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E ha ribadito chela [...] tenacemente correlata con quella del-la letteratura e [...]. Lo [...] ieri [...] Torino, su questa interrelazione tra [...] parola e [...] attività critica sia il suo [...]. Nato nel 1938 ad Arezzo, Fossati [...] negli anni Sessanta come critico mili-tante. Segue le prime prove dei [...] povera» [...] tra [...] sulle pagine piemontesi de [...]. Nel 1967 pubblica a Milano [...] libro sulle incisioni di Felice [...] e tre anni dopo cura [...] (Einaudi) di tre preziosi volumi, una sorta di libri [...] lavoro [...]. [...] seguente, però, Fossati «abban-dona» il [...] e realizza [...] sospesa. Pittura e scultura [...] sulle avanguardie nostrane. [...] del volume è sempre Einaudi [...] nel [...] manda in libreria il volume [...]. Fossati ha lavorato lungamente [...] «Struzzo» curando diverse collane, sia di letteratura sia [...]. È [...] dei coor-dinatori editoriali della «Storia [...] monumentale serie [...] dalla costa arancione, che ha [...] il me-rito di proporre un approccio non impan-tanato nella [...] degli stili. Fuori [...] logica degli atelier e [...] «Storia [...] Einaudi» ha guardato al [...] e periferia, tra produ-zione industriale e artigianale, [...] e mercato. Nel 1982, [...] di [...] esce il volume di Fos-sati [...] «Pittura e scultura fra le due guer-re», che tiene [...] del libro uscito [...] precedente, per i medesimi tipi [...] su «Valori Plastici. Si trat-ta di uno [...] importanti di [...] la storia del movimento [...]. Proprio mercoledì 28 alle [...] inau-gurerà a Roma, al Palazzo delle Esposizio-ni, [...] «Valori Plastici», che a Fos-sati deve il [...] anche [...]. La curiosità che muoveva Fossati [...] portato ad interessarsi anche di teatro fu-turista (nel 1977 [...] nella collana [...] «La realtà attrezzata»), della fotografia [...]. [...] suo lavoro per lo Struzzo [...] il libro del 1995 dedicato alle «Storie [...]. Intensa e appassionata è [...] attività didattica, che ha [...] di Bologna e, da [...]. [...] LABORATORIO ITALIA Guida ai luoghi [...] della ricerca [...] 1. Peraltro piuttosto rari. Prendiamo atto, [...] stato generale della ricerca medica [...] scientifica tout [...] esaltante. Lo dicono le cifre. E lo dicono le [...]. Sia-mo tra gli ultimi [...] Europa. E gli ultimi in [...] grandi [...]. [...] della ricerca medica e della [...] biologica di interes-se medico è come una pelle di [...]. Domina il colore del [...]. Anche se [...] e là si sta-gliano [...] centri, di piccoli gruppi e talvolta di [...] raggiungono [...]. Parliamo prima del deserto. E della cause della [...]. Poi parleremo degli spot, [...] da suscitare in-vidia anche nei paesi dove [...] ha ben altra [...]. [...] nel campo della ricerca [...]. [...] della [...] ricchezza in ricerca scientifica. La metà, ri-spetto alla Gran [...] e alla Germania. Un terzo rispetto a [...] Giappone. /// [...] /// Quando la quantità raggiunge [...] qua-lità. E poiché la ricerca [...] ottengono più o [...] ecco che la mancanza [...] anche per loro, il principale fattore limitante. Il principale, ma non [...]. Per-ché dietro quelle cifre [...] una situazione del tutto [...]. [...] assenza dello Stato si [...] assenza delle industrie. Che diventa as-senza assoluta [...] Mezzogiorno [...]. Se al [...] infatti, molti laborato-ri di ricerca [...] e farmacologica, negli ulti-mi anni, [...] chiuso i loro [...]. Fortuna vuole che, come [...] donazioni dei privati. Tanto che [...] per la ricerca sul [...] finanzia la ricerca del settore con fondi [...] quelli messi a dispo-sizione dal Progetto Finalizzato [...] Consiglio Nazionale delle Ri-cerche (Cnr). Ma assicura una continuità [...] Stato, attraver-so i suoi Enti, non riesce ad [...]. La carenza di fondi statali [...] di fondi industriali de-termina [...] di creare aree con una [...] critica di ri-cerca. In una recente analisi, [...] mo-stra come, tra le [...] città europee specializzate nei cinque grandi settori [...] (biochimica e bio-logia molecolare; medicina ge-nerale e [...] e neuroscienze), figuri una sola città italiana, Ro-ma, [...] solo comparto (neuro-scienze) e, per di più, [...]. Quando il deficit di [...] è così grande, si trasfor-ma in deficit [...]. Solo i ricchi, [...] scienziato in-glese, possono permettersi [...] essere efficienti. I po-veri devono spartirsi [...] come minimo indispensabile per [...] troppo per il sottile. Ecco, così, che si [...] della nostra ricerca: finanziamenti a pioggia, grande [...] burocrazia, grandi frazioni di spese improduttive, invec-chiamento [...]. Ed ecco perché, per [...] in ricerca, gli scienziati ita-liani pubblicano in [...] lavori su riviste internaziona-li. Contro i 6,8 degli [...] 5,6 degli svizzeri. Non a caso il [...] scritti da scien-ziati italiani è appena il [...] mondiale. La percentuale sale un [...] lavori nel cam-po della medicina clinica: [...]. Ma scende nel campo [...]. Insomma, la produttività del [...] quella tipica, piuttosto bassa, dello scienziato italiano. Nonostante che, presi singolar-mente, [...] siano [...]. Per tutti questi motivi [...] di rado che un ricer-catore biomedico italiano, [...] Italia, riesca a [...] internazionali. O, addirit-tura, che una [...] scoperta rompa il muro [...] e sia rite-nuta degna di [...] al Nobel. Dopo Camillo Golgi, premiato [...] il Nobel per [...] effettuato [...]. Qualcuno potrebbe obiettare che [...] sostanza di altri settori della ricerca italiana, [...] subnucleare o la matematica, siano [...] più solidi. E [...] entrano in gioco le colpe, [...] del settore biomedico. Che paga per una certa [...] (ne parliamo [...] a fianco), per una non [...] capacità [...] per una certa resistenza diffusa [...] in-tegrarsi nelle rete della ricerca in-ternazionale. [...] la critica impietosa. I successi italiani, anche [...] e biomedico, ancorché relativa-mente rari, esistono. Perché esi-stono quegli spot, [...] eccellenza, di cui parlavamo in apertura e [...] grande deserto della mediocrità per raggiungere livelli [...]. Queste isole le ritrovia-mo [...] Superiore [...] Sa-nità, che, coi suoi circa 390 ricercatori, [...] massi-mo ente di ri-cerca sanita-rio. Le ritrovia-mo nel Cnr; [...] primo luogo nei Poli-clinici di Mila-no e Roma; [...] Istituti per i Tumori (Milano, Genova, Napoli); [...] istitu-zioni non pubbliche, come [...] Mario Negri e [...]. Cosa consente a questi [...] centri di emergere, fino a rag-giungere una [...] di valore mondiale? I punti di forza [...] rigogliose sono al-meno tre. Il primo, potremmo dire tra [...] serio e il faceto, è quello di [...] imparato a sopravvivere [...] italiano. Ovvero a [...] al [...] dirompente della mancanza di fondi [...] di eccesso di burocrazia tipici del nostro pae-se. Il secondo è quello [...] a integrarsi nella rete in-ternazionale della ricerca [...]. Il terzo punto di [...] fatto tesoro dei primi [...] riusciti ad accedere a nuove fonti alternative [...]. I centri migliori sanno captare [...] un lato i fondi erogati dagli organismi interna-zionali e, [...] i fondi messi a disposizione dalle organizza-zioni no [...] come [...] o il [...]. E naturalmente tutti contano [...] nel paese di Leonardo e di Galileo, [...] il genio e la [...]. /// [...] /// Infatti Salvador [...]. /// [...] /// Per [...]. /// [...] /// Per [...]. (0) (0) ![]()
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