[...] di cui Giovanni Macchia ha [...] giustamente in rilievo [...] per Pirandello e per Proust [...] scomponeva [...] apparente [...] in una sovrapposizione di stati [...] è la stessa scomposizione cui assisteremo nella [...] quando sfileranno davanti a noi [...] diversi « moi » del protagonista, in tanti passi [...]. Ma la discontinuità tra [...] moi » successivi, nella [...] non è un fenomeno [...] constatare con indifferenza: è la presenza quotidiana [...] nostra vita, è la parte che il Nulla [...] ogni giorno nei nostri possedimenti, è il [...] che si insinua tra le nostre illusorie [...]. Di questa presenza intermittente [...] morte e della caducità, la finzione teatrale [...] immagini più perfette e inquietanti: è il [...] che, con la loro provvisorietà, alludono alla [...] esistere, è la sede privilegiata di una [...] solo fondamento è [...] prospettica, un gioco di [...] miraggio. È proprio intorno al [...] bellezza inafferrabile (che ha un immenso potere [...] non esiste fuori dal sortilegio [...] teatrale) che Proust costruisce, [...] in cui il Narratore [...] vanno a [...] recitare Rachel, [...] di [...] in teatro. È un episodio strutturato [...] della rappresentazione vera e propria non ci [...] nulla, se non [...] della bellezza di Rachel, [...] sulla scena, mentre vengono successivamente in primo [...] marginali, che hanno per sfondo la platea [...] dietro le quinte. Vediamo il pubblico, sobillato [...] Rachel [...] da alcune sue amiche, simulare la più [...] a una cantante dal fisico sgraziato; assistiamo [...] conversazione tra il Narratore e [...] in cui [...] sincerità di [...] mostra alcune incrinature; veniamo [...] le quinte, dove Rachel provoca crudelmente la [...]. Al litigio tra i [...] un altro litigio, tra [...] e un giornalista, durante [...] amici del giornalista, che fingono di non [...] è stato schiaffeggiato, si esibiscono in [...] gara di vigliaccheria, degna [...]. Attorno ad una rappresentazione che [...] vediamo, che resta [...] la commedia mondana viene in [...] scene a formare [...] rappresentazione: il pubblico sobillato recita [...] « [...] » e [...] e Rachel recitano il copione [...] una finta rottura già avvenuta mille volte e che [...] volte si ripeterà, gli amici del giornalista improvvisano, [...] stesso [...] colse le affinità tra i [...] delle proprie ricerche e quelli [...] di [...] dopo una lunga serie di [...] con il commediografo sui problemi della creazione artistica, pubblicò [...] su « [...] » del 1894 (Paris, [...] 1895) lo studio [...]. Francois de [...] (Notes [...] nel quale riportava e [...] dello scrittore sul proprio lavoro, [...] sulla memoria, sulle radici [...] letteraria. ///
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Francois de [...] (Notes [...] nel quale riportava e [...] dello scrittore sul proprio lavoro, [...] sulla memoria, sulle radici [...] letteraria.