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È la trasformazione sem-plicemente qualcosa [...] ci capi-ta? Oppure abbiamo, in quanto esseri umani, una [...] capa-cità di [...] Possiamo sce-gliere tra il culturismo, [...] golf, la filatelia e [...] Vale la pena di scegliere? Inoltre, scarta-to [...] è una cieca fuga in [...] strada rimasta? E, se una [...] letterale del passato è un obiettivo penoso e ridicolo, [...] forse allora cancellare il passato, [...] O dobbiamo [...] far sì che i nostri [...] valori, invece di sradicare quelli antichi, ci cresca-no sopra? [...] DI [...] . /// [...] /// Ma questa risposta non [...] ulteriori e più gravi do-mande. /// [...] /// Dunque la ri-sposta giusta [...] nostra origine non è una con-danna, saremo [...] supe-rare il rimpianto che proviamo per gli [...] tempo e il di-sgusto che proviamo per [...] necessario superere-mo, come specie, anche chi è [...] tali sentimenti. /// [...] /// E certo la trasformazione [...] rapida e intensa sul piano culturale, dove [...] prese con quella «riva-lutazione di tutti i [...] parlava Nietzsche. /// [...] /// Penserete che questa perso-na [...] anacronistico. E avrete ragione: la [...] è fissa, non rispecchia [...] essenza depositata in un [...]. Per quanto ufficialmente [...] membro della medesima specie, [...] a trasformarsi anche come strut-tura biologica: sono [...] mutazioni che gli hanno permesso di superare [...] e forse lo aiute-ranno ora anche con [...]. /// [...] /// Sulla soluzione proposta per questi [...] non varrà la pena di sprecare tempo: sono vecchie [...] logore sia [...] che una minoran-za intelligente e [...] possa far saltare il «sistema» [...] al cuore sia [...] «rivoluzio-naria» di tornare alla natura [...] e selvaggia. I problemi, però, sono [...]. Supponete di incon-trare una [...] che giudica inutile la maggior parte delle [...] non) praticate oggi e con-sidera avvilente dedicarsi [...] vane (invece che, mettia-mo, [...] a caccia per i [...]. /// [...] /// [...] anche quando fun-ziona, si [...] trucco sprege-vole: «Consideriamo umiliante -dichiara il Nostro [...] del processo di potere me-diante attività sostitutive [...] il perseguimento di scopi reali». /// [...] /// Da un lato il [...] funziona: la gente non riesce a prendere [...] sul serio e quindi rimane delusa nella [...] atti significa-tivi. /// [...] /// Eppure molti nella nostra [...] con passione al culturismo, al golf o [...]. Il che crea due [...]. /// [...] /// Ma le attività sostitutive, [...] perlopiù a scopi «artifi-ciali». /// [...] /// Nella società industriale non [...] gli scopi «rea-li» di procurarsi il cibo, [...] e proteggersi da-gli animali feroci. Per soddisfare il bisogno [...] potere», dunque, si scelgono attività più complesse [...] ampi ed evi-denti risvolti sociali. /// [...] /// Chi non possa soddisfare [...] deriverà noia e demoralizza-zione. Soffriranno dunque coloro che [...] propri sforzi e anche coloro che non [...] sforzarsi, per-ché tutto quel che vogliono è [...] di mano. /// [...] /// Al centro delle riflessioni [...] che gli esseri umani abbiano bisogno di [...] di potere», ossia azioni che permettano il [...] scopo per mezzo di uno sforzo personale. /// [...] /// Meglio così, perché [...] vi ho trovato [...] risonanza con il tema [...] trattato la volta scorsa e su cui [...] nel-le prossime settimane: la costru-zione di [...] adegua-ta al marxismo, e [...] sinistra. /// [...] /// La Pedagogia della Lettura è [...] disciplina ambigua e misteriosa. ERMANNO BENCIVENGA [...] molto tempo sono riusci-to [...] mani sul ma-nifesto [...] con ovvia ironia, questa [...] tecnologia con-temporanea è accessibile sulla [...] ma io, da autenti-co [...] aspettare che un amico me ne desse [...]. /// [...] /// Se non avessi visto [...] al ritmo della de-menziale musichetta spagnola, for-se [...] Artieri senza il rispet-to, [...] e [...] che gli ho tributato. /// [...] /// Monarchico in modo devoto, [...] una rias-suntiva identità di destra, Artieri spreme [...] interroga viventi, ottiene lettere e racconta di [...] remota, incredibile. /// [...] /// Ma i quasi [...] trascorsi da quando Mon-dadori lo [...] i trenta che ci se-parano da quando [...] iniziò questa cronaca, mi spingono [...] ren-dere [...] un particolare omag-gio. /// [...] /// Forse, [...] delle 2. /// [...] /// Ma il nostro mondo [...] o umilia, o castiga chi possiede queste [...] materia del romanzo nasce, con ottimo dosag-gio, [...] tra le variegate risorse di Tim e [...] a cui tutto poi ritorna, mentre il [...] Autentico e Inautentico ci ri-conduce a questo [...] benissimo reso [...]. /// [...] /// Tim è emotivamente e [...] amare sia Ivo che Isabel: si dovrebbe [...] una presenza particolarmen-te lieta, ricca di invidiabili [...]. /// [...] /// In tempi di repressione [...] si riem-piono di squallori, vagamente in contatto [...] un [...] tutti gli ambiti, provo [...] sa creare un bisessuale co-me Tim e [...] riflette-re su questa figura, [...] minuziosa-mente esplorata negli atti [...] ma carica di un sotto-fondo metaforico a [...] allu-de. /// [...] /// Ma [...] di Tim, di Ivo, [...] Isabel, [...] lettere, gli abbozzi di romanzo, i manoscritti [...] dal nulla e descrivono, tutti, storie vere [...] isole deserte mostrano una così sicura sapienza [...] pensare a un Settecento ri-trovato con la [...] chi scrive dopo [...] molto letto. /// [...] /// La notte dei due [...] da Mondadori, e questo mi ri-corda che Ruth [...] sco-perta nei «gialli», e [...] sempre un poco risentire di una collocazione [...] a cui forse ha pensato crean-do Barbara Vine. /// [...] /// [...] la Pedagogia della Lettura, [...] volte Primo Levi, pro-prio con [...] veloce e consue-tudinario che [...] grandi che sono grandi per tutti, senza [...] lingue o ai pas-saporti. /// [...] /// In questa speciale serie [...] La notte dei due uo-mini, di Ruth [...] un libro che [...] avrebbe potuto firmare con [...] Barbara Vine, che riserva ai propri testi più [...] più ambiziosa fattura. /// [...] /// È questa la loro [...] Patrick, il giovane adulto che consegna il piccolo Nicolas [...] opaco, immodificabile destino, piange, al termine del [...] disperata sensazione di impo-tenza [...] nostra, di noi che invece dovremmo lottare [...] esistenziale di ogni Nico-las fosse tutto loro, [...] condizionamenti, eredità non desiderate né cercate. /// [...] /// Anche il ragazzino protago-nista [...] Emmanuel [...] La settimana bianca, trova [...] fra i ritratti di una grande galleria [...] di Ca-rota ad Antoine [...] da Remigio a Pricò, [...] i bam-bini che devono soffrire, patire, pe-nare, [...] umiliati, pro-prio solo perché sono bambini. /// [...] /// In Giochi di ragazzi [...] paradigma esistenziale che si rende concreto nella [...] Ti-mothy, bugiardo come il briccone ingannatore del Mito, [...] di ogni contraddizione, specchio complessivo di un [...] dal suo folle sal-tellare tra parossistica descrizione [...] altri e sconside-rata elargizione delle proprie men-zogne. /// [...] /// Il signor [...] che controlla una mensa [...] definisse i piani di alchemiche combinazioni antro-pologiche, [...] freddezza ragionieristica delle scienze sociali: si è [...] al regolo calcolatore e i signori [...] comandano, divisi tra il [...] e il loro interiore disastro. /// [...] /// Tutto si contami-na, niente [...] fuori dal gioco narrativo: [...] forse ha sperato che viaggi come quello [...] Felicia [...] potesse-ro più [...] ma abbiamo per-duto e [...] reso ancora più fa-cilmente teratologico. /// [...] /// La solitudine, [...] del mostro, la produzione [...] il significato del contesto, non li ho [...] nitidamente resi. /// [...] /// Sono vicende che fan-no [...] periferie nitide e desolate di Maurice [...] ma an-che a certe [...] abba-cinate di [...]. Nel primo [...] un serial killer che [...] proprio spazio nella esorbitante bi-bliografia in cui [...] genere di libri. /// [...] /// Il viaggio di Felicia [...] Giochi [...] ragazzi, di Wil-liam Trevor, editi da Guanda, [...] riflettere sui rapporti tra tempo, mutamento, passaggi, [...]. /// [...] /// Certe letture della mia [...] riesco a [...] perseguito amici, sevizio allievi [...] ma i ricordi non si dileguano, quei [...] dialogo ancora con loro. /// [...] /// Labile, transeun-te, malaticcia anche [...] boy scout la protegge e vuol [...] attraversare la strada, la Peda-gogia [...] Lettura nasce e muore come una farfalla: le [...] invece, e, dopo sessanta anni giusti giusti, [...] ancora Faccetta nera sfor-zandosi di tradurre in [...] canoro prescriveva. /// [...] /// Ma ho visto decine [...] anziani bagnanti pasticcia-re col proprio corpo al [...] canzonetta spagnola onni-presente, li guardavo e pensavo [...] rende davvero liberi, come diceva Adolf, se, [...] ci si riduce così. /// [...] /// E dire che si [...]. /// [...] /// Arrivano (o così pare). Anziani al ritmo e [...] e homo sapiens ANTONIO FAETI Dopo [...] nobile appello del mini-stro Lombardi, [...] del 1995, la vita [...] Pe-dagogia [...] Lettura è stata come quella del signor [...] felice, però breve. /// [...] /// Né è da escludere, [...] di fiamma della lettera [...]. Proiezione del cor-po dei [...] dei destinatari: è più [...] e meno ef-fimera, attutisce i litigi, fa [...]. /// [...] /// Non è tuttavia da [...] «risorgimento» della lettera come genere letterario, tema [...] nostro amico Gian-franco [...] dedicò circa [...] fa uno dei suoi [...] Bressanone. /// [...] /// Che possa ritornare in [...] «a stretto giro di posta» è, in [...] pensabile: mancano le diligenze, mancano i cavalli [...] che venga conse-gnata al postiglione la fatale [...] un noto passo delle «Affinità elettive» di Goethe); [...] de un coche [...] avanza» che è nella [...] grande poesia di Antonio Machado col protagonista [...] che, in lacrime, scrive una lettera (ov-viamente [...] con tanto di penna e calamaio). /// [...] /// Soltanto le lettere non [...] arrivano. Me ne danno confer-ma, [...] corporati-vo, anche le due [...] gentili amiche [...] postale del piccolo pae-se (La Serra [...] Lerici) dove per lo più abito. /// [...] /// Ma che cosa succede [...] Incredibile: le let-tere arrivano con ragionevole solle-citudine; [...] come un «Pendolino», ma almeno come un [...] «Interregionale». /// [...] /// Sì, se ne scrivono [...] diffusa [...] (fax incluso) e nonostante [...] che anni di disordi-ne postale hanno accumulata [...]. /// [...] /// A stretto giro GIOVANNI GIUDICI «Se [...] scrivono ancora. No, non solo «versi» [...] incipit di una poesia di Vit-torio Sereni, [...] dire, epistole, missive, affrancabili per tut-ti i [...] con un modesto francobollo da lire 750, [...] spalle dei Te-deschi che devono invece sborsare [...]. /// [...] /// La quarta di co-pertina lo [...] è vero. Dunque, per non cadere [...] chi le in-formazioni le dà parziali o [...] prima di [...] bisogna almeno [...]. /// [...] /// Il libro è invece la [...] o sbobinatura di una di-scussione fra un gruppo di [...] a [...] nel 1955; quella di [...] non è che una voce [...] le tante. /// [...] /// Chiunque supporrebbe di prendere [...] saggio di Gregory [...] sul tema, a lui [...]. /// [...] /// Eccetera, in una spi-rale affabulatoria [...] vorrebbe al-lontanare [...] segreto di fami-glia, e invece [...] lì trascina. Mentre [...] Martin [...] scrive [...] (Einaudi) e getta la [...] suo sarcasmo sulla smania di onniscienza [...] contemporaneo, Javier [...] can-ta e decanta al [...] di informazione, quella sal-vezza che è la [...]. /// [...] /// Ri-sposta: «Mi dica, lei [...] suo paese?»). /// [...] /// O ancora la sublime [...] fra un fatuo primo mi-nistro spagnolo e [...] alla [...] per sconfiggere la noia [...] e formale, [...] Juan mette in bocca [...] poco rituali («Vuole che le ordini un [...]. /// [...] /// Oppure la commovente ridi-colaggine [...] che cerca gli ultimi brividi della se-duzione [...] intime con improbabili sco-nosciuti. /// [...] /// Le riflessioni sul matrimonio, [...] tema pro-fondo del libro: quando si sa [...] persona e il mistero vie-ne ucciso dalla [...] viene detto a cuore aperto, sul bianco [...] non [...] più pathos, non [...] più fu-turo. /// [...] /// Eppu-re Juan, a [...] volta, racconta: e il [...] per quasi trecento pagine, con la [...] di una rivelazione sempre [...] viene dal Macbeth: è un in-dizio), ma [...] abbraccio narrativo ora brillante ora struggen-te. /// [...] /// I fatti non esistono [...] raccontati. /// [...] /// Nella vita, vorrebbe invece [...] quello che gli viene inesorabilmente svelato e [...]. Sono le parole, quando [...] rendere reali i dubbi sulla fedeltà della [...] sospetti sul padre che, come Bar-bablù, ha [...] tre spose. /// [...] /// Di mestiere costui, [...] e ignavo Juan, fa [...] organizzazioni internaziona-li, fra New York e Ginevra; [...] deve ascoltare e ca-pire. /// [...] /// Dal quale cercherà di [...] del libro nonché nipote della suici-da, uno [...] non sapere e vuole continuare così: affinché [...] famiglia rimangano tali, nul-la turbi il tranquillo [...] i cuori rimangano bianchi [...] e [...] e non ven-gano macchiati [...] o dai dolori del passato. /// [...] /// Sangue e la-crime, un [...] mistero: siamo in pieno mélo. /// [...] /// È un colpo al [...] la pistola del padre durante un pranzo [...] che ucci-de ad apertura del romanzo la [...] Teresa, [...] poco tornata dal suo viaggio di nozze. /// [...] /// Altro che freddezza: è [...] cuore. /// [...] /// Uno che non gesticola mai, [...] non vuole stupire: eppure cat-tura, ammalia, ipnotizza con le [...] serpentine della [...] scrittura. /// [...] /// Certo, lo spagnolo Javier [...] non ha la calda, carnevalesca [...] dello spagnolo Manuél [...] Montalbàn, giocoliere [...] e dei generi popolari. È, al contrario, arroccato [...] elegante e flemmatico, in uno hu-mour sottile, [...] iro-nia. /// [...] /// Eppure ha saputo commuovere [...] critico [...] il te-desco Marcel [...] che ha gridato al [...] di lettori in Spagna e in Ger-mania. /// [...] /// Non è poco, per [...] arriva in Italia, tradotto per la prima [...] Bianca Lazzaro per Donzelli, con la fama di [...]. /// [...] /// Ma sarebbe un errore. Un cuore così bianco [...] Javier [...] è un grande libro [...] grandi sentimenti. /// [...] /// MURI LO MENDES (da Ipotesi, Guanda) Il mistero ucciso GIOVANNA ZUCCONI Un cuore rosso [...] parola cuore anche nel titolo: una così [...] sentimento, e del suo simbolo più frusto, [...] fuga chi frughi fra le novità in [...]. /// [...] /// Arriva il professore a [...] di Torricelli: cado subito nel vuoto. /// [...] /// In [...] lo vedevo con il suo [...] una torre coronata da uccelli senza alfabeto nè bussola. /// [...] /// Sotto i portici bolognesi Morandi [...] di padre e di bottiglia TORRICELLI Torricelli [...] della mia [...]. /// [...] /// MORANDI Morandi controlla il [...] che a loro volta controllano la veglia [...] Morandi. /// [...] /// MORANDI Morandi controlla il [...] che a loro volta controllano la veglia [...] Morandi. (0) (0) ![]()
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