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I suoi interventi sulla [...] sul rapporto tra genitori e figli, sulla [...] alla modernità da una larga parte di [...] dal mondo laico, non sono piaciuti al [...] condizionamenti censori, non possono non [...] della redazione e [...] della stessa testata. Di questa vicenda hanno [...] numerosi giornali, italiani e stranieri, ma i [...] «Avvenire» hanno dovuto attingere altrove la notizia che [...] sul loro giornale. Evidentemente, perché il direttore [...] «Avvenire» [...] dovuto [...] conto del suo editore, [...] Conferenza episcopale italiana. E si è pensato [...] più opportuna fosse di [...] la notizia, che avrebbe [...] commento. La stessa linea di [...] seguita da [...] Romano», il quale non [...] suoi lettori di quanto sta facendo il [...] incarichi ispettivi, mons. Antonio [...] della Società San Paolo. Tanto più che [...] editrice è una S. Tranne il direttore, che [...] tutti i giornalisti e gli altri dipendenti [...] cittadini italiani, che hanno un regolare contratto [...] per le rispettive categorie. Anzi, un intervento de [...] Romano» sarebbe stato chiarificatore [...] tutti gli altri organi di informazione. E, invece, è mancata, [...] la notizia. E non diverso è [...] della «Radio Vaticana», che pure si distingue [...] notiziari di politica interna, internazionale e della Chiesa. Per questi organi di [...] possono non porsi almeno due ordini di [...] dovere di informare, come servizio per la [...] e quello della comunicazione [...] della realtà ecclesiale, che [...] di tutto, dal [...] di Dio», ossia [...] che vivono accanto ad altri nel loro Paese. È stato detto dal Papa [...] mass media sono «il nuovo [...] in cui si formano [...] cittadini, donde la responsabilità di quanti vi [...] dai giornalisti, [...] a riferire in modo [...] perché il commento ed il dibattito giovino [...] alla loro comprensione. E, invece, stiamo constatando [...] organi di stampa cattolici sono affetti dagli [...] riscontriamo in altri strumenti di informazione, soggetti [...] chi li finanzia. Eppure è del febbraio [...] documento vaticano sui rapporti tra etica a [...]. Alceste Santini [...]. È Ciriaco De Mita [...] del transatlantico di Montecitorio blocca Fabio Mussi [...]. I due si appartano, [...] si salutano con una cordiale stretta di [...]. Ma non sfugge qualche [...]. /// [...] /// [...] di giorni [...] nel mio colle-gio e [...] giornale locale al-cuni giudizi sprezzanti che, secon-do [...] un dibattito, Mussi aveva espresso nei miei [...]. Tipo: [...] Mita è ormai un pezzo [...] paesaggio. /// [...] /// Sento [...] soprattutto di [...] giudizio, ma me la tengo [...]. Fino a tre giorni [...] ad Avellino per pre-sentare il mio libro [...] il [...]. [...] anche il direttore del [...] avevo letto quelle espressioni. Che mi chiede a [...] a ripensare la pro-pria storia. Per farmi capire faccio [...] di Mussi. E mi scappa di [...] deve smettere di essere [...]. E il giorno dopo [...]. So-lo che un amico mi [...] che Mussi [...] ha parlato bene di [...]. Insomma, quei giudizi contro [...] stati estrapolati dal [...]. /// [...] /// La frittata [...]. E lei si è [...] «Sì, [...] sentito proprio come un dovere». Ma perché scaricare la [...] sapendo che quella cattiveria su Mussi lei [...] «Scusi, ma la mia reazione è stata o [...] cattiva in-formazione ricevuta? La mia invet-tiva corrispondeva, [...] che ritenevo essermi sta-ta rivolta più o [...] allo [...]. Non è che [...] della propria immagine è [...] «Anche questo, oggettivamente, può essere [...] anche se non mi turba perché il rapporto con [...] mia gente non è fondato su opinioni contingenti, ma [...] una stima radi-cata: se avessi ascoltato [...] argomentata con fatti politici, io [...] avrei avuto bisogno di spiegare i miei comportamenti. Mase [...] rivolto [...] so che chi mi conosce [...] rifiuta [...]. Dunque, anche lei è del [...] «Io dico: maledetto giornalismo. Maledetto questo modello di [...]. Che pure è realizzato [...]. Il vostro mestiere è strettamente [...] o [...]. [...] «Alla fine degli anni [...]. Prima [...] una connessione tra motiva-zione culturale, [...] politici, analisi delle questioni e so-luzione dei problemi. Lo scontro non era [...] corposo, strutturato su fatti che la pubblica [...] verificare. Può sembrare paradossale, ma più [...] era lo scontro [...] tra gli interessi diversi, più [...] sog-getti della contrapposizione matu-ravano una [...] si scon-travano le opinioni, sul [...] -per richiamare alcuni slogan cari alla si-nistra -dare [...] terra ai [...] o [...] casa a chi non ce [...] non le persone. Con il [...] meno del nes-so [...] la dialetti-ca politica si è [...] ma ha [...]. Forse perché quella dialettica [...] bisogno di cambiamento prepotentemente [...] «Non forse. /// [...] /// Solo che in quegli [...] affermandosi una cultura politica, soprattutto a sinistra, [...] nuovo non più come la costruzione delle [...] come superamento [...]. Ricor-do ancora [...] polemica di Amendola contro le [...] mo-vimentiste sostenute da Ingrao, co-me [...] movimento [...] il forcipe per liberare il [...] che stava per nascere dagli [...] sistema. [...] rendeva conto che [...] -non a caso prevalgono slo-gan [...] quello del «Sessanta poli-tico» [...] tutti», comunque -si [...]. E [...] lei dice, si è adegua? «Di fatto è in questo contesto che [...] passa dal primato [...] semplice indicazione del fatto. Era [...] non più la solu-zione. [...] contro diventava una notizia, non [...] bisogno di [...]. Per un certo periodo, [...] politica e quel tipo di [...] ha avuto una sostanziale le-gittimazione: in fin dei conti, [...] era di aiutare il nuovo a na-scere». Quando perde questa legitti-mazione? «Quando [...] conformista. Si sono visti persino [...] abituati alla velina diventare fautori [...]. E [...] nel suo complesso perde [...] di analisi, di ri-flessione, di strumento di [...] opinione alla partecipazione. Il dramma è che, [...] crolla-ta, quella politica si è [...]. Ma quel tipo di [...] «Non riesce ancora a cambiare. Io credevo fosse un [...] via di esaurimento, il colpo di coda. /// [...] /// Invece? «Ricorda quando Eugenio Scalfa-ri [...] lasciò la direzione di [...] Ebbene diede una intervista a [...] che mi colpì. Sembrava la celebrazione e, [...] la derisione del suo monumento. Lo chiamai la mattina [...] dissi: [...] Eugenio, non sei uomo [...]. Qualcosa da fare an-cora [...] rinnovare [...]. Mi rispose: [...] fare un altro giornale, perché [...] che trita qualunque innovazione: esce [...]. /// [...] /// [...] «No, non posso rassegnarmi. Per-ché quando leggo titoli [...] sulla [...] del deside-rio [...] Di [...] fare il suo gruppo [...] bisogno di grandi analisi [...] la [...] è che il gruppo [...] fare, non mi basta scrollare il capo. /// [...] /// Ma se questa informazione [...] di un circolo vizioso, al-lora non tocca [...] «La schizofrenia che accompa-gna [...] sulla vicen-da politica del paese dovrebbe far [...] per rendere più omogeneo il tutto, ma [...] il perché questo accade. Sì, credo che una risposta [...] rintrac-ciabile in una persistente dualità tra i problemi, i [...] della gente e le [...] i [...]. È su questa separatezza [...] ed è cresciuta la crisi del siste-ma [...]. Ma è nel continuare [...] politica quasi sempre con riferimento agli spazi [...] ai problemi da risolvere, [...] ragione vera che rende [...] del bipolarismo. Non è un minuetto, per [...] basta una mo-venza per [...] vita alla danza. Sui giornali [...] sempre la re-cita, continuerà [...] moti-vazione non razionale ma funzio-nale alla condizione [...]. [...] invece, è una scelta tra [...] possibili e praticabili, [...] della gente. E se è così, [...] è del tutto evidente che diven-ta sempre [...] su come costruire una qualche relazio-ne comprensibile [...] che si affronta e le soluzioni che [...]. Insomma, giornalismo [...] «Prendiamoci ognuno le proprie colpe». Pasquale Cascella [...] 5. Per una sorte dannata, il [...] che più, almeno negli ultimi tempi, se [...] pre-sa con i giornalisti, è [...] legato a loro. Ieri mattina in una [...] sedute di autocoscienza sulla crisi della carta [...] Forum Congressi di Ro-ma, il fantasma del segretario [...] Pds [...] e Marcelle Padovani, Gad Lerner, Enrico Mentana, Curzio Mal-tese, Paolo [...] Goffredo Fo-fi, convenuti a Roma [...] Maledetti giornalisti, edizioni [...] coautori Fofi, Lerner e [...] Michele Serra, hanno finito col ricominciare dalla recente vicenda [...] -Corriere della Sera. Per Padovani, corrispondente in Italia [...] Le [...] il problema non è [...] del Pds abbia fatto bene o male [...] la questione vera sono «i finti eventi [...]. In questo senso, [...] ha ragione a sollevare il [...]. Un appoggio autorevole, in-somma, [...] dal mondo della carta stampata, alla tanto [...] Corriere. Un cauto [...] che precede di poco una [...] stron-catura. Curzio Maltese non scher-za. Per lui [...] odia il giornali-smo per una [...] di ragioni: ha cercato di [...] con scarso successo, è un [...] come tutti i comunisti, è un narciso e uno [...] autoritario. Un insieme di ca-ratteristiche, che [...] rendono invi-sa [...] o meglio «di controllare il [...]. Le stesse accuse rivolte [...] valgono per Michele Serra [...] «Lui il giornalismo non sa da che parte [...] lavorato in un giornale di partito». Fra le due estreme, [...] laconico giudizio di [...] Lerner. Secondo il vicedirettore dell Stam-pa [...] polemica indica co-me la politica e i [...] periodo in cui avevano perso peso e [...] a contare e, quindi, anche a polemizzare [...]. Chiuso così il «caso [...] se ne apre subito un [...]. Arriva [...] questione: era-no meglio i [...] anni fa o quelli di oggi? Il [...] questa volta è Paolo Ga-limberti, direttore del Venerdì [...] Repubblica. Per lui non [...] dubbio: è esistita una [...] quando si facevano le [...] il mondo, i reportage erano il risultato [...] ap-profondito, e i direttori non man-davano i [...] seguito di [...] che incontra Sharon Sto-ne [...] New [...] o di [...] in Messico. Insomma, questa la criti-ca, [...] -fra giornalismo e politici [...] sfiora la complicità e ri-corda che il [...] Gor-resio gli insegnava: «Non dare mai del tu [...] partito, ai mi-nistri, ai parlamentari». Basta andare una volta [...] Tran-satlantico [...] accorgersi che que-sta «regola aurea» non la [...]. Su questo eccesso di [...] partecipanti alla tavola rotonda sono [...]. Ma sulla linea [...] a tutto campo, [...] scontro. Per Men-tana, ad esempio, [...] oggi sono di gran lunga migliori di [...] «Certo che parlavano più del mondo, ma [...]. Poco di politica e [...] veline. Quasi per nul-la di [...]. No, non [...] stata [...] per quotidiani e settimanali e [...] per i tele-giornali: ma ve la ricordate -osser-va Mentana [...] Tv paludata degli anni Sessanta? E Curzio Maltese, tanto [...] col direttore del [...] che aggiunge: «I giornalisti italiani [...] il merito di [...] tentato di svelare una parte [...] mi-steri [...]. Senza di loro proba-bilmente [...] Piazza Fonta-na sarebbe opera di un ballerino [...] bomba alla stazione di Bologna [...] di una cal-daia». Anche per Lerner i [...] sono migliori di quelli di ieri. E ciò nonostante «ci troviamo [...] vivere due problemi. Il primo: [...] di Scalfari ormai finisce con [...] meno importante del deodorante gadget venduto con Repubblica. Il secondo problema ri-guarda [...] giornali che è ar-rivata al suo culmine. Il rischio è quello [...] a precipizio dalla quale possono salvarsi solo [...] corazzate». Per Lerner occorre [...] «il giornale per [...]. Per Fofi noi «stiamo [...] dei mondi possibili», tut-to va molto meglio [...] manca una qualsiasi forma di pro-gettualità. [...] la [...] vivono nella so-cietà e proiettano [...] stampa piattezza e conformismo. La complicità fra politici [...] la meta-fora della complicità fra giornalisti e [...] votanti. Sfi-da Fofi: «Provate, se [...] rompere questo circolo vizio-so». Gabriella Mecucci Un libro [...] Fofi Lerner e Serra riaccende la polemica sul rapporto [...] e potere [...] di oggi [...] 1. Oggi la dialettica è [...] arbitrio e violenza nei messaggi». Ciriaco De Mita L. /// [...] /// Ciriaco De Mita L. (0) (0) ![]()
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