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La «sosta» non prevista [...] pomeriggio caldissimo e afoso di giugno, nella [...] Chiusi, una tappa casuale nel tragitto consueto che [...] (di cui si riferisce in terza persona, [...] fedelmente alla biografia [...] da Roma [...] di Firenze dove insegna Storia Antica, [...] un intenso corto circuito di associazioni tra [...] tra vicende personali e accadimenti che emergono [...] temporale millenario. Benché non si dia una [...] plausibile per spiegare il comportamento del personaggio che, «schiacciato [...] un repentino senso [...] «in un improvviso moto [...] per le chiacchiere menzognere dei [...] di viaggio», scende dal treno, il lettore si sente [...] immediatamente partecipe di quello stato [...] che ha determinato [...] di una routine quotidiana, e [...] trova coinvolto, [...] nel nuovo «viaggio» che, per [...] e intrecci digressivi, si sviluppa come un lungo «piano-sequenza» [...] «file» aggrovigliato [...]. Tra [...] lo scenario della necropoli [...] alla divagazione un che di funereo, e [...] ricordi del professore di storia -quella che [...] la scena cruciale del racconto: la battaglia [...] Trasimeno [...] pochi chilometri da Chiusi), [...] in un giorno di [...] a. Il ricordo di quella [...] fosca su tutta la [...] ragioni stesse della politica e della democrazia: [...] che essere coraggiosamente democratici [...] analisi sfortuna, lo colpì con violenza». Anche la militanza [...] in un partito democratico, [...] ricordo con sentimenti di angoscia e di [...]. Appena dopo [...] conseguito la laurea, il [...] James [...] intenzionato a partire per New York. Voleva, appunto, fare lo [...] di bohème, cioè un [...] sottopagato nella grande metropoli, gli sembrava quanto [...] il suo appren-distato. Ma proprio allora negli [...] un suo parente sco-priva documenti inediti sulla [...] Big Horne, do-ve le [...] pianure avevano distrutto la colonna co-mandata dal Generale [...]. Così è nata la [...] il bisogno profondo dello scrittore di affonda-re [...] di ripercorre-re una memoria dispersa, frantu-mata e [...] storiche e mitologiche appiccicate [...] del [...] rosso». James Welch ha ha [...] regista e produttore Paul [...] a uno «special», già [...] Tv pubblica americana, che presenta [...] aggiornamento sulla vicenda del [...] Big Horne, e che [...] tut-ta una serie di ricerche utilizzate poi [...] saggio dal titolo Killing [...]. Si assiste oggi, negli USA, [...] tentativo di riabilitazione di [...] Una forma di revisionismo? Nessuna [...] abbia buon senso può impegnarsi in una [...]. Certo, ci sono da [...] pensano che [...] fos-se un eroe, un [...] sono un numero sparuto. I più pensano che [...] fosse, in poche parole, [...] dal suo orgoglio e [...]. Ave-va un ego che [...] della realtà. Sembra ormai un dato [...] ricerche storiche e in libri, alcuni dei [...] in Italia -che la vittoria del [...] Big Horne sia stata [...] ultimo momento di [...] del-le nazioni indiane, [...] personalità di Toro Se-duto. Questo capo famoso si [...] politico, come si direb-be oggi? In effetti [...] politico. Era uno statista e [...] di re-ligione. Non era invece un [...] anche se da giovane era stato un [...]. Però non erano quelle le [...] maggiori qualità. Erano nella capacità di [...] fra le diverse fazioni [...] tribù. [...] riuscito, per esempio, a mettere [...] i [...] i [...] e gli [...] cosa anomala, mai av-venuta per [...] anni. Per di più i [...] battevano per un ideale, ma per un [...]. Di [...] la difficoltà di [...]. Lui e Cavallo Pazzo sono [...] in grado di far passare tra le varie tribù [...] di [...] per una finalità comune. In questo senso Toro Seduto [...] un vero leader, figura [...] nel-la cultura indiana. Il suo libro si [...] sce-nario che abbiamo visto centinaia di volte [...]. [...] è quasi un riflesso [...] personaggi, [...] le cose, gli avveni-menti, [...] co-dificati e stratificati dalla visione cinematografica. Lei era certa-mente consapevole [...] di questo stereoti-po hollywoodiano. In che modo ha [...] Ero perfettamente consapevole del problema, anche perchè [...] sono visto tutti i film che si [...] nativi americani, e in seguito ho letto [...] che presentavano gli indiani, o in un [...] cavalieri e guerrieri dei tempi andati, oppure [...] di sangue che assalivano la solita diligenza. Per sottrarmi a un [...] ho cercato di scrivere la storia [...] dal punto di vista [...] punto di vista della loro vita quotidiana, [...] sempre stato percepito come «al-tro», e invece [...] umano con una cultura semplicemente di-versa. Negli USA è noto [...] delle riserve stanno so-stenendo una battaglia, ecologi-sta [...] per difende-re [...] il territorio indiano, e [...] mire di certi po-tentati economici, considerando questa [...] con il recupero della [...]. Molti gruppi indiani stanno [...] fine alla dispersione av-venuta in tutti questi [...] difen-dere non solo il territorio, ma la [...] tutto quello che signifi-ca questa parola in [...] del mondo. Alcuni gruppi alle-vano enormi [...] e hanno addirittura impiantato una attività commerciale, [...] servono per sovvenzionare la tribù. Appoggio tutti i tentativi, [...] riserve si portano [...] di ri-vitalizzare le [...] -per esempio la danza del sole -le [...]. Sono con-trario [...] di costruire isole in-contaminate, [...] del mondo, cosa che, peraltro, viene ri-gettata [...] le quali hanno capito che per sopravvivere [...] loro identità interagendo al tempo stesso con [...]. Negli Stati Uniti è [...] neri o essere indiani? In altre pa-role, [...] gli [...] o gli altri? I [...] indiani sono entrambi di-scriminati, ma in maniera [...]. I neri vivono in [...] agglomerati urbani, a contatto con i bianchi. Gli indiani stanno lontani, [...]. I neri hanno alzato [...] sono manifestati anche vio-lentemente nella richiesta di [...]. La gente sa che [...] un proble-ma dei neri. Gli indiani sono isolati. Bene che vada, sono [...] alla maggior parte degli americani. Inoltre molto lentamen-te i [...] integrando, forse perchè, fin [...] erano «in-terni» al processo [...] capitalismo americano, sia pur ri-dotti a semplice [...] tragica condizione di schiavi, poi in quella [...] sottoproletari. I nativi americani so-no [...] esterni, «altri». Non sono mai stati consuma-tori [...] merci. Sono [...] per il sistema economico. ANNAMARIA GUADAGNI Il racconto [...] alla strage Ha [...] tipico di un professore [...] fluente, occhialini cerchiati e una Lacoste chiara. Ha la pelle rosea [...] tuttavia i suoi lineamenti a uno sguardo [...] la [...] origine. James Welch è un [...] pellerossa [...] della nazione [...] i Piedi Neri. Si è laureato [...] del Montana, ma è cresciuto [...] riserve. [...] uno scrittore già conosciuto [...] Italia: [...] suo libro, «La morte di Jim [...] è stato pubblicato anni [...] Savelli e poi da Salamandra. Esce ora, per Rizzoli, «La [...] foglie cadenti» (p. [...] è fervido, il linguaggio è [...] e la struttura rivela una grande padronanza delle forme [...]. Ma il filo conduttore, [...] del libro è piuttosto un [...] nella memoria di un [...] distrutto [...] violenta di un mondo estraneo, [...] travolgente avanzata della [...] civiltà occidentale. Il 23 gennaio 1870 [...] sul fiume [...] fu attaccato [...] dai soldati del colonnello F. /// [...] /// Novanta donne, cinquanta bambini, [...] solo quindici uomini combattenti rimasero uccisi. Fra i pochissimi scampati, pure [...] a una gamba, [...] la bisnonna di Welch, Donna Pittura Rossa. Sarà lei a dare [...] del romanzo e che, [...] gli accadimenti del suo [...] al padre [...] le storie che costituiscono la materia fondamentale [...]. Dialogo tra un presunto [...] suo presunto bambino. Indagine su un pianeta [...] è la storia di un figlio «scippato». Ma non come accade-va [...] si tratta della dif-ficoltà di assumere incidentalmen-te [...]. Di un figlio che [...] testa non cercato, non voluto: e che [...] una relazione incerta. È, al contrario, il [...] madre che di te ha voluto soltanto [...] che [...] del padre non può [...] essere certa. Si basta da sé, [...] proprio desiderio. E lascia [...] compagno di una passione quasi [...] cuore, di quelle [...] solo con le sue do-mande. È insomma una storia dei [...] anni. La guerra dei sessi [...] Edoardo [...] in scena con [...] Martu-rano si giocava su [...] la voce del san-gue, i figli che [...] da un lato e, [...] la paternità come proiezione [...] con-tinuità del nome, della casa e del [...]. Quel mondo sembra scompar-so. Il figlio fantasma di [...] solo il buco più vistoso [...] di un uomo che [...] che ha paura di quello che sente, [...] più a prova-re emozioni. Ha il cuore di [...] cervello di plastica. E pertanto è prigioniero [...] degli umori del corpo, sprofonda nella saliva [...] delle fontane e nelle brume della Roma [...] corriva degli [...] degli anni Settanta. In un giorno e [...] di delirio alla ricerca dello «sperma perduto». [...] altrimenti usata da Rosi Braidotti [...] grande scandalo, [...] ha una [...] pertinen-za diversa. Così si ripresentano i [...] personaggi di [...] sbada-ta: sono tutte comparse. Il ricordo evanescente del [...] di casa così eccitante da suscitare [...] desiderio di una pipì [...] dei fiori, [...] psi-coanalista al quale il [...] concede per paura, due sconosciute incontrate in [...] le quali si illude di essere au-tentico, [...] ragazza che gli ha «scippato» il figlio. E poi Maria, forse [...] abbia amato e che per questo è [...] di autentico spes-sore umano. Vero corpo e vere [...]. Fino a quel bambino sconosciu-to, [...] di soppiatto in una scuola, che gli rivela che [...] padre è [...] cosa. Un figlio è la storia [...] ricostruzione di [...] emozionale. Saranno i figli, veri [...] salvare la maschilità al-la deriva? Questo romanzo, [...] talvolta associazioni lessicali troppo connotate [...] magnetico al flipper che [...] una topografia [...] della Roma perduta degli [...] questo. E final-mente lo racconta. Nella prateria corre il bisonte Indiani navajo Robi [...] ENRICO [...] NAPOLI Francesco Costa, [...] per le immagini, il 1956. Bambino al Cinema [...] un episodio apparente-mente secondario, [...] romanzo di Francesco Costa, quando al bambi-no [...] ameri-cano scatta numerose foto, con lo stesso [...] ha ripreso ragazzini morti [...] Corea o in Algeria. Il fanciullo se ne va [...] corsa indignato gridando: «Ma che cosa siete, una [...] del malaugurio? I [...] mi volete fare mo-rire pure [...] me?». La fotografia quindi è un [...] di morte, cattura [...] e lo pietrifica in un [...] perenne che è [...]. E del ci-nema, che [...] vi-ta. Sebbene napoletano a metà, [...] ha la certezza mediterranea che le immagini [...] contagio, nucleo di peri-colo. Lui ama il cinema, [...] amato le generazioni [...] e, in modo lancinante [...] che non avevano alternativa alle durezze della [...] quelle nere fumose sale mitopoieti-che. È già stato detto, [...] Calvino, [...] Puig, da Sciascia, da Vidal e da [...] cosa abbia significato per loro [...] cinematografica. E, in questo senso, Francesco Costa sembra [...] una tela un [...] consunta, un [...] come ha fatto Tor-natore con [...] suo Nuovo cinema Pa-radiso, cui questo romanzo è stato [...]. Ma lo scrittore è [...] profondo del fortuna-to regista siciliano e [...] filmico è solo un [...]. Che racconta un anno [...] Vittorio, il 1956, trascorso nella baraccopoli della Canzanella [...] do-ve il bambino di [...] finito con la famiglia, composta dal pa-dre, [...] casano-va impenitente e [...] dalla madre, una tedesca [...] e dalla sorellina France-sca, compagna di segreti [...]. Introverso ma non timido, [...] il ragazzo, che ha nel cinema la [...] vive in questo anno to-pico esperienze decisive, [...] una signora ameri-cana dai capelli rossi, che [...] con la [...] attrice prediletta Susan [...] o il soggiorno in Germania, [...] Lan-dau, dai nonni dove la madre si è [...] lite col marito infedele. Ma dalla Germa-nia e [...] è prevedibile il rientro a Napoli, mentre [...] realtà moglie di un generale della Nato, [...] torna negli Stati Uniti con [...] fotografo, lasciando stra-ziato ma [...] il nostro protagonista. Anche troppo maturato, si [...] mar-gini di consapevolezza di età di-verse si [...] un [...] ricercato di una con-clusione: Vittorio [...] in-tuendo la verità, di non andare con [...] America, prefe-rendo ai sogni [...] la quotidianità disperata e [...]. Ma il pistolotto finale [...] saggio bambi-no è una nota un poco [...] e dimostrati-va per non generare il sospetto [...] dolce-amaro [...] quello che la volpe [...] sintetizza. In ogni caso la [...] con la ricca stra-niera [...] due episodi di una costellazione di avvenimenti [...] ruotano intorno al pro-tagonista in quel suo [...] iniziatico: la scuola e la cru-deltà dei [...] sedotta dal padre, il supplente strabico e [...] che si fa leggere il giornale da Vittorio [...] comunista di fede provata, non regge alle [...] la prostituta uccisa dal marito lenone perché [...] a faticare; tutta [...] dolente e bizzarra, emarginata [...] ha radici lontane nel teatro di Viviani [...] nei personaggi stralunati di Eduar-do e nella [...] un Marotta, oggi ingiustamente dimenticato, o in [...] più dura di un Domenico Rea, so-prattutto [...] Rea [...] Ritratto di mag-gio. Sono assonanze, filiazioni indi-rette, [...] ed empatie che per anni hanno arric-chito [...] con una simbiosi mutualistica di cui Costa [...] estremo esponente, tra realismo di impian-to e [...] (come non ricordare il compianto Anni-bale [...] tra affabulazione [...] e proverbialità popo-lare: [...] cane mozzica sempre [...] stracciato» sentenzia il protagoni-sta [...] detti della malasorte, balena lo sberleffo di Pulcinella [...] Totò. Francesco Costa è anche [...]. Ed è una professione che [...] e pesa, nella [...] narrativa, ne costi-tuisce il limite [...] la forza. Il primo è rilevabile [...] psicologismo epidermico e manierato, che mac-chia soprattutto [...] troppo carico di va-lenze emblematiche per non [...] dolciastro e la beati-ficazione; e rintracciabile anche [...] colorazioni stilisti-che accese a mediare una prosa [...]. La forza inve-ce è [...] del-la storia e dei suoi fondali, nella [...] Na-poli di Achille Lauro, sapiente-mente priva di [...] ricca di particolari ica-stici, crudeli. Che sono come le [...] delle [...] simili a quelle fotografie [...] Vittorio per la loro fune-bre negatività, dagherrotipi ingialli-ti [...] è distesa [...] mortifera del tempo. Se non ci fossero [...] la passione di Francesco Costa a far [...]. /// [...] /// Se non ci fossero [...] la passione di Francesco Costa a far [...]. (0) (0) ![]()
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