Il porto sembra deserto. [...] appena finito il coprifuoco. Polizia in divisa, uomini [...] giaccone con un bracciale bianco sul braccio, [...]. ///
[...] ///
Sono spariti anche [...]. Un blindato della [...] ha la mi-tragliatrice puntata [...]. ///
[...] ///
Tre operai stanno pian-tando [...] davanti alla palazzina bianca [...] direzione del porto, la capi-taneria, la dogana [...] nava-le. [...] tutto è stato incendiato. Il piazza-le è pieno [...]. ///
[...] ///
Scarica cemento, ed i [...] corsa, per arrivare prima, come le bighe [...] Ben [...]. Appena fuori dal porto, [...] latte. Seicento lire un litro [...] bottiglie di [...]. [...] scarica uomini e furgoni, poi [...] carica furgoni e uomini. Canne di [...] vengono pun-tate contro chiunque [...] passaporto, visto italiano, bigliet-to. [...] stata murata. ///
[...] ///
Avevano le armi, ma [...] banditi -diciamo così, ma erano quelli del [...]. E mettevano davanti i [...] miei non potevano sparare. Ed allora le ragazze [...] una cinquantina, hanno portato a casa loro [...] cu-cire, per [...] ed i ragazzi hanno [...] finestre. Io sono tor-nato, ma non [...] nulla. Sono andato a prendere [...] pronte. Il viaggio non si [...]. Una Mercedes davanti, con i [...] armati, io con il [...] mez-zo, ed [...] Mercedes dietro. [...] che mi aiuta [...] mi [...] e dice: [...] è il [...]. Di corsa ver-so [...] ed [...] vedo due poliziotti che [...] vedono le nostre armi e salutano, come [...] corteo con gli sposi. [...] prima di tornare. Le altre [...]. Il cemento è finito, [...] restano vuoti, e suonano le trombe per [...]. Restano nel porto solo [...] mitraglia-tore, ed i tre uomini che piantano [...]. [...] Meletti Due ragazzi albanesi nelle [...] del porto di Durazzo: il primo con scarponi nella [...] e il [...] nella destra Segue un altro [...] più giovane con una cartucciera Nella cartina in alto [...] Canale [...] con segnate le rotte delle [...] dei profughi [...] OSTUNI (Brindisi) . Sembrano cari-cati a molla, [...]. Si ac-covacciano, scattano in [...] poi si picchiano. Villa della Speranza è [...] al ma-re, fra [...]. I ragazzi arrivati [...] sono tutti [...] nel tea-trino, dove una volta [...] facevano «le recite» per orfani o per gli handicap-pati. Sul palcoscenico oggi [...] sol-tanto un televisore, che [...] di Robin [...] con Kevin Kostner impegnato [...] frecce o spada i suoi nemici, ed [...]. I più giovani hanno [...] più grandi «quasi diciotto». Difficile parlare, con il [...] volume, e [...] al teatrino. [...] giorno, in questo salone, [...] polacco, presidente della Commis-sione [...] Consiglio [...]. Hanno alza-to la mano in [...] sui [...] allora presenti (poi sei si [...] in [...] scappati). Si vede che non [...] la mamma». [...] -tutti i nomi sono [...] per-chè i ragazzi sono [...] di quelli che vuole [...] per Durazzo. Mi sono detto: [...] così, senza pensarci. Altri ragazzi so-no venuti [...] loro senza dire niente [...]. ///
[...] ///
Ma adesso, cosa resto [...] Fuori non si esce, [...] sempre la polizia lì [...]. Due calci al pallone, [...]. ///
[...] ///
La parola «polizia» fa [...]. Le voci si alzano [...] Ro-bin [...] e le pallonate. Al mattino, soprattutto. [...] bicchiere di latte [...]. Al pomeriggio, per chi [...] di teatrino diventa aula di scuola. Sul muro, fogli bianchi [...] disegni. Lorenzo [...] sindaco di Ostuni, ha due [...] a casa e [...] a Villa dell Speranza. Ogni giorno entra nella [...] ai ragazzi, chiede loro se vogliono andare [...] ad un corso di [...] Con i ragazzi albanesi «Viviamo [...] a casa o trovate [...]. ///
[...] ///
Ogni giorno entra nella [...] ai ragazzi, chiede loro se vogliono andare [...] ad un corso di [...] Con i ragazzi albanesi «Viviamo [...] a casa o trovate [...].