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[...] ADUA GLI ORRORI DELLA GUERRA FASCISTA NEL RESOCONTO DI UN GIORNALISTA [...] un vero inferno, questa [...]. La temperatura sale a [...]. Distaccamenti abissini, formati da [...] circostanti, si rintanano negli sterpeti; di tanto [...] palla di piombo inviata dal vecchio fucile [...] etiopico, sibila al di sopra della lesta [...]. [...] di abissini appaiono [...] e là, di lontano, fra [...] ondulazioni del terreno sabbioso. Le mitragliatrici che vengono [...] con suono metallico. Il bersaglio è raramente [...]. Le munizioni sono [...] per fare impressione. Oli italiani avanzano in [...]. A venti metri dalla [...] è sorto improvvisamente un [...]. Si ha appena il [...] conto del fatto, che già una lancia, [...] colpisce in Fieno petto il soldato [...]. I soldati tirano furiosamente [...] verso [...]. Che cosa gridano ? [...] difficile [...]. [...] un grido [...] alla caccia del nemico. La tunica bianca [...] appare al nostro sguardo. [...] è forte, nero, e [...] brillano di un odio feroce. Con agile movimento avventa sui [...] la [...] ultima lancia. Una scarica lo atterra. Un fante italiano, pazzo [...] inchioda al suolo con la [...] baionetta. Di nuovo le [...] sibilano sopra le teste degli [...]. /// [...] /// Le mitragliatrici tacciono, i [...] curvi n terra. La bianca nuvola degli abissini [...] partono [...] si dilata. Le nostre orecchie [...] dei loro gridi, sempre più [...]. I tieni sono estremamente [...]. Nonostante [...] calore (lo stesso fucile [...] vi corre per la schiena. I « [...] » [...] il capitano non dà il [...] della risposta. Finalmente, si ode un [...] il primo colpo di fuoco parte. La nuvola bianca esita [...] tuniche bianche cadono, ma altre corrono verso [...]. II fuoco le arresta [...]. Tutto [...] non è durato più di [...] minuti. Oli abissini fuggono. Una sezione di « [...] sorta al nostro fianco e insegue i [...]. Le mitragliatrici crepitano; si [...] alla fanteria. /// [...] /// Dal luogo ove sono [...] soldati italiani trafitti dalle lance fino ad Adua [...] due ore di marcia. Lungo la strada si [...] degli abissini. Le mitragliatrici dei « [...] » hanno fatto la loro [...]. In una fossa scavata [...] tank » italiano passa su alcuni abissini [...]. Tutti sono orribilmente mutilati. Da destra si sente [...]. Un « tank »-trattore [...]. Un tenente di artiglieria [...] degli ascari hanno fretta di giungere «1 [...]. Il tenente bestemmia e [...] al diavolo la geografia di questo paese. Per fortuna che siamo [...] Abissinia, [...] posso piazzarmi dove voglio ». La fanteria è lontana [...]. Il tenente dà [...] di mettere i cannoni [...] luogo in cui si trovano gli abissini [...] tank ». I cadaveri sono tolti, [...] allungata e i cannoni messi in posizione. Dieci minuti più tardi, [...] lanciate su Adua. /// [...] /// Quando i soldati penetrano [...] fuoco, ricoperta di un denso fumo, da [...] dei colpi di fuoco. Dei feriti, dei morti [...]. Distaccamenti di ascari regolano [...] tutti gli abitanti di queste case. Essi li massacrano, tirando [...] bambini. Le loro baionette traforano [...]. E gli ascari ridono [...]. La città in rovina [...] di [...] e di là, ma [...] in ritirata. Ovunque, fumano le rovine [...]. [...] della città dura due [...]. Entrando in Adua, gli [...] loro « evviva ». Contrattacco La notte africana [...]. Dopo una giornata infernale, [...] è soffocante. La cavalleria, dei convogli, dei [...] piene di acqua o di benzina [...] ma soprattutto di acqua [...] entrano in città. I soldati non hanno più [...] goccia di acqua, e aspettano una nuova razione. In questo esercito, la [...] » non è pronunciata; ma la parola [...] ha tutti gli onori. Delle ambulanze passano in [...] Asmara. Più di 500 soldati [...]. [...] nei sobborghi ovest della [...] ne conta il maggior numero. Gli italiani hanno trovato [...] e la battaglia vi si è svolta [...] a colpi (li fucile o [...] bianca. Le perdite degli abissini [...]. Essi si lanciano [...] in gruppo e cadono in [...] alla volta quando una granata il colpisce. Impressioni di soldati : [...] cento passi di distanza, le cose vanno, [...] e negli a corpo a corpo e [...] arma bianca. Con le tenebre, la [...] ad Adua. Notte africana soffocante. /// [...] /// Morti di stanchezza, i [...] coricati per terra, il fucile stretto contro [...]. Nella notte silenziosa, risuona [...] nuove truppe che salgono verso Adua. /// [...] /// Dei « [...] », dei carri, dei [...]. Questo rumore nella notte [...] grido di vittoria. Solo i lamenti dei [...] lo interrompono. [...] il chirurgo opera. [...] polle dei vecchi fucili producono [...] gravi. Un osso toccato, ed [...]. /// [...] /// Bruscamente, una mitragliatrice crepita nei [...] di Adua. Alcuni colpi di fucile [...] di dodici. E già [...] avverte i fischi [...]. /// [...] /// Un [...] sovra un cavallo sfrenato, senza [...]. Ma è facile immaginarsi [...] evitando le sentinelle, sono piombati su degli [...] facile massacrare. La lotta [...] fuori del quadrato in cui [...] state piazzate le artiglierie e i « [...] ». Distaccamenti abissini, che nessuno [...] cui nessuno si è accorto, [...] nella città. La mischia è orribile. Si tira dappertutto. [...] la lotta ad arma bianca [...] tenebre di una città in rovina. Sulla linea di comunicazioni [...] città in direzione da sud-ovest a sud-est, [...] sbandano, in preda al pànico. /// [...] /// Distaccamenti di soldati bianchi [...] dirigono verso la località attaccata. Gli uomini cadono nella [...]. La tecnica moderna non ha, [...] alcuna importanza. Solo contano la forza [...]. Ordini si susseguono a [...]. Degli uomini spingono un [...] andate [...] la batteria. Delle granate scoppiano. Quando i proiettori squarciano [...] il vero volto di questa battaglia. Ci sono stati degli [...] corpo [...]. [...] è difficile i [...] dal nemico. Oli ascari combattono duramente, [...]. Le sciabole si incrociano. Urla di bestie che [...] reciso dai coltelli. [...] vogliono proteggere la località; ma [...] pioggia di coltelli li decima. Un abissino si distacca [...] si getta su un italiano che vuol [...]. L'italiano cade, cadavere senza [...]. [...] tagliata netta, con un largo [...] che assomiglia a una vanga, ma più affilato di [...] lama di rasoio. Una « tank » si [...] una strada e rischiara la battaglia. Degli uomini sì scontrano, [...] un punto [...]. [...] difficile fare il quadro di [...] lotta. La tank avanza in [...] e mette in azione la mitragliatrice. [...] « tank » sopravviene. Le grida degli uomini [...]. La fanteria italiana passa [...]. E [...] fino al mattino, senza sosta. Quando la notte africana [...] la stessa rapidità con cui son cadute [...] in un incubo di lolle e di [...]. Adua, sotto [...] nebbia del mattino, risuona di [...]. La città somiglia a [...]. Il sangue dei bianchi [...] in vaste chiazze brune, aderisce ai muri. La via clic conduce [...] la battaglia si è svolta, dà. /// [...] /// Isolati o in gruppo, [...] altri, giacciono degli italiani, dai volti sfigurati. [...] si dirigono verso il luogo [...] battaglia. Prima che il sole [...] trecento italiani e più di mille abissini. Li depongono entro fosse [...] sodo la direzione di [...] del genio. Il sole, salendo, secca [...] sangue, sui cui le mosche brulicano. Dei cani urlano nei [...]. /// [...] /// Dei cani urlano nei [...]. (0) (0) ![]()
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