[...] il carcere, la [...] Alcide [...]. A un certo [...] l ci svegliano i lamenti [...] bestiame [...] f e colpi da fuoco. Nel corridoio c'è Aldo, [...] aprono le porte, ci mettiamo a guardare [...]. Sparano dai campi intorno [...] non vediamo. Poi viene una voce forte [...] campagna: [...] Cervi, arrendetevi! Le donne trascinano nelle [...] delle munizioni. Genoveffa stava vicino alla [...] da letto, muta. La vedo come se [...] e con gli occhi accesi. Poi si scuote e [...] calmare i bambini. Intanto noi abbiamo infilato [...] gli scuri, Aldo ha un [...] e apre il fuoco. Anche gli stranieri sparano [...]. Ci rispondono altri colpi [...] dura qualche minuto. Poi noi cominciamo a [...] finché ci guardiamo tutti e ci parliamo [...] munizioni sono finite. Aldo guarda dalla finestra [...] vede un bagliore, e dice: brucia, non [...] da fare. Io dico: non mi [...] cani, andiamo giù tutti quanti e meglio [...]. Aldo si ferma e [...] che ci sono le donne e i [...]. ///
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Così scendiamo le scale, [...] volta. Le donne si aggrappano [...] uomini, qualcuno piange. Agostino prende in braccio [...] e lo bacia. [...] prima di uscire [...] Aldo ci riunisce e [...] bene. Quando ci interrogheranno, solo [...] Gelindo ci prenderemo la responsabilità. Gli altri non sanno [...] apriamo la porta e usciamo [...] io corro verso la [...] fascista mi acchiappa e gli urlo: vigliacchi, [...] lasciate scampare. [...] due autocarri, poi ho saputo [...] erano venuti in 150 uomini per prenderci. La casa bruciava, e [...] i fascisti armati fino ai denti. Ci prendono villanamente, ma [...] saliamo da soli sul furgone. E poi, gli ultimi [...]. I figli abbracciano le [...] state tranquille;, tutto sì metterà bene, vedrete, [...] volta che ci arrestano. [...] che ha in braccio [...] piccolo, bacia Agostino, e lui gli dice: [...] camminare, [...] bacia i suoi tre [...] furono arrestati [...] nella loro cascina i [...] Cervi. Ce lo racconta Alcide [...] saggio e fiorito, con i suoi giudizi [...] esperienza di un contadino che guarda però [...] gli occhi del futuro. Papà torna presto. Gelindo abbraccia i suoi [...] volte. Lui sapeva già che [...] come forse lo sapevà Aldo, che però [...] calmo e tranquillo. Poi a Genoveffa tutti [...] intorno, e la baciano chi sul viso, [...] chi le bacia le mani, e dicono: [...] che torneremo presto, state tranquilla. La madre li abbracciava [...] e se li stringeva al petto, e [...] capo, e piangeva e diceva: meglio morire, [...]. Ma i fascisti non [...] spingono sul furgone, e quando prendono me, Genoveffa [...] certo, [...] gli rispondo forte mentre [...]. Cosi sai che ci [...] figli tuoi. Genoveffa scoppia in singhiozzi, [...] risparmiassero. Prima che chiudano gli [...] gridiamo ancora: [...] state tranquille, torneremo presto. Ma i loro visi [...] non si vedono, secondo i lampi delle [...]. Ci portano via, mentre [...] i bambini restano sole nella casa che [...]. Continua a piovere, cosi [...] presto. Ma poi ho risaputo [...] è finito presto, ma che i fascisti [...] noi, si sono messi a rubare e [...] mobili, macchine, copertoni, e poi bruciarono i [...] e se li misero sotto i piedi. Meglio [...] allora, che almeno ci [...] tracce. Ma a un certo [...] non va più [...] per via del [...]. I fascisti bestemmiano e [...] non so a chi [...] presi. Poi si arriva al [...]. Fanno scendere gli stranieri [...] su [...] macchina, per [...] a Parma. [...] resta con noi, mentre Castellucci [...] a parlare in francese e dice che [...] soldato di De Gaulle, e i fascisti [...] lo mettono insieme agli stranieri. Non so quale sorte [...] ai prigionieri, ma fino ad oggi non [...] lettere, solo [...] per ringraziamento ci ha [...] di caramelle. [...] entriamo nel carcere dei Servi [...] in un camerone con altri detenuti, e [...] li chiamano per [...]. Nessuno parla, a. ///
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Nessuno parla, a.