[...] ideologico reazionario, [...] questi ultimi anni [...] sul terreno della stampa, [...] cinema, per fiancheggiare [...] economica alle popolazioni europee, [...] vittorie e le conquiste delle nuove democrazie [...] sul suole del vecchio continente [...] quel contrattacco ideologico americano [...] suoi centri principali, Hollywood e i gruppi [...] tende a far scuola, a diventare modello [...] tutti i dirigenti borbonici della reazione europea, [...] affiliati della nuova [...] Alleanza. Oltre ad usare del [...] importato [...] o di [...] delle scopiazzature, alfine di [...] sottoporre le masse alla pressione diretta [...] e della cultura americana, [...] di uomini politici e una certa classe [...] si sforzano, [...] delle varie nazioni europee, [...] Francia e [...] di [...] viva la propria tradizione [...] le correnti letterarie nazionali più fallimentari, di [...] indebolire la vivacità del proprio cinema. In Italia, per esempio, [...] stava vivendo, dai giorni della liberazione, una [...] a una vera e propria controffensiva governativa [...] dovrebbe [...] per fine lo smantellamento [...] nostra cinematografia di avanguardia. Attraverso la pressione della [...] Governo tende oggi a creare un diffuso [...] finanziari, a stimolare indirettamente una produzione assenteista [...] (problemi, a istaurare, insomma una atmosfera di [...] e di ipocrisia intorno a tutti coloro [...] nel cinema, parole di verità e di [...]. E i produttori stabilendo [...] e i modelli della nuova produzione ottimista [...] o meno, [...] che dovrebbe [...] di moda, nei prossimi [...] limitare, via via, il campo [...] suffragando la necessità dei [...] pretese testimonianze sui [...] di gusto delle grandi [...] tutto, insomma, e contro i loro stessi [...] staccare la produzione cinematografica dai problemi vitali [...] aspirazioni, delle sofferenze delle masse, e farne [...] strumento di [...] mentale, invece che specchio [...] progresso. Se il nostro cinema [...] alla controffensiva governativa, ciò si deve . Il nostro cinema ha [...] oramai radici profonde in vasti [...] del [...] italiano, ha suscitato la simpatia, [...] di molte altre nazioni, e [...] nostre posizioni cominciano ad [...] forti di una recente [...] gloriosa tradizione. Da Roma città aperta [...] Sole [...] ancoraì da Paisà a Caccia tragica, da Ossessione [...] Terra trema, a Sciuscià e a Ladri di [...] cinema si è andato vieppiù configurando come [...] che poteva svilupparsi, rafforzarsi e allargare la [...] patto di approfondire, e non di indebolire, [...] a patto di portare a fondo quelle [...] ne erano la linfa più ricca e [...]. Oramai sta diventando sempre [...] accettare dei soggetti, che minimamente rispecchino la [...] italiano. Qualsiasi accenno alle contraddizioni [...] società italiana diviene, agli occhi di certi [...] censura, pericoloso messaggio rivoluzionario. Alcuni registi, i più [...] già ai [...] imperativi, si ritirano su [...] si lasciano suggestionare dai richiami di una [...] e simbolista. Alcuni teorici o critici [...] verso una « revisione » del nostro [...] di un suo esaurimento, di una [...] possibile morte, se non [...] le provvidenziali armi della forma e il [...]. Si comincia a parlare [...] quindi di un cinema che [...] fuori del tempo, di [...] a priori » tra artista e società [...] inutilità di scuole, di avanguardie polemiche, di [...] quella relazione pongano a chiare lettere nei [...]. Sempre più malvisti dal [...] quei critici e quei giornalisti che « [...] qualcosa contro il cinema americano e parlino [...] nostro realismo. Non dobbiamo dimenticare che [...] paravento di parole, di ipocrisie e di [...] una sola realtà, che è questa: un [...] sessanta milioni, un film americano importato soltanto [...] il governo, lasciando giocare liberamente queste cifre [...] brutale delle leggi economiche, v: [...] prendere, come si suol [...] con una fava, aiutare gli speculatori da [...] soffocare la migliore produzione [...] realistica italiana, il pericolo pubblico numero uno, [...] della cinematografìa « occidentale ». ///
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Non dobbiamo dimenticare che [...] paravento di parole, di ipocrisie e di [...] una sola realtà, che è questa: un [...] sessanta milioni, un film americano importato soltanto [...] il governo, lasciando giocare liberamente queste cifre [...] brutale delle leggi economiche, v: [...] prendere, come si suol [...] con una fava, aiutare gli speculatori da [...] soffocare la migliore produzione [...] realistica italiana, il pericolo pubblico numero uno, [...] della cinematografìa « occidentale ».