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[...] che il musicista e neo [...] avrebbe [...] presentazione del suo film [...] è stata annullata. [...] era quella di costruire [...] per permettere a Ligabue di imbrac-ciare la [...] qualche pezzo, ma gli impegni sul set [...] il tempo a Ligabue di [...]. Ieri [...] per la stampa del nuovo [...] di Abel Ferrara «New Rose Hotel» [...] pressione del pubblico ha provocato [...] sospensione. È intervenuta an-che [...] gli animi. Dopo i disagi dei giorni [...] questa è stata [...] ri-prova che qualcosa [...] non va. Solo alle 22,20, dopo [...] (fischiato) della polizia, è [...]. Il regista di «Vite [...] «Parlare di terrorismo è tabù come parlare di Resistenza [...] cose oggi sono cambiate in meglio» «So [...] riconosceranno nel film ma non ho voluto [...] vite». E lo hanno scritto LA RECENSIONE Sguardo non fazioso sui riti quotidiani di una [...] VENEZIA. Non vogliono essere chiamati [...]. Dicono che il [...] quello che mette [...] e uccide a casaccio; [...] con cura «il bersaglio» e poi lo [...] di casa o vi ritornava, [...] pre-feribilmente alle spalle. Molti sono [...] in virtù delle «leggi [...] alcune centinaia, so-no fuggiti a Parigi, dove [...] continuando a esibire lo status di «esuli» [...]. È di loro che [...] Vite [...] sospeso di Marco Turco, e non ci [...] se qualcuno di essi piovesse [...] al Lido stamattina, in [...] proiezione aperta al pubblico, come fece Scalzone [...] di La seconda volta. Non [...] niente da fare: ogni [...] cinema si accosta agli anni di piombo [...]. Troppo recenti sono i lutti, [...] offensive (con [...] eccezioni) le argomentazioni dei brigatisti [...] non provochi nuove ulcerazioni. Vedrete che accadrà anche [...] Vite [...] sospeso. Anzi, riaccadrà: vi-sto che [...] sulla base della sola lettura del copione, [...] Andrea Morelli, Pino [...] Livia [...] e Domenico De Feo [...] nella quale si accusava Turco [...] falsità»: «La storia presenta situazioni invero-simili, i [...] di luoghi comuni. Questo film ispi-rerà reazioni [...] i suoi personaggi: visti come mi-serabili, immorali, [...] nuova comunità. Per questo ci sentiamo [...]. È proprio così? Vite [...] un reportage televisivo realizzato a Parigi nel [...] Turco. Nessuno «rifugiato» della comunità [...] e anzi ci furono parole [...] per Turco. Ma nel passaggio alla [...] il film diven-ta improvvisamente «offensivo», si direbbe [...] personag-gi si adeguano alla legge dello spettacolo. Si racconta infatti [...] tra un giovane giorna-lista italiano, Jacopo, e suo fratel-lo, Dario, da anni scappato in Francia, [...] si è rifatto una vita come dirigente di una [...]. È [...] del 1988. I due si sono [...] in tutto, ma il matrimonio di Dario [...] Jacopo di fermarsi qual-che giorno nella casa del [...]. Dario ha ucciso, e [...] dif-ferenza. Intanto gli ex compagni [...] a guardare con sospetto [...] che vor-rebbe girare un [...] condizione di «esuli». [...] (per droga) di uno [...] il clima di ostilità, e quando una [...] portafogli di Ja-copo un vecchio tesserino da [...] contromisu-re. Non essendo un documenta-rio, Vite [...] gioca un [...] sulla suspense della situazione, [...] alimenta gli atteggiamenti sempre più nervosi e [...] brigatisti. Ma lo sguardo del regista [...] sostenitore [...] per quei reati -non è [...] Turco rovi-sta nelle ritualità estenuata di quella [...] i discorsi, le miserie umane [...] le asprezze ideologiche, la «nor-malità» della loro esistenza pari-gina. Certo non li ritrae [...] tali non sono. Semmai cerca attraverso il [...] Jacopo, ben reso da Massimo [...] di stabilire un confronto [...] ha vis-suto quegli anni e chi ne [...] protagonista. Ad esempio, la scena [...] Isabella Ferrari rievoca [...] di un dirigente [...] di cui notò il [...] di cadere, è piuttosto toc-cante, così come [...] riflessione del perso-naggio interpretato [...] Ennio Fantastichini: «Dieci anni di guerra e di morti [...] né coi carabinieri né con gli ap-pelli [...]. Ma, per Dio, ci [...] cinema e nella realtà un ex terrorista [...] semplicemente: «Ho sbagliato tutto, chiedo perdono del [...] causato». Michele Anselmi piombo Rifugiati di [...] sopra Ennio Fantastichini in una scena di «Vite in [...] Sotto, al centro, Michele Placido in «Del perduto amore» [...] a destra, James [...] in [...] VENEZIA. Il cinema riapre il [...]. [...] già fatto di recente [...] La [...] volta di Calopresti o La mia generazione [...] Wilma Laba-te. Ed ecco Vite in [...] il discorso sul versante rifugiati. A Parigi sono una piccola [...] un microcosmo. Gente che ha tentato [...] vita, inseren-dosi nel mondo del lavoro e [...] ma senza riu-scirci fino in fondo perché [...] si cancella. E tornare a casa [...] gale-ra. A meno di un [...]. E Marco Turco -38 [...] al-lievo di Gianni Amelio -alla paci-ficazione si [...] «Non sono in grado di dare un giudizio [...] tempi mi paiono maturi per [...] che per-metterebbe di discutere [...] che è accaduto e an-dare [...]. Molte cose, oggi, sono [...]. E poi [...] dice, è già sentito da [...] persone come una pena. Non è facile parlare [...]. È lui Dario, il [...] sa affrontare le sue colpe. Mentre Turco, consapevole di pos-sibili [...] rivendica innan-zitutto [...] del progetto. Vite in sospeso ricalca in [...] modo la [...] esperienza. Nella finzione un giovane [...] fratello espatriato da dieci anni. Scopre che ha ucciso. /// [...] /// Comin-cia a intervistare i [...] esi-lio. Suscita in loro una diffusa [...]. E anche Vite in [...] un docu-mentario realizzato da Turco per [...] (Storie vere). E dunque lavora sul [...] giudizi mora-li. Sposta però il tutto [...]. Ma la situazione si [...] giravamo il film a Parigi: il trattato [...] abbattendo le frontiere, sembrava [...] francese a consegnare i rifugiati». La sceneggiatura non è [...] interessati. I quattro ex terroristi [...] tv -Andrea Morelli, Pino [...] Livia [...] e Domenico De Feo [...] in cui si definivano «le si-tuazioni inverosimili, [...] i dialoghi zeppi di luoghi comuni». Que-sto film, aggiungeva-no, «ispirerà [...] verso i suoi personaggi: mise-rabili, immorali, inde-gni [...] co-munità che si prefigura in questa Italia [...]. Turco, dal canto suo, [...] problema stia proprio nel non [...] essere raccontati. E infatti non ho [...] loro vite». [...] parte ammette di [...] girato con stile documentaristico: mac-china [...] mano, scene dal vivo in metropolitana o nei caffé. Aumen-tando inevitabilmente [...] ve-rità. Già militante della [...] Turco ha anche chiesto [...] Um-berto di recitare nel ruolo di un [...] del Pci. Non parla di pentimento, Vite [...]. È for-tissimo, viceversa, il [...] impossibile. Delle vittime verso gli [...] verso se stessi. Dario dice a un [...] anni fa ho sparato, oggi non lo [...] la stessa persona». Mentre Fantasti-chini, 43 anni, [...] il divorzio e [...] considera gli italiani un [...] inca-paci di fare scelte e [...] le con-seguenze. E dice: «il pentimento [...] confuso, credo che il film parli piuttosto [...] queste persone, che non possono neppure guardare [...] negli occhi con un tale macigno sulla [...]. Cristiana Paternò Marco Turco: [...] gli ex terroristi IL REGISTA «Ho voluto [...] del comunismo: quella del Pci, della lotta [...] chi è nato negli [...] 2. Italia, ritorno al passato. È una delle costanti di [...] festival: dai [...] dei Taviani agli [...] di Marco Turco. Ma [...] zero sembra essere il 1958. Da lì comincia Così [...] Gianni Amelio, lì finisce Del per-duto amore. Con le elezioni, vinte [...] uno sperduto pae-sino della Lucania. Michele Placi-do, alla [...] quarta regia, non sa [...] della coinci-denza, ma riflette sulla distanza lu-nare [...] «a qualcuno il mio potrà sembrare addirittura [...] costume, per me quella realtà è ancora [...]. Si chiede pure se [...] la vicenda, umana e politica, di Liliana Rossi, [...] di san-ta comunista morta a ventidue an-ni [...] letteral-mente consumata di militanza nella diffusa ostilità [...]. Risponde, in qualche mo-do, Giovanna Mezzogiorno, [...] an-ni, che a Liliana presta il suo [...] fanciulla: «Adesso [...] dei giovani è zero. Non sappiamo vivere la [...] intelligente e comunque di po-litica se ne [...]. Persino i partiti che [...] guerra nei comizi del film non esistono [...]. Chiaro che per Placido [...] formazione -le cose stiano diversamente. Per lui, cresciuto ad Ascoli Satriano, Fog-gia, quella [...] Liliana e [...] Gerardo è quasi una storia [...] a cui conse-gnare un pezzo di coscienza meri-dionalista. Ma è anche pronto [...]. Però sto già pen-sando [...] meno autoreferen-ziale, la storia di un ventenne [...] Milano per sfondare nel mon-do delle sfilate [...] mani di un [...] uno di quegli esseri [...] aspiran-ti modelli». Ha nostalgia, [...] dei fer-menti di fine [...] e vigilia di centrosinistra, [...] rossi si scomuni-cavano e qualche democristiano si [...] come spu-tacchiera. Ora tutto è cambiato, [...] si incontra più nelle piazze per discutere, [...] di Kennedy, le passioni [...] forti». Ancora adesso, però, i [...] Irsi-na, set del film, non erano [...] sulla scena in cui [...] Li-liana, avvolta nella bandiera rossa, entra in [...]. Liliana, che muore precocemen-te [...] un comizio, fa venire in mente Berlinguer. E Placido racconta che Veltroni [...] il suo film e si è commosso. A modo suo è [...] Pla-cido. Affascinato da figure come Madre Teresa [...] don Ciotti. Come cristiana fu Liliana, [...] fu-nerale religioso. Oggi una Liliana non potrebbe [...] esistere. [...] pudore a coltivare le utopie. E sul set del [...] comparse, le vecchie [...] sopite sono riemerse. /// [...] /// [...] di [...] («Notti Veneziane»), Philip Marlowe [...] una bionda ben carrozzata su tacchi a [...] nel vec-chio ufficio e lo assume per [...]. Ma è uno scherzo, [...] è proprio. /// [...] /// Pubblico scarso ieri sera [...] di Bob [...] che rinverdi-sce il mito [...] nato dalla fantasia di Raymond Chandler. Come ben sanno i [...] è un romanzo spu-rio: [...] un terzo dal famoso scrittore e completato [...] Robert B. Parker, allievo di Chandler [...] un altro famoso detective, quello Spencer protagonista [...] tv. Di matrice televisiva [...] pro-dotto la [...] è anche [...] e purtroppo si vede, [...] che [...] mostra ancora di possedere. Ultimo di [...] serie di Marlowe (Bogart, Mitchum, [...] Gould. [...] ap-pena sposato con la [...] di cui so-pra, avvocatessa di [...] nonché figlia di un uomo [...] che ha regalato ai due [...] villetta nella cittadina fantasma di [...] in mezzo al deserto ver-so [...] Nevada. [...] parte dalla mor-te di [...] freddato mentre è al telefono con Marlowe. Il quale si ritrova [...] un tizio, un tal Nichols, che ha [...] dollari: ma Nichols in [...] Larry Victor, è un fotografo cresciuto [...] del porno e sposato [...] che scopriamo essere la figlia del cliente [...] Marlowe. Come sempre in Chandler, [...] un pretesto per raccontare la solita Los Angeles [...] disfatta, in un susse-guirsi di botte in [...] scuola dei duri e rivelazioni a sor-presa. [...] non ag-giunge nulla al [...] muove dentro la convenzione hard [...] appena aggiornata agli anni Sessanta. Sia-mo infatti nel 1963, [...] del film ci mostra un ritaglio di [...] scritto: «Kennedy oggi a Dallas». Come a dire, si chiude [...] anche per Marlo-we scatta [...] della pensione. /// [...] /// Come a dire, si chiude [...] anche per Marlo-we scatta [...] della pensione. (0) (0) ![]()
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