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Il paesaggio che esploriamo [...] parole è [...] di sassi dove i [...] ombre e dove sogno e realtà si [...]. Tra le sue opere narrative [...] con il «Gam-bero blu e altri racconti» edito da Rizzoli, premio Mon-dello e Rapallo; quindi «Il ritratto del disarno», Rizzoli 1991; «Il baleniere delle montagne», Rizzoli 1993; una raccolta [...] racconti [...] pubblicato da Mar-silio e «Alle [...] Venie», 1997 premio Rapallo Carice, fi-nalista Premio Strega 1998. Dove vive e la-vora. Certi bagliori lagunari e [...] vedute del Settecento, infatti, sembrano riapparire nelle [...]. A par-tire dal 1980 Sartori [...] spesso parte alle collettive [...] Bevilacqua La [...] di Venezia. Nella [...] città ha tenuto la [...] prima personale [...] (al Lido, presso la galleria Gi [...] Gi) ed ha esposto nel [...] della Biennale (sezione [...]. Tra 1997 e [...] ha te-nuto personali presso [...] Studio [...] di Bologna, La Corte (Firenze), La Nuova Icona di Venezia e Oddi Baglio-ni di Roma. STAVA con le spalle [...] in ferro battuto in cima alla scalinata. E pensava svagatamente, quasi [...] vento con un fazzoletto che per tutto [...] era passato sulla fronte e intorno al [...]. Quando era in viaggio [...] di sentirsi così. Guar-dava il cielo e [...] qual-cosa da intuire, qualcosa che avve-niva. [...] il paese era [...]. Sole sul piazzale del Duomo [...] luce [...] scivolava piano come [...] lungo le pareti. Fu [...] evaporare che da una casa [...] aprì una porta bassa e dal buio di [...]. Era vestita con [...] anti-ca e aveva grandi [...] da una pelle sottile e bluastra, come [...] conserva un do-lore. Camminava verso di lui [...]. Lui le rispose sorridendo, [...] il fazzoletto che [...]. /// [...] /// E per indicare da [...] mise di profilo, alzando [...]. Poi tornò a [...] negli occhi. Scese [...] e si voltò verso di [...] che [...] sul piazzale. Allora scesero insieme, e [...] che il rumore di ogni suo passo [...] tutti gli an-ni della vita. Volle [...] e [...] disse: «Lei signora sembra uscita [...] un sortilegio». La donna si voltò [...] seria. Le porte delle case [...] si chiudevano [...] la terra. Anni della [...] vita sparivano insieme alla gente [...] il pae-se. Camminando si accorgeva che sebbene [...] sole fosse ormai tramon-tato da tempo una luce opaca [...] la scalinata e le molte [...] sempre più vicine che si aprivano [...]. [...] anche questa luce senza [...] tempe-ratura che è scesa [...] e questa questa assenza [...] pure è fredda. E come sono lievi [...] se ne accor-ge? Non fanno rumo-re. Deve essere cam-biata la stagione [...] e noi dobbiamo esserci fatti [...]. Leggeri, legge-rissimi». Alla fine dalla scali-nata [...] con la mano una stra-da. Dopo questa [...] e poi il porto. Dietro al porto questa spiaggia [...]. Si incamminarono nella strada [...]. In alto il cielo [...] da una luce bianca che non dava [...]. /// [...] /// Do-ve vivo io, nel [...] come lei sono guardate come cosa rara [...]. Lei invece sem-bra. Ve [...] detto, vi debbo parlare, ma [...] par-lare ci vuole un posto tranquillo, dove le persone [...] mettono sedute una di fronte [...] e hanno tutto il tempo. Se vi fidate mi [...] ri-chieste. Voi dovete es-sere abituato, [...] Le persone come voi sono abituate. Lo vedete? [...] dove vi porto io [...] ombre». Si fermò a [...] fisso negli occhi. Ma non vi in-quietate, [...] mio». Camminarono in si-lenzio fino [...]. La donna gli stava [...] da-vanti a sé. Di profilo i suoi occhi [...] di quella luce e poi anche del mare, trasparente [...]. E de-serto era anche [...] barche immobili, silenziose, il molo [...]. /// [...] /// Gli appoggiò una mano sulle [...] per non [...] parlare. Sia-mo [...] per le [...] e dopo [...] lo sapete come sono le [...] si fanno fatico-se perché ripetute nei pensieri che quasi [...] cancellano. Siamo [...] per una concessione [...] devozione mi è stata accordata. Adesso accadranno cose, e [...] accadere mentre io parlo perché il tempo [...] abba-stanza per una cosa e anche per [...]. Mi pare sia poco il [...]. Voi pure lo pensate? E [...] da fare [...] e [...] raccontare mentre le cose accadono, [...] voi vedrete che ca-pirete presto, perché tutto è comin-ciato [...] di un sogno mandato per [...] del tempo, che [...] fu lungo e tutto per [...] e adesso poco poco per la risolu-zione. Ma questi sono i [...] lo sapete? Ve ne accorgerete pure voi [...] resterà [...]. Gli stava di fronte, le [...] quasi di vetro che muoveva parlando e [...] per [...] senza vergogna [...]. Noi due non facciamo [...] so quello che dico. Que-sto mio corpo lo [...] molto ritardo su [...] per errore del tempo. Vi sbagliaste allora, o qualcuno [...] consigliò ma-le, forse [...] vostro [...] in anticipo. Vi [...] me ora, lo sentite? [...] non potrete nemmeno dire che [...] impossibile perché lo vedete bene come le cose accadono [...]. Vi dissi dun-que del [...] dire che già lo sapete, ma forse [...] vostra lontana, anche se poi non fu [...] ma tornò più vol-te e questo potrebbe [...] una volta è tornato e ritor-nato magari [...] che lo rievocavo. Ecco il [...] voi appariste a me [...] che po-trebbe essere questa, e senza dire [...] accade in quelle chiarezze miste-riose dei sogni. Mi ave-te fatto capire [...] tempo [...] pazien-za, ma che prima [...] arri-vato davvero nella vita e io dovevo [...]. Lo sapete voi come [...] sogni? Diventano [...] del vero, e per [...] assoluto come nella fusione tutta armoniosa di [...] di carezze graziose che ci arre-chiamo mentre [...]. E ora scen-dete con me [...] abiti miei che la [...] più [...] di baci e di tutto [...] che desi-derate perché il tempo che fu tanto quando [...] ora è poco, e voi dovete [...] di [...] che è stata lunga tantissimo. Il so-gno, quello fu [...] fu tutto. E seppure vi fu [...] vita dovete sapere che vi sono morti [...] è fortissi-ma [...] se lo riprende quando [...] il dolore lasciato nella vita la perse-guiti [...]. E il dolore fu proprio [...] mia di incontrarvi. [...] ve-nivo, su questa spiaggia, [...] aspettavo fedele perché nel sogno questo era [...] es-sere il primo e così continuare per [...]. Il patimento in vita [...] grave, e il motivo di morte dimenticato [...] queste cose non ci è dato il [...]. Ma il vagolare mio [...] i molti ritorni nella casa deserta, le [...] alla spiag-gia. Morta e non morta, capite? Andata per ritornare quando [...] il sentore del vostro arrivo [...] si [...] corpo. Alla finestra e su [...] aspettare, e mai vista da nessuno, che [...] ci guar-dano. Niente ombra signore mio [...] chiedo solo di ascol-tare in questo silenzio [...] luogo dove io parlo. Nonè fin-zione di abbraccio [...] voi stesso la carne che stringete e [...]. Qualche pausa per i [...] poi riprendo a parlare, perché voi dovete [...] sapere. Mi avreste seguita se [...] di venire alla spiaggia perché dovevo darmi [...] No, non rispondete vi prego. Le risposte sono cose [...] nessuno [...] parla a vuoto e [...] lo riempiamo insieme il vuoto. Sareste stato tanto genero-so [...] spiaggia solo per [...]. E poi cessò di [...]. A [...] avrebbe dovuto essere notte [...] luce era la stessa di un giorno [...] era strano tra quei [...] di sassi marini. /// [...] /// Un bel chiarore illuminava [...] e molto silenzio con-traeva pensieri che si [...] corpi, silenzio grande [...]. Si rivestì con dolcezza [...] con ovattato battito di mani le impolverate [...] femminile, con gesto con-cluso e tranquillo che [...]. Vi do il mio [...] della mente che non gira più. Vi accorge-rete che è questo [...]. Questo suo dolore che [...] quanto era già scritto che dovesse diventare [...]. Ma la donna sembrava dimenticata [...] mondo, camminava [...] allontana. Non si voltò nemmeno [...] ne andò lungo la riva [...]. Allora se ne tornò [...] il porto, ripercorse le stesse strade in [...]. Risalendo la lunga scalinata che [...] i bordi maiolicati dei gradini. Per ognuno un diverso [...] figure femminili e tralci di fiori. Quando arrivò sul piazzale era [...] illuminata da pochi lampio-ni, e si rinfrescò al vento [...] lasciando aderire la schiena contro [...]. Questo giro della mente [...] più. Vi accorgerete che è [...]. Lo ripeteva a bassa [...] guardando ora il Duomo, ora [...] sottile, che piano, dai [...] a dilatarsi. Romana Petri [...] 5. Questi amanti spersi in [...] campestre, prendono la stessa forma sintetica e [...] alle loro spalle. I «paesag-gi» di Sartori [...] ri-cordi in forma di veduta. La luce polverosa che investe [...] data dai molti strati di [...] e plastiche liquide che Sartori stende sulla tela [...] e di una visione memorizzata. Come nelle metamorfosi di Ovidio, [...] trasforma e identifica nella natura: «Lui il [...] «Lei [...] vulcano», «Lui tutto [...] in città», sono i [...] lavo-ri della Sartori. Il suo «Lui» è [...] corpulento, porta la giacca e ci dà [...]. È quindi come noi [...] oltre a essere il soggetto del-la nostra [...]. È un uomo ma-turo [...] Orson Wells, protagonista di «Quarto potere»: forse [...] perduta e la felicità [...]. Uno degli oggetti intorno [...] concretizzano i ricordi di Sartori è un [...] di quelli dei saloni da ballo di [...] delle favole [...] immer-so nella luce indefinita [...] emana. Soltanto nei colo-ri del [...] offre a noi la realtà; come a [...] ricor-do ci è dato possedere la vita». B Tariffe di abbonamento Italia Annuale Semestrale 7 numeri L. Via Bettola 18 -20092 Cinisello Balsamo (MI) Tariffe pubblicitarie A [...]. /// [...] /// Direzione Generale: Milano 20124 -Via Giosuè Carducci, 29 -Tel. /// [...] /// Sede Legale: 20123 MILANO -Via Tucidide, [...] bis -Tel. /// [...] /// Roma -Via Carlo Pesenti 130 [...] Industria Poligrafica, Paderno Dugnano (Mi) -S. Statale dei Giovi, 137 [...] S. Scese i primi gradini [...] verso di lui. /// [...] /// Scese i primi gradini [...] verso di lui. (0) (0) ![]()
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