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Adesso che sono passati [...] posso dire». Il direttore [...] Giuseppe Sinopoli, [...] del Pci, la [...] lunga assenza dai podi italiani [...] ap-parsa ieri sul «Gazzettino», in [...] del concerto che ha di-retto in serata al [...]. Mi dissero che ero [...] avrei potuto fare tante cose per la Biennale, [...] la direzione [...] loro sa-rebbero sempre stati [...]. E così sono andato [...]. In tutto il mondo [...] in Italia». Dopo le accuse, Sinopoli [...] voluto soffermarsi [...] con i giornalisti. Il maestro, intanto, ha fatto [...] che non volterà anzitem-po le spalle [...] sasso-ne per assumere già [...] un incarico presso [...] di Roma. In un comunicato di-ramato [...] ha infatti smentito notizie [...] egli assumerà la so-vrintendenza [...] di Ro-ma nel 2000 [...] dirigerà nella capitale. Il teatro, Mozart, Clinton: il [...] visto da [...] «Sfatiamo uno dei miti del [...] secolo: ciò che avviene in scena non cambia la [...] accanto, una scena di [...] un [...] lo spettacolo diretto da Peter [...] che debutta sabato prossimo al Piccolo Teatro di Milano accoppiato al film [...] e al «Don Giovanni» di Mozart Sotto, il regista MARIA GRAZIA GREGORI MILANO Berretto a [...] di tela jeans, occhi [...] dallo sguardo ironico, eccolo [...] Pe-ter [...] anni, guru [...] mito vivente (dice: «il mito [...] bel-loma [...]. Per tre mesi, [...] modo di fare spettacolo sarà [...] casa al Nuovo Piccolo e al Teatro Studio con [...] un [...] il film [...] e [...] e chiacchierato Don Giovan-ni di Mozart presentato [...] a [...] en [...]. Un af-fettuoso omaggio da [...] che è stato di Giorgio Strehler e [...] Sergio [...] fa gli onori di [...]. [...] è trop-po intelligente, troppo [...] su un unico ar-gomento. Così la [...] conversa-zione assomiglia a un [...] slalom fra prosa, ope-ra, ma anche memoria, [...] scienza, politica: il mondo vi-sto con gli [...] Peter [...]. /// [...] /// Uno dei grandi miti [...] è che ciò che avviene in sce-na [...] società. /// [...] /// Il teatro è una [...] nasce fra un gruppo di persone che [...] le altre e che si riu-niscono per [...] della vita umana e un altro gruppo [...] pubblico. Il teatro non può [...] stessa cosa altrimen-ti è noioso. È un lavoro di [...] drammatur-go, regista, spettatori e che passa attraverso [...]. Oggi penso che quanto [...] cervello di un uomo sia comu-ne a [...] più interes-sante della storia [...] di Romeo e Giulietta; [...] giovane non credevo così». Il mio lavoro. Nel mio lavoro mi [...] a due cose appa-rentemente contradditorie: considerare il [...] luogo [...] dello stupore, ma, allo [...] che solo ciò che ha qualcosa di [...] toccare [...]. Cerco il mito nel [...] quotidiano nel mi-to». /// [...] /// La televisione ba-nalizza il [...] perfino con un fatto [...] un massacro. Da qualche anno, mi sono [...] alla neurologia prima con [...] tratto da un libro di Oliver [...] e poi con [...] un [...] che è la storia vera [...] un uo-mo, Solomon [...] di cui il grande neuropsicologo [...] Alexander [...] parla nel suo libro Una [...] pro-digiosa. Il titolo lo abbiamo [...] del protagoni-sta che racconta come a [...] si fosse reso conto [...] «fenomeno» con una memoria prodigiosa e dotata [...] grado, cioè, di mettere insieme tutti i [...] percezione delle co-se: vedere un oggetto, [...] il colore, [...] la mu-sica, ecc. Una cosa meraviglio-sa e [...]. /// [...] /// La neurolo-gia ci permette di [...] il cervello che per noi, [...] è misterioso come [...] co-me [...] Oriente. Ma non ci si [...] fronte a questo. Come il vecchio Sha-kespeare [...] penso che non [...] aspetto della vita uma-na che [...] sfuggire al teatro. Per rappresentare il cervello [...] a cercare un altro linguaggio teatrale in [...] parola, im-magine, sensazioni. Ecco allo-ra in scena [...] che non può dimenticare, con [...] memoria globale. La no-stra società, invece, [...] selezionare i fatti, a ricor-dare solo al-cune [...]. Io, invece, sono convinto che [...] sia una ca-tena nelle co-se, che la no-stra mente [...] sia una pagina bian-ca, ma un fo-glio candido davanti [...] tut-to scritto die-tro. Non biso-gna semplifi-care per [...]. Il XX seco-lo è [...] semplificazione per cui psicoanalisi è uguale a [...] è uguale a econo-mia; ma non è [...]. Don Giovanni, Clinton, Mozart. Quello che an-cora oggi [...] lui è la [...] capacità di guardare ai [...] loro interno un conflitto da rappresentare at-traverso [...] ambigui. Come Don Giovanni che [...] deficit e di ecces-si. Assomiglia a quei capi [...] a Clinton -che hanno [...] energia sessuale fortissima, ma [...] di pensare alle conse-guenze. I problemi nascono, per Clinton [...] Don Giovanni, quando si imbatto-no in donne [...] loro eccessi, la loro stupidità e che [...]. Anche se forse, oggi, [...] Donna Elvira e Donna Anna, di Monica [...]. Don Gio-vanni, dunque, non è [...] mito, una fiaba, ma una storia di in-contri reali. Ecco perchè Mo-zart, continua [...]. Ci colpisce la [...] vitalità, la [...] capacità di emozionarci, di re-stituirci [...] leggerezza della pro-fondità e la profondità della leggerezza. Il suo essere diver-tente, [...]. In lui non [...] differenza fra commedia e [...] ho cercato nel mio spettacolo. Quando lavoro alla regia di [...] detesto il rispetto. È come mettere una [...] qualcosa che vuole anco-ra essere vivo. E Mozart vuole [...] per noi». /// [...] /// Ma poi segue ancora [...] terza, nella quarta. Quello che trovo buffo [...] sempre gli stessi nomi a girare, magari [...]. /// [...] /// PAOLA RIZZI [...] meglio Donna Elvira di Monica [...] la rivoluzione «straniata» Il dramma [...] Büchner in una versione «brechtiana» diretta da Bob Wilson [...] PAOLO SOLDINI BERLINO I riflettori [...] la scena in quadrati e rettangoli che sembrano sospesi, [...] se un nulla inquietante li separasse [...]. [...] artificialmente lontano che Robespierre [...] Danton [...] il loro gioco: [...] disumana freddezza tutta ideologica [...] la dubbia [...] del rivale, il suo [...] più simili ai no-stri e che però [...] riescono a trapassare il buio, a venire [...] barricata di estraneità che [...]. Il gioco delle luci è, [...] di Bob Wilson. Avrà avuto la [...] parte il [...] che certo aleggia, come fantasma [...] vec-chio Bert Brecht, in questo teatro [...] altrimenti noto come [...] Ensemble, ma [...] da dire [...] americano traduce sulla scena [...] stessa dello straniamen-to: i fatti, [...] persone e le parole so-no come schizzati in un [...] dal quale non arriva che il loro inter-ferire reciproco [...] emozioni. Viene da pensare che [...] piacerebbe molto a Georg Büchner, lo studente [...] messo in testa di [...] e il drammaturgo nello stes-so modo in [...] di se-zionare cadaveri nella sala di ana-tomia: [...] della realtà la cupa oggettività del dive-nire [...] decennio prima di Carlo Marx) la feroce [...] esistenza di ogni pretesa libertà soggettiva, essendo [...] chiamiamo individuo o [...] condizionato dai meccanismi [...]. Büchner il rivoluzionario? Lo [...] a fuggire da [...] il pessimista epocale, il [...] del [...] da esperimento, [...] Chi abbia la possibilità [...] Morte di Danton alla [...] Ensemble, dimentichi il classico [...] generazioni di germanisti e di appassionati di [...]. Il Dan-ton di Wilson [...] che pare nato da tutte e due [...] poeta di [...]. Anche perché [...] sospeso tra il suo [...] Rivoluzione e il suo rapporto con la [...] Psicolo-gia, [...] rappresenta Martin [...] che conferma le do-ti [...] di Müller. [...] di [...] aggiunge, se così si può [...] un secondo piano [...] di fondo del Danton di Büchner. Questo è sospeso tra [...] sulla «Rivoluzione che divora i propri figli» [...] delle proprie pulsioni, il piacere della bella [...] la paura della mor-te. È affascinato e nello [...] dalla glacialità del furore ideologico di Robe-spierre, [...] la propria missione al servizio del [...] del suo carattere alie-nante. Il Danton di [...] fa di più: rende [...] (in senso brechtiano) anche quello che nel [...] «momento della verità» per ec-cellenza, [...] davanti alla Convenzione, del [...] non la rivolu-zione ma il suo fallimento. [...] è ar-dita, come lo [...] modo, altrettanto ironico e quasi buf-fonesco con [...] il tormentato (in Bü-chner) dilemma se sia [...] no di agitare le masse parigine contro [...] Comitato [...] salute pubblica. [...] per così dire «politica» [...] così lasciata alle apparizioni del [...] forcaiolo, [...] e nelle intenzioni, del tutto estraneo al [...] che si gioca nello scontro al vertice [...] in ogni momento, so-lo al bisogno elementare, [...] pane, il pane». E però il soggetto [...] tragedia. /// [...] /// E però il soggetto [...] tragedia. (0) (0) ![]()
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