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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1996»--Id 2928111959.

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OGGI ho avuto una ben [...] notizia. Ma devo [...] i precedenti. Recandomi ogni pomeriggio a [...] lavoro mercenario -non posso considerare altrimenti le [...] archivista [...] compagnia di assicurazioni -da [...] anno, fra le 13 e 30 e [...] la mia auto accanto al marciapiede [...] viale solitario e alberato, [...] ogni giorno due uomini anziani, di aspetto [...] certo pensio-nati di estrazione artigiana o ope-raia, [...] quieti e tenendo al guinza-glio ognuno il [...] ani-mali non più giovani, [...] mansueto ma non servile. Ri-cordando un punto del [...] gioventù ho talvolta giocato con amici, ho [...] quartetto «la doppia coppia». Come si sa la [...] non essendo un punto alto, è [...] simpatica. E la defi-nizione mi [...]. [...] mi elargiva una quotidiana dose [...] dolcezza. Per al-cuni pomeriggi, il [...] comparso. Poi si è trasformato [...] uno soltanto dei due pensionati con i [...]. Sia [...] che i cani appaiono spaesati, [...]. [...] non passeggia, sie-de immobile su [...] panchina, i ca-ni accovacciati ai suoi piedi. Il mio ufficio ha sede [...] una zona [...] dove quasi tutti si co-noscono. Non posso fare a [...] al portiere se sa qualcosa di [...]. Una settimana fa. Un [...] ma un peso per la [...]. Con quel cane poi». Salgo in fretta le [...] irritato col portiere, di cui non [...] piaciuto il tono indifferente, [...]. Tuttavia devo di nuovo [...] il giorno dopo per sa-pere qualcosa del [...] due cani. Il cane di Remo se [...] preso lui, che già ce [...] un altro. Così finisce che la [...] tutti e due». Guardando Riccardo, i giorni [...] sembra poi così ro-busto e ferrigno come [...] portiere. La morte di Remo [...] in-curvato e come rinsecchito. Gli oc-chi spenti si [...] attimo, guardando i cani. DOPO qualche giorno non [...] Riccar-do, né, ovviamente, i cani. Sono i primi [...] e si gronda di sudore. Non posso fare a [...] al portiere, malgrado mi diventi sempre più [...]. Così una mattina il genero, [...] tipo [...] carica i cani sul Transit [...] cui commercia e li sperde a Torvaianica. ///
[...] ///
Quando Riccardo se ne [...] niente. ///
[...] ///
Ma mica so-lo quel [...]. ///
[...] ///
Non parla più. Non esce più. ///
[...] ///
Sta a casa solo, [...] risponde se qualcuno tanto per curiosità va [...] campa-nello». Vado a visitare il [...]. Il vice [...] è mio amico. Faccio con lui il [...]. Riconosco i due cani. Li hanno ac-calappiati mentre trottavano [...] verso Roma. Non posso [...] io, né [...] a Riccardo, forse fuori di [...] e certo senza mezzi per [...]. Riesco solo a ottenere [...] che non saranno gassati pri-ma [...] e che nessun di-pendente [...] li venda di nascosto a qualche pro-cacciatore [...] vivisezio-ne. Forse potrò trovare altri [...] e desiderosi di compagnia che si prendano [...] aiutando io la Protezione animali a versare [...] il vitto. La triste notizia che [...] -me [...] data il portiere come [...] che Riccardo, antico anarchico e «resistente», [...] ucciso con una vecchia [...] nessuno conosceva [...]. [...] è agli sgoccioli, let-teralmente: pioviggina. A Roma [...] insoppor-tabile, scirocco, le 20 e [...] e ancora 30 gradi, gli abiti [...] addos-so. Sto decisamente invecchiando, e [...] la pietà per gli uomini. Non sopporto più [...] estate in città. Chi dice che mai [...] a Roma come a ferragosto, mente, o [...] snobismo. Passeggio accanto a un [...] una strada di solito di gran traffico, [...]. Tutto ha un aspetto [...] che escono furtive dal par-co -è ora [...] i due o tre avventori [...] bar stranamente aperto, con [...] fer-ro smaltato e scrostato sui marcia-piedi. Degustano «spuma», una be-vanda [...] o tè freddo in [...] che sembrano provette per [...]. Tornano verso casa due coppie [...] sposi: patetici i mariti in [...] loquaci le mogli: la più [...] spinge una carrozzina con un bambino di un paio [...] ed è di nuovo incinta, il ventre gon-fio le [...] visibilmente e [...] a una sgradevole trascuratezza [...]. La strada pullula di [...]. Alcuni di loro hanno [...] pomposo, sazio, agiato con prole petulante e [...] altri famelici, guardin-ghi, persino loschi. Sembra di esse-re in [...]. Nean-che un banco di [...] a fette riesce a rallegrare il paesag-gio. Il venditore in canottiera [...] richieste. Qual-che automobile si ferma, [...] grassi scamiciati e donne agghindate che addentano [...] le guance, poi le gettano [...] in una sec-chia di [...] finiscono fuori, rischio di scivolate micidiali per [...] passano occhieg-giando per incoraggiare qualche amatore timido. MI accorgo che un [...] aperto fino a tarda sera, sembra ora [...] da una rinsec-chita siepe di mortella. Fra il chio-sco e [...] giovani molli, dallo sguardo invitante, [...] i passanti, li incoraggiano [...] della lingua. Fuori della siepe, immobile [...] robusto protettore. Un uomo at-tempato e [...]. Il protettore oltrepassa con [...] di mortella, aspetta un attimo la scelta [...] giovani, apre una porticina sul retro del [...] la coppia [...] richiu-de la porticina, aspetta [...] si compia. Per inganna-re il tempo [...] non prescelto, che uggiola e ride sguaiato. Seduto in terra davanti [...] palazzo deserto un clo-chard massaggia i suoi [...]. Svio istintivamente lo sguar-do, e [...] alle [...] spalle. Sotto un fanale uno [...] traccia in-sensati ghirigori su fogli [...]. Me ne offre uno. Sono tentato di rimbeccare, [...]. HO sempre pensato che [...] più dure e pragmatiche degli uomini. Oggi ne ho avuto [...]. Poco fa, passando davanti [...] scorto due piccoli gatti, di non più [...] uno ros-so, pronto a difendersi e a [...] e nero, trasognato, fi-ducioso nelle carezze [...] bambi-no sfuggito al controllo [...] dalla macchina per acquista-re del latte. Uno degli avventori del [...] la scena. Di ritorno, la madre [...] carezze al gatto e urla: «Massimilia-no, sudicione, [...] che schifo! Il bambino morti-ficato lascia il [...] corre verso la madre che lo spinge brusca [...] della [...] tutta lustra. Non intervengo perché ci sono, [...] ora, animali da proteggere, semmai soltanto bambini [...] di certe madri. E stamane ero andato [...] al supermarket. Una gatta avana, adulta, [...] bel cinturino intorno al collo, re-golarmente abbandonata [...] in ferie, attraversa placida la strada. Passa un auto di [...]. ///
[...] ///
Ne scende un giovane [...]. ///
[...] ///
Gli pia-ce, la solleva [...] garbo, ac-cenna a [...]. Si ac-corge che lo [...] -, teme una qualche mia censura, si [...] voce: «Nella casa che abbiamo in campagna [...]. Così li mangia». ///
[...] ///
Una voce di donna -la [...] una signora truccata, [...] fatuo [...] «Sei pazzo, mi-ca [...] vicino a noi». [...] si ras-segna, fa per [...] nel baga-gliaio. Intervengo: «Nel bagagliaio no, [...] non abbia aperture e non sia attrezzato [...]. [...] resta interdetto. Fa per rimettere la [...] scon-certata, in mezzo alla strada. ///
[...] ///
Mi farà compagnia». [...] ha un sorriso imbarazzato, forse [...] umiliato. Mentre [...] la donna si volge a [...] con fredda irrisione. La gatta è davvero [...]. Passo di nuovo di [...] bar. Naturalmente il piccolo gatto [...] non [...] più, finito chissà dove, [...] macchina, ucciso da teppisti per di-vertimento, troppo [...] per sopravvivere. Il rossic-cio è invece [...] in-sieme a gatti adulti, randagi, spela-ti, bagnati. Ha piovuto molto in [...]. Ma fa sempre un [...]. Il piccolo rossiccio ha [...] fra il pelo, tossisce, immobile fra gli [...] come loro. Passa un giovane alto, [...] inquieta, forse angosciata. Scorge il piccolo gatto. Allunga la mano attraverso [...] cancello, riesce a cattu-rare il rossiccio e [...] correndo. Lo seguo dubbioso. Fatti cinquanta metri si [...]. ///
[...] ///
Io non posso [...] ha già due gatti [...]. Sembra soffrire molto. Il pic-colo gatto comincia [...] energia, morde, graffia, tossisce più forte. Riporti il gatto [...] fra i suoi. ///
[...] ///
Non ci si possono [...] piccoli e grandi mali del mon-do», consiglio [...]. Torna me-sto e insieme [...] can-cello, depone il rossiccio, che balza fra [...] rannicchiandosi [...] fradicia di pioggia. Passo davanti al bar. La vita ha ri-preso [...]. Il venditore di angurie [...] suo esercizio. Africani ne vedo, ma [...] preti, [...] vicino isti-tuto ecclesiastico. Dentro il cancello ora [...] è asciutta. Ma non ci sono [...]. Scorgo in un angolo [...] sporcizia secca, traccia forse [...] offerto senza speranza da qualche mano uma-na. Ricor-dando un punto del [...] gioventù ho tal-volta giocato con amici, ho [...] quartetto «la doppia coppia». Come si sa la [...] non essendo un punto alto, è [...] simpatica. E la definizione mi [...]. La risposta tecnologica e [...] crisi delle ideologie Quelle simulazioni che coprono [...] lo spaesamento del naufragio seguito al declino [...] stati sostanzial-mente due gli atteggiamenti conse-guenti. Il primo è stato [...] cercato disperatamente di rifon-dare il «senso» della [...] più inquietante che essa ha prodotto: [...] del sog-getto tecnologico. Il secondo, inve-ce, prendendo [...] di-sincantata della dissoluzione dei grandi progetti di [...] scientifici), ha assunto il nichilismo come via [...] mondo e dalle «dure repli-che della storia». Entrambi gli atteg-giamenti, però, [...] tota-lizzante volontà di dominio della tecnica o [...] estetizzante del «nulla nichili-stico», eludono quella che [...] maniera inequivoca-bile la condizione [...] contemporaneo: la tragedia del [...]. Insomma, alla registrazione del [...] fon-danti [...] moderna, si risponde con [...] potenza derivante dalla tecnica, oppure con gli [...] simulazione e dissimulazione propri di un indivi-duo [...] perso ogni pas-sione per la verità. [...] più sconcertante di queste due [...] di esperire [...] odierna è che [...] chiuso nel delirio nichi-listico della [...] onnipotenza tecno-logica, risulta essere sempre di più maledettamente solo. Nella comu-nicazione elettronica del [...] nelle cure narcisistiche delle belle e sensuali [...] incessantemente esperienza della propria insoppor-tabile e vuota [...]. Fa espe-rienza, cioè, [...] che si è paurosamente [...] tra lui e gli altri, [...] lui e la comunità, tra la [...] esperienza evanescente e la vi-ta. Diventa pertanto necessario ri-stabilire [...] tra gli indi-vidui, se non si vuol [...] una forma di paralizzante con-vivenza senza futuro [...] ormai solo un [...] e vago ricordo. Questo vuol dire che [...] un futuro, cioè [...]. Bruno Forte, sacerdote e [...] Pontificia facoltà teologica [...] meridio-nale, ha provato a [...] con questo suo ultimo libro, In ascolto [...]. Filosofia e ri-velazione (Morcelliana, [...]. Confrontandosi con alcuni dei pensatori [...] significa-tivi del nostro tempo (da Hegel a [...] da Karl [...] a Jaspers, da [...] a [...] da [...] a Dostoevskij, da [...] a [...] da Nietzsche a [...] Bruno Forte ripropone con forza [...] questione [...] come questione decisiva per [...] fuori dalla condizione di disperata [...] che [...] contemporaneo. [...] secondo Forte, è oggi la [...] del pensiero. Porsi la domanda [...] è infatti la so-la [...] resta per aprirci alla ricerca del senso [...]. Una via certo piena [...]. Ma una via che deve [...] percorsa con coraggio fino in fondo: «Occorre certo essere [...] -scrive Forte -che [...] dire [...] portare alla parola, può signifi-care [...] una volta, in forma sottile, [...] nelle maglie [...] non [...] la differenza: e tuttavia la [...] non può essere elusa, perché il pensiero [...] non è indifferente, ma è [...] ne-cessaria su cui si costruisce il va-lore del nostro [...] e del nostro morire, [...] del nostro esistere». Se la questione [...] è oggi la questione [...] la questione su cui si [...] la crisi che esso vive e dove si aprono [...] possibilità di superamento dello spaesamento nel quale ci trovia-mo, [...] perché solo a partire [...] diventa effettivamente pos-sibile fondare un [...] ethos, immaginare [...] una novità storica. Ma [...] deve essere inteso veramente [...] come volto che si rivela a noi [...] irriducibile differenza. [...] è un evento, una improvvisa [...] nella nostra muta e agghiacciante identità. Io, insomma, devo assumere dentro [...] me il volto [...] so-lo così sarà possibile [...] vita ad una convivenza realmente [...] tra gli uomini, oltre il nichili-smo della tecnica e [...] individualisti-ca. Dobbiamo finalmente com-prendere che [...] è in noi. Noi possiamo ignorare [...] perché io sono [...] perché io non so-no straniero [...] me stesso. Io posso riconoscere lo [...] tale perché io lo trovo in me. Questo rapporto di alterità [...] fuori di me è possibile perché [...] è il mio socio, [...] non posso separarmi. [...] in definitiva, sono io stes-so. Ma [...] non è a nostra di-sposizione, [...] è una convivenza pacifica e garantita. [...] è ve-ramente lo straniero, [...] possiamo essere in pace o in conflitto [...] indipendente e possiede sue au-tonome ragioni. Il rapporto con lui è [...] e non è mai equi-valente. Questo rapporto ha sem-pre [...] gratuità, di do-no. Una nuova etica dunque [...] ponendosi in ascol-to delle ragioni [...]. Solo co-sì si può [...] del-la totalità individualistica [...] che si rivela nel [...]. Solo così, secondo Forte, [...] il delirio della sog-gettività narcisistica nella respon-sabilità [...] come esodo da sé senza ritorno. Solo così si può superare [...] e [...] del soggetto mo-derno e della [...] che neces-sariamente ne consegue. Le varie etiche laiche [...] sfida religiosa? Bruno Forte, sacerdote e teologo, [...] libro uscito per Morcelliana, alcuni dei pensa-tori [...] modernità, per co-struire una riflessione su [...] nella crisi delle società [...]. ///
[...] ///
Le varie etiche laiche [...] sfida religiosa? Bruno Forte, sacerdote e teologo, [...] libro uscito per Morcelliana, alcuni dei pensa-tori [...] modernità, per co-struire una riflessione su [...] nella crisi delle società [...].

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .