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I militari sovietici vengono [...] saluto nazista. Un ragazzo cambogiano osserva [...] i resti di circa [...] vittime dei khmer rossi. I ritratti di Lenin [...] Stalin [...] Pechino nel 1973 Foto tratte dal «Libro [...] rico è stato una forma degenera-tiva del [...]. Ma come mai questa degenerazione [...] avvenuta sempre e dappertut-to?» Non [...] anche per [...] risposta, ce ne sono molte. /// [...] /// Se è vero che [...] politica è quella secondo cui il fine [...] («faccia un principe di conservare lo stato [...] saranno da chiunque lodati» scrive Machiavelli), tanto [...] diffi-cile da raggiungere il fine, tanto più [...] giustificare la durezza dei mezzi. Già nel 1920 Trockij aveva [...] che, po-sto il compito [...] della pro-prietà individuale, che nessun [...] mai aveva tentato, non [...] altra via che un potere [...]. Sulla neces-sità di un [...] Le-nin non aveva dubbi. Diceva: [...] crudeltà della nostra vita im-posta [...] circostanze, sarà ca-pita e perdonata. /// [...] /// Ha colpito anche me [...]. Le cose non so-no [...]. Non discutiamo ora, perché [...] se quel fine era umana-mente raggiungibile. Il fatto è che [...] è stato rag-giunto, ma il risultato alla [...] anni di terrore è stato esattamente [...]. Ra-gioniamo un momento: se [...] il fine giustifica i mezzi, ne discende [...] raggiun-gimento del fine non consente più di [...]. I mezzi allora sono [...] fattualità quelli che sono. Se sono ignobi-li, restano [...]. Un omicidio è un [...]. Il terrore resta terrore, [...]. Niente di nuovo sotto [...]. Come diceva Isaiah Berlin, [...] frittata non [...] limite al numero di [...] possono rompere. Il richiamo al rapporto [...] fini è una delle tradizionali cause di [...]. Il male a fin di [...]. Ma accanto a questa [...] giustificazione il tema della violenza totale è [...] dalla rifles-sione su quella che si potrebbe [...] del di-ritto penale, una attenuante: la degradazione [...] di-struggere a [...]. Tanto ovvio questo tema che [...] ri-chiamato citando il libro di Alain [...] che parla di una vera [...] propria tradizione [...] o di «deriva zoologica». E si cita [...] il quale scrisse: [...] del tutto naturale che il [...] operaio stermini i nemici come fossero [...]. E questo vale anche [...]. Basti ricordare [...] questo è un [...] di Primo Le-vi; la popolazione [...] un campo di sterminio è fatta di [...]. Il meccanismo della ideolo-gia [...] spiega-to bene Domenico di [...] ne [...] di Atena» -consiste pro-prio [...] uomini per i conquistatori spagnoli gli indii, [...] i nazisti gli ebrei, non uomi-ni per [...] nemici di classe, appunto pidocchi oppure cani [...]. Domenico [...] usa il termine [...]. Ripeto anche in questo [...] nuovo sotto il so-le». Il «libro nero» cerca [...] primo piano una spiegazione storica del nesso [...] violenza e la trova nei caratte-ri sanguinari [...]. È una spiegazione con-vincente? «Il [...] spiegare storicamen-te il terrore comuni-sta mostra se [...] nonostante tutte le critiche mos-se al libro [...] custodi della ortodossia, si tratta pur sempre [...] di storia, se pure con una chiara [...]. Secondo me, pe-rò, ancor [...] tradizione di violenza nella storia russa è [...] rilievo [...] pecu-liarità di questa storia, [...] stata [...] presa in considerazione: la [...] una tradizione di pen-siero liberale, e soprattutto [...]. Liberalismo si-gnifica limiti giuridici [...] riconoscimento dei dirit-ti [...] e del cittadino, sta-to [...]. Il contrario dello Stato [...]. È il leninismo che [...] del tutto priva di [...] «Nella dottrina del partito co-munista, come viene formulata [...] Lenin [...] a Marx, non [...] alcuna traccia di stato [...]. Per Lenin, come per Marx, [...] Stati sono dittatu-re. Le cosiddette democrazie bor-ghesi [...] dittature della classe borghese, [...] la forma giuridica, autoritaria o liberale, attraverso [...] si esercita. /// [...] /// Ma basta scorrere il [...] là per [...]. La teoria marxistica dello Stato [...] teo-ria del modo con cui si conqui-sta [...] del modo con cui lo si esercita, [...] è soprattutto una teoria [...] del potere». [...] spiegazione che vie-ne ampiamente ripresa [...] è quella che potrem-mo ascrivere [...] anche se [...] non viene mai citato: la [...] dello storicismo. Chi crede di conoscere [...] storia si [...] moralmente, perchè pensa che [...] storia possa e debba essere spazzato via. Accanto al principio di [...] morale o giuridica del potere, la storia [...] conosce il criterio di legit-timazione storica del [...] due facce diverse: la legitti-mazione fondata sulla [...] è propria del pensiero conservatore, e la [...] storia futura, che è propria del pensiero [...]. In questo secondo caso [...] la stessa funzione che la Provvidenza ha [...]. Interpretare i disegni della Storia, [...] stessa forza e sicurezza [...] da compie-re a chi [...] corso storico. Non [...] molta differenza tra il procla-mare [...] è con [...] che era il motto [...] tedesco e [...] Storia è con [...] come hanno sempre detto e [...] a dire i rivoluzionari di tutti i tem-pi». Ma come riscrivere il [...] «perchè?». Riten-go però che sarebbe necessario [...] una aggiunta, colmare una lacuna. In tutto il capitolo [...] alcun cenno di quel feno-meno straordinario che [...] stato totalita-rio, quello del capo carismatico. Avevo già notato questa [...] del totalita-rismo in una intervista di alcuni [...] Renzo De Felice. Mi ero stupito allora, [...] qualche ragione di più per stu-pirmi anche [...]. Beninteso, il fenomeno è [...] considerazio-ni di Max Weber, [...] il carisma di un personaggio storico una [...] di legittimazione del potere. In Italia il fenomeno [...] studiato da Luciano Cavalli, il quale lo [...] nella voce della [...] delle scienze [...] con un riferimento al [...] senso negativo, Stalin, e al ca-po carismatico [...] De Gaulle. Il fenomeno è noto, [...] collegamento con la realtà degli stati totalitari, [...] è stato poco svi-luppato». [...] forse un altro «per-chè»? «Se [...] un altro [...] oltre quelli presi in [...] farei questa domanda: «Come [...] stati totalitari con-temporanei ha avuto il suo [...] suo Duce, il suo Führer, il suo Caudillo, [...] Grande Timoniere, il suo Capo onnipotente, cui [...] un [...] come a un [...] Stranamente, quando si parla [...] si pensa a un [...] cioè a quella [...] il partito unico. Si dimentica troppo spes-so [...] che nella realtà dà forma [...] del tutto. Stato totale, perché ferreamente [...] ferreamente unitario, perché te-nuto insieme da un [...]. Partito unico e ferreamente [...] al suo vertice sta [...] persona. Pongo il problema, che [...] approfondimen-to. Mi limito a dire [...] del fenomeno del cesari-smo o del capo [...] evidenza il fatto che [...] e [...] sorgono in tempi di [...] passaggio da una fase [...] di un sistema di [...] di rottura violen-ta». Giancarlo Bosetti di sinistra. Il confronto con i precedenti [...] della storiografia del [...] lager nazisti e lager «rossi» [...] comunismo giusto» Questo è ciò che leggo nel libro [...] storia «Un perché? Quella decisiva vittoria [...] nazista» [...] 2. /// [...] /// Il confronto con i precedenti [...] della storiografia del [...] lager nazisti e lager «rossi» [...] comunismo giusto» Questo è ciò che leggo nel libro [...] storia «Un perché? Quella decisiva vittoria [...] nazista» [...] 2. (0) (0) ![]()
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