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[...] Claudia [...] e Mazzeo Riccardo [...] accusati di [...] ucciso Davide De Simone la [...] del 27 mar-zo 1974. ASSOLVE [...] Claudia dal delitto a [...] insufficienza di prove e ne ordina [...] scarcerazione se non detenuta [...]. Sentenza della Corte [...] di Bologna del [...]. Contro [...] Claudia, libera assente e Mazzeo Riccardo [...] detenuto presente. Sentenza del [...] la Corte dei Cassazione rigetta [...] i ricorsi. Il [...] Riccardo Mazzeo viene gra-ziato. Gli occhi diventano rossi [...] due volte soltanto. Quando ricorda quel poco [...] fare per se stessa nei pri-mi anni [...] e poi studiavo riviste che parlavano di [...]. E quando immagina quale [...] futuro con i figli: «Certo ora li [...] di essere ancora a casa con loro. Leggo i libri che [...] scuola e vedo in tv i programmi [...]. Poi gli scrivo e [...]. Ma domani non sarà così. Loro vivranno fuori la [...]. E io sarò [...]. Così è giusto che [...]. Le sue mani si [...] si allontanano, come a disegnare due strade [...] direzione opposta. Saletta colloqui della «Casa [...]. Claudia [...] che sulle pagine dei [...] è guadagnata [...] di «la donna che [...] può raccontare di sé. Una sen-tenza di 22 anni [...] assolta per « insuffi-cienza di [...] di [...] ucciso il suo [...] Davide De Simone. [...] condannata a 24 anni di [...] insieme con il suo [...] già condannato in primo grado. La Corte di Cassazione [...] 1977 ha reso defi-nitiva la condanna. Da quel giorno Claudia [...] non è più esistita. È nata Chiara [...] che il 21 gennaio [...] 20 anni di latitanza, è stata arrestata [...] di Roma. Per tutto questo tempo [...] donna di un medico e poi la [...] ragazzi che oggi hanno 15 e 10 [...]. Si è scritto che [...] ha portato i carabinieri a casa della [...]. Ma forse è stato [...]. Ora «la [...] ha di nuovo il [...] che aveva deciso di [...] , per ribellarsi, spiega, a qualcosa che [...]. La [...] vita è in una cella [...] e stretta, quasi un corri-doio, ma con una vista [...] Roma, non sul muro di cinta. Ma i colloqui non [...] cella. I detenuti scendono al [...] ci sono tre stanzette riservate ai loro [...] avvocati o con non meglio definiti «operatori». [...] non è lunga. Minuti che passano tra [...] discutono con i loro legali dei tempi [...] consiglio, tra un avvocato che racconta di [...] che stuprava le figlie, tra una ragazza [...] si aggira con scopa e detersivo in [...]. Nella tasca del suo camice [...] ha nascosta una radiolina. /// [...] /// Come sarà la donna [...] quella che secon-do una sentenza dello Stato [...] e poi eseguito con freddezza [...] del suo amico Davide? Aveva [...] quando avrebbe ferito mortalmente al basso ventre [...]. Come sarà quella donna [...] in poi è stata [...] dei 500 latitanti più [...] che nessuno è riuscito a trovare? Che [...] donna che è stata capace di mentire [...] al suo compagno, ai suoi figli e [...] che le giravano intorno? È piccola, esile [...]. Capelli corti, felpa blu, [...] un paio di décolleté marroni. Perfet-tamente in ordine dietro [...] che contribuiscono ad [...] più dei suoi 43 [...]. La porta della stanzetta [...] ma è soltanto un simbolo. È una porta a vetri, [...] dietro la qua-le prende posto fino alla fine [...]. Dovevo prendere una decisione rispetto [...] una sen-tenza che mi sembrava ingiusta. /// [...] /// Ho lasciato Lecce, ho [...] e poi mi sono fermata a Roma [...] quello che per tanti an-ni è stato [...]. Il padre dei miei [...]. [...] ha cominciato a vivere una [...] senza passato, Chiara [...]. Ho vissuto questi anni [...] mi trovassero. Ho passato notti intere [...] aspettare che qualcuno bussasse alla porta. Nel frat-tempo però andavo [...]. Aiutavo il mio compagno [...]. Un altro dramma [...] vissuto quando sono rimasta incinta. Dove-vo prendere [...] decisione. Potevo per-mettermi il lusso [...] un bambino io? Ho deciso di sì [...] la gravidanza in solitudine perché Mauro [...] esame [...] e per que-sto era [...] fare il servizio mi-litare. Soltanto la nascita di Cecilia [...] permesso di tornate a Roma e di [...] lavoro. Sarà per questo che [...] a me mia figlia. È nata che eravamo [...] un cane». Cecilia e poi Valerio [...] dopo non sono stati riconosciuti dal-la madre [...] nascita. La legge me lo [...] mi ha fatto più domande del necessario». Nessuno ha mai fatto domande [...] questa donna certo non appariscente. Mai un con-trollo dei documenti, [...] una chiacchierata un [...] più intima con una vicina [...] casa o con [...] mai una serata a parlare [...] passato con i figli o un album di famiglia [...] sfogliare. Non ho mai più [...] vita di società se si esclude il [...] pro-fessori dei miei figli. Non ho foto [...] non me ne sono mai [...] fare. Ero rimasta trau-matizzata dai [...] durante il primo processo. I ragazzi sapevano che io [...] Mauro eravamo sposati, ma non mi hanno mai chiesto [...] non avessimo [...] di nozze. Certo ogni tanto facevano [...]. Valerio, per esempio, voleva [...] documenti del consiglio di classe o in [...] dei genitori io non venissi mai nominata. Ho dato la stessa risposta [...] Cecilia quando [...] a Natale voleva andare dalla [...] nonna, mia madre, a Lecce. Ho insegnato ai miei [...] ho spiegato loro ogni giorno che è [...] sem-pre e comunque, ma [...] era trop-po grave e non volevo [...] choc. Aspettavo che crescessero». Una vita in ombra [...]. Quando si decide di [...] nel conto di non [...] più essere come gli [...] avere più parenti né [...] più uscire, guidare, votare, aprire un conto [...] una telefona-ta o spedire una vera lettera, [...] vi-cini, fare tragedie o anche reagire con [...] tuo uomo ti abbandona per [...]. Tra Claudia e Mauro [...] andavano bene da anni e da qualche [...] andato via da casa. Ma non ha mai [...] basta a tutto questo [...] «No, ho soltanto sperato [...] qualcuno mi telefonasse e mi dicesse [...] è una donna libera. Siamo noi ad [...] sbaglia-to, abbiamo riaperto il processo [...] una nuova [...]. Quella telefonata non è mai [...] anzi, il 21 gennaio di [...] sono venuti ad arrestarmi. Sono uscita dalla prigione [...] ero costruita per en-trare in questa che, [...] scelto. Quella mattina, prima di [...] sono entrata nella camera dei ragazzi e [...] che mamma vi vorrà sempre [...]. Da allora li ho [...] febbraio grazie [...] di alcuni loro inse-gnanti, [...] di ragazzi che fre-quentano le loro scuole [...] della direttrice del carcere. Non stanno bene, ma [...]. Cecilia è più grande, capisce [...] non sarà facile. Va-lerio continua a [...] se non [...] pro-prio nessuno che viene a [...] che sono in-nocente. Ho parlato con loro, [...] mia verità, li ho rassicurati. Continuerò a [...] da [...] leggendo il «Gattopardo» che Cecilia [...] studiando e vedendo [...] per [...] poi con Valerio che non [...] perde una puntata. Continuerò a da-re dei [...] che ancora mi chiede se può o [...] determinata co-sa e poi mi batterò perché [...] al più presto anche secondo la legge». /// [...] /// Non sono più la [...] anni Settanta credeva in un mondo di [...] più la donna ombra che ha cresciuto [...] esi-stere se non per loro e attraverso [...] ancora la detenuta che dovrà scontare 24 [...] una condizione che qual-cuno mi ha imposto [...] merito». In quasi due ore di [...] non dirà mai «sono innocente» o «mi hanno con-dannato [...]. E quando le chie-diamo [...] qualcosa a chi sta fuori dal carcere [...] «Le [...] persone a cui volevo dire qualcosa erano [...]. [...] fatto». Speranze poche e tutte [...] Rocco Bruno [...] che la sta se-guendo [...] parlamentare del senatore Athos De Luca che [...] nel riaffermare la validità di una pena [...] valutare anche la con-dizione dei figli della [...]. Claudia sta aspettando certo la [...] che [...] condannata. Tra quelle pagine tro-verà [...] la corte aveva dato di quel delitto [...] la riteneva colpe-vole. Da pagina 61 si [...]. Così la vicenda descritta [...] e piovigginosa serata del 27 marzo 1974 [...] tragico e sanguinoso epilogo sta a dimostrare [...] dal senso errato della vita possa discendere [...] oscuri dove la violenza e [...] bran-colano con il loro [...]. [...] umano rimane stupito e [...] a tanta degradazione, auspicando una [...] migliore [...] del male siano sempre più limitati e [...] vasti confini delle nobili aspirazioni del trionfo [...] una giovinezza forte e serena abbia a [...] più vere e la sorgente inesauribile e [...] soddisfazioni più meritate e liete. Lo esige e lo [...] Davide De Simone e con lui ogni vittima in-sanguinata [...] tra-gica della morte». Chissà cosa volevano dire quei [...] per spiegare un delitto nel quale un ragazzo di [...] anni che aveva avuto una storia di amore e [...] sesso con una ragazza della [...] stessa età era stato ucciso [...] una coltellata. Dal fidanzato di lei, [...] Era una «fred-da e piovigginosa serata» bolognese [...] Davide fu ucciso. È un vento-so, ma [...] pomeriggio romano quando Claudia [...] saluta per tornare nella [...] cella. Comincia nel 1997 a sconta-re [...] pena di 24 anni. La porta a vetri [...] che è rimasta di guardia spie-ga che [...] uscire in cortile molte ore al giorno. A Claudia non interes-sa. Dal 21 gennaio non esce [...] per [...]. Fernanda Alvaro Incontro in [...] Claudia [...] Condannata per omicidio ha [...] normale casalinga sotto falso nome. /// [...] /// Fernanda Alvaro Incontro in [...] Claudia [...] Condannata per omicidio ha [...] normale casalinga sotto falso nome. (0) (0) ![]()
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