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[...] / [...] studi desìi artisti italiani« Ero [...] tante volte per quel cortile, quasi senza [...] -Una sera [...] visto: e mi è apparsa [...] tigre. Giovedì prossimo dedicheremo una pagina [...] Pomodoro. Parole come quadri Dalla [...] nel percorso pittorico e [...] di Renato Guttuso così [...] e con la storia [...] sempre districare, imprevedibile proprio [...] molti sicuri magari del binario morto dove [...] pittura, c'è sempre stato un appuntamento speciale [...] della pittura e con la curiosità del [...] costituito ora da un dipinto di grande [...] un intero ciclo. Non che i dipinti [...] siano più belli, più veri o più [...] e conquiste di linguaggio plastico dei dipinti [...]. /// [...] /// Proprio negli anni quaranta Guttuso [...] piccoli e medi formati, una serie strepitosa [...] dov'è fissata tutta [...] la speranza e [...] di liberazione e di [...] allora negli animi di molti che rifiutavano [...] combattevano il fascismo e la distruzione del [...] ferocemente faceva. Ma il dipinto di [...] di anni di esperienze, [...] esistenziale, sperimentale, creativa; spesso una rimessa in [...] nel presente per andare [...] un fare [...] non solo pittorici, con se stesso, col [...] le proprie scelte, con quanti ti sono [...] molti, e ti seguono con amore o [...]. Forse, un grande specchio [...] Guttuso [...] guardarsi mentre anche gli altri Io possono [...] siamo noi! Si difende, attacca, ricorda, [...] con le parole così come con [...]. Le pagine che accumula [...] al fiume dei suoi disegni. Siamo riusciti a sfilare [...] di carte alcune pagine di una bellezza [...] sia il progetto sia il concreto dipingere [...] come «La [...] 1974 e [...] centra [...] del 1982 che è [...] enorme successo a Roma, a Castel Sant'Angelo. Cè anche in queste [...] lacerante su quel quadro serale ed enigmatico [...] -Visita della [...] con [...] tigre che viene [...]. Da qualche tempo, diciamo [...] delle Allegorie dipinte nel 1919, Guttuso è [...] molte [...] presente e della memoria: [...] far ordine e chiarezza anche quando deve [...] la sofferenza, [...] il sangue. La pittura deve essere, per [...] una immagine molto concreta. Ma come si fa a [...] una memoria di ragazzo come fosse una pietra che [...] squarciato un piede? E [...] si può fare concreto, [...] il sogno [...] liberazione vera, personale e collettiva? E come si può far piangere e gemere con noi [...] straziate figure dipinte da [...] come mai altro pittore dipinse [...] dolore (centinaia di spine, una per una, ficcate nel [...] chiamato Cristo e [...] verde putrefatto?), [...] dipinto grande come un crocicchio [...] strada dove si possa parlare di questa benedetta concretezza [...] idee, dei sentimenti e dei comportamenti degli uomini, quanti [...] uomini è possibile. Queste pagine che pubblichiamo, [...] sognate nella memoria e nella prefigurazione, sono [...]. Dario Micacchi VISITA della [...] volte ho attraversato, per entrare nel mio [...] «Grillo», il cortiletto pensile con le due rampe [...] di accesso al giardino (un [...] di giardino nel cuore [...] Roma). [...] attraversato e riattraversato quasi [...]. Una sera [...] visto, con il cielo [...] primo imbrunire, come un telerò scenografico dietro [...] degli alberi e delle case scure. È un luogo che [...] di un arrivo, di qualcuno che arrivi, [...] o di una notizia. Non di un fantasma, [...] di palpitante e vivo, di un portatore [...] che inceda lento e composto. Penso [...] della tigre, alla [...] «agghiacciante geometria». Mi appare infatti una [...] essa è, un fiero meraviglioso animale. Non so bene se [...] una visione o della materializzazione di un [...]. Intendo dire che mi [...] concreta, non come fugace apparizione: vista, non [...] tanto meno scelta come simbolo. La vedo, e basta. E infine, e questa [...] non inventa nulla, non «crea». Non si inventano suoni [...] inventano forme. [...] è misura della natura [...] si misura [...]. La natura è pertanto [...]. Forse [...] consiste nel vedere in [...] vede quotidianamente, qualche cosa che non si [...]. Morandi è quasi sempre [...]. Non e ripetitivo, anche [...] gli stessi oggetti (non «bottiglie», ma quelle [...]. Anche Picasso vecchio non [...] se i suoi «moschettieri» sono un esercito. Ma la [...] ispirazione dipende dalla [...] frenesia e dipinge per [...] dimostrare a se stesso che non può [...] sera gli resta da fare qualcosa che [...] a fermare e che rimanda alla mattina [...]. In certo senso è [...] Morandi di Picasso. Morandi dipinge per gli altri, [...] «far conoscere» agli altri, anche se, certamente, non è [...] il suo problema (che è [...] che ricordavo, «una lingua è [...] tradizione, un modo di sentire la realtà, non un [...] repertorio di simboli-). Infatti entra la visitatrice [...] visita magicamente attesa. Entra, traversa il breve [...] entra nella porta adorna del fregio «rococò», [...] stuoia, lecca la mia mano, accenna a [...]. Quando dipingo un cielo, un [...] o un cespuglio, [...] quello di «per [...] la propria [...] ciò che importa, anche se [...] o solo qualcuno la vede. Picasso invece combatte sempre una [...] individuale. Con se stesso fino [...] fino al prossimo possibile «moschettiere». Il dipinto è ai [...]. Tutto può [...]. Voglio dipingere un Renato Guttuso: «Visite [...] (1979), particolare. In [...] a sinistre: «Visite delle sera» [...]. A destre: [...] contro [...] (1982). Sotto [...] titolo: un [...] del [...] sulla vita e sugli amici [...] mi accorgo di pensare, invece, al «Trionfo della morte» [...] Palermo e al Polittico di [...] a [...]. Eppure, venendo a Velate, [...] vedere la Primavera di Botticelli, appena restaurata: [...] armoniose e sinuose. Ma, nella memoria [...] pur appena, e a [...] il ricordo di un dipinto nero. Quando Brandi disse della [...] che era un quadro [...] me una rivelazione. Solo allora capii quel [...] di me di esperienza oscura, di memoria [...] spettacolo pur tanto festoso. Ho capito che in [...] si sentiva il vocio, le grida dei [...]. E che ciò non [...] di me quel movimento, quella attenzione oggettiva [...] ai natura morta, [...] della gente nella trincea [...] di frutta, i pesci, gli agnelli squartati, [...] di ciò che è effimero; una, appunto, [...] mia adolescenza, del contrasto tra abbondanza e [...]. /// [...] /// Chiuso il quadro in [...] architrave di mostri (Pala-gonia), interrotto da un [...] scende dal cielo e che divide la [...] (alba). Mi viene voglia di [...] a vedere il [...] di [...]. Vedendo, dal vivo, il [...] che avvolge la figura di Gesù risorto [...] ai soldati addormentati, sono portato a riflettere [...] nel dipinto a cui sto lavorando. In [...] il drappo ha un [...] differenza tra necessità formali e significati. Una forma è bella [...] nel mio quadro non ha senso. E solo [...] quasi un simbolo. Mi accorgo che il mio [...] tenda o bandiera è solo una escogitazione, non [...] na necessità. Arrivo a Velate, telefono [...] Canesi, e con lui cancelliamo il drappo [...]. Ho ridato continuità al cielo [...] dei «mostri». Dentro di me ne [...] mostruose, ma soprattutto «cose» mostruose. [...] incombe sol quadro, sulle [...] persone [...] ho dipinto e che [...] in immagine, così come incombono su ai [...]. Il cielo, al margine [...] trascorre dalla notte [...] al mattino; da sinistra [...] lana al sole. Sotto, una volta grigia, una [...]. Nella scansia più in [...] e un uovo. Emblemi, più ebe simboli, [...] della vita, della vanità e della resurrezione, [...] vita. Poi i libri, letti [...]. I libri che come [...] le musiche ascoltate sono una componente di [...] del modo in cui siamo fabbricati nel [...] vita. Nel quadro sono soltanto [...] piò o meno sapientemente accostate, ma restano [...] Le [...] infine. Nino morì alla fine [...] Rocco [...] morto un anno prima, Elio molti anni [...]. Dolcissimi amici del regno [...] che pure vengono, di tanto in tanto, [...]. Perché ho scelto queste [...] assistere a uno spettacolo che non c'è? Non [...] sebbene tanti sarebbero i motivi, e in [...] scelta. Ma avrei potuto chiamare [...] Mario, o il cane [...] a questa piccola e [...] conversare o a tacere, assieme a me [...] e al quadro cubista [...] Picasso, [...] miei strumenti di lavoro, al dipinto sul [...]. Un dipinto che non [...]. Testori dice che il [...] tramonto. /// [...] /// In ogni caso quel [...] sfocato che ha preso metaforicamente il posto [...] rosso cancellato, per il mistero che unisce [...] forme, ben si [...] di tramonto che aleggia [...] chiusa. Una parete della stanza [...] apre verso destra, verso la parte del [...]. Non c'è soluzione di [...]. Le memorie continuano ma [...] «presente». Perciò [...] della donna palpitante, morbida, [...] apre le ante verdi del balcone sul [...] di Palermo. Perciò i tre personaggi [...] filosofi); perciò la bambina che corre in [...] fiore in mano. Mi posa Erina, la [...] Stefano e Rosalia, che ha undici anni. Il simbolo è facile, [...] non vedo perché dovrei rinunciare a un [...] anche se ovvio, della continuità della vita. In un primo tempo [...] personaggi volevo mettere un fuoco. /// [...] /// Sarebbe stato come dividere [...] la parte destra del quadro. Inoltre il fuoco che [...] simbolo di una discussione, nel dipinto risultava [...]. Esse significano e sono [...] loro non per [...] gioco della geometria degli [...] i significati [...] assumono e per la [...] di tali significati. Ma i significati non [...] forme con la volontà, debbono scaturire dalle [...]. I ponti più deboli [...] sono forse in qualche soluzione artificiale, e [...] della qualità pittorica. Rivedendo il quadro a New York, dopo un anno dalla [...] esecuzione, [...] voglia di [...] qua e là. Ma questo mi accade [...] (Per [...] motivo [...] piace stare seduto, in [...] in casa di amici, difronte a un [...]. Potrebbe anche questo essere un [...] della morte», non nel significato moralistico di questo tema, [...] era [...] dei pittori [...] catalani, [...] ma nel metodo narrativo, in [...] essi svolgevano il tema: piaceri della gioventù, potere [...] matura, sovrani, [...] e mendicanti livellati dalla falce. /// [...] /// Potrebbe anche questo essere un [...] della morte», non nel significato moralistico di questo tema, [...] era [...] dei pittori [...] catalani, [...] ma nel metodo narrativo, in [...] essi svolgevano il tema: piaceri della gioventù, potere [...] matura, sovrani, [...] e mendicanti livellati dalla falce. (0) (0) ![]()
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