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Il primo eretico Se [...] incompreso» [...] culturale e scientifi-ca del [...] questi è Ga-lileo Galilei da Firenze. Chi più di lui aveva [...] innovative che la scienza «ufficiale» [...] non ha capito? Tra i [...] dotti antago-nisti ci fu chi rifiutò di «vedere» ciò [...] osservava al cannocchiale. Galileo aveva (ri)scoperto la [...] ragione. Gli fu consigliato di [...] suoi occhi e alle sue matematiche. Fon-dò una scienza, che per [...] democratico e il metodo rigo-roso, si dimostrò davvero «nuova» [...] alla cultura dominante. Fu costretto, in ginocchio, ad [...] la [...] «eresia». /// [...] /// Il grande incompreso Chi [...] più di altri per [...] riconosciuta la validità delle [...] stato Alfred [...] teorico della deriva dei [...] tettonica a placche. La superficie solida terrestre [...] enormi zatteroni che galleggiano su un mare [...] si spostano e si urtano. Provocando la deriva dei [...]. [...] propose [...] nel lontano 1915. Raccol-se solo risa di [...] suoi contemporanei. Ha avuto la soddisfazione, postuma, [...] diventare [...] dopo il Modello Standard della [...]. /// [...] /// Solo contro i quanti Albert Einstein [...] tra il 1905 e il 1916, la [...] e rivoluziona la meccanica classica. Il giovane fisico diventa, [...] e, forse, [...] più famoso del mondo. Ciò non gli impedisce di [...] una battaglia pressoché solitaria contro [...] «ortodossa», non realista e indeterminista, [...] rivoluzione scientifica [...] se-colo: la meccanica quantistica. Il «papa» della fisica [...] «eretico». /// [...] /// Perché il conflitto di idee [...] connaturato [...] scientifica. Gli «avversari» di Einstein, [...] cosiddetta «interpretazione orto-dossa» che fa capo a [...] vinco-no la battaglia della [...] ma hanno sempre la mas-sima considerazione di Einstein. Insomma, Einstein dimostra come, [...] proprie idee, lo scienziato deve [...] anche sfida-re la solitudine. [...] e la [...] scuo-la dimostrano come si può [...] senza diventare arroganti. Gli [...] e gli altri danno una [...] di stile e di civiltà degna della loro genialità. /// [...] /// Lo stato stazionario contro [...] Big Bang Negli anni [...] Hubble dimostrò che il [...] universo in espansione. Negli anni [...] Fred [...] ipotizzò una spiegazione: al centro [...] una crea-zione continua di materia [...] spinge via la materia nata prima. Insomma [...] si trova in uno stato [...] ma stazionario. Po-co dopo George [...] propose [...] idea: [...] è nato con [...] esplosione iniziale. [...] battezzò ironicamente «Big Bang» la [...] avversaria. Mai si sarebbe sognato [...] dal ridicolo nome sarebbe diventata il Modello Standard [...] Cosmolo-gia. Proponendo una serie di [...] modello dello «stato stazionario». Ma, sebbene [...] sia un grande cosmologo, [...] retta. [...] un in-compreso? Possibile. Ma a diffe-renza degli [...] sentirsi spacciato. Se ha ragione, prima [...] «fatti» costringeranno i colle-ghi a [...]. La «nuova scienza» di Galileo [...] che la rende differente dalle altre im-prese [...] sè il metodo per [...]. Lo spirito con-servatore degli [...] ritardare il riconoscimento di una «verità» controcorrente. Ma, al-la lunga, non [...]. Nella scienza ci possono [...] stentano a emergere. Ma, per definizione, non [...]. /// [...] /// In [...] ricerca Roberto Canò La Scienza [...] la scienza UNA DELLE PIÙ GRANDI e [...] medicina moderna è quella subita nella lotta [...]. Si tratta di un [...] evidente e imba-razzante in quanto, in questo [...] era stata dichiarata ufficial-mente dal paese più [...]. Il 23 dicembre 1971 [...] Richard Nixon promosse con [...] legge (il [...] la mobilitazio-ne generale di [...] con-tro questa malattia. [...] era di [...] entro il 1976, in tempo [...] le celebrazioni del duecentesi-mo anniversario della nascita degli Stati Uniti. Ma, nonostante gli enor-mi investimenti, [...] risultò una so-stanziale sconfitta. Non sono bastati per [...] né i cinque anni previsti né gli [...] sono trascorsi. Ma ci sono malattie [...] loro terapia da molto più tempo. Alois Alzheimer descris-se il [...] malattia che porta il suo nome 90 [...] ancora oggi non è disponibile alcuna cura. Lo stesso si potrebbe [...] della sclerosi multipla, della distrofia muscolare o [...] an-che della trombosi coronarica, [...] del diabete e [...]. [...] della medicina In tutti [...] medicina na-sconde la propria sostanziale impo-tenza sopravvalutando [...] diagnostiche, della prevenzione e di successi terapeutici [...] lo più con una sperimentazione farmaceutica alla [...] dire affidata più al caso che non [...] reale dei meccanismi [...] della malattia e di [...]. Dopo i notevoli successi [...] fine [...] e i primi decenni [...] come la ma-laria, la sifilide, la tubercolosi [...] la medicina sembra essere en-trata in una [...]. La medicina dunque dovrebbe oggi [...] con urgenza sui motivi che le impediscono di progre-dire. Ma nessuno pare intenzionato a [...]. Tutti preferiscono [...] i successi. Chi prova a fare [...] avanza magari una pro-posta di spiegazione, viene [...] occhio ed emarginato come un fastidioso incompetente. È quello che è [...] distinto biochi-mico della University [...] una piccola università a [...] Londra: il dottor Harold [...]. Il suo fu il primo [...] casi di eresia scientifica documentati nel pro-gramma «No one [...] me [...] (Nessuno mi crederà), prodotto dalla [...] e messo in onda dalla [...] nel 1981. Da molti anni [...] sostiene che la responsabilità [...] dalla medicina negli ultimi [...] va attribuita ai biologi [...] medici. A suo avvi-so [...] del microscopio elettronico e [...] fissaggio, entrati in uso negli anni 40, [...] denaturano il materiale biologico producendo an-che, per [...] reazioni chi-miche innescate dal fissaggio, delle entità [...] nelle cellule vive e libere. Il suo slo-gan è «I [...] studiano la cellu-la, ma la maschera mortuaria [...]. La biologia insomma si [...] un vicolo cieco e starebbe ostinatamente cercando [...] biochimici che non so-no quelli reali. In altri termini [...] ha enunciato quello che [...] come il corri-spettivo biologico del principio di Heisenberg: [...] bio-logica modifica e denatura la cellula falsando [...]. Gli insuccessi del-la medicina [...] fatto che i ricercatori stanno studiando, da [...] i reali meccanismi di nascita e diffusione [...] o le disfun-zioni delle cellule neuronali che [...] scatenano la schizofrenia, ma meccanismi e pro-cessi [...] rapporto molto mediato e distante con quelli [...]. [...] non può essere conside-rato né [...] eretico [...] né tantomeno un [...]. È uno stu-dioso con [...] in regola: do-po la laurea in medicina [...] in fisiologia, neurofisiologia, biofisica e biochimica, dal [...] è stato ricercatore al Dipartimento di biochimica [...] di Londra, dove ha [...] per due anni; ha poi insegnato neurobiolo-gia [...] nella stessa uni-versità, e [...] Colle-ge, prima di essere [...] come professore di fisiologia [...] del [...]. [...] nel 1970, venne anche nominato [...] dello [...]. È inoltre un esperto [...] rianimazione e di microscopia, tanto da essere [...] Club. Nel 1991 la [...] di Londra ha pubblicato [...] atlante della struttu-ra cellulare del sistema nervoso [...] anatemi scagliati con-tro di lui dai colleghi, [...] Britain lo ha voluto [...] 1990 al 1993. La risposta al paradosso [...] viene dunque da una persona di indubbia [...]. Eppure nessuno lo ha [...] solo per [...] posto il problema. Al contrario è stato fatto [...] tutto per [...] a tacere e per chiudere [...] la [...] carriera. [...] è infatti salito agli [...] nel 1987 quando i giornali inglesi, [...] e [...] in testa, riferirono che [...] stava per essere chiuso, e non certo [...] improduttività o per economizzare, come sosteneva Anthony Kelly, [...] del [...]. Il 30 settembre del [...] Senato accademico di [...] varò un piano di [...] far fronte a un deficit previsto di [...]. Si trattava di un [...] 20 pagi-ne che prevedeva, oltre a vari [...] spese, la chiusura di alcune linee di [...] dei componenti per [...] della biochimica e della [...]. Nel pacchetto dei tagli [...] la chiusura dello [...]. Nel corso del dibattito [...] Se-nato accademico [...] prese la parola, naturalmente [...] chiusura: rilevò che nel corso dei due [...] il costo globale del suo laboratorio era [...] 13-15. Il sospetto che la [...] di [...] fosse dovuta più al [...] ed emargi-nare il suo eretico direttore che [...] venne appena accennato dal [...] Wright, [...] editor del [...] mentre venne apertamente espresso [...] Melanie Phillips del [...] che nel suo articolo, [...] the [...] man out» (Caccia-te quel [...] proteste dei rettori di altre università. Il profes-sor John [...] prorettore [...] di [...] dichiarò ad esempio: «Il [...] è di proteggere i miei professori da [...]. Il loro lavoro non [...] da alcuna inter-dizione basata su idee comunemen-te [...]. Hanno tutto il diritto di [...]. [...] del [...] aveva, evi-dentemente, una visione diversa [...] universitaria e non volle senti-re ragioni. Dopo [...] del piano da parte [...] Senato [...] il laboratorio venne ufficial-mente chiuso e [...] contro ogni legge e [...]. Un piccolo finanziamento . Fortunatamente [...] mo-mento [...] riuscì a ottenere un [...] dalla casa farmaceutica di David [...] il che gli ha [...] in piedi (almeno nominalmen-te) il laboratorio e [...] fa-re ricerca, nonostante [...] mancanza di supporto e [...] parte sia della [...] università che del governo. Oggi vive e lavora in [...] stanzetta di 2 metri per 4. Per motivi legali non hanno [...] fisicamente [...]. Anzi il contributo di [...] ha costretto gli amministratori [...] mante-nere aperto il laboratorio ma anche a [...] pensione, lo sti-pendio corrispondente al lavoro di [...] settimana. La storia della lotta [...] contro la [...] università è solo una [...] guerra molto più vasta e articolata che [...] com-battere, sia in Inghilterra che fuori, contro [...] (tra i quali spiccano almeno tre premi Nobel) [...] idee oggi correntemente accettate sulla struttura della [...] significato dei risultati forniti dai metodi di [...] primo tra tutti quello della microscopia elettro-nica. Ma come è nata [...] e che grado di [...] accordato ad essa? In un libro stampato [...] a mettere in guardia i giovani contro [...] passiva e acritica delle [...] racconta che tutto cominciò [...] una scritta che figurava su una bottiglia [...] laboratorio. La bottiglia conteneva cristalli di [...] e [...] diceva «tenere al fresco e [...] buio». [...] è una mo-lecola chiave [...] e umano ed è implicata in tutti [...] immagazzinamento e produzione di energia, innanzitutto nella [...]. È in fondo per [...] domanda che si è rovinato la carriera. Come prima co-sa scrisse [...] pro-duttrice americana, la Sigma Corpo-ration, ma la [...] meno scientifiche. Spiegarono che prima, quando [...] trasparen-ti, era accaduto varie volte che clienti [...] perché [...] loro inviata non era [...] erano accorti che questo dipendeva dalla luce [...] assorbiva du-rante il viaggio. Accadeva in pratica che una [...] si trasformava in [...]. /// [...] /// Per questo erano state [...] scure e veniva consigliato di tenere la [...]. Per [...] la cosa non era [...]. Se i tecnici della Sigma [...] voleva dire che [...] è sensibile alla luce; [...] ad allora, lo aveva mai detto o [...]. Per [...] non [...] che da mettersi al lavoro. In poco tempo portò [...] 290 esperimenti con i quali dimostrò non [...] soluzioni di [...] era-no sensibili alla luce, [...] le stesse cellule integre aumentava-no la produzione [...] se venivano esposte alla [...] tessuto al quale apparteneva-no. Riflettendo su questo fatto, [...] fu quasi automaticamente in-dotto [...] i risultati delle ri-cerche sperimentali che si [...] i laboratori del mondo so-no comunemente falsati, [...] riguarda [...] per il fatto che [...] luoghi illu-minati. [...] non se ne rendeva [...] già imboccato la via [...]. Perché la medicina non [...] i progressi che [...] si aspetta? Una risposta [...] nel libro di Federico Di Trocchio, «Il [...] racconta come la ricerca «ufficiale» faccia di [...] gli eretici. In questa categoria rientra Harold [...] biochi-mico che ha spiegato [...] compiute al micro-scopio elettronico distorcano i risultati. La risposta? [...] messo in disparte. [...] del libro FEDERICO DI TROCCHIO [...] soprattutto che gli studi di microscopia elettronica [...] in quanto rivelerebbero una [...] struttura cellulare, un artefatto [...] che si verifica-no tra le sostanze e [...] per studiare le cellule e le stesse [...]. Esposta co-sì, la tesi [...] appare deva-stante: i biologi [...] cellulari e non delle cellu-le vive, delle [...] quanto i vari organelli cellulari assu-merebbero degli [...] hanno nella realtà. Non stupisce quindi, sostiene [...] e di riman-do Di Trocchio, [...] scienze medi-che segnano il passo nella cura [...] (il che non mi pare ve-ro) e [...] distaccate dalla realtà in quanto i dati [...] falsi e inaffidabili. Queste però, a mio [...] semplificanti: è eviden-te che le immagini delle [...] loro strutture, così come ci ap-paiono alla [...] in qualche modo un artefatto come lo [...] dei neuro-ni che Golgi e [...] colorarono, [...] del secolo, attraverso la [...] i neuroni, infatti, non sono neri, come [...] di Golgi, e la loro forma reale [...] che ci rivela [...] in quanto la colorazione [...] del neurone, non tutte. Eppure è basandosi su [...] dalle tecniche e dalla tecnologia [...] i coloranti, il tipo [...] che sono stati fatti [...] nella conoscen-za delle cellule nervose o delle [...] conoscenze che non dipendono soltanto da ciò [...] microscopio, ottico o elet-tronico che sia, ma [...] com-porta la cellula dal punto di vista [...]. Il caso di [...] deve semmai spingerci a [...]. Da un lato ad [...] Di Trocchio, i limiti [...] della scienza, le sue [...] dimensio-ne di routine e [...] mal tol-lera alcune eresie in quanto pongo-no [...] establishment consolidato: il che non può che [...]. [...] lato, pe-rò, esiste un [...] quello della mediazione della tecni-ca e della [...] della realtà. Ciò che lo scienziato [...] prodotto di una serie di strategie in [...] un fenomeno; e queste strategie sono lontane [...] rivelano dei [...] che bi-sogna interpretare: così, [...] stelle studiato da un astrofisico rivela una [...] da quella che vediamo attraverso [...] le immagini dinamiche del [...] attraverso la TAC o la P ET, [...] visivi, attraverso complessi calcoli infor-matici ,degli eventi [...] le strutture cellulari che ap-paiono alla microscopia [...] prodotto di tecniche e stru-menti. Oggi, però, questa osserva-zione [...] non ri-guarda ormai soltanto la scienza: dal [...] a quello [...] dobbiamo fare i conti [...] che riflettono fatti e realtà che è [...] impos-sibile, [...] in modo diretto, senza [...] tecnolo-gie, dal sapere e dalla cultura. [...] in questo senso, ciò [...] che sempre più esiste tra la conoscenza [...] media-ta, il che dovrebbe essere oggetto di [...] o di altre riflessioni. /// [...] /// [...] in questo senso, ciò [...] che sempre più esiste tra la conoscenza [...] media-ta, il che dovrebbe essere oggetto di [...] o di altre riflessioni. (0) (0) ![]()
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