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La faccia gongolante di [...]. Il sorriso amaro di Prodi. Veltroni che [...]. [...] scuro e silenzioso al suo [...]. La tensione che si [...]. Il primo governo [...] 13, mentre sul tabellone della Ca-mera si materializza quel che si te-meva fin dalla tarda [...]. Mancavano tre voti ai calcoli [...] stati decisivi. /// [...] /// La maggioranza non [...] si ferma a quota 312, [...] scissione di Rifondazione e [...] dei [...] non è stato sufficiente, dopo [...] giorni di go-verno Romano Prodi sale le scale [...]. Tutto sommato, con aria [...]. A casa? Chissà. Ieri sera, dopo un [...] tensione, passato tra recriminazioni, incon-tri, vertici, parole [...] il nome Prodi era [...] in casa Ulivo e [...]. [...] proposto formalmente per un reincarico, [...] nome del cen-trosinistra, per gestire [...] di una finanziaria decisiva per [...] paese. [...] non è [...] il Polo insorge. Ma soprattutto bisogna vedere [...] è [...] e se Prodi ci [...] un [...]. È vero, in quello che [...] stato bat-tezzato il giorno più nero [...] e il più «Fausto» per [...] destra, la gente lo ha applaudito, nel [...] di andare [...]. Ed è vero che [...] sono con lui, [...] gli hanno inviato messaggi [...] di in-coraggiamento. [...] parlato nelle ore amare delle [...] sarebbe non sarebbe molto convinto a succedere a se [...]. Per farla un governo [...] la persona ideale, avrebbe confidato a qualcuno. Senza contare quel [...]. [...] parere le elezioni, nonostante tut-to, [...] la soluzione più li-neare. /// [...] /// [...] ieri sera faceva muro [...] è vero che Prodi è [...] avrebbe indicato in Ciampi [...] adatta per portare a com-pimento la finanziaria, [...] che lui e Veltroni hanno indicato nelle [...]. La verità è che [...] amarezza, delusione, incertezza. E la realtà è che [...] è possibile, [...] sono aperti. Dal [...] Ciampi, a Mancino, [...]. Da oggi la palla [...] che ha il difficile [...] la crisi più pazza degli [...]. [...] quella di ieri. Iniziata con fo-schi presagi [...] peggiore dei modi. Dalla mattinata si capi-sce [...] previsti non ci sono, manca Irene [...] iscritta al gruppo di Rinnovamento [...] altro deputato di [...] Silvio Liotta, fa il [...] Tiziana Valpiana, [...] ma in odore di [...] governo, ci ripensa. Arriva in aula accompagnata [...] del segretario di [...] e si ca-pisce [...]. /// [...] /// Quel che succede [...] se-guente sintetizza la situazione. Fi-ni e Berlusconi stappano [...]. Virtualmente con loro è [...] indiscusso protagoni-sta di [...] che, come [...] tutti, resterà impressa nella storia [...] sinistra. Il segretario di [...] sarcasticamente a nome del Polo, Nerio Nesi è furente: «È una [...] e Berlusconi. Ora il nostro compi-to [...] partito serio». Mussi commenta: «È riuscito [...] il primo go-verno in cui si riconosceva [...]. Una giornata che difficil-mente sarà [...]. [...] incalza, poco dopo: [...] ha fatto un errore [...] la festa di Fini e Berlusconi». Il segretario di [...] per un [...] si gode i vapori della [...] e vive il suo momento di gloria [...] le mani di un gruppetto [...] fans. Rilancia: «Si è dimostrato [...] -che senza [...] non si può fare [...]. Ma se il governo [...] pron-ti a sostenere Prodi». Una sortita macabra, commentano [...]. La realtà è che quando [...] vapori [...] si sono placati, [...] perde [...] sorriso e con-ta i cocci. Ha rimesso in gioco una [...] governo di sinistra in Italia e ha perso per [...] mezzo partito. Soprattutto è [...] dagli equilibri più avanzati di [...] anda-va parlando. Perchè il nuovo go-verno [...] allargato al centro. Il tema è quello. [...] infatti, mastica amaro. Ma non [...] tempo, e nem-meno [...] di recriminazioni su calcoli azzardati [...] su linee trop-po rigide, [...] da correre ai ripari. [...] Marini, Manconi, [...] si riuniscono subito e si [...] uniti. La proposta è [...] ma il punto di [...] constatazione: «La maggioranza del 21 aprile [...] -non è più in [...] un governo. Ci rivolgiamo dunque a [...] ampio per approvare la legge finanziaria». Cala il sipario sul [...] se un [...] è in arrivo, si [...]. Qualunque sia [...] della crisi politica, [...] della legge di bilancio è [...] delle priorità che [...] maggioranza si è data. I voti che sono mancati [...] Parlamento per dare la fiducia a Prodi, forse potranno [...] tro-vati per impedire [...] provvisorio. Nei giorni scorsi andavano [...] ad esempio, le dichiarazioni di Cossiga e [...]. Le stesse forze [...] raggiunto grazie a [...] della caduta del governo, hanno [...] interesse minore a impedi-re [...] della Finanziaria. Ma quale governo si [...] Par-lamento per assolvere a questo compi-to? [...] che viene dai partiti [...] un [...]. È una propo-sta concreta: [...] Prodi [...] chiede di accettare un incarico limitato nel [...] negli obiettivi. Ma siamo di fronte [...] ge-sto politico perché indica la volontà dei [...] salvaguardare [...] Prodi dopo la sconfitta [...]. Tutta-via questa strada si [...] per-correre anche perché in modo formale, nei [...] Prodi aveva escluso un reincari-co in caso di [...]. Di fronte [...] no di Prodi diventerebbe cruciale [...] altre soluzioni. [...] di un governo tecnico [...] delle cose, la più probabile. Ma un go-verno tecnico [...] per fare che cosa e per quanto [...] La [...] più forte appare quella del ministro Ciampi. Il governo che nascerebbe [...] potrebbe avere due prospettive. La prima quella di portare [...] della finanzia-ria così da dare [...] possibilità al presidente della repubblica di sciogliere le Camere [...] del semestre bianco. [...] prospettiva potrebbe essere quella [...] che su un programma limitato ac-compagni la [...] del nuovo presidente della Repubblica. Si aprirebbe così una [...] difficoltà in cui alcuni protagonisti po-trebbero essere [...] sui prezzi da pagare alla nuova fase [...]. Un governo di durata [...] approva-zione della Finanziaria e alla convocazione dei [...] bisogno di una base parlamentare larga, in [...] escludere [...] dei voti [...] di Cossiga. Questa prospettiva, inoltre, vedrebbe, [...] con il governo Prodi -ma anche ri-spetto [...] Dini e di Ciampi -il mag-gior partito [...] a una re-sponsabilità parlamentare straordinaria. Il ri-schio sarebbe quello [...] un tem-po breve, ma politicamente lungo, un [...] e dalla grande esposi-zione politica. Il governo tecnico potrebbe avere [...] più forte motivazione, e comporta-re quindi [...] del rischio relativo, solo se [...] il tempo al Parlamento di appro-vare una nuova legge [...]. Resta il terzo elemento [...]. La fine del primo governo [...] cen-tro-sinistra colpisce [...] di crea-re sulla base [...] qualcosa di più di una [...] fra partiti. Le forze di centro [...] sentirsi sollecitate ver-so nuove aggregazioni, sottoposte come [...] pressione del movimento di Di Pietro e [...] visto pro-tagonista con Segni [...] Occhetto. Per la sinistra inizia una [...] difficile. Sia [...] di un governo di [...] di un governo che [...] molti mesi, la sinistra deve mettere in [...] sue carte rilanciando la pro-pria prospettiva riformista [...] solo al suo elettorato, la stabilità e [...] porti nella trasparenza gli elettori a de-cidere [...] paese. Sarebbe un guaio se [...] con-clusione di questa fase della vita [...] aprisse a sinistra la [...] divisioni o di dibattiti puramente recriminatori. Note a margine Una [...] Se a Dini fu fa-tale un venerdì 17, Prodi [...] facil-mente i suoi 9 ottobre. Giusto un anno fa, [...] del Consiglio era già stato co-stretto ad [...] dimissioni al Capo dello Stato e sempre [...] con [...]. Ma stavolta la bocciatura [...] lo scenario. /// [...] /// [...]. /// [...] /// Caduta in Aula: questa [...] volta Dai banchi a destra: «Grazie, Fausto. Dentro [...] il governo [...] ha la testa [...]. Nel Transatlantico, Francesco Storace [...] soddisfa-zione stipato nel gessato presidenziale, e già [...] di partito a comporre il numero del [...] Rai, [...]. La destra quasi non [...] orecchie a ai suoi occhi, e sono [...] gridolini di gioia, e baci e abbracci, [...]. E poi bisogna rin-graziare [...] Brambilla in [...]. Gongola Filippo Mancuso: «Una giornata [...] vale [...] dottore mio. Davanti al bar Giolitti, a [...] passi da Montecitorio, Maurizio [...] batte con forza il palmo [...] destro [...] del [...] di passaggio: [...]. [...] detto, ai miei: adesso [...] non fate un cazzo, e così vinciamo. Se proviamo a fare [...]. Scene del Polo in [...] capi che brindano con champagne millesimato al Grand Hotel [...] i [...] che tracan-nano [...] alla buvette. Indica lì vicino il [...] Benito Paolone da Catania: «Io e lui possiamo fare [...] Napolitano [...] Fassino. Io faccio Napolitano e [...] Fassino. E il sorriso allaga [...] Previti, e quella di [...] e quella di Ignazio La Russa: «Abbiamo vinto perché non ci siamo dati da [...] di [...]. Avevano sot-tovalutato [...] si vede. E i big che [...] baciano e si stringono, ed ecco tutto [...] Polo [...] mondo che ap-plaude la Mara [...] quella che se ne [...] Rifondazione in nome dei Cobas, mentre ci dà [...] Prodi e invoca la necessità di «una rap-presentanza [...] della classe [...] e dei proletari» -che [...] va [...] e il nemico del [...] mio amico, e andreb-bero bene pure i [...] sod-disfazione di far fuori il Professore. E stupisce [...] di complimenti per la [...] Oreste Scalzone, «dire no a questa Finanziaria è [...] non si capisce perché [...] non fa un sal-to [...] Italia [...] partecipare alla tenzone. Se la destra ha [...] per esse-re soddisfatta, il dramma è tutto [...]. Dramma vero, con aspetti [...]. Come dice il popolare Antonello So-ro, [...] Berlusconi e Buontempo festeggeranno [...]. E [...] sulla porta [...] «non sa-rà facile per [...] spiegare le im-magini festanti viste [...] Tv di Berlusco-ni e Fini». Figurarsi se per Fausto [...] spiegare qualcosa. Spiega, e anzi rilancia: «Avevamo [...]. E i suoi sostenitori [...] per la felicità al suono [...] davanti a Monteci-torio: «Ora [...] essere tor-nati ad essere dei veri comunisti. Alcu-ni di noi hanno [...]. E [...] felice manco fosse Storace: «Ho [...] sorri-so. Questi erano degli [...]. Per il resto, se [...] crede alla vittoria, il centrosinistra non riesce [...] sconfitta. Si consola la [...] Rita Lorenzetti, chiacchierando con Diliberto, [...] Rifonda-zione [...] «Almeno tutto que-sto servirà [...] discussione sul massimalismo nella sinistra. Regge botta, la Lorenzetti, [...] Foli-gno, e le prove generale del terremoto [...] almeno un anno. [...] è me-no convinto: «Vedremo. Ci si divide in [...] è poco buono e chi non è [...]. Il poco buono può [...] non sei portato. Vado in aula: voglio [...] di Prodi mentre annuncia le dimissioni. Ma forse, va a [...] portare [...] a Prodi, oltre a [...] non è anche la [...] ottobre. Esattamente lo stesso giorno, un [...] fa, per [...] impuntatura di Fausto, fu costretto [...] offrire le sue dimissioni a [...] esattamente un anno dopo, per [...] è affondato. Se la si-nistra (per [...] messa tutta, anche la [...] data da fare. A parte il dilemma [...] della bimba della [...] che alla fine è [...] al governo, per dire, a un certo [...] nel Tran-satlantico, un urlo: [...] cazzo sta, [...] Niccolini?». Dietro [...] correva Buontempo, [...] Pecora» nazionale, a caccia del [...] azzurro che si di-straeva fumando nel cortile. Era [...] voto, forse quello decisivo. Lo ha afferrato per [...] ai bei tempi, e lo ha scaraventato [...]. Inutilmente, ma la buona [...]. Il mite professor Fisichella [...] un mancamento: «Oh, Si-gnore: siamo alla caccia [...]. E riecco fuori il Niccolini, [...] di spavento: «Io non posso fare la [...] in questa maniera. Nessuno mi aveva detto [...]. Poco a poco, il Palazzo [...]. Si lanciano gli ultimi [...] a sinistra, «ecco Nesi, già si vedeva [...] racconta che ce [...] messa tutta perché «mia [...] in un regime di destra estrema», e [...] a fare i vertici e i [...] continuano a fare campanello. Da Bologna, i buongustai polisti [...] il «Mortadella Day» [...] che già una volta hanno [...] mestamente annullare, sulla piaz-za i [...] scandiscono slogan un [...] stagionati: «Uniti sì/ ma contro [...]. Prodi inizia la [...] mesta deambulazione tra gli altri Palaz-zi. E chissà come racconterà, [...] diretta [...]. E pazien-za se [...] Previti si becca un «fasci-sta! Adesso, davvero, chi se [...]. E quasi pare di [...] canticchiare: «Bandiera rossa, bandiera rossa. /// [...] /// E quasi pare di [...] canticchiare: «Bandiera rossa, bandiera rossa. (0) (0) ![]()
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