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Benché ne [...] da parecchi giorni, Amanda [...] prima di decidersi a chiedere [...] di Antonio. Avevano frequentato insieme gli [...] liceo e non lo vedeva da allora. Alia fine gli telefonò, [...] che [...] a casa di Amanda [...]. /// [...] /// Antonio disse: «Ho letto sui [...] capitato a Guido, il mese [...]. È stato terribile». Sprofondato in poltrona, Antonio [...] Amanda [...] attenzione. Benché pallida e segnata [...] restava come la ricordava circa cinque anni [...] dal forte fascino [...] colare, coi lunghi capelli [...] occhi nocciola. Leggi questa lettera, risale [...] fa. Come ingegnere elettrotecnico Guido [...] lavoro. A [...] era in Rhode-sia. Mi è stata recapitata [...] morte unitamente a diversi effetti personali». Spiegando il foglio, Antonio [...] sottolineata: Ricorda: in Albert c'è tutto me [...]. Per te, Amanda, amore [...]. /// [...] /// [...] la ragazza disse: «Scusa il [...]. Eccolo lì, in [...]. Indicava un Olivetti [...]. Antonio lo conosceva bene, era [...] personalità in fatto di computer. Disse perplesso: «È un [...] con enormi capacità. Mi domando che uso ne [...] fare Guido». Le capacità [...] sarebbero state sovrabbondanti. Però ricordo quella [...] mania, il diario». Da qualche anno aveva [...] un diario minuzioso. Negli ultimi tempi [...] sostituito con un computer [...] valigetta, che si portava appresso, a letto, [...]. Se è così, "Albert" [...] di notizie sul suo conto. Notizie riservate, immagino. E allora?». Tu sei il genio [...]. Devi mettermi in grado [...] memoria di Albert. Devi [...] il Basic, o quello che [...]. /// [...] /// Per te lo farei [...]. Purtroppo anch'io sono permanentemente [...] viaggi di lavoro». /// [...] /// Anche se sarai fuori [...] contatto, ricompenserò quanto vorrai il tuo tempo [...]. Anche se i rapporti [...] Guido si erano lentamente deteriorati, la [...] morte mi ha scombussolato [...] attendessi Negli ultimi tempi con vari pretesti [...] fuori, lontano da me. Tra noi qualcosa cominciò [...] sin da pochi mesi dopo sposati Mi [...] di appurare cosa nutrisse realmente Guido nei [...]. Ora mi si offre [...] insospettata esistenza di Albert. Non posso rinunciare. /// [...] /// Antonio rifletté, poi disse: «E [...]. Cosa non si farebbe [...] graziosa e bendisposta. /// [...] /// Vediamo subito in che [...] il nostro Albert. Einstein, sottintendeva Guido, è [...]. Ormai rassegnata alle lunghe latitanze [...] lui, mai avrebbe immaginato di [...] così tormentosamente la mancanza. A volte si [...] ad [...] a voce alta. /// [...] /// Di solito cercava di [...] di luì svaniva troppo presto. [...] recava s [...] cimi! In quel luogo silenzioso, la [...] mente trovava una pace che trascendeva il grigiore quotidiano. Seduta sulla scura lastra [...] parlava a lungo. Spero, gli diceva, che Albert [...] spiegarmi qualcosa di me e te, mi [...] tu non abbia sofferto», [...] amavi nonostante i tuoi lunghi silenzi. Soltanto ora che era [...] stare quietamente con lui. Anche se Amanda sentiva disperatamente [...] quel [...] dialogare. Le lezioni di Antonio [...] paio di settimane, quando Amanda una notte [...] di Guido. Le diceva solo: [...]. Si svegliò in lacrime. Singhiozzando, scivolò lentamente dal [...] al computer. /// [...] /// Nel buio dello studio lo [...] diffondeva la [...] luminescenza verdognola. Era la superficie limpida [...] pozzo dalle insondabili profondità. Esitante, Amanda cercò di far [...] un piccolissimo programma. Sulla tastiera compitò: g-u-i-d-o. Antonio non le raccomandava [...] non forzare i tempi. D'altronde, sinora ella aveva [...] interrogare, di sperimentare. Per Albert provava un [...]. Dallo schermo si srotolò una [...] Guido Benelli, [...] nato a Bari il 22 [...] 1970, [...] una risposta automatica, e Amanda [...] avvertì la freddezza. Essere riuscita ad attivare [...] Guido» era stata solo [...] faccenda si fermava lì; ella non era [...] avviare un programma appena articolato. Ma le venne spontaneo [...] a-m-a-n-d-a. Sullo schermo migliaia di [...] un gioco di luci convergenti nel disegno [...] che palpitava, con la scritta «G x A». /// [...] /// Poteva già comunicare! Sensazioni contrastanti invasero la [...]. Pensò che giocare con [...] era un gioco pericoloso, ma dotato [...] fascino speciale. Pensò se forse stava [...] di illusioni. Era anche un gioco [...] risposte potevano rispecchiare non la verità, ma [...] persino le bugie (postume! /// [...] /// E allora doveva accettare [...]. Doveva chiedere, e confrontare con [...] dati della [...] memoria. Dei test, ad esempio. Ma, si chiese, sono mai [...] test d'amore? No. Ma per lei era [...]. Se in Albert [...] tutti i dati, se. Ora poteva parlare apertamente [...] Guido, [...] volontà, su basi nuove! [...] poteva emettere suoni, modulare [...] rispondere ad ordini verbali. È notte fonda. La ragazza vive un [...] di fuori del tempo oggettivo. Le sue dita parlano sulla [...] linguaggio che conoscono, g-u-i-d-o. /// [...] /// Da lontano [...] un busto che rotea [...] è il suo volto che ti fissa [...] le labbra. Una voce (la [...] voce! La ragazza dà un urlo [...] che non è ancora pianto e [...] macchina. Antonio entrò guardandosi intorno. Vedo che bai trovato [...] risistemare casa come uno specchio. Ne ho piacere». /// [...] /// Anche la [...] ai lei appariva insolite curata. Gradisci qualcosa prima di [...] Un [...]. Gli sorrise a [...] volta. Ma Antonio non era [...]. Ti ho pregato di [...] iniziare a sondare Albert. Non vorrei che tu [...] base ambigua il tuo rapporto con la [...]. Ricorda: Albert non è Guido». [...] fatta seria, ora. Disse con calma: «Lo [...]. Ebbene, sarò franca con [...]. Sì, Albert non è Guido. Ma occorre intendersi molto bene [...] questa proposizione Ti confermo che ho iniziato a sondare Albert, anche se [...] date le [...] carenti cognizioni, e posso [...] una certezza: Guido ha realizzato [...] lavoro assolutamente fantastico. Albert non è soltanto [...] dati. Albert è Guido, capisci? Ma lui non c'è [...]. E morta Svegliati! C'è Sente che sarebbe ben [...] vicina. Non solo per una lezione [...]. Amanda tacque, poi rispose: «Grazie Ma [...] essere sincera. In me non c'è [...] lui. Anzi, anche se ti [...] dico che con Albert sto amando davvero Guido [...]. Ciò che non è [...] in vita sta verificandosi ora. Non è magnifico?». Da Albert non potrà mai [...] amore, ovviamente, ma solo una [...] banale simulazione elettronica». La costituzione psicologica di un [...] non [...] 111 6 AGOSTO 1986 [...] su numerose [...] Piacenza 1972; «Davanti al Palazzo [...] Vetro», Garzanti 1978; «Musica e Fantascienza», in «Grande Enciclopedia [...] Fantascienza», Milano [...] giaco dei mondi» (unitamente a E. /// [...] /// Scacco) Dedalo 1985. E stato tradotto in Francia [...] Germania mentre un suo racconto sta per apparire [...]. Fa parte della redazione [...] fantascienza [...] 1138». [...] ha collaborato a [...] seminari universitari e spettacoli teatrali. /// [...] /// Che amore di [...] VITTORIO [...] di Giulio [...] suo hardware, dai componenti [...] software: i programmi Perché negare che macchine [...] proprietà mentali, se correttamente programmate? Eppoi, sfido [...] dimostrarmi che la perfetta simulazione di un [...] il fenomeno stesso». [...] si scambia per amore un [...] videogame». /// [...] /// E anche se Antonio [...] le mani ella si sentì persa, sola, [...] primi giorni del suo lutto. Amanda giace sul suo Ietto [...] Indossa una [...] nuova, [...] le dà [...] a adolescente maliziosa. Si leva, calma. Spenta ogni luce, si [...] poltrona dinanzi allo schermo [...] tenue verde. Decide [...] non disattiverà Albert mai più: Guido può desiderare di [...] ad ogni ora, o [...] un [...] non d ha mai pensato [...] schermo si anima da sé. Ormai Guido conosce gli [...] Amanda. Di alcune cose la [...] da certi controlli, ha definitivamente appurato che Guido [...] sincero su ogni argomento (d'altronde non ci [...] ad un diario per mentire. Albert, le spalanca orizzonti [...] E [...] potente mezzo che le con-sente di verificare [...] Ovviamente, il tutto non sarebbe possibile tra [...] Ora Albert lampeggia: Amanda [...] Guido in viaggio. Sfilano immagini [...] entrambi che passeggiano abbracciati [...] arido, mosso da dune squadrate «Ricordi? Avevamo [...] in Oriente. /// [...] /// Una marea la sommerge tra [...] bruciante [...] Usa, Amanda ha rice-vuto ima [...] di Antonio. Saprà che io realtà [...] Io temo quel [...]. E per quelle parole [...] Amanda ha un nodo in gola? Antonio è [...]. Cosa intendeva [...] nel silenzio, giace abbandonata [...]. Dopo ore di torpore si [...] debilitata. Decide di porre fine [...] insolita titubanza, e trasporta sul letto la [...]. Ha avuto [...] vuole interrogare Guido [...] maniera diversa. Più in prò fonditi. In una mente comi quella [...] formarsi [...] preconscio, un inconscio? Po [...] ella forse estrarre [...] Albert pensieri nascosti alli stesso [...] le dita tremanti e il [...] impazzito, inizia a sondare furtivamente, spingendosi appena sotto la [...]. Dallo schermo balza. [...] di Albert, [...]. È questa la verità, [...]. Ella aveva pensato: [...] è che io sia [...] mezzanotte in [...]. Perché quella era la [...] ora magica, il [...] irrinunciabile. Antonio non poteva sapere [...] e intensità di rapporti lei e Guido [...] poi [...] che si spalancava in Guido [...] notte, e che appena riusciva a intuire. Adesso erano lì, al [...]. Era settembre, [...] colori dolci [...] si univano alle luci discrete [...] fra il verde. Eppure Amanda aveva sempre [...] che la realtà esterna si mostrasse sempre [...] suoi occhi. Molto più concreto era [...] tramite Albert. Guardare alla realtà ed [...] vita che prima era stata anche la [...]. Ora ciò le comunicava [...] desiderio imperioso di fuga, che doveva dominare [...]. Erano appena alla seconda [...] cameriere chiamò Antonio. Lascio sempre il mio [...]. Qualcuno mi chiama al [...]. Ma al [...] egli era impallidito. /// [...] /// Il tuo caseggiato. /// [...] /// Siccome la ragazza [...] accasciata, [...] dovette farsi aiutare per [...]. Come un forsennato, fu [...] a [...] sfrecciò verso Bari Luci, [...] giravolte. Ad Amanda parve [...] nel mezzo [...] videogame impazzito. Poi voci concitate e [...] sovrastava ogni cosa. Amanda trovò la forza [...] lanciarsi al portone «Che diamine, ehi! Due in iuta la [...] si divincolò come [...] tuffàndosi verso [...]. Pesanti tendaggi [...] fumo drappeggiavano le rampe. Lacrimante, ustionata, fu al [...]. Varcò la soglia di [...]. Albert era lì. Contro un fondale di [...] stagliava come [...] ne-ra, solida, al centro [...]. Amanda pianse lacrime anch'esse [...] cercò di attivare la macchina. Disperata, picchiò impazzita sui tasti [...] contorti, [...]. Ma il volto che [...] schermo non era quello di Guido. Poi sì voltò alla [...] bianco. Ne trarrebbe certo giovamento. La dottoressa Negri possedeva [...] indossatrice e un bel volto severo. Il monitor è il [...] ordinariamente comunichiamo con lei. Amanda pare chiusa al mondo [...]. Ella sollevò le braccia [...] sordamente contro il monitor, biascicando. La psichiatria non sa [...]. Mi spiace, ora sarà meglio [...]. Non credo che la [...] giovi, affatto». Furono fuori: alberi, panchine, [...] recinzioni scure «Ho letto [...] disse la Negri [...] che le autorità hanno [...]. Scariche elettriche partite da [...] che era nella camera [...]. Come tecnico lei che [...]. In realtà il caso [...] senza una vera soluzione». Antonio sapeva che la memoria [...] Albert era rimasta [...] danneggiata. Povera Amanda, penso Antonio, [...] Guido per la seconda volta. E stavolta davvero per [...]. Giunti [...] i due si salutarono, poi Antonio fu fuori e [...] lungo il viale, pensieroso. Certo [...] visto che conosceva fatti ignoti [...] commissione tecnica [...] la tentazione di andare con [...] mente a ruota libera era forte Ad esempio: [...] in cui [...] sviluppato [...] Amanda era sempre in casa. [...] avrebbe potuto essere stato [...] Guido [...] Cosa aveva realmente scoperto, [...] natura e su quella di Amanda? A [...]. Ecco, pensò Antonio. Un mito d'amore e [...]. Scosse il capo e [...] con le quali si poteva scherzare, ma [...] dalla mente Già. Perché se invece la verità [...] stata proprio quella, egli avrebbe anche dovuto [...] suo malgrado [...] della eguaglianza simulazione perfetta » [...]. Doveva [...] fermò sul solido marciapiede Si [...] annusò [...] intenso [...] inoltrato. Il viale alberato, cosparso [...] dagli aceri, [...] acceso ruggine Le cime [...] clinica dietro i pini, il mondo circostante Cos'è, [...] nostra realtà?« No -disse risoluto, a voce [...] questo non sarei mai disposto a dubitare». E a passo deciso [...] in direzione della [...] auto. /// [...] /// E a passo deciso [...] in direzione della [...] auto. (0) (0) ![]()
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