Russo stesso, del resto, [...] alla vigilia della morte un libro, « Il [...] letterato », che con le sue interne [...] riesami e verifiche, testimonia di una crisi [...] ideale e generazione intellettuale, ricca di insegnamenti. Sanguineti cita Gramsci, anche [...] a un suo spunto riduttivo, ignorando gli [...] diversi e ben noti giudizi. Sanguineti cita anche De Benedetti, [...] fu mai molto tenero con Luigi Russo. Li dividevano differenze di [...] e di gusto (come si diceva allora). Ma non [...] bisogno di esaltare [...] per deprimere [...] e viceversa. Oggi (e da tempo), [...] può non essere [...] in diverso modo: ma [...] essere anche riconoscendo i meriti di chi [...] storicismo ad alcuni dei suoi esiti maggiori, [...] poi con intimo travaglio insufficienze e limiti. Gian Carlo Ferretti, « [...] », [...] 20 agosto. La Durlindana della sinistra [...]. Ho visto e ho ascoltato [...] sola volta Luigi Russo, nella mia vita, e fu [...] a Torino, al teatro Gobetti, [...] una celebrazione alfieriana. Contenuto e stile della comunicazione [...] al giovinetto [...] la sensazione precisa di essere [...] per un regalo raro della sorte, dinanzi a una [...] di vivente e clamoroso compendio di tutta [...] e tutta una pratica della [...] « ex [...] et ore rotundo », con [...] di etica persuasione e seduzione, che il dopoguerra stava, [...] un tempo, licenziando seccamente dal teatro delle belle lettere [...] consacrando [...] sopra i banchi delle scuole. Se Luigi Russo non fosse [...] le nostre medie superiori, per decenni, avrebbero avuto un [...] fatalmente diverso, quanto [...] e non soltanto manuali di [...] gusto e [...] strategia. Non fu un saggista, [...]. Ma la scuola di [...] se lo sarebbe fabbricato comunque, se non [...] pronto, con la [...] vitale e invadente presenza. [...] dalla « destra » [...] di un decennio innanzi, Contini ne aveva [...] della « sinistra ». E aveva fatto molto di [...] per [...] recensita, [...] odiosamata eloquenza », [...] la « passionalità » e [...] « [...] », [...] con eleganza il « bova-rysmo [...] intellettuale, [...] la « dignità di scrittore [...]. Gramsci, più rigidamente, per [...] felici, aveva parlato di « pura belle [...]. La chiave poteva ritrovarsi, [...] proposizione [...] « attraverso la dialettica, [...] sopra un ritmo ternario come in Hegel [...] ritmo binario come in Croce, ogni posizione [...] risolversi in polemica ». Si può precisare che [...] Russo fu binaria e sostanzialmente fondata [...] oratoria e [...] a surrogato della paradigmatica [...]. Contini provvedeva a [...] mediatamente, anche su basi lessicali, [...] i vocaboli, in puro [...] « di origine [...] » [...] ecc. Il migliore e il [...] fu fatto al Russo, in ogni caso, [...] Giacomo Debenedetti, quando, nelle sue lezioni su Verga, discusse [...] saggio del Russo, « libro importante », [...] chiassoso, che veramente affascinante ». Debenedetti affermava: « dove [...] libro, non cresce più [...]. Bisogna [...] o ridurci a seminare quella [...] dal Russo ». ///
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Bisogna [...] o ridurci a seminare quella [...] dal Russo ».