I frontespizi, austeri, indicano solo [...] autore, un titolo, un editore e [...] al [...] nome della collezione. Ma, per fortuna, qualche [...] grado di attrarre [...] del nostro lettore. Eccone per esempio uno [...]. Il libro si chiama Quanto [...] campare [...] una raccolta invitante, [...] facile, fin dal titolo [...] stabilisce un contatto diretto tra autore e [...]. [...] scritta Giovanni Giudici: un [...] alle platee non letterarie, ma il nostro [...] qualche suo articolo [...] dove Giudici abitualmente scrive, [...] nei principali giornali. Come usa, [...] lettore apre fiducioso il [...] a scorrere le [...]. Quelli che ha letto [...] più o meno, erano scritti con un [...] forse non sempre [...] ma comunque non troppo [...]. [...] invece, si vede subito [...] già alla prima riga, due [...] altisonanti, «scaramantico autolesionismo»; ma [...] coraggioso e procede. Fino alla fine del [...] anche ad andare [...]. Ma poi [...] secondo: «Quanto spera di [...] Giovanni [...] di una poesia [...] nelle linee e nei [...] contempo prodigiosamente fresca, parte essa medesima della [...] collettiva da cui emerge». Più [...] si parla [...] di forme classiche in una spregiudicata prosodia»: [...] libro e andare ad acquistare un ottimo [...]. Tuttavia il lettore è [...] approfittare di questa occasione per sapere qualcosa [...] di un mondo che di solito non [...]. Forse gli andrà meglio [...] del secondo libro che gli capita a [...] meno recente: Idioma di Andrea Zanzotto. Il testo è firmato [...] un linguista di fama, Gian Luigi Beccaria, [...] lettore perché in anni lontani teneva una [...] alla televisione, dove esibiva un linguaggio chiaro [...]. Ma la parola scritta, [...] diverse: «Ancora, impasto di idiomi, che non [...] e tracotanti, sopra alle cose e le [...] e biologicamente caldi affondano nel [...] della realtà, [...] in tutti i suoi [...] esistenze». Nel regno della poesia, [...] è fatto totalmente ermetico, vittima di un [...] e strutture incomprensibili che sembra cogliere chiunque [...]. La fede del lettore [...] vacillare. [...] però un sospetto che [...] sono i due poeti che ha scelto. La poesia, si sa [...] o si dice [...] è cosa per pochi, per [...]. Ma se un romanziere [...] delle poesie? Ecco, li vicino, a soddisfare [...] Alibi, un volume di Elsa Morante. La Morante, il lettore [...]. Anni fa, anche lui [...] quella legione di entusiasti che si appassionò [...] Storia di [...] e del suo pischelletto [...]. Ancora ricorda con emozione [...] pagine. E non ha neppure [...] della morte [...] sola in ospedale: Moravia [...] perché non morisse nel totale abbandono. Non sapeva che la Morante [...] scritto anche poesie: questa è certamente una poetessa alla [...] portata. Tanto più che, per [...] prime due righe il risvolto le lascia [...] «Scrivo poesie nei momenti di felicità, perché per [...] modo di esprimere la gioia». Ecco finalmente un linguaggio [...]. Ma poi interviene V [...] «Le [...] di Alibi vanno lette dentro un globo [...] nuclei tematici, cellule simboliche generatrici [...] sistemi romanzeschi [...] più [...] la magia, la finzione, [...] del destino vengono assoggettate al bisogno di [...] non figurata della realtà». ///
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Ma poi interviene V [...] «Le [...] di Alibi vanno lette dentro un globo [...] nuclei tematici, cellule simboliche generatrici [...] sistemi romanzeschi [...] più [...] la magia, la finzione, [...] del destino vengono assoggettate al bisogno di [...] non figurata della realtà».