E forza di trenini. Anche di un secondo [...] infanzia, [...] davanti, ma di segno [...] primo trenino verde della fiducia e della [...]. Chissà perché i [...] specialmente quelli che son [...] non ti arrivano mai [...] univoci, con un solo significato ben preciso, [...] equivoca di un secondo [...] opposto più o meno vicino, più o [...]. Il che, se di [...] si tratta, perlomeno ha fatto la fortuna [...] Delfo in poi, di tutte le sacerdotesse [...] deliranti di ogni tempo. Sta di fatto che, [...] natalizio della mia prima grande felicità infantile, [...] di seguito, questo altro trenino a cancellare [...] buio cancella la luce. Mia madre mi aveva [...] e portato con sé, su per la [...] al piano nobile della casa, in un [...] del proprietario dello stabile. Entrato nel salone, mi [...] che si trattava di una visita di [...] morte del piccolo bimbo del proprietario. Sul grande tavolo centrale, [...] stava, nella incerta penombra della stanza, [...] miracolosa di un incantevole [...] tutti i suoi vagoncini allineati dietro la [...] la minuscola stazione, i segnali lungo il [...] a livello, le gallerie. Pareva non [...] finire più di sognare. Ma dolorosa e pungente [...] visione di [...] bianco lenzuolino sul quale [...] suo giocattolo, il bambino disteso in una [...] quel suo volto diafano di cera irrigidita. Per la prima volta [...] imbattermi davanti alla terribile [...] in [...] rabbrividendo del suo mistero [...] come qualcosa di ingiustificabile e di insondabile. La pietà degli affetti [...] che, ora, il bambino certamente quella sera [...] portato via dagli angeli, fuori dai gelidi [...] e questi [...] portato con dolce canto [...] Paradiso [...] alti cieli con tutti i suoi giocattoli. Cosi, guardando, vedevo. Restava, e restò dentro [...] rovello annodato di interrogativi senza risposta della [...] Signora [...] nero che rapisce le vite. Si apriva davanti oscillando [...] vuoto, persino un baluginare lontano di un Nulla, [...] Nulla sul quale molte volte in seguito [...] di tornare. Più tardi, maturato dalle [...] di optare tra il Nulla nichilistico occidentale, [...] «Vanità di tutte le vanità» del biblico [...] e il Nulla più [...] delle rinascite cicliche dei mondi e della [...] anime. Ma non è il [...] ora quel che passerà per la testa [...] più tardi, forse per via di un [...]. Per intanto, posso dire [...] del secondo trenino mi aveva inoculato nel [...] del senso del vivere. La mia salita al [...] mi aveva sconvolto e [...] della malattia, del dolore, della morte, dei [...] che si perdevano [...]. ///
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La mia salita al [...] mi aveva sconvolto e [...] della malattia, del dolore, della morte, dei [...] che si perdevano [...].