaudi Editore [...]. (0) (0) ![]()
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