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Non lo sono perché [...] nutrito molte illusioni». Non è una dichiarazione di [...]. In fondo, [...] La dimostrazione che la [...] respingeva la deriva di una destra confusa [...] quella regressione un [...] ri-balda che era venuta [...] del sistema politico. Ma era al-trettanto chiaro, [...] le elezioni, che la vittoria [...] era un miracolo di [...] non aveva generato una capaci-tà autonoma di [...]. Per questo non ci [...] molte illusioni, almeno finché non si fosse [...] riforma elettorale e costituzionale che era rimasta [...] partenza. Era chiaro [...] che quella maggioranza subiva un [...] esterno ed era esposta alle conseguenze di una [...]. Nel senso che era inevitabile [...] dei problemi politici [...] una legge di autoconserva-zione dei [...]. Un partito [...]. Per [...] non può far altro che [...] in contrapposizione [...] minaccerebbe di [...]. Di [...] i due problemi [...] avrebbe dovuto affrontare. E cioè [...] del sistema elettorale e [...] delle forze politiche sorte dallo sfascio. Più che deluso, sono contrariato [...] fatto che [...] compreso che la riforma costituzio-nale [...] istituzionale è il [...] qua [...] per avere [...] riformista. Nello stesso tempo la [...] raffor-zarsi. Penso sia stata una fuga [...] invocare un partito [...]. Per quel partito non [...] premesse di omogeneità politica, mentre [...] le premesse per raf-forzare [...]. Il partito [...]. Molti ironizzano sulla nuova Cosa, [...] capisco [...]. Una coalizione di [...] rafforza rinvigorendo i due pi-lastri, [...] sinistra e un centro, non sparpagliandosi in una gamma [...]. Niente di nuovo sotto [...]. [...] sempre stato nel panorama politi-co [...] il [...]. Che fi-niscono [...] per svolgere il ruolo di [...] di piccolissimi disegni che si [...] ma paralizzano un disegno riformista. Questa, del [...] italiana. Bisognava batte-re finalmente il [...] attra-verso una riforma istituzionale e [...] e una semplificazione po-litica. Questi due compiti finora [...]. [...] la bicamerale e io [...] tutto [...] non si convinca che [...] accordo con [...] si può semplificare quel [...] possono scaturire delle maggio-ranze moderne e capaci [...]. Tutto questo indebolisce la forza [...]. Se guardiamo [...] oggi, non prevale [...] di un ap-pannamento del progetto [...] «Dipende da quel che ho detto: una coalizione è [...] o cattiva a [...]. [...] governare significa avere una maggioranza [...] salda. E que-sto fino a che [...] sistema [...] non ci sarà. Quanto alla delusio-ne teniamo presente [...] è passato un anno e [...] aveva davanti a sé il [...] immane di far entrare [...] in Europa. La mia critica è [...] è stato affrontato in ritardo, ma bisogna [...] stata una brusca virata e credo che [...] fare un monu-mento a Ciampi. In [...] an-ni, grazie a lui [...] altro, que-sto paese ha dimezzato il disavanzo, [...] risanamento finan-ziario formidabile. Gli elettori al momento [...] ma la storia gli darà il merito [...] gli viene riconosciuto. Appanna-mento? Se [...] illusioni di una trasformazione radicale [...] società, non dico che un anno è po-co, dico [...] sono scarse le premesse istituzionali di questa speranza. Se [...] e risanamento, per la pri-ma [...] avremo posto la democra-zia italiana su una base salda. Poi, francamente, incerte delusioni [...]. [...] delusione nei confronti di [...]. Ne traggo la convinzione [...]. So-spetto che non [...] delusione, ma soddisfazione per [...] incontra il progetto della grande si-nistra. Ma cosa [...] di più naturale ed europeo [...] di unire per la prima volta tutta la sinistra [...] un grande partito riformista? Ogni [...]. Ma una riforma costituzionale basta [...] superare i vizi della [...] per battere i due grandi [...] della democrazia italiana: la vocazione centrista e quella massimalista. So-no i due gorghi [...] risuc-chiata ogni prospettiva di costruire [...]. [...] vocazione, tutti al centro esclu-dendo [...] ali, è [...] elettorale incompiuta. Il massi-malismo è [...] in agguato: ogni qual [...] si disegna un percorso riformista, responsabi-le, realista, [...] puri. Come diceva Nenni: [...]. [...] come [...] «I problemi si risolvono da [...]. Il governo può transigere [...] ma non [...] in Europa. [...] implica misure struttu-rali: o [...] si è ributtati pe-ricolosamente indietro. Ci sono dei momenti [...] assumersi le loro responsabili-tà. [...] e [...] se questo paese lo voglia-mo [...] o [...]. Da questo punto di [...] Rifon-dazione [...] fatto un passo in [...] accettando [...] di Maa-stricht. Ma bi-sogna essere coerenti [...]. /// [...] /// In-vece si tocca tutto, il [...] è [...] lungimirante. Pensiamo a spesa sociale [...]. Impe-gniamo una sinistra responsabile [...] sistema sostenibile [...] senza di che non [...] le pensioni, ed equo dal punto di [...]. Mi permetterei di dare un [...] in-vece di presentare un documento di programmazione che sia [...] con-centrato [...] prossimo, è [...] che si tengono insieme e [...] riescono in un quinquennio a ren-dere il sistema del [...] italiano sostenibile ed equo. È possibile im-pegnare Rifondazione in [...] Per la legge [...] dei corpi, è difficile essere [...]. Se guardiamo ai [...] bisogna solo prendere la spada [...]. Se [...] si amplia e molte variabili [...] messe in gioco (sanità, previdenza, occupa-zione) si fa [...] grande respiro. La sfida a Rifondazione [...] base di una proposta di gover-no che [...] prossimi sei me-si e che affronti quei [...]. /// [...] /// Ecco perché quel muro [...]. La grande ambi-zione [...] dovrebbe essere quella di rappresentare [...] un grande [...] con [...] per cambiare il si-stema». Bruno Miserendino Una coalizione [...] le montagne Un [...] gioie e dolori, [...]. Tutto comincia quella notte [...] 1996 quando gli emozionati Prodi e Veltroni [...] una folla che sembra im-pazzita per le [...] Roma. Le elezioni sono vin-te, [...] stretta misura, con risicate mag-gioranze, soprattutto al Senato. Ora, come dice-va Brecht, [...] è consentito, bi-sogna scalare le montagne. Il governo nasce ra-pidamente [...] un primo risultato, rispetto [...] passato intessuto di [...]. Il giuramento dei ministri davanti [...] 18 maggio, [...] dalla Camera il 31 maggio. Giorni di euforia, tutti [...] binocoli puntati. La prima pole-mica? [...] va ad [...] di Prodi [...] Tribune» con [...] (profetico) di sacrifici per il [...] italiano. Non venne presa bene. Il primo scontro pubbli-co, [...] della sinistra? Quello al Congresso [...] di Rimini. Prodi non doveva in-tervenire, [...] e spiega, senza grande successo, la necessità [...] tetto [...] pari al 2,5 per [...]. I sindacati, con Ser-gio [...] perché è in gioco [...] stipulato il 23 luglio del [...] e perché il contratto dei [...]. [...] con incursioni polemiche sia di [...] e [...] sia della Confindustria. [...] del [...] di massa, in autunno nella [...] contro la legge finanziaria, non appare mor-dente. Affiora, invece, evidente, un [...] derivante dal fatto che il sostegno di Ri-fondazione Comunista [...] nella vit-toria elettorale per via del patto [...] è assicurato una volta per tutte. [...] non sta nella stanza [...] ogni tanto plaude, ogni tanto spara. Sarebbe necessario concordare una minima [...]. [...] queste ultime settimane, con il [...] Albania. Un altro aspetto che [...] polemi-che riguarda la difficoltà del nuovo governo [...] i cittadini di quanto vuol fare e [...] fatto. Spesso le incomprensioni, e le [...] delusioni, sulle [...]. Eppure, malgrado questi handicap, [...] «prima volta», la nuova squadra di Palazzo [...] può vantare successi, soprattutto [...] troppo spesso dimenti-cati. Le cifre del risanamento [...] tasso di inflazione è praticamente sotto il [...] i tassi di interesse sono calati di [...] differenziale dei tassi con la Germania sui [...] passando [...] base [...] dello scorso anno agli [...] lira si è apprezzata di circa il [...] del marco (ed è rientrata nello [...] dopo quattro anni, il [...] 1996); [...] delle amministrazioni pubbliche era [...] 1995 ed è sceso al 6,7 e [...] 3 nel 1995. Sono gli scarni numeri [...] passare i severi esami di Maa-stricht. La sfida per [...] può essere vinta, grazie [...] ricordati da Prodi a inizio legislatura e [...] uomini come Ciampi e Visco. Sono dovute principalmente a [...] finanziarie per un totale di 100 mila [...] tappe. È stata così davvero aumentata, [...] alle stesse impo-stazioni elettorali [...] la pressione fisca-le, [...] scrivendo [...] ministro (di Berlusco-ni) Giulio Tremonti? [...] delle misure [...] da tagli e per un [...]. [...] Vi-sco spiega poi come anche [...] terzo sia fatto [...]. Il vero punto dolente [...] -ma non ancora conclusa [...] ri-guarda però [...]. [...] era stato rag-giunto, nel [...] importante ac-cordo sul lavoro con sindacati e [...]. Non è riuscito però [...] si sperava. Alcuni provvedimenti importanti, da [...] che portano il [...] ministro [...] e che introducono norme [...]. Altri provvedimenti sono quelli [...] il disegno legge che rende spendi-bili i [...] Finanziaria per tanti la-vori pubblici come la [...] le aule bunker nel sud. Altre iniziative, spesso come [...] «cultura [...] sono quelle promosse, in [...] lavoro, dal ministro Ronchi e anche dalla [...]. Non [...] solo [...]. Gli sforzi rinnova-tori [...] si sono moltiplicati anche in [...] settori. Tra le prime mosse, subito [...] provoca rampogne e risentimenti. Riguarda la Rai dove [...] 1996 viene nominato il nuovo Consiglio di [...] Enzo Siciliano. [...] in questi primi me-si, anche [...] difficoltà imprevista rappre-sentata dalle dimissioni del ministro ai Lavori Pubblici Antonio [...] di garanzia direttamente a Prodi [...] antiche vicende relative alla Cirio, quando era presidente [...]. Sono tempeste che non riescono [...] interrompere [...] governativa. /// [...] /// Sono tempeste che non riescono [...] interrompere [...] governativa. (0) (0) ![]()
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