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[...] è stato ritenuto sano di [...]. Non sono stati ancora [...] e il giorno [...]. [...] difensore, Marat [...] ha annunciato che chiederà una [...] del processo. David Grieco, che ha [...] cruciali di questo processo e sta scrivendo [...] «Il comunista che mangiava i bambini», presenta [...] meglio comprendere [...] vicenda di colui che [...] il «più efferato delinquente comune della storia [...]. Un colpo dì fucile [...] DAVID [...] II «Mostro di [...] è già stato definito [...] criminale della storia con-. Con i suoi 55 [...] e bambini, Andrei [...] è salito di prepotenza [...] Guinness dei primati. Speriamo ci resti il [...] possibile. Sebbene [...] dei serial killer sia [...]. Uccidere senza motivo è [...] vendetta contro la vita che possono mettere [...] coloro che si sentono in credito verso [...] E purtroppo chiunque, oggi, può sentirsi in credito [...]. Sono andato a [...] per fare uno scoop [...] romanzo, per realizzare un film. Ma nessuno di questi [...] forte da spingermi ad [...] allucinante. Infatti, il motivo vero [...]. Sono partito per [...] perchè mi sono identificato. Sarà spaventoso, ma è [...]. Perchè Andrei [...] non è un serial [...]. Il Mostro di [...] è un padre di [...] un comunista. È una scheggia impazzita di [...] mondo andato in frantumi. E sotto le macerie [...] chiunque di noi, anche chi ha odiato [...] le sue forze ha lasciato un pezzettino [...]. [...] di 35 anni [...] era un comunista modello. Era iscritto al Partito, [...] il capo degli insegnanti di un orfanotrofio. Gli era stato affidato [...] forgiare i [...] comunisti. [...] di lavoro, nelle riunioni [...] era un uomo temuto [...]. Nella vita privata, era [...]. In famiglia, non aveva [...]. La [...] vita affettiva era inesistente. E la [...] impotenza sessuale era già un [...] cronico. In sostanza, Andrei [...] era già schizofrenico prima [...] Mostro di [...]. Quando, nel 1971, tentò di [...] la piccola Tonja, una [...] alunna di 9 anni, nessuno [...] il coraggio dì [...]. Se lo avessero denunciato [...] 55 vittime innocenti e si sarebbe salvato [...]. Perchè Andrei [...] è morto quel giorno [...] 1971. Il giorno in cui [...] della [...] identità di intellettuale e [...] partito. Il giorno in cui [...] Mostro di [...]. Che sette anni dopo, [...] violentato, divorato e ucciso la [...] prima vittima. /// [...] /// Una bambina bionda. Una bambina di 9 [...]. Una bambina identica a Tonja. Vent'anni dopo, il [...] ha deciso che [...] deve morire [...] volta. Ora deve morire il [...]. E per sopprimere il [...] il suo volto, il suo sguardo, questo [...] ogni richiesta di perizia psichiatrica sentenziando che [...] Mostro [...] è un uomo normale, [...] di mente. Chi dice questo, sa [...] falso. Chi dice questo vuole [...] in fretta. È un fenomeno psicologico [...]. Si chiama rimozione. Ma questa rimozione è [...]. Oggi, [...] Unione Sovietica travolta dalla [...] postcomunismo, circolano li-beramente più di venti seria! La polizia sta impazzendo [...]. Nei rari casi in [...] i tribunali li fanno [...] di mente» e li mandano al patibolo. In questo modo, il [...] accresciuto, continua a dilagare, diventa mitico. Il martire [...] può infatti assumere sembianze [...] giovani sbandati e arrabbiati di mezzo mondo, Giovani [...] che inneggiano a Hitler, come quelli che [...] il «Mostro di [...] Freddy [...] come quelli che leggono [...] narrano le gesta di Jeffrey [...] il macellaio di [...]. Uccidendo [...] si ri-nuncia a capire [...] da dove viene. Ma il guaio è [...] viene da dentro di [...]. E anche [...] soprattutto [...] cioè [...] un gesto che lui ha [...] 55 volte, non potremo [...]. Vi invito ad ascoltare la [...] voce. Quando parla delle sue [...] che «non avevano diritto di vivere». O quando, alla richiesta [...] morti, risponde che aveva altre fantasie, che [...] caduti». [...] un incredibile prodotto malato del [...] secolo. Un secolo in cui [...] non [...] abbiamo ucciso più di [...] nostri simili. Sopra il titolo due [...] conosciuto come il «mostro [...]. [...] a [...] lascia la propria cella per [...] ad ascoltare la sentenza di morte [...] dal giudice. A destra [...] di nuovo nella [...] stanza di prigione dopo [...] Il poliziotto: «Con lui alla ricerca dei cadaveri» Quella [...] è la testimonianza del maggiore di polizia Viktor [...]. [...] era a capo della [...] accompagnato per mesi [...] nei luoghi dei suoi [...]. [...] «Abbiamo arrestato Andrei [...] il 20 novembre del 1990, [...] ore 15. Lo abbiamo preso a [...] per strada. Gli abbiamo chiesto le [...]. /// [...] /// Allora lo abbiamo afferrato [...] le manette. [...] non ha accennato alcun [...] non ha detto una parola, non si [...] di quanto stava accadendo. Ha continuato a tacere [...]. Sembrava che non lo [...] del fermo, era distaccato, come si suol [...] se stesso. Solo quando eravamo a [...] ha detto una frase [...] «SI, [...] conferma ancora una volta che non bisogna [...] capi». Noi gli abbiamo detto [...] ma lui sembrava non sentire e ha [...] «Proprio [...] si deve litigare con i capi». Poi è rimasto in [...]. Siamo arrivati fino al Dipartimento [...]. [...] si è svolto il primo [...]. [...] faceva una strana impressione. Era totalmente bloccato. Gli facevano le domande [...] a rispondere, ma come se parlasse fra [...] senza badare alla domanda successiva. Discorsi incoerenti, illogici. Si autodefiniva un vigliacco, diceva [...] la punizione più dura. È stato solo dopo [...] ha cominciato a confessare. Molti mesi dopo, in [...] la verifica delle deposizioni sui luoghi dei [...]. Noi le chiamiamo «uscite». [...] deve indicare personalmente il [...] ha commesso il delitto e deve mostrare [...] dove ha lasciato il cadavere, ecc. Naturalmente, c'è bisogno della [...]. E io sono stato [...] della scorta. Li geografia dei delitti [...] che abbiamo girato per il paese oltre [...]. È molto difficile spiegare [...] su [...]. Mentre lo cercavamo, lo [...]. Ci sembrava un mostro, una [...] orribile, demoniaca. E invece si è rivelato [...] persona grigia, insignificante. Non suscitava orrore, ma [...]. Come aveva potuto un [...] privo di qualunque attrattiva, seminare il terrore [...] paese e agire per oltre dieci anni [...] Questa [...] non ha ancora trovato risposta. Secondo me, molto si può [...] se si ammette una doppiezza della [...] natura o, se volete, uno [...] della personalità. Ed è uno sdoppiamento [...] manifesta esteriormente, è nel profondo della psiche. Le persone che hanno [...] hanno rilevato che [...] non ha memoria. Ma allo stesso tempo, [...] a trovare ad anni e anni di [...] esatti dove aveva commesso gli omicidi. /// [...] /// Nella regione di [...] un investigatore aveva sepolto [...] luogo in cui era stato trovato un [...] sterpaglie. Quando siamo arrivati sul [...] detto senza esitazione. Poi c'è stata un [...] perché quello che aveva sotterrato il galleggiante [...] ricordare. Quando alla fine il [...] ci siamo resi conto [...] si era sbagliato di [...]. A [...] il cadavere non era [...]. Ma cinque anni fa [...] bambino. Proprio nel periodo in [...] si trovava nella zona [...]. Abbiamo camminato per quattro [...] stazione, attraverso il fiume [...] e poi giù lungo [...] ricoperto di boschi. Il posto è tutto [...] questo dopo qualche incertezza [...] ha detto: [...]. Ma posso sbagliare. Cercate nel raggio di [...]. Si era sbagliato di [...]. Abbiamo ritrovato i resti [...] e un calzino che la madre ha [...]. Ho sentito descrivere [...] nei modi più diversi. Sgradevole, scontroso, [...] taciturno -da un lato. Intelligente [...] affabile, colto [...]. Credo che abbiano ragione sia [...] che gli altri. Durante i nostri viaggi, [...] nei nostri discorsi, sugli [...] più disparati, [...] brillare per originalità. I suoi giudizi, persino [...] erano desunti dalla lettura dei giornali, di [...] le tasche strapiene. Ovunque andassimo, la prima [...] era cercare un giornale. E chiedeva sempre di [...] gli occhiali per la notte. Invece, quando il discorso [...] crimini, improvvisamente si chiudeva, balbettava, faceva errori. Tuttavia, a giudicare dal [...] credo si possa parlare di rimorsi di [...] pentimenti. Secondo me, lui dimenticava [...] cui viaggiavamo, dove andassimo e a fare [...]. Non ha mai perduto né [...] sonno né [...]. In treno, ci chiedeva di [...] le manette al tavolino. Perché con la manetta [...]. Senza, si addormentava in un [...] non si [...] sonno, non sembrava mai tormentato [...] incubi o ricordi. Riusciva persino a scherzare. Un umorismo molto particolare. /// [...] /// [...] è rimasto a lungo [...] Mosca, [...] osservazione presso [...] di medicina legale [...] Poi siamo andati a [...] Leningrado. Ma pochi giorni dopo, [...] di tornare a Mosca. Quando ha saputo che [...] Mosca. [...] ha detto: «Per favore, [...] in carcere alla [...]. Preferirei andare alla [...] (altro [...]. Gli ho chiesto perché. E lui mi ha [...] «Perchè [...] essere messo in cella con [...] (uno dei dirigenti protagonisti [...] del 199). Bisogna dire che [...] ne spediva parecchie di [...]. Scriveva al Comitato Centrale, [...] al Soviet Supremo. Era sempre in conflitto [...]. Ecco [...] probabilmente, di quella strana [...] macchina il giorno [...] lo ripeteva spesso: «Al [...] sempre [...] in basso, i superiori [...] i colleghi mi deridono, non ho una [...] un posto dove vivere, tutti mi considerano [...]. Con il suo essere [...] tentato di spiegare i delitti commessi. Ma penso che lui [...] né di spiegazioni, né di giustificazioni. Non era mai dispiaciuto di [...] aveva fatto. La sensazione è che [...] e ne uscisse un uomo, mentre II [...] tu per tu con la vittima, ci [...] uomo. Lo ha detto lui [...] «Quando uscivo dalla striscia di bosco, tutto [...] me, dietro una chissà quale linea». In mia presenza non si [...] mai parlato della [...] sorte. Non so neppure se lui [...] ci abbia mai pensato. Ma una cosa si [...] assoluta certezza: lui desiderava molto vivere. Quando viaggiavamo, aveva sempre [...] potesse scoprire la [...] identità. Temeva soprattutto che lo [...] detenuti. Tutti sanno come i [...] condannati per reati sessuali. Perciò, quando lo portavamo [...] in cella, comunicavamo il cognome solo al [...] in una cella singola. Non sempre era possibile. Quando finiva in celle [...] si inventava un qualche [...]. Di solito, si trattava [...] cose del genere. Una volta, mentre stavamo [...] lui a un certo [...] «Farò finta che mi hanno messo dentro per [...] della proprietà socialista», lo gli risposi: «Non [...] saremo sul posto vedremo». Tutto è filato [...] io e lo hanno [...] da solo. Allora ho chiesto ai [...] cosa corrispondesse [...] 92 del codice penale. Loro mi hanno risposto: [...]. [...] volta, tornavamo a [...] da un lungo viaggio. Vicino a [...] ci siamo fermati per [...]. Si stava facendo buio. Ho tolto le manette a [...] e gli ho detto: «Fatti [...] va». Lui mi ha risposto: «No, [...] se laccio qualche flessione. Se no, mi metto [...] voi mi sparate addosso trecento proiettili». [...] non voleva morire prima del [...]. Malgrado nella [...] situazione si potesse ormai [...] della propria vita un atteggiamento relativamente [...]. La [...] confessione «No, signor giudice non [...] i [...]. Quella donna stava in [...] gruppo di ubriachi. Non voleva andare a [...]. /// [...] /// E venuta sia con [...]. Siamo andati verso la «Striscia [...]. Lei aveva una grossa [...] è sempre rimasta accesa [...]. Era grossa, di colore [...]. Poi ci siamo fermati [...] dei cespugli, lo [...] aggredita, ma. E come sempre, quando [...]. Come tutti, mi ha [...]. Allora io, con il [...] riuscito. La vista del sangue [...] donna mi procuravano piacere. Come vedete, sono pronto a [...] tutto. Ma vi chiedo di non [...] con i dettagli. La mia psiche non [...]. Si era fatto tardi. [...] uno scarico delle immondizie. [...] lasciata II. Poi, improvvisamente, mi sono [...] su un treno. Mi succede di ritrovarmi [...] senza sapere come ci sono arrivato. Ero sul treno e [...] con me. Evidentemente, [...] presa io. A un certo punto, [...] treno. Mi sono ritrovato alla [...]. Vado spesso nelle stazioni. Sono piene di vagabondi. Chiedono, pretendono, rubano. Dalle [...] strisciano via sui treni in [...] le direzioni. Mi capita spesso di [...] della vita sessuale di questi vagabondi e [...] mente la mia umiliazione, il fatto che [...] come un vero uomo. E allora mi chiedo: [...] vivere questi elementi declassati?. Giudice: Imputato [...] ha deposto riguardo a [...] SI. Giudice: Non ci ha [...] Non solo non ho [...] garantire di non [...] commesso neppure un errore. Ho detto tutto quello che [...] come in una confessione. Giudice: Lei aveva fama di [...] una cattiva memoria. Come fa adesso a [...] precisione tutti questi [...] Non so. Quando lavoravo qualunque cosa, [...] la dimenticavo [...]. Adesso ricordo tutto. Sto seduto di notte, [...] da fare. /// [...] /// Giudice: Teneva un conto [...] No. Avevo manie diverse. [...] gli aerei caduti. /// [...] /// Giudice: Dalle sue deposizioni [...] materiali raccolti [...] risulta che lei ha [...] 34 donne e bambine e 21 bambini [...]. Tutti questi delitti, li [...] sfondo [...] Non so . [...] non ci facevo caso se [...] maschi o femmine. [...] ine era la stessa cosa [...]. /// [...] /// Alcuni corpi mi [...] proprio. /// [...] /// Mi [...] come un lupo [...]. Giudice: Se nei primi [...] delle ferite da taglio è basso, col [...]. Secondo lei, c'è un [...] con [...] problemi [...] Evidentemente c'è. Già dai risultati si [...] mi imbestialivo sempre di più. Sono diventato selvaggio e [...]. Mi hanno cacciato dal lavoro, [...] hanno [...] mi hanno accusato di rubare, [...] hanno arrestato, mi hanno incarcerato, lo non sapevo più [...] andare a sbattere, ho [...] a vagabondare, [...] sono [...] sui treni, alle stazioni, non [...] più dove andare. Giudice: Come la devo [...] commetteva gli omicidi per protesta, oche? [...] Ma no. Giudice: Come sceglieva i [...] Non li sceglievo, no. Camminavo per chilometri nei [...]. /// [...] /// Giudice: Vuol dire che I»-i [...] portava con sé le [...] allo [...] Succedeva così, [...] le uccidevo. Penso clic si [...] creato un meccanismo, pei [...]. Con questo scopo le portavo [...] mentre [...] no. Non sapevo più rosa facevo [...]. So clic nessuno [...] crede. So che nessuno mi [...]. /// [...] /// Ma io non ho [...] Sono già morto una volta. [...] successo nel [...]. X Ilo avuto un [...]. Mi hanno portato in ospedale, [...] sono curato . Ma pi [...] avuto mal di testa, svenimenti [...]. /// [...] /// Ormai tutti si [...] Mancati di ine. [...] tempo di liberarsi di me. Noli bisogna [...] la ;-ente Non so . /// [...] /// Noli bisogna [...] la ;-ente Non so . (0) (0) ![]()
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