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[...] una visita assai penosa, [...] a [...] è morto mio cugino; [...] mia famiglia sono state deportate e non [...] potuto sapere « dove », poiché non [...]. Prevedo che molti diranno [...] questo pellegrinaggio; rispondo: « Chi usa la [...] giornalista o scrittore, ha dei doveri precisi [...]. I nostri morti non [...]. Ciò conferma ch'è necessario Ricordare [...] gli orrori [...] campi di sterminio e [...] giovani sappiano quello che uomini sono stati [...] ad altri uomini. Per questo approvo quantè [...] R. Un autorevole corrispondente del [...] Corriere [...] Sera », in una corrispondenza da Francoforte [...] Meno [...] di [...] incontrato file di scolari [...] Sala degli Imperatori », una specie di « [...] germanesimo ufficiale », il che significa mantenere [...] generazioni lo spirito nazionalista e guerriero. Nella [...] Est invece, le scolaresche [...] a [...] e ho visto più [...] asciugarsi gli occhi osservando le documentazioni raccapriccianti [...] Museo. Ho risalito la nuova [...] Via Crucis », chiamata la «Via dei morti»: è [...] alberato da me percorso venendo da Weimar. Migliaia e migliaia di [...] passate, lasciando alle loro spalle ogni speranza! Nella foto della pagina [...] lunghe file di baracche in un campo [...]. Ho visto le fosse [...] le bestie feroci, (destinate a divertire i [...] con la carne negata agli uomini, e [...] umana, e le « celle della morte [...] celeberrimo Capo delle S. [...] ha torturato e [...] e assassinato migliaia di uomini. Ho visto lo studio [...] Campo: sulla [...] scrivania troneggia, spaventosa, la [...] un deportato assassinato. Ho visto la vasca [...] della pelle umana, ho visto i ferri [...] e quelli per il tatuaggio. Ho visto la sala [...] affinchè non si udissero le grida dei [...] il pavimento rosso perchè non si vedesse [...]. Ho visto le camere [...] ascensori che trasportavano 40 prigionieri alla volta, [...] per impiccare e i chiodi per crocifiggere [...] per colpire e le mattonelle imbevute di [...] ritornavano rosse dopo ogni lavaggio . Ho visto i vagoni [...] cadaveri ai forni e i forni stessi [...] metalliche con cui vi trasportavano i morti. Ho aperto gli occhi [...] il cuore, perchè voglio dire a voi [...] Non dimenticate [...]. Ho sostato in raccoglimento [...] croce nella Corte del Crematorio; presso la Cappella [...] di tre nostri connazionali uccisi dal 9 [...] 1945 (cioè 36 ore prima della liberazione [...] Campo! Ho visto il carro [...] che doveva venire tirato cantando, da venti [...] il « palo della tortura », ho [...] sala di patologia » ove si scarnificavano [...] ottenere scheletri umani, che poi si vendevano [...] musei. Ho sostato sulla « Piazza [...] dove da 20 a 30. Il prete cattolico Pére [...] poeta [...] superstite del Campo di [...] poema « [...] » scrive, nella pagina [...] « Quando a un tratto [...] ha termine [...] / Ed or si [...] tutti bel bello f fluiscono ad ondate [...] / che i morenti son morti, e [...] morenti ». Ancora ho visto i [...] dietro la baracca, ove i più deboli, [...] stendevano: i [...] delle S. Ho pregato nel luogo [...] svolto il servizio religioso dopo la liberazione; [...] Museo, ho veduto le fotografie prese dagli [...] nel campo tappezzato di cadaveri, e le [...] prigionieri nascondevano per il giorno della riscossa [...] clandestine (ciò che ha del miracolo data [...] delle S. Tutto ho veduto, non [...] perchè volevo dire a voi che mi [...] dimenticate [...]. In mezzo a tanti [...] luce più fulgida il sentimento di solidarietà [...]. Nel Museo è documentata [...] eseguiti da prigionieri e nelle pagine del [...] deportato politico. Eccone qualche brano: «. Nel corso dei primi [...] non ricevevano che mezza razione della brodaglia [...] minestra e una razione di pane per [...]. Non avevano diritto alle [...] rischio della loro vita i prigionieri politici [...] baracca, riservata agli ebrei, un posto di [...] i casi più gravi e tanto frequenti [...] contusioni e geloni ». E più in là: [...] Quando [...] primi [...] dei prigionieri politici furono [...] di [...] a [...] la fraternità dei compagni [...] efficace. Un tozzo di pane, [...] caffè, un vecchio chiffon, anche soltanto un [...] contro la pioggia, o un grosso filo [...] scivolando sotto la manica consentisse di stendere [...] tutto ciò poteva salvare una vita. [...] di solidarietà appresa nelle [...] coltivata in prigione, diveniva [...] una questione di onore [...] politico ». E ancora: « [...] al campo che ho [...] prima volta il senso vero della parola [...]. Vennero al campo prigionieri [...]. Una notte, anziché dormire, [...] i deportati più miseri donarono la metà [...] . Ancora una cosa ho appreso [...] diario del sopravvissuto: [...] clandestina partigiana [...] fra i prigionieri. Egli scrive: « [...] aprile 1945 noi prendemmo [...] cacciammo, prima [...] delle truppe alleate i [...] erano presenti nel lager, facemmo più di [...] garantimmo [...] dei 21. E [...] degli americani nel campo, i [...]. La stessa idea ci [...] nostra causa è giusta: noi dobbiamo vincere. Noi abbiamo condotto in [...] il medesimo duro combattimento, con piena abnegazione. Questa battaglia non è [...]. Le bandiere hitleriane sventolano [...]. I nostri sadici boia [...]. Così, adunati su questa [...] luogo che respira [...] nazista, giuriamo (lavanti al [...]. Noi non metteremo fine [...] fino a che [...] dei colpevoli non sarà [...] giudizio dei popoli! Abbiamo per scopo [...] di un mondo nuovo, [...] e di libertà. Lo dobbiamo ai mostri [...] loro famiglie. In testimonianza della vostra [...] questa battaglia, balzate il braccio per prestare [...] con me: "Noi giuriamo! Ventunmila uomini e adolescenti [...] verso il cielo e gridarono: "Lo giuro! Sopra: ebrei in marcia [...]. Sopra: annuncio e applicazioni [...] dì [...]. Sópra: il lavoro forzato [...]. Sotto: [...] « contrassegnata » secondo [...] « legge sulla difesa del sangue », [...] mettere in pratica da [...]. /// [...] /// Sotto: [...] « contrassegnata » secondo [...] « legge sulla difesa del sangue », [...] mettere in pratica da [...]. (0) (0) ![]()
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