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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 3073037972.

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Serena sì, ma allegra [...]. Cominciamo dagli ultimi av-venimenti [...] Consi-glio dei ministri. Molti giornali ieri hanno [...] è stata sconfitta, che non ha ottenuto [...] la solidarietà del governo, mentre Veltroni e Micheli [...] soste-gno. Come stanno le cose? «Come [...] Veltroni e Miche-li» Ma è vero che [...] stata tanta emozione, le [...] «È [...] un consiglio dei mini-stri vero, come vere [...] sempre, ma in maniera parti-colare davanti a [...]. Sono stati evocati quindi [...] dolorose e pri-vate «Credo che ciascuno di [...] a questa vicenda è chiamato in causa [...] è un da-to assolutamente positivo. Ma questo nulla ha [...] con la speculazione che ne è stata [...] alcuni giornali». Nessuno dei ministri dunque [...] critiche. Neppure sulla tempestività di [...] Nel senso che si fosse pre-sa prima avrebbe [...] le polemiche? «La ringrazio di [...] fatto questa domanda, ma [...] la decisione presa non ha cambiato niente [...]. Voglio [...] ricordare che ave-vo interessato il Consiglio dei mi-nistri già per adottare [...] delle [...] e quindi non è la [...] volta che questo è chia-mato a dare supporto [...] del ministro. In [...] scritto [...] gli elementi per valutare i [...] per una [...]. La cosa che più [...] dal governo è proprio la [...] di stare in questa [...] delle re-gole. Ed è [...] modo per stare davvero [...] malato». Quindi, la docu-mentazione dovrà [...] la [...] e la Commissione onco-logica. Le qua-li dovranno sentire [...] che il professor [...] sta già contattando. E saranno loro, tutti insieme, [...] dare il via agli Isti-tuti, che sono stati già [...] per la sperimentazione. Nulla in contrario a [...] più, come chiedono le Re-gioni, o meglio [...] per re-gione, fermo restando il coordina-mento degli Istituti [...] scientifica». Quindi non [...] una data di ini-zio per [...] sperimentazione. Vorrei ribadire che noi [...] del profes-sor Di Bella e di quanti [...]. Fare una sperimentazione significa [...] per il quale occorre che il professore [...] disposizione le sue cono-scenze, altrimenti noi non [...] di sperimentare niente». Passiamo a parlare ora [...] generale. E cioè, co-sa sta [...] paese co-siddetto civile quando accadono fatti come: [...] Bella a Maglie e davanti a casa [...] pretori che fanno a [...] il farmaco, regioni che deliberano per la [...] un dato che nessuno [...] ma che io ho sempre saputo fin [...] che giocavamo su una cosa molto delicata, [...] confine tra la vita e la morte [...] di convivere con la certezza del dolo-re [...]. Qualcuno ieri mi ha [...] fosse ammalata di tumore o avesse una [...] cosa farebbe? Io ho rispo-sto che a [...] si risponde con il [...] davanti. Per-ché quando [...] il [...] dovesse scomparire, io darei una [...] diversa. La realtà ver-rebbe letta [...] quel dato, la malattia, che di-venta prevalente [...]. E finora quel dato [...] con-siderato prioritario. Perché in un paese [...] questo? Sta saltando la divisione dei pote-ri, [...] della scienza e della libertà [...] della professione, sta saltando [...] i vari livelli istituziona-li, e stiamo assistendo [...] il vecchio professore [...] onesta e buona viene [...] o ritenuto tale, di alcuni grandi clinici, [...] degli accanimenti te-rapeutici. Ecco, tutto ciò è [...] quel confine ci sono [...] poi per-ché credo che [...] sal-vo poche testate, ab-bia [...] arrogandosi il di-ritto di essere la sede [...] sé tut-ti i poteri di cui parla-vamo». Ma per arrivare do-ve, [...] «Non lo so, voglio anche credere [...] buona fede. [...] che oggi la valida-zione [...] non la danno gli organismi competenti (alla [...] che non ha in-ventato nessun funzionario mini-steriale, [...] Bindi, ma la comunità scientifica internazionale), ma [...] soprattutto i media. Si pensi ai titoli : [...] alla cura Di [...] , [...] alla [...] Bindi [...]. Niente di più falso. Nessuno ha detto di [...] Di Bella, nessuno ha detto sì alla [...] Bindi non ha ce-duto e non è affatto [...]. Io sto aspettando da [...] dal professor Di Bella se lui è [...] curare il tumore o no». Bisogna però ammettere anche che [...] una sfiducia generale nel-la classe medica e nelle Commis-sioni. Perché? «Posso rispondere per [...] ho nominato io e voglio ricordare che [...] rispetto al passato [...] e Commissione oncologica), oggi [...] ci sia sfiducia an-che nelle autorità internazionali [...] presidente [...] dei malati curati da Di Bella. Credo che purtroppo gli [...] nei medici di questo paese e anche [...] io invece voglio difendere la stragrande maggioranza [...] operatori sanitari e dei ri-cercatori del Servizio [...] operano con coscien-za, competenza, abnegazione e con [...]. Voglio però anche invitare [...] un pro-fondo esame di coscienza perché, in [...] rischia di dare validità scientifica, in sedi [...] cura che nessuno ha potuto davvero sperimentare, [...] si espone alla dele-gittimazione tutta la classe [...] sistema sanitario. Perché, la decisione di [...] può far saltare il Servizio sanita-rio che [...] su una do-manda [...] es-senziale, finanziata da risorse [...] essere appropriata ed efficace». Ma non sarà che tutta [...] vicenda è diventata politica? [...] detto e lo ripeto, fuori [...] politica. Ma non sono stata io [...] dentro. Spero che si rifletta [...] i giovani di An, mani-festino sotto casa [...] i mala-ti di Di Bella siano sempre [...] un certo signor Bontempo al ministero. Io ho sem-pre ricevuto i [...] e non [...] Bontempo. E che dice della Lombardia, [...] un precedente «conten-zioso» con [...] «Questi fatti si commentano da [...]. Che ci sia materia per [...] di attribuzione non [...] dubbio. Non è cer-to competenza [...] o di un preto-re avviare sperimenta-zioni, o [...] dei farmaci. Evidentemente, in questo momento, [...] di lucrare politicamente su una vicenda delica-tissima». [...] cosa sulla libertà te-rapeutica, [...] viene tirata in ballo «Guai a negare [...] al-la luce di due principi fondamen-tali. Il primo è la necessità [...] con-validare [...] le tera-pie, perché ognuno può [...] di fare ciò che vuole, ma [...] il do-vere pubblico di mettere [...] su rischi e pericoli. [...] è che la libertà di [...] è [...] di un sistema basato [...] del-la domanda e su [...] essen-ziale di assistenza, efficace e [...]. Se non si fa [...] dica che non si vuole più un Servi-zio [...] e ci si affidi a una sanità [...] il pac-chetto delle prestazioni. Insomma mi si dica [...] il prin-cipio della libertà di cura con [...] giustizia e [...] sociale». Insomma, ministro, lei si [...] in tutta questa vicenda? «No, io mi [...] di Giannelli di ieri: una per-sona piccola [...] ceri-no piccolo piccolo che vuole fare la [...] fare un [...] di luce. Io chiedo le cartelle [...] Di Bella da luglio, e continuo a [...]. Ce la dia, perché [...] mezzo la possibilità di vita di tante [...]. Anna Morelli [...] 3. [...] non è la cura. Il fon-do, diPaolo Granzotto, [...] ragioni del brindisi: «Ha vinto [...] speranza. Che il professor Di Bella [...] cura siano diventati un [...] nazionale non può che farci piacere. È [...] batta-glia vinta dal Giornale il [...] senza mai [...] -un giudizio [...] della cura, [...] ribellato [...] del sinedrio [...] che domina la Sanità italiana». Che la cura del [...] Di Bella faccia [...] niente del tutto poco [...]. Del caso si è [...] Santo-ro: [...] per lui poco importa il valore della [...] miste-rioso (allora) Di Bella si mostri in [...]. Panorama una setti-mana fa dedicava [...] copertina al professore di Modena, [...] della speranza», affidando la [...] campagna a un inviato [...] taccuino in mano, Vittorio Fel-tri, [...]. Alcuni anni fa lanciò [...] che avrebbe dovuto liberare chiunque in due [...] della droga. Pro-prio nel numero di Panorama [...] edicola, nella pagina ri-servata alle lettere, compare [...] Gianpiero Borella, invia-to scientifico del settimanale di Se-grate, [...] «. ///
[...] ///
La stampa italiana [...] divisa, non solo [...] delle varie te-state. Ciascuno aveva e ha [...] e la propria [...]. Nel polverone [...] finita [...] che ha rivestito una sto-ria [...] di un alone romantico e fideista, drammatiz-zando fino al [...] la scena, promuovendo le processioni e le crociate. Secondo un gioco alla [...] scoperto gli schieramenti politici (vedi il Cor-riere [...] Sera [...] un editoriale di Francesco Merlo mercoledì scor-so) [...] si è impossessata del vecchio canuto professore, [...]. Non riesco a capire [...] un dramma di una normale vicenda da [...] e ovvi controlli. Certo il professor Di Bella [...] preferisce atteggiarsi a uomo della provvidenza, rifiutando [...] proprie acquisizioni a disposizione della comunità scientifica. [...] fronte mi pa-re di rilevare [...] ostilità eccessiva: perchè tanto aperta difesa della [...] Di Bella usa? ci sono [...] mezzo gli interessi [...] farmaceu-tica? I giornali si sono [...]. [...] i due fronti: da un [...] il Giornale seguito da Corriere, Stampa, Messaggero e Foglio, [...] singolare alleanza, contro Repubblica. Ovvero: agita-re [...] le copie. Insomma Di Bella sa-rebbe [...] la tradizionale battaglia delle tiratu-re. A guardare, per lo [...] il gruppo dei giornalisti scientifici, che nello [...] cuore, non potevano uscire che perdenti. Non sono riusciti, come [...] Gianpiero Borella, a far vale-re non solo le cautele [...] neppure quelle del comune buonsenso. Per questo usciranno allo [...] settima-na, per far sentire la propria voce, [...] di carta etica della informazione scientifi-ca, un [...]. [...] non sarebbe comunque servita, non [...] frenato [...] del commentatori e dei grandi [...] e non avrebbe impedito altri possibili ma «imperscrutabili» cal-coli. Oreste Pivetta I tempi [...] Ora che anche il ministro Bindi sembra propendere [...] avvio della verifica clinica dl metodo Di Bella, [...] chiede quale potrà essere [...] della sperimentazione. Difficile esprimere [...] sui tempi necessari per ottenere [...] primi risultati relativi [...] della cura: da pochi mesi [...] caso si decidesse di far partire la verifica clinica [...] cosiddetta fase III) a [...] anni (se invece le autorità [...] non concedessero «sconti» rispetto al [...] iter che attraversa solitamente 3 [...] successive). Chi definirà questo protocollo, [...] Di Bella ed i suoi collaboratori oppure un [...] individuato dal ministero della Sanità? Dipende da [...] sentirà di [...] prendere questa responsabilità». E se Di Bella [...] mettere a punto un protocollo? «In questo [...] Ceci -questo potrebbe essere preparato ad esempio [...] a carattere scientifico che sono già stati [...]. [...] ottimale sarebbe quella di [...] stilato da Di Bella che viene sottoposto [...] seguito in questi casi. Il protocollo cioè arriva [...] della sanità che per prassi lo porta [...] del farmaco [...] e [...] ad un comitato etico [...] nuove norme -può anche deliberare sulla [...] fattibilità e dare via [...] la [...] abbia deciso». La maggior parte della responsabilità [...] riguardante [...] di una sperimentazione, in Italia [...] come negli altri paesi europei, si è infatti spostata [...] comitati etici. [...] per ottenere il parere [...] comitato etico è comunque «sganciato» da quello [...]. Che altro può derivare, [...] moltiplicazio-ne e reiterazione delle testi-monianze dei pochi [...] guariti, e dei molti che si riferiscono [...] dire che qualcuno è guari-to? Capisco che [...] troppo tardi, ma [...] sperare che [...] della sperimenta-zione induca tutti [...]. Che tutti si domandino, [...] soltanto quanto può gio-vare sul piano psicologico, [...] disperato, un far-maco che crede utile, ma [...] a una malato curabile abbandonare terapie che [...] al momento dei ca-pelli, [...] la vita. [...] spe-rare che ognuno affermi [...] ma abbas-sando i toni e restando in [...]. [...] è di Giuseppe Di Bella, [...] fisiologo, intervistato dal [...]. Prima di tutto -ha [...] paritetica deve esserci la «presenza categorica di Luigi Di Bella». In secondo luogo, «la [...] il metodo collaborino con i [...] in [...]. Infine, per Giuseppe Di Bel-la, [...] importantissimo: una notevole quantità di medici che [...] collaborare in que-sto momento si trova in [...] dalle [...]. E Di Bella padre? Impossibile [...]. Chi parla è invece [...] Di Bella, Ivano Camponeschi, di professione operatore [...]. [...] che dicono i pazienti con [...] che [...]. Di Bella, sostiene Camponeschi, [...]. Parliamo allora di questa [...]. Perché vogliono [...] come e dove dicono loro. ///
[...] ///
E quale sarebbe invece [...] «Il ministro ci proponga la lista delle [...] vo-lontariamente si fanno [...] per sperimentare nei [...] noi tra queste ne sceglieremo due di [...] fiducia. Affianchere-mo a questi centri [...] perché facciano da training [...] possano addestrare quelli che non conoscono il [...]. Questo significa che accettate [...]. ///
[...] ///
Anzi, direi che stiamo [...] più subdoli. Continuano a dire che [...] le Commis-sioni, anche quelle internazionali. Noi non ci crediamo, [...] fandonie. Ieri il ministro non [...] di nuovo. Di fatto loro sono [...]. Vorrebbero speri-mentare la terapia dove [...] come [...] che non funziona. ///
[...] ///
Quando si uscirà da [...] «Quando identificheremo i due centri dove affiancare i [...] li scegliamo noi -ma non [...] -e saranno quelli dove [...] le garanzie per operare correttamente. A quel pun-to si [...] perché quando la gente entra in terapia [...] vede i risultati e quindi. Non vi sembra di [...] in [...] «Se si vuole uscire [...] si sperimenti sul campo. Però il campo non [...] che dicono loro, ma deve essere appro-vato [...] possiamo avere la facoltà di sovrintendere ogni [...] clinica controllata. Una volta chiarito questo, si [...] le patologie, le [...] le modalità di arruolamento dei [...]. Di Bella cosa pensa [...] «Il professor Di Bella ha detto che [...] tutto questo trambusto non [...]. Come sarebbe? Ci sono [...] abbandonano la chemio-terapia. È dispiaciuto di non [...]. ///
[...] ///
Edoardo Altomare Individuati i [...] Il direttore [...] superiore di sanità [...] Giuseppe [...] incaricato di individuare gli [...] parteciperanno alla sperimentazione, ha già individuato i [...] maggior prestigio del mondo. Tra questi [...] per la ricerca sul cancro [...] Lione [...] di Londra; il [...] di [...] Usa; il [...] di Stoccolma, Svezia. ///
[...] ///
Tra questi [...] per la ricerca sul cancro [...] Lione [...] di Londra; il [...] di [...] Usa; il [...] di Stoccolma, Svezia.

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .