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Il lutto,, anche se [...] dovrei, io [...] lo porto, ma per [...]. Ma sì », aggiunse, « [...] una persona, andava digià a scuola. Mi è morto di [...] mesi fa. [...] avuto ch'ero una ragazzina, da [...] non ha nessuna importanza. E non me ne sono [...] fatta una ragione ». Quindi disse : « Perchè [...] al cinematografo? ». Era tornata ad essere Fedora, [...] che di Manifattura e di San Frediano [...] com'era in [...] ed in Erma :« Siamo [...] tempo, vero ? Sù Giovanni, via faccia [...] regali anche il cinematografo. E la Sala Edison, [...]. Io non leggo i [...] manifesti li vedo : c'è Sangue e Arena, [...] ora poi ch'è morto [...] sempre di più la mia passione ». E lui, Giovanni, corse [...] di incontrare qualcuno dei suoi [...] amici [...] Commercianti, [...] cinema di prima visione, « siccome ormai [...] manovale delle Ferrovie qual'era restato, amico delle [...] in ballo. Nel cinema, mentre Valentino [...] un lungo, sensibile sospiro saliva dai petti [...] serpeggiava lungo tutta la platea, Fedora gli [...] mano sulla [...] gli sussurrò: «Mi tiene [...]. [...] si offerse di [...] in taxi fino a casa, [...] ella rifiutò. Ed è smesso anche [...] due passi, non vede che bella serata. Del resto, se tornassi [...] macchina, domani sentirei suonare le trombe da [...] di via Santa Monaca. Ma piuttosto », aggiunse, [...] lei che non si vuol far vedere [...] centro in compagnia, salutiamoci [...] mica ho paura di [...]. Egli le rispose [...] a braccetto. E soltanto allora riflettè [...] la serata e le confidenze [...] gli aveva fatto su [...] sulle sue amiche, nemmeno con una frase [...] costretto a [...] di sè stesso, del [...] e dei suoi. Questo gliela rendeva anche [...] adesso che Fedora era davvero [...] e che con una [...] ci piace, un uomo può essere e [...]. Provò quasi il bisogno, [...] un dovere, di [...] :«Non le ho detto [...] vero? ». E pochi passi più [...] Fedora in qualche modo, [...] tuttavia lieto e gradito, lo avrebbe deluso. Attraversavano via [...] stretta, deserta, tra gli [...] Fedora gli si appoggiò con la testa [...] come per meglio [...] egli le passò il [...] vita. Ella si arrestò e [...] bocca. Fu un bacio lungo, partecipato, [...] egli la sentiva tutta un [...] offerta, remissiva ; ne era commosso, eccitato. La strinse a se con [...] gagliardia dei suoi anni, della [...] esperienza, ma anche, ora si, [...] col trasporto [...] alla [...] prima avventura. Ella gli sussurrò :«Davvero [...]. La [...] voce era sommessa e tuttavia [...] alterata. Sii buona ». Ed ella lo seguì, [...] sguardo trasognato egli potè [...] allorché salivano insieme, egli [...] il braccio, le scale [...] roco distante e di [...] aveva soccorso la memoria. Appena soli, nella camera [...] assegnato [...] a lui pareva di [...] ad [...] ; il mento le [...] come enfiata, azzurra e nera sulla pelle [...] vena che lo traversava, giù fin sotto [...]. Oh, fu davvero [...] che Giovanni si era [...] esaltante battaglia, dalla quale ella sembrò riemergere [...] esangue. E silenziosa, pudica. Gli si stringeva ora [...] braccio attraverso il suo petto e lo [...] dopo [...] a baci rapidi, infantili, [...] di quei baci commentasse un suo segreto [...]. Che ella espresse alla [...] un sussurro : « Grazie », gli [...]. Ed egli era contento [...] la distaccò [...] mente : « Ora [...] è già [...] passata, anche a me [...]. Di lì a poco, [...] raggiungere il bagno, egli si stava vestendo [...] diceva che Fedora gli era piaciuta per [...] per il suo modo di offrirsi, spontanea, [...] il suo corpo era magro, ossuto, il [...] mascherato dal reggipetto; già, con [...] di rimorso, ignobile confrontava [...] corpo di Fedora appena allora goduto, alla [...] ai doni che Nella sempre gli offriva [...] sè stesso un alibi che lo salvasse [...] coscienza, e mediante il quale il suo [...] fedeltà per Nella, non che non essere [...] nemmeno ne uscissero, sia pur di un [...]. Digià, infinè, si doleva [...] avuto «il coraggio », di rispettare quella [...] aveva pensato attendendo Fedora, qualche ora prima. Tuttavia, Fedora gli era [...] riprometteva un nuovo incontro, [...] sera magari; ed ora [...] chiaro, dei preliminari più sbrigativi, si diceva, [...] lunga sosta amorosa. Si abbottonava il gilè, [...] un gesto generato dal corso di questi [...] non meditato nel suo accadimento) egli pensò [...] un regalo ». Cavò cento lire dal [...] mise nella borsetta della ragazza. Ella rientrò, sorridente, bella [...] due dita alle labbra e gli mandò [...] la porta alle proprie spalle. Gli fu vicino e [...] sulla guancia, mentre prendeva la borsetta deposta [...] la matita delle labbra. [...] e dopo [...] a lungo posato lo [...] richiuse, si lasciò cadere sulla sedia e [...] mani alla faccia. Egli era rimasto un [...] irresoluto, poi disse, ma gli tremava la [...] che c'è ? ». E [...] tratto, con dei movimenti [...] non gli dettero il tempo nè di [...] nè di intervenire, ella si alzò, aperse [...] prese le cento lire, le appallottolò, glie [...] piedi, staccò il cappotto [...] raggiunse la porta e [...] : « Vigliacco », gli gridò. La [...] voce era strozzata. Di pazza, egli si [...] la giacca. Due giorni dopo, erano [...] mattina, Giovanni stava dentro la [...] gabbia a vetri in [...] suo giornale, vide [...] ferma sulla soglia, il [...] che lo guardava. Quando ella si accorse [...] la [...] attenzione, essa pure senza [...] nè di [...] nè di parlare, così [...] sì trovava, Ricciolo d'oro sputò, e non [...] lui, accompagnando il gesto con tutto il [...] era capace; e se ne andò. Ed anche si disse, [...] un rimorso, ch'egli aveva semmai digià scontato [...] giaciuto con Fedora, era piuttosto una costatazione [...] la [...] coscienza : « Valeva [...] un torto a Nella, per della roba [...] ». [...] ancora, sollevando la saracinesca, [...] sul bandone ondulato, egli potè leggere, chiaramente [...] solo allusiva, una parola : BAVA ! E decise che per [...] potuto fare a meno di recarsi in [...]. /// [...] /// E decise che per [...] potuto fare a meno di recarsi in [...]. (0) (0) ![]()
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