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[...] genera e arricchisce continuamente la [...] identità sociale. Non vo-glio dire che [...] «comunità umana oltre i confi-ni» nascano solo [...]. Forse sono radicati nel [...] persona umana, nel Dna costitutivo della specie. Il grande scienziato credeva [...] amore universale posta nel cuore stesso [...]. E ci credeva Ernesto Balducci, [...] lo cita nel suo libro [...] 1990), con il seguente commento: «Si tratta del capovolgimento puro e semplice [...] di cui siamo figli. Il nuovo uma-nesimo nasce [...] di questa transizione». Questo nuovo umanesimo, che [...] (mettendo nel conto che ogni appellativo è [...] con nessuna ideologia e non è esaurito [...] politico né etica reli-giosa. Sebbene certi programmi politici [...] si ispi-rino a tale umanesimo e tentino [...]. È un processo storico [...] si è sviluppa-to lungo tutto il secolo [...] dalla fine della guerra. Varie generazioni vi hanno [...] stanno contribuen-do con le loro esperienze di [...] le loro lotte. Da tale pro-cesso sgorga una [...] socia-le tenuta insieme da una memo-ria unitaria. Il termine «memoria unitaria» [...] pensare a un monolite, quasi a un [...] della memoria. Significa piuttosto un insieme [...] di memoria che si ri-conoscono tutti in [...] di umanizzazione sociale. Le mille e mille memo-rie [...] non sono separate e disgregate ma formano una identità: [...] appunto [...] sociale. Ogni più piccolo frammento [...] questa visione unitaria, ha un suo valore, [...] a un personaggio famoso o a un [...] porta-ta, quale ad esempio il movi-mento operaio, [...] meno nota. E ogni frammento deve [...] senza gerarchie [...]. Questa memoria unitaria [...] sociale è forse pro-prio [...] in piedi a contrastare la marcia trionfale [...] globale. Il quale infatti ha [...] una strategia di oblio, tesa a disgregare [...] memoria. Perché il liberi-smo ha [...] sul vuoto una nuova [...] di [...] senza identità e memoria. Ogni frammento deve rico-noscersi [...] nes-suno «possiede» la memoria complessiva. E riconoscendosi come frammento [...] gli altri e al contempo sentirsi valorizzato. Ognuno de-ve fare la [...] questa creazione e vivificazione della memoria. La Comunità [...] una delle comunità cristiane di [...] sorta nel 68 dopo quindici anni di esperienza nella [...] ha avvertito da sempre [...] di contribuire a questa me-moria [...] sociale. Il primo e più [...] di vita, coerenza di scelte, continuità di [...]. Ma [...] anche il contributo di [...] briciola si perda. Per que-sto sta tentando [...] Archivio storico che raccolga e valorizzi questi [...] di storia propria e delle comuni-tà di [...]. Allo stesso scopo, ultimamente ha [...] il libro [...] i confini [...] di ricerca [...] Firenze, 1995. Il processo di umanizzazione [...] anche le re-ligioni, inclusa la Chiesa cattoli-ca. E come poteva essere [...] pensa alla centrali-tà che ha la socialità [...] Vange-lo? È vero che il Vangelo non è un [...] so-ciale. È molto di più: è [...] Dio bi-blico che [...] con il povero, non per [...] ma per [...] il protagonismo nella storia, che [...] la vitti-ma delle ingiustizie, il condan-nato a morte a [...] delle sue scelte contro il potere e il pecca-to, [...] protagonista di una nuova [...] liberata dal do-minio. [...] sociale, sul ver-sante religioso e [...] alla real-tà ecclesiale. [...] vero che ha subito [...] subisce [...] la stessa strategia di [...] sono stati e sono sottopo-sti gli altri [...]. Lo scontro interno alla Chiesa [...]. Ed è risultato tre-mendo [...]. Perché il pro-cesso di [...] è configurato [...] ec-clesiale come «rivoluzione co-pernicana [...] Chiesa». Così [...] definita un grande teologo [...] pone al centro non più la gerarchia [...] di Dio». Non che i ministeri [...]. Solo che riacquistano la [...] servizio in una Chiesa vissuta co-me «comunità [...] sul protagonismo delle persone a cominciare dagli [...]. Questo in fondo significa [...]. TALE «rivoluzione coperni-cana», rivelata [...] Conci-lio [...] poi da esso spinta in [...] fu [...] intreccio perverso, composto da massoneria piduista, servizi [...] Gladio, [...] mafia: quel medesimo intreccio che in Italia, [...] comunista, tentò di bloccare il processo democratico [...] tutti i mezzi compreso il terrore. A un certo punto, [...] poco prima della strage di piaz-za Fontana, [...] fu invasa da una delle prime squadre [...] di spranghe, catene e bastoni, cacciarono le [...] che a quel tempo costituiva-no la comunità [...] la parrocchia. E una magistratura compiacente [...] fascista e perseguì le vittime del-la provocazione [...] quasi mille perso-ne della Comunità [...] totalmente innocenti, che dopo [...] infatti pienamente assolte. Fu questo uno dei primi [...] di uso de-pistante del processo. La genesi delle altre [...] base italiane trova costantemente sul suo cammino [...] la repressione [...] e insieme il maci-gno [...] cui abbiamo parlato sopra. Le squadre neofasciste al Nord [...] mafia a Sud costituiscono la ma-novalanza di [...] violente analoghe a quelle avvenute nella chiesa [...] massoneria pidui-sta, servizi segreti, politici cor-rotti. Centinaia di comunità so-no [...]. Le co-munità di base [...] Italia e nel mondo, perché doveva essere [...] di [...] di comunità», distrutto [...] medesimo di «Chiesa povera [...]. È per questo che [...] Italia si crea il terrore attraverso la violenza [...] America latina le giunte militari massacrano a decine [...] i laici impegnati nel creare comunità di [...]. Ed ora tutto questo [...]. O meglio disar-ticolato. /// [...] /// Ro-mero con le comunità [...] Le due cose devono es-sere tenute separate [...] senza con-nessione. Non parliamo poi di [...] don Loren-zo Milani. Per carità, sono cose [...]. Guai ad acco-stare fra [...] guai a [...] come parti, «diverse» ma [...] di un uni-co processo storico di umaniz-zazione [...]. Davvero, la memoria è [...] più solidi, se non [...] rimasti in piedi per [...] diversa rispetto al nuovo dominio mondiale del [...]. /// [...] /// Una immagine davvero curiosa [...] Paesi Bassi. Due poliziotti in sella alle [...] stanno scortando il sorprendente corteo [...] quattro ele-fanti indiani attraverso le vie del centro di Rotterdam, ieri mattina. Gli elefanti hanno partecipato [...] programma di intrattenimento per i bambini [...] pediatrico cittadino [...]. Dalla Prima non scherzavano [...] vite, non erano animate da alcun intento [...]. A che cosa serve [...] milio-ni di telespettatori il [...] Silvia» per il non avvenuto stupro della so-rella? Fa [...] qualcuno? Aggiunge dati ad un problema di [...] riflettere? No, fa pena. Fa pena e basta. Aumenta e forse tiene [...] generale. [...] una ragazza di [...] per riavere indietro almeno un [...] della [...] subito ricamato la leggenda. Erano brave ragazze, si [...] vivevano vite semplici e impegnate, in piccoli [...]. [...] La frase «senza grilli [...] è stata ripetuta più volte. E se «i grilli» [...] Sarebbero state meno da compiangere? Meno innocenti? [...] A che cosa serve [...] valore aggiunto di una sorta di santità [...] Silvia, [...] corso [...] televisiva cui [...] sottoposta, senza troppo rispetto [...] condizioni [...]. Un sorriso leg-germente fisso, [...]. Le domande dirette sul [...] concor-dato di [...]. Silvia ha risposto, [...]. [...] da grande» e «ti piace [...] a scuola» [...]. Viene naturale [...] a chi giova, visto [...] fra gli interrogativi banali. [...] Silvia, ai [...] amici? [...] solita divinità cui si [...] tutto, dal bambino molestato alla ragazza scampata [...] moglie del disoccupato suicida al giovane mi-liardario [...] televisivo ridotto a numero. [...] per [...]. /// [...] /// [...] per [...]. (0) (0) ![]()
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