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[...] ce [...] a morte con Bobo Maroni, [...] che, in frequente vi-sita al Quirinale, ha sempre in-terpretato [...] pia, dialogan-te, della Lega. Ma la chiassata durante [...] sede milane-se del Carroccio, quel «chiamo i [...] ai poliziotti, ha ferito [...]. Che ieri, a Trento, [...] dei combattenti e re-duci, ha schiaffeggiato la Lega, [...] versione in dop-piopetto: «Nulla [...] che tentare di dividere [...] seppur con parole soft. [...] in poi il Presidente si [...] Bobo: chi ha rico-perto cariche [...] do-vrebbe [...] portare sul-la pelle come un [...]. La reprimenda La reprimenda [...] Maro-ni, non nominato, ma abbon-dantemente evocato: [...] deso-lante che uomini che [...] istituzioni parlino e si comportino in modo [...] totale mancanza di senso dello Stato». E il solenne rimprovero [...] tutta una schiera di si-gnori che tengono [...] due o più staffe. Tra coloro che «hanno avuto [...] di ricoprire una funzione, una veste istituzio-nale, o hanno [...] una carica pubblica» ci sono, infatti, anche i «sindaci», [...] gli altri «ministri», come i [...] Spe-roni, Pagliarini, [...] i «sottose-gretari», i consiglieri degli [...] lo-cali, gli «assessori». Sembra, insomma, un altolà [...] «Non posso tacere», ammonisce [...]. E il suo pronunciamento [...] tante giunte comunali. Un altolà tutto politico. Il Pre-sidente, a Bari [...] invitato i magistrati a pic-chiare duro contro [...]. Ora insiste: «Sta alla [...] punto di discri-mine tra le sceneggiate e [...]. Ma è ovvio che [...] una via politica per isolare la Lega, [...] ordine culturale e ideale: pare non [...] insomma, il tentativo di [...] il fallimento della manifesta-zione del 15 settembre [...] per esempio, da Pro-di. Con la Lega la [...] secondo il Quirinale. Indossi, o no, il [...] vittimistico collare ortopedico. Prima la politica Insomma, [...] primo posto. Anche riguardo alla cor-ruzione, [...]. [...] domenica il capo dello Stato [...] Torino si era affidato a una metafora chi-rurgica, il [...] per difendere i [...]. Ora in parte correg-ge, [...] al suo pri-mato: «Tocca al mondo politico [...]. Si indigna perché Tangentopoli [...] funzionare a [...] battuto an-che dopo il [...]. Come quando si predica [...]. Quando si dimentica «il [...] co-stata quella libertà nella lotta contro [...] come fan-no certi frettolosi [...]. Ma anche quando -e [...] -«riaffiorano anco-ra, dopo tante condanne di opi-nione [...] di scan-dalo, gravi turbative [...] della cosa pubblica». Un dossier, pubblicato dal Gior-nale [...] Feltri, ha associato, infat-ti, il Quirinale a uno [...] questa continuità delinquen-ziale: quel Chicchi Pacini Batta-glia, [...] benché in-quisito. Chi ha passato quelle [...] stampe? Roba di servizi. Viene da un [...] questo re-galo avvelenato? [...] ripete che no, non [...]. Nulla a che fare [...] Pacini Battaglia, che a quanto pare frequentava, invece, [...] dipendenti del Quirina-le. In questi anni «è [...] mondo politico, sono sta-ti tolti di mezzo [...] sbagliato, e in molti casi la politica [...] un turbi-ne travolgendo anche quelli che non [...]. Ma è do-loroso vedere [...] avevano corrotto dieci, venti, trenta anni fa, [...]. [...] una [...] quella della Tangentopoli uno, che [...] Tangentopoli due, e chis-sà, Tangentopoli tre, quattro. E [...] dalla metafora chirurgica, ( [...] è passato al giardi-naggio: sta al mondo [...] malefica vegetazione. Libertà travolta La «sete [...] travolge libertà, coesistenza, solidarietà. Invece, [...] un biso-gno immenso di [...] i più deboli. La soli-darietà non può [...] deve essere data con sacrifi-cio». E questa frase si è [...] dietro [...] doman-da [...] non sta costan-do, forse, un [...] troppo [...] «Questo [...] al gover-no, non al capo [...] Stato», è stata la diplomatica risposta. Le ragioni del messaggio Resta [...] sul perché del-la sortita presidenziale. [...] da correggere [...] giusti-zialista della precedente esorta-zione. E [...] un messaggio da lanciare anche [...] Polo: la politi-ca deve riappropriarsi delle sue funzioni, la Finanziaria può es-sere [...] per «cammi-nare insieme». Oppure, più tardi, le [...]. Ma ormai la Lega, tante [...] volte coccolata, nella [...] obbe-dienza [...] o [...] del Colle, non po-trà più [...] per palese «man-canza di senso dello Stato» , di [...] partita. /// [...] /// [...] a Trento rampogna Maroni [...] che, avendo ricoperto cariche istituzionali, ora propagandano [...]. Ai magistrati tocca individuare [...]. Ma guai a coloro [...] senso dello Stato. La liber-tà si calpesta [...] Tangentopoli: è doloroso [...] riaffiorare gli stessi personaggi. Tocca al mondo politico ta-gliare [...] dice, correggendo [...] giustizialista del suo precedente discorso [...] «bisturi». DAL NOSTRO INVIATO VINCENZO VASILE [...] Roberto Maroni [...] della Repubblica [...] ministro leghista: autorizzati dal presidente [...] Senato Bobo replica: «È colpa di Mancino» [...]. Le accuse di [...] non scalfiscono Roberto Maroni. Quale ex ministro [...] nel governo Berlusconi, è [...] bersaglio degli strali del presi-dente. Ma la cosa non [...]. La risposta è un [...] una chiamata in causa del numero due [...] Stato. È sicuro di non [...] anticostituzionale perché la Lega è «autorizzata» a [...] nienteme-no che dal presidente del Senato Nicola Mancino. Il capo dello Stato, dice, [...] metta [...] con lui. Onorevole Maroni come ha [...] del presidente? Sono sorpreso dalle uscite di [...]. Io come tutti gli [...] sentiamo autorizzati a lottare per [...] della [...]. Per-ché così ci ha [...] il vicepresidente della Repubblica, onorevole Nicola Mancino [...] Senato ci ha autorizzati a chiamarci Lega Nord [...]. Se un partito politico [...] cosa vuol dire? Che il suo progetto [...]. E questa significa: fine [...] Stato [...] italiano. Siccome è una decisione [...] della Repubblica, lottare per [...] della [...] e la fine dello Stato [...] assoluta-mente costituzionale. Purché si fac-cia in [...] non violen-to, come noi vogliamo fare. Però non significa che [...] Stato [...] abbia deciso di lascia-re libere parti della [...]. Vuol dire solo che [...] che ha per suo progetto [...] della [...] è stato ri-conosciuto e [...] perseguire questo obiettivo dal presidente del Senato [...] Repubblica. Vuol dire che il [...] contrasta con la Costituzione. A meno che Nicola Mancino [...] Luciano Violante abbiano pre-so un abbaglio o [...] un progetto eversivo. Ma ci hanno ragionato [...] non sono complici di un progetto ever-sivo, [...] è un fatto certo [...] eccetera, ma non incosti-tuzionale. Quindi al presidente del-la Repubblica [...] che sono stupito, meravigliato di questa [...] uscita perché contrasta con [...] dal suo vice solo sei me-si fa. Si metta [...] con loro. Ma lei ha avuto [...] in seno al governo naziona-le. Su questo che ha [...] Confesso che ho avuto qualche im-barazzo. Ma tutto è passato [...] cui il vicepresidente della Re-pubblica ha riconosciuto [...] ex ministro [...] può far parte di [...] si chiama «per [...] della [...]. E siccome Mancino è [...] questo riconoscimento fatto da lui mi ha [...]. Mi ha fatto capire [...] ha diret-to il [...] può fare queste cose [...] di Nico-la Mancino. Quindi lei, in pratica, [...] quanto deciso in Parlamento? Io non mi [...]. Io rivendico il pieno [...] legittimità costitu-zionale di quello che stiamo facen-do, [...] al riconoscimen-to ottenuto da Mancino. Se adesso il presidente della Repubblica ha cambiato idea o ha [...] diver-sa, beh si mettano [...] loro due. E poi ci facciano [...]. Fino a che il [...] «per [...] della [...] io non vedo che [...] fare o rammaricarmi o vergognarmi di fare. Più di così non [...] rico-noscimento si debba richiedere. ROSSELLA DALLÒ IL CONVEGNO Il [...] discute con Barcellona, [...] Mannuzzu, Pisapia La sinistra [...]. Davvero [...] è un paese nel quale [...] aggirano gli Ayatollah del diritto, pronti a raddriz-zare il [...] storto» [...] E [...] parte, davvero [...] una politica capace solo di [...] Probabilmente, questa versione delle cose non rende giustizia alla [...]. E non rende conto [...] che intorno a questo terreno si affannano, [...]. Per esempio, Claudio [...] Pds, responsabile della commissione Lavori [...] Senato. Tuttavia, le sue ipotesi [...] da una domanda: visto lo stato della [...] sostengono in tanti, la dotazione di mezzi [...] oppure la giustizia è materia costituzionale? Certo, [...]. Per costruire in Ita-lia uno [...] di diritto, mai pienamente affermato. Questioni che riguardano sia [...] e delle procedure, sia dello stesso pro-cesso, [...] discussione. /// [...] /// Prendiamo il caso del [...] modifica da istruttorio a accusatorio mentre il [...] resta praticamente lo stesso; io credo alla [...] in modo netto, [...] dal giudizio. Oggi, in questa crisi [...] società, cittadini e giustizia, occorre una grandissima [...] e renda funziona-le la giurisdizione, [...] della giusti-zia, il suo [...] della società e dei cittadini. Tuttavia, nella storia di [...] sinistra viene accusata di essersi occupata totalmente [...] la destra del cittadino. Con risul-tati deprimenti per [...] diritto. Non ha senso una simile [...]. È di ieri la [...] procure, quella di La Spezia e quella [...] Milano, [...] un asse dei pool. [...] non ha la sensazione [...] giudiziario calato su questo paese? È così [...] così. Che debbano esserci, che [...] siano consentite dalla legge, che diven-tino opportuni [...] tipo di reati e dalla normativa vigente. Sempre di più si [...] criminalità organizzata. Non per-ché si differenzino [...] di reati quanto alla gravità [...] delinquenziale, ma perché co-struiscono [...] il crimine. Non solo mafia o [...]. Anche nei reati con-tro [...] verrebbero tes-sute, annodate, lanciate delle reti? Ecco [...] favore dei magistrati. Si rivolgono [...] pubblica: signori, ci dovete [...] se volete che smantelliamo [...] la quale, altrimenti, continuerà [...] reati. Questo, per [...] è il punto a [...] degli inquirenti in modo partico-lare. Esiste un punto a [...] nel torto dei magistrati? Assolutamente no. Piuttosto, bisogna porsi delle [...] inerenti al modo in cui è costi-tuito [...] il potere giudizia-rio, in riferimento sia [...] sia ai diritti del [...]. Se va salvaguardato il [...] popolazione a vivere in una società con [...] tasso di delinquenza possibile, va anche salvaguardato [...] singolo cittadino nel momento in cui viene [...] la magistra-tura e con il giudizio. La giustizia deve funzionare [...] e rapido. Cosa che non è. Non dipenderà dal modo [...] giustizia di guardare non più al singolo [...] reato ma a una rete, appunto, di [...] Il problema riguarda il modo di vedere la [...] dei magistrati e anche da parte di [...]. La società non è [...] terreno culturale -solo il luogo del male. Il con-flitto tra politica e [...] può avvenire tra [...] e una posizione politica e [...] della giurisdizione che abbiano una visione pessimisti-ca e tendenzialmente [...] della socie-tà. Una società, lasciata a [...] può che delinquere? E per [...] servirebbe il momento pedago-gico [...]. Il [...] sta dimostrando di non [...] contenitore. Con una disponibilità decisa [...] da parte di magistrati e [...]. Mannuzzu punta il dito [...] concetto di transizione. Chie-de: «da dove» e [...] an-dando. E ripete se sia [...] progetto oppure si muova, in una strada [...] vuote. E allora, da chi, [...] la [...] legittimazione il po-tere giudiziario [...] esercizio? Si entra (nessuno vuole sfuggire la [...] del tema proposto: giustizia e politica. Il sena-tore Giovanni Pellegrino [...] «mi fa senso» essere visto nel Pds [...] del partito ga-rantista. In realtà, bisogna interveni-re [...] nella quale na-scono dei principi regolatori che [...] politica. Sono, piuttosto, «la cristallizzazio-ne [...] nella società ma, sottratti alla disponibilità del [...]. /// [...] /// Siamo in una tran-sizione dove [...] fa e disfa a suo piacere. Meglio non illudersi di [...] equilibri e creare, piuttosto, poteri terzi, neutrali. A Giuliano Pisapia, di Rifondazio-ne [...] della com-missione Giustizia del Senato, sem-bra «incredibile» [...] che lui non vuole favorire nessun imputato. Eppure deve [...] sennò viene accusato di [...] limita-re i diritti costituzionali dei [...] e [...]. Garanzie maggiori agli indagati [...] separazione delle carriere; questione dei collaboratori di [...] alcuni degli elementi di sofferenza della giustizia. E ag-giunge Pietro [...] responsabile Istituzioni per il Pds, [...] oltre le [...]. La so-cietà è cambiata. Uscire dalla transi-zione significa una [...] nuova e una giustizia adeguata. Più rigido Vittorio Borraccetti (Magistratura [...] punto dei [...] mentre il magistrato Mario [...] (Movimenti Riuni-ti) invita a [...] al processo vero e [...] stato dimenticato per via della «cul-tura mediatica». Anzi, il processo «non [...] e se [...] è inutile, tanto, do-po la [...] nessuno mai va a fi-nire in prigione». Infine, Pietro Bar-cellona che [...] la crisi della giustizia strettamente con-nessa a [...] sociale. [...] «Perché va distinta [...] dal giudizio» «Lavorare per [...] potere politico, legittimato, che occupi il centro [...] risolvere via via le altre cose compreso [...] una volta che il sistema comincia a [...]. Così il Presidente della Camera, Luciano Violante, ha risposto ieri sera in un dibattito [...] Castenedolo, [...] della Festa dei Popolari, a Mino [...] che aveva posto il [...] riforma della magistratura. In sostanza, [...] ha sostenuto che «la [...] il suo ruolo, ma la politica giudiziaria [...] il Parlamento e non i giudici». /// [...] /// In sostanza, [...] ha sostenuto che «la [...] il suo ruolo, ma la politica giudiziaria [...] il Parlamento e non i giudici». (0) (0) ![]()
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