Ma ciò che vi [...] del paradosso e della [...] non mancano nelle pagine di Canetti; [...] traspare qualcosa di più [...]. È come un guardare la [...] in una prospettiva tanto ampia da vedere accostati gli [...] persecutori di Ferdinando [...] e le fortezze volanti che Canetti vede tornare [...] come scrive in altra pagina [...] a stormi luccicanti dopo [...] distrutto una qualche antica città [...] Germania: « A ogni bomba fa un salto indietro [...] pezzo della settimana della creazione ». E ancora, giunta la [...] Hiroshima, Canetti annota: « Detronizzazione del sole, [...] mito valido è distrutto [...]. Per lui, la storia, [...] cattività in Egitto di cui dice di [...] è una sequela di catastrofi, di diaboliche [...]. Ma queste non sono [...] una partecipazione diretta, emotiva, indignata, bensì proiettate [...] sfondo che è come il buio schermo [...] palpebre abbassate del narratore che si appresta [...]. Così tutto, anche gli [...] più atroci o sensazionali, acquistano subito, in Canetti, [...]. Forse ha a che fare [...] una sibillina annotazione tronca datata [...] « Gli storici il giorno del giudizio Universale ». Forse Canetti ha voluto [...] storici, nel senso convenzionale del termine, capiranno [...] quando si sarà fermata ed essi la [...] sottratti finalmente al flusso che li frastorna, [...] il loro oggetto, nella valle di [...]. Non c'è dubbio che [...] ma palpabile in tutta l'opera di Canetti, [...] innanzitutto in rapporto con il suo spontaneo [...] ebraica, del resto continuamente confrontata con quella [...] che taoista. Ma a tutto ciò [...] neppure [...] vissuto [...] delle esperienze culturali decisive [...] Vienna [...] anni Venti e Trenta. Nessun posto del mondo [...] per guardare al passato come da una [...] ricapitolando i secoli. Per nessun altro paese [...] Grande Guerra era stata tanto simile alla [...]. Da lì, ora che [...] si poteva guardare con equanime saggezza a [...] era uscito vittorioso ed accresciuto come a [...] uscito vinto e punito, considerare con pari [...] dei vincitori, ignaro della [...] precarietà, e il risentimento [...] chi già era smanioso di rimonta. Dalla pace di Versailles [...] più colpita che non la Germania; ma [...] Austria, [...] può dire, non vi fu revanscismo; nessuno [...] pugnalate alla schiena, congiure fantomatiche. Ciò che era caduto [...] maestà sulle cause della caduta, che non [...] e contingenti, e tanto meno revocabili. La storia non aveva [...] di vedere il seguito; aveva solennemente chiuso [...]. E così i Musil, [...] Roth, [...] Broch si [...] davanti a questo grande [...] in fuga, per [...] bloccato nel suo crepuscolo [...] calma che richiede la grande epica. ///
[...] ///
E così i Musil, [...] Roth, [...] Broch si [...] davanti a questo grande [...] in fuga, per [...] bloccato nel suo crepuscolo [...] calma che richiede la grande epica.