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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 3067378046.

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Parla [...] autore dei due seguiti I [...] film di Scott Le illustrazioni di questa [...] dal volume «The [...] Blue [...]. È un volume del [...] la sceneggiatura originale del film di [...] Scott (scritta da Hampton [...] e David [...] e, soprattutto, lo storyboard, [...] preparatori delle inquadrature. Un lavoro curato da [...] Charles [...] e Michael [...] oltre che allo stesso [...] Scott. Lo scrittore di fantascienza [...] (sta per [...]. Con la fronte alta, [...] e due cespugli neri sopra occhi che [...] nella hall di un albergo come un [...] ritratto di un signore americano di mezza [...] chiare ascendenze ugonotte. Laureato in sociologia e [...] Philip [...]. Dick (che favorì la [...] primo romanzo, Dr. [...] 1995), [...] ha firmato con successo ben [...] se-quel di [...]. Stanislaw Lem, [...] di [...] ha paragonato la fanta-scienza americana [...] un illusioni-sta: da una parte si propone come letteratura [...] pura evasione e [...] rivendica una funzione [...]. [...] «In un certo senso il [...] è appropriato, perché la fantascienza [...] mentre in realtà, con [...] ma-no, scrive proprio del presente. Per uno scrittore come Philip Dick, [...] esempio, ambientare un libro su Marte nel [...] dire rac-contare la vita su Marte tra [...] di come ci sentiamo noi in questo [...]. Descrivere una vita aliena, strana, [...] e paurosa è un modo per raccontare quello che [...] noi adesso nel [...]. Un altro scrittore, [...]. Ballard, [...] il mondo [...] è talmente romanzesco che il [...] dello scrittore deve [...]. Il no-stro mondo, i [...] cambiano molto in fretta. La nostra stessa reazione [...] scon-volgenti è cambiata. Il primo uomo [...]. [...] quasi senza [...] suffi-cienza. Il risultato di questo [...] cose nuove è che le no-vità non [...] nuove. Se-condo me, il compito [...] Ballard o Philip Dick è quello di [...] per riuscire a [...]. Nei nostri libri dobbia-mo [...] rendere solido ciò che un attimo prima [...]. [...] qualcosa di artificiale in questa [...] è come cercare di studiare la natura di un [...] e [...]. Pren-dete Crash di Ballard: da [...] par-te sembra molto reale, moderno e toccante, [...] è un pezzo de-gli anni [...]. È come ascoltare un vecchio [...] e [...] «Pensa, que-sto è quello che [...] una volta! Ci può parlare di «Dr. [...] il suo primo romanzo che [...] scritto nel [...] e anche se è ambientato [...] una Los Angeles fu-turibile, sembra ambientato pro-prio nel [...]. Racconta gli ultimi ba-gliori [...] Sessanta, un mon-do pieno di rabbia e di [...] distruggere tutto ciò che era convenzionale, tradizionale. Allo stesso tempo, cominciavano [...] la reazione a questi cambiamenti. La rabbia e la [...] una reazione speculare: in questo senso è [...] Timothy [...] avesse dato alla luce Ronald Reagan. Ogni cosa porta al suo [...]. A cosa si deve [...] «Quando mi hanno chiesto di [...] il seguito, per prima [...] di capire cosa significa oggi [...]. Non passa pra-ticamente una [...] venga usata in qualche modo la parola [...] sui gior-nali o dalle [...] il mondo. Questa è [...] la dimo-strazione di come [...] del film: così potente da en-trare nel [...] un modo di dire comune e dif-fuso. Ha creato un riferimento [...]. In realtà quella certa [...] brutto, tetro e mi-naccioso, è sempre stata [...] di fantascienza. Ma il film di [...] Scott ha funziona-to da [...] a tutti un termine comune cui fare [...] a quel tipo di futuro». Lei ha scritto [...]. Ci può parlare del [...] «Il futuro di [...] del futuro, il futuro [...] è che ora che [...] dobbiamo cominciare a discutere anche le idee [...] riferite. È quello che ho [...] mentre scrivevo il seguito del film. La grande domanda del libro [...] Phi-lip Dick, Do [...] Sheep?, riguarda la possibi-lità di [...] ciò che è umano. Quali sono gli elementi [...] distin-guere un uomo da un androide? Quando [...] la-vorare al seguito ho riflettuto su questa [...] non celasse [...] domanda più importante, an-cora [...]. Alla fine, per me, [...] è diventa-to: [...] vogliamo decidere co-sa è [...] non lo [...]. Se riflettiamo sulla Storia, [...] che ogni volta che si è cercato [...] che è umano da ciò che non [...] ge-nere lo si è fatto per ammazzare. Dico: [...] razza non è uma-na! Mentre Isidore, il [...] di [...] amico degli androidi, crede semplicemente [...] ciò che parla come un essere umano, che appare [...] e che ama, deve essere umano. In questo senso è [...] Isidore fosse il vero eroe del romanzo di Philip Dick, [...] si esime da queste distinzioni. Il mio libro, il [...] inizia dalla trasformazione di Rick [...]. Dal momento in cui [...] androidi prova empatia per Rachel, [...] che deve uccidere. Il segno distintivo di [...] Rick [...] è una trasformazione del [...] deve lottare per le [...]. [...] Dick la tecnologia appare spesso [...] una luce sinistra. Si ha quasi [...] che [...] artificiale sia piuttosto una specie [...]. [...] viene trattata dalla letteratura da [...] di anni, con la figura [...] e del puro di cuore. Oggi, infatti, a causa [...] nostre macchine e dei nostri com-puter, essere [...] basta. Proprio la potenza delle [...] di essere stupidi, dannosi e [...]. A questo proposito [...] molta gente intelligente, abile [...] che lavora in Internet e crea belle [...] pre-sentazioni. Ma se poi vai a [...] un [...] meglio ti accorgi che sono [...] sciocchi. Basta pensare [...] comunica-zione di Internet, tecnicamente [...] enormi siste-mi di computer, ma. È molto più [...] qualcosa da un vecchio che [...] usare solo [...] che da uno di quegli [...] sciocchi. Internet è pieno di [...] neonaziste: sono persone molto «intelligenti», abili e [...] hanno accesso a questo formidabile siste-ma di [...]. Ma la loro «intelligenza» non [...] esime [...] sciocchi. Ma io pen-so che [...] la semplicità saggia riuscirà a battere la [...]. Giulio Cederna io [...] sono io Svastiche e [...] di cui parliamo Gli androidi (e i [...] muoiono mai Questa pagina nasce da un [...] si sono mai visti, in libreria, tanti [...] «da» Philip [...]. ///
[...] ///
Il grande scrittore americano (1928-1982, [...] sta per [...] sta conoscendo una fortuna postuma [...] almeno in Italia. Con lui, e grazie [...] diventando popolare [...]. [...] lo scrittore di fantascienza che [...] ricevuto [...] di dare un seguito alle [...] di [...] il cacciatore di androidi creato [...] Dick. Curioso destino: sia Dick [...] debbono tutto ciò, in [...] film [...] di [...] Scott. Che deriva dal racconto [...] Dick «Do [...] Sheep» ma è molto, [...]. Di Philip [...]. Dick, sono appena stati [...] «La svastica sul sole» [...] lire 12. Di [...] si possono leggere i [...] (più simili, per motivi [...] film che al racconto di Dick): [...] 2» (Sonzogno, lire 29. La notte dei replicanti» [...] lire 25. Infine, sempre [...] -vera e propria casa [...] ha ripubblicato il primo, notevole romanzo di [...] «Dr. [...] (lire 12. I suoi libri nascono [...] terra di nessuno sospesa fra la realtà [...] Un esploratore dello spazio tra la vita e [...] Il percorso di Dick segnato dalla scomparsa della [...] sotto una lapide sulla quale venne inciso [...] nome. [...] una zona crepuscolare, minac-ciosa, nella [...] che attira alcuni scrittori, a volte grandi, quasi sem-pre [...] e mal compresi. Questa zona è una terra [...] e la [...] la realtà [...] dove [...] regola è che i ruoli [...] essere assai spesso scambiati. È il regno degli [...] dei paranoici ai quali, in virtù della [...] capa-cità di convinzione (che è la stessa [...] fossimo saggi, [...]. In questa zona crepuscolare, [...] loro vita ad ascoltare i messaggi spesso [...] in altri messaggi, fi-no a invadere tutto [...]. [...] punto, tali segnali si manifesta-no [...] luoghi, personaggi, rivela-zioni che hanno il dono di rendere [...] tutto [...] non [...] la cosiddetta arte. Anzi, in questa zona [...] chiamano abisso, altri illusione e altri ancora Dio, [...] in particolare si presenta come un supporto [...] comunque perife-rico, rispetto a qualsiasi altra [...]. Prima che si manifesti [...] o meno malata di illuminazio-ne, questi scrittori [...] Dick, [...] o Poe) passano attraverso [...] del lutto, della de-pressione, del fallimento. In genere si sentono [...] scrittori, come se la loro attività (spesso [...] sorta di incontro con altre forme di [...] identità si possono azzardare infini-te ipotesi finché [...] in [...]. Questo orrore non si manifesta [...] direttamente, ma con segnali ambigui, bassi: scritte sui cessi, [...] della spazzatura, o una canzone dei Beatles ispirata [...]. Le droghe, gli psicofarmaci, [...] sono i vei-coli [...] nella giusta condizione per deco-dificare [...] messaggi [...] par-te», una specie di specchio [...] -una volta attraversato -rivela [...] cosmico di infinite dimensioni di [...] non siamo che cloni, giochi, re-plicanti, aborti cibernetici dentro [...] programma ordito e gestito da psicotici e indemoniati, che [...] sanno più come [...] a termine, [...]. La zona [...] da cui è sorto Philip [...]. Dick, il 16 dicembre [...] Chicago, assieme alla sorella Jane, è caratterizzata [...]. La bambina morì per [...] settimane. Fu sepolta [...] Colorado, da dove proveniva la [...] paterna. Sulla tomba, accan-to al [...] incidere an-che quello del fratello che era [...] data di nascita, un trattino, e uno [...]. Lo spazio [...] lo spazio della morte. Emmanuel [...] nella [...] ma-gistrale biografia [...] et [...] (pubblicata da Theoria), ha situato [...] «carriera» di Philip [...]. Dick in quello spazio [...]. Da quello spazio, la piccola Jane non ha mai smesso di attirare suo fratello Philip, [...] di [...] i segreti, i prodigi, le [...] e gli inganni della zona oscura. Al punto di [...] a [...] i ruoli: Philip nella zona [...] morte, e Jane in quella dei vivi. Ma forse non ce [...] bisogno: Philip [...]. Dick ha sempre creduto [...] siamo in realtà i veri morti. Per non spaventarci, il Grande Programmatore [...] ha cir-condato di una [...] un «programma vita» che [...] essere vivi. Ci illude, appunto. Nella mente di Philip [...]. Dick, questi messaggi si [...] pian piano, come impercetti-bili fessure attraverso cui [...] in tutta la [...] incon-sistenza il simulacro di [...] ciascuno di noi vive, ed è convinto [...]. È questo il segreto, [...] Dick e da [...] sorella Jane, dietro il [...] sabbie mobili del tempo: noi siamo morti, [...] tiene in vita è un gioco da [...] Dio è assente. Un mondo di frequenze [...] alla deri-va in un cosmo elettronico, frul-lato [...] indefinita di dimensioni, esattamente come i sogni [...] o gli incubi di uno schizofrenico, o [...] dentro il quale è stato in-stallato il [...] il «programma dolore» o il «programma arte, [...] Dio, [...] bellezza, bruttezza, salvezza» eccetera eccetera. Nessuno di noi osa [...] dice Dick, è la tipica reazione di [...] cui è stato installato il «programma in-credulità»! Il mondo è una prigione, [...]. ///
[...] ///
Dick ha popolato questa illusione, [...] ha dilatato le pareti, [...] e [...] ma con una visione, se [...] ancora più disperata: tutto è programmato e program-mabile. Fuori dal programma, [...] il nulla, e la [...] virtualità incon-trollabile. E Dio? Dio non [...] Dick, come per Dostoevskij o [...] se non come enigma. Non come dubbio. Fuori dal «pro-gramma Dio» [...] naturalmente questo rende il tut-to ancora più [...]. Già prima che il [...] Scott [...] lo rendesse ce-lebre, esisteva [...] una chiesa e forse anche [...] de-dicati a Dick. Cosa amano i devo-ti [...] Quale dote particolare intuiscono in questo scrittore, [...] ha reso obsoleta ogni forma di lette-ratura [...] al-meno un secolo con gli stupendi inganni [...] considerata spazzatura? Dick ha insegnato a scrutare [...] come se fosse un sintomo di cui [...] la guida della [...] fantasmatica so-rella, fare ogni [...] questa esperienza, ha stilato un referto. Documentando gli universi della parte [...] che avevano preso stabile asilo nella [...] men-te, spiando attraverso le anguste [...] della [...] (e nostra) prigio-ne, Dick ha [...] inutile qualsiasi estetica, [...] a una pieto-sa favola per [...]. I libri di Dick [...]. Sono evidenti, inquietanti come [...] lo spazio vuoto la-sciati sulla [...] tomba. Una meta-fora di cui ha [...] spiegato [...] e di cui i suoi [...] gli saranno debitori per [...] eternità. ///
[...] ///
Una meta-fora di cui ha [...] spiegato [...] e di cui i suoi [...] gli saranno debitori per [...] eternità.

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(268)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(252)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .