Sembra riemergere un fondo [...] anni. In una nota [...] parlando delle origini del fascismo, [...] la [...] personale esperienza: «giovanissimo, educato fin [...] al sentimento della patria che era abituato a porre [...] i più alti valori morali, provato dalla dura esperienza [...] guerra e [...] ancora più intensa [...] unione alla nazione italiana della [...] città natale»; ma poi, [...] a Trieste del «Poeta soldato», [...] con autentico stupore una «folla di donne e giovani [...] classi borghesi precipitarsi con una specie di follia collettiva [...] che portava [...]. E [...] che segna [...] del distacco critico dal nazionalismo [...] quindi dal fascismo. Il giovane Cusin passerà poi, [...] e fugacemente, nelle cronache [...] triestino, risulta da una relazione [...] Bruno [...] ripresa tra gli altri da Elio [...] per [...] appartenuto ad una Unione goliardica [...] la libertà al tempo della crisi aventiniana. Ma [...] nella polemica [...] prenderà il sopravvento solo [...] dopoguerra. La congerie di [...] si dirada, diviene più accessibile, [...] appetibile [...] che si presenta francamente come [...] libro di «polemica sulla storia [...]. Uscendo in ritardo rispetto [...] stesura il lavoro di Cusin era stato [...] di Goliath, thè March [...] di Giuseppe Antonio Borgese [...] de II fantasma liberale di Giulio Colamarino. Si trattava pur sempre di [...] letteratura della sconfitta (cui corrispondeva [...] produzione pubblicistica) che aveva il [...] di promuovere una sorta di «esame di coscienza» collettivo. Se Borgese aveva preparato [...] per un pubblico italo-americano e gli interessava [...] del fascismo da movimento [...] a tendenza totalitaria di [...] Colamarino intendeva approfondire la questione delle origini [...] in rapporto al Risorgimento e alla disgregazione [...] il triestino spaziava su più ampi problemi [...] più vaste. La [...] critica e visione delle [...] nella stessa misura le classi dirigenti e [...] destra come a [...] della nuova sociologia che [...] Mosca [...] Pareto, da Sorel a Weber rimetteva in [...] dogma machiavellico della bètise della massa, doveva [...] onesto, sempre illuso nel fondo del suo [...] disonesto il cui pessimismo partiva da fondate [...] pratico. ///
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La [...] critica e visione delle [...] nella stessa misura le classi dirigenti e [...] destra come a [...] della nuova sociologia che [...] Mosca [...] Pareto, da Sorel a Weber rimetteva in [...] dogma machiavellico della bètise della massa, doveva [...] onesto, sempre illuso nel fondo del suo [...] disonesto il cui pessimismo partiva da fondate [...] pratico.