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[...] Studio, una palazzina bassa affiancata [...] villette sulla [...] strada di New York, è [...] una chiesa. Quando vi entria-mo lo [...] pen-sando a tutti i grandi nomi che [...] scena del piccolo teatro [...] come esperienza di vita. /// [...] /// Se qualcuno non conoscesse [...] recitare seguendo il «metodo» di Strasberg, [...] viscerale di Brando ne [...] felice. O forse i più giovani [...] meglio [...] para-noia di Robert De Niro [...] Taxi Dri-ver, «Are you [...] me? Are you [...] me?». È questa scuola che Al Pacino, [...] Ellen [...] (vincitrice di un Oscar [...] Alice [...] Abita più [...] ha diretto per sei [...] morte di Strasberg nel 1982. Nean-che un museo degli Oscar [...] lo stesso effetto. Ma scopriamo immediatamente che [...] un sentimento quasi fuori posto. [...] direttore artistico Estelle [...] (attrice che vinse [...] per Bonnie e Clyde), [...] Penn (regista tra [...] di Piccolo Grande Uomo) [...] patronessa dello Studio Joanne Woodward (anche lei [...] Oscar per I Tre Volti di Eva), [...] una piccola folla di ospiti come se [...] loro, e creano [...] di grande fa-migliarità. Sono tutti riuniti per celebrare [...] cinquantesimo anni-versario [...] Studio, a par-tire [...] che lanciò, nel 1931, [...] più innova-tiva e influente sullo [...] moderno, e non solo quello ameri-cano: il [...]. Era [...] del 1931 quando tre [...] un paio di dozzine di attori per [...] di lavoro e vita in comune, che [...] al-la realtà e portasse sulla scena tutta [...] emozioni uma-ne. Harold [...] Lee Strasberg e Cheryl Crawford, [...] scuola di Konstantin [...] creatore del teatro di Mosca, [...] di farla finita con la falsa teatralità [...]. Si era nel bel [...] depres-sione, «ma noi non siamo depres-si» disse [...]. [...] diffi-cile, ma anche ricca di [...] espe-rimenti. Il gruppo andò a passare [...] in campagna, a [...] a due ore da New York. E lì lavorò, studiò, si [...] visse insomma, in [...] comunitaria. Gli artisti erano guidati [...] coscienza sociale, oltre che da una visione [...] come diceva Strasberg, «mettesse insieme [...] e la tecnica degli [...] queste due parti non sono in equi-librio, [...] riesce». Anche quando il [...] si divise definitivamente nel [...] rimase in vita [...] Studio, fondato alla fine [...] Elia Kazan, Robert Le-wis e Cheryl Crawford. E Strasberg regnò sulla [...] scuola dal 1951 fino alla morte, una [...] istitu-zioni dello spettacolo americano. La concentrazione sulla vita [...] dei perso-naggi e la loro sensibilità alle [...] il nocciolo del «metodo» della scuola, [...] difficile da penetrare perfino [...] attori del momento. Jack Nicholson dovette passare [...] prima di esse-re ammesso, Harvey Keitel 11. Adesso che non [...] più Strasberg, alcuni veterani della [...] come Paul Newman, Arthur Penn e Ellen [...] hanno creato la possibili-tà di [...] il «metodo» anche [...] precisamente alla New [...]. A quasi [...] Joanne Woodward è quasi più [...] della giovane attrice che era quando vinse [...] nel 1957. Si parla sempre tanto [...] Paul Newman, probabilmente il settan-tenne più seducente [...] la Woodward, con la [...] figura poco appesantita dagli [...] volto sorridente e disteso mai toc-cato dalle [...] chirurgo pla-stico, è una forza della natura. Quasi da sola, ha [...] di celebrazioni per il cin-quantesimo anniversario dello Studio, [...] serali dei dram-mi scritti e prodotti dal [...]. Solo [...] scorso ha ri-portato sulla scena [...] nelle vesti di regista, [...] di Clifford Odets, una delle [...] interessanti espressioni del tea-tro politico di sinistra. La carriera di Odets [...] sotto la scure di McCarthy, [...] an-ni trenta i suoi drammi fecero sen-sazione. Il fatto è che [...] a un certo tipo di recitazione, ma [...] «sem-brava una collezione di [...] aveva tentato [...] come la loro. Ma a parte le [...] vo-lendo prendere le distanze [...] politica del teatro della [...] ricordato dal-la Smith e dalla Woodward che [...] Strasberg, Odets, e anche Paul Green [...] del [...] e autore insieme con Kurt [...] di Johnny [...] un musical ormai dimenticato [...] sarebbero stati neanche Tennes-see Williams, Arthur Miller, [...] Tony [...] di [...] in America, e soprattutto Elia Kazan. /// [...] /// Al suo meglio in [...] uno spirito pro-fondamente ribelle contro la vita [...]. [...] della maturità [...] avuto nel [...] con «Il Padri-no». Ma dopo «Ultimo tango [...] Parigi» [...] carriera si è lenta-mente [...]. Oggi, con la [...] di-zione smozzicata e la [...] emoti-vità repressa, è quasi una [...] del «metodo». Quando entrò per la [...] Studio, il giovane Newman provò quasi uno [...] paura che la presero per rabbia e [...] di unirmi a loro». Dopo [...] vinto a [...] il premio co-me miglior [...] per «La lunga estate calda», fu nominato [...] anno per «La gatta sul tetto che [...] di nuovo per «Lo spaccone» (1961), [...] il selvaggio» (1963) e «Nick [...] (1967). Vinse però solo nel [...] «Il colore dei soldi». A 73 anni fa [...] cuori femminili, come nel suo ultimo film [...]. Serpico, [...] Michael Cor-leone sono solo [...] in-dimenticabili ruoli cinematogra-fici di Al Pacino. Ma nonostante la [...] bravura sullo schermo, re-sta [...] teatrale. Il recente Riccardo III, [...] scritto e diretto, dimostra il suo amore [...] e riprende la lezione [...] Studio. Il personaggio scespiria-no ricreato [...] è un uomo consumato in-teriormente dal suo [...] potere e destinato dunque a con-sumare anche [...] lo circonda. Pacino ha così pagato [...] a Strasberg. Innegabilmente, Bob De Niro [...] grande attore della [...] gene-razione. Poco più che cinquan-tenne, [...] Strasberg ha appreso ad approfondire la psicologia [...] dai mille volti. È uno squilibrato in [...] e «Taxi driver», un [...] «New York, New York», un soldato nel «Cac-ciatore», [...] «Toro sca-tenato», un prete in [...] un comico maniacale in «Re [...] notte», un gangster negli «Intoccabili», «Quei bravi [...] «Casinò», uno psicopatico in «Cape [...]. È anche [...] ego di Scorsese. LUOGHI MITICI Demolito a Las Vegas: [...] suo posto un nuovo mega albergo Giù [...] dove Elvis disse sì Le [...] Presley e Priscilla vi furono celebrate nel [...]. La radicale trasformazione della [...] Nevada. Una immortala un matrimonio, [...]. [...] con quel palazzo che [...] stesso raffigura invece la «morte» del medesimo [...] avvenuta nella notte fra [...] il 28 aprile. [...] è stato abbattuto: aveva 31 [...] (Elvis, nel [...] praticamente inaugurato), che per la [...]. Las Vegas, dagli anni [...] ha cambiato radicalmente la propria fi-losofia e [...]. Gli analisti affermano che [...] ma-ni della mafia -che controllava gioco [...] divorzi «facili» e prostituzione, [...] della città -a quelle delle multina-zionali. Che hanno reso ancora [...] tre industrie sud-dette (il Nevada è uno [...] al mondo, in cui i bordelli so-no [...] turista si trova la loro pubblicità direttamente [...] e ne hanno aggiunto una quarta, fondamentale: [...]. I grandi alberghi di Las Vegas [...] sono più «solo» casinò: sono veri e [...] tema, in cui mamma e pa-pà giocano [...] i pupi vanno sulla giostra ispi-rata a Indiana Jones [...] si fanno fo-tografare con Dorothy, quella del Mago [...] Oz. Tutto ciò ha enorme-mente allargato [...] giro delle pre-senze, rendendo Las Vegas una cit-tà in [...] espansione turistica ed economica. Se vi interessa, è [...] americane dove si trova più facilmente lavoro, [...] dicono sempre gli analisti, an-che di tendenza [...] Mike Davis autore del volume su Los Angeles La [...] di quarzo) i sindacati sono meglio organizzati. In questo contesto di alberghi [...] più «totalizzanti», che ten-dono a gestire [...] giornata del turista [...] di uscire, [...] era un dinosauro. Era uno degli alberghi [...] ma Las Vegas brucia in fretta la [...]. Nello spiazzo vuoto che [...] sullo Strip, il mitico vialone dove sono [...] a dozzine, ci sarà per qualche anno [...] poi sorgerà un nuo-vo [...] costo di 1 miliar-do [...] di dollari. Lì ac-canto, [...] aprirà nel frat-tempo [...] Bellagio, che due an-ni fa [...] il vostro cronista ca-pitò in Nevada per [...] volta) era solo disegnato sui [...] pubblicitari. Dal nome, e da [...] disegni lasciavano intuire, sa-rà una roba a [...] piazzetta di Capri e [...] Gran Bretagna della cittadina [...] «ri-scritto» in purissima architettura disneyana. Perché Las Vegas, come [...] Disneyland, è la città [...] e se la notte [...] un frammento di que-sto Immaginario, è solo [...] bello, più forte e più redditizio che [...]. Elvis non pian-gerebbe. Anzi, intonerebbe Viva Las Vegas, [...] sia. Alberto Crespi [...] 2. /// [...] /// Alberto Crespi [...] 2. (0) (0) ![]()
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